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Definizioni teologiche

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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da joker il Lun Gen 19 2015, 17:52

@quovadis ha scritto:
@delfi68 ha scritto:
io non voglio offendere il tuo dio..voglio solo dirti che ti fa male. ti fa credere a una rivincità da dopo morto, ti fa sentire in colpa anche se innocente, fallito anche se paccato e truffato..abbandonato e tradito.

non sono mica tanto convinto...  e indipendentemente da quanto citato poco sotto


Essere ateo aumenta le possibilità di suicidarsi?

Secondo uno studio del dipartimento di Psichiatria dell’Università del Manitoba, reso noto da un articolo di Marco Tosatti pubblicato sul sito della Stampa, avere fede dimezza la probabilità di suicidarsi. Aperta la discussione sulle cause: alcuni studiosi sottolineano l’importanza degli aspetti di socializzazione connessi a ogni appartenenza, che farebbero sentire gli individui “meno soli”...

fonte
http://www.uaar.it/news/2009/02/02/essere-ateo-aumenta-possibilita-suicidarsi/

Mah... chi professa la fede cristiana sa che il suicidio è considerato peccato mortale e è quindi persino banale che il ricorso a tale estrema soluzione sia limitato in partenza.
Se invece parliamo di altre fedi non so, ad esempio, nella fede musulmana [versione integralista] il suicida che porta con se tanti infedeli potrà aspirare al paradiso (con tanto di vergini ecc. ecc.) ed infatti mi pare che i casi non siano tanto rari... quanto è realistico questo studio?
Che poi chi ha fede [in un Dio] mi pare evidente che si senta meno solo: ha almeno un amico in più (per quanto immaginario) che lo conforta nei momenti di crisi.
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da Akka il Lun Gen 19 2015, 17:53

@delfi68 ha scritto:si ma se fosse esistito un regno di davide, con la grandezza di un tal regno e un tal re, scusa, ma le prove dovrebbero abbondare, non deficitare..

ad ogni buon conto significa solo che non è esistito.

fino ad Esdra che compilò un collage di mitologie mediorientali nessuno aveva mai sentito parlare di sto Davide.

ma qui siamo ot, se vogliamo aprire un 3D sulle fonti storiche extrabibbliche si può fare..

certo, però chi si occupa di queste cose sa bene che ricostruire l' andamento degli eventi prima del V, orse VI secolo prima di cristo è davvero una cosa problematica, ci sono pochissime certezze

sull atendibilità storica della bibbia ci sono vari indirizzo di pensiero, di certo, la cosa condivisa è che la bibbia non è un testo storico, nè scientifico, nè è sata scritta con intenti simili.. a me francamente, che qualche dato storico possa pure contenerlo pare probabile(sia pure per caso, per esigenze meramente narrative), poi come dice quovadis non è questo(o comunque non solo) che determina la fede

dopotutto, anche concedendo che ogni cosa scritta nella bibbia ammetta un riscontro archeologico(cosa che ovviamente non è), non saremmo ancora costretti a credere nella rivelazione...

ma neppure constatare che molte cose non tornano è sufficiente per dire a quelli che credono che sbagliano, pare a mmme
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da jessica il Lun Gen 19 2015, 19:35

@joker ha scritto:
Se invece parliamo di altre fedi non so, ad esempio, nella fede musulmana [versione integralista] il suicida che porta con se tanti infedeli potrà aspirare al paradiso (con tanto di vergini ecc. ecc.) ed infatti mi pare che i casi non siano tanto rari...
eh no.... quelli contano come caduti in guerra, martiri. il suicidio è vietato nel corano.
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da joker il Lun Gen 19 2015, 21:38

@jessica ha scritto:
@joker ha scritto:
Se invece parliamo di altre fedi non so, ad esempio, nella fede musulmana [versione integralista] il suicida che porta con se tanti infedeli potrà aspirare al paradiso (con tanto di vergini ecc. ecc.) ed infatti mi pare che i casi non siano tanto rari...
eh no.... quelli contano come caduti in guerra, martiri. il suicidio è vietato nel corano.

Sarà pure vietato ma a quanto mi consta se uno si imbottisce di esplosivo e poi preme il detonatore trattasi di suicidio. E il martirio viene inflitto non autoinflitto. Però visto che vige la libertà di espressione possono raccontarsela come meglio credono clown
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da random il Lun Gen 19 2015, 21:43

@primaverino ha scritto:Vacci piano, ok?
Sull'attendibilità dei vari "studi" non ci metterei la mano sul fuoco, tuttavia il tuo atteggiamento nei confronti di Quovadis mi pare eccessivo.
Chi non la pensa come te non deve per forza essere "fatto".
Sono stato chiaro?
Grazie per l'attenzione.

Senti caro, vediamo di razionalizzare perché a scrivere “amenità” ci vuol poco, quasi niente. Dunque:

1. se hai da recriminare su quello che scrivo, fallo pure; ma non con il tono da Sergente Hartman che hai usato in questa occasione; quello, è un altro film;

2. non ho fiatato sui vari “studi”, né con né senza mani sul fuoco: hai sprecato un colpo;

3. quale sarebbe l’atteggiamento eccessivo nei confronti di Quovadis? Le due battute che gli ho indirizzato? Tutto lì? Ma non ti sei mai riletto, non hai mai valutato gli scambi tosti e ruvidi che – giusto per avere un qualche riferimento recente – hai scambiato con delfi68? Rileggiti con onestà e poi dimmi se l’eccessivo sono io;

4. trovo sgradevole che tu intervenga dando per scontato che Quovadis se ne sia risentito; non ho letto nessuna sua lamentela (pubblica); se l’ha fatto in privato chiedendo il tuo intervento e tu l’hai raccolta me ne dispiaccio, per voi due: non ci fate la figura di una coppia illuminata;

5. se, come è possibile, tutto questo fumo l’hai sollevato per mimetizzare il fatto che non gradisci il mio modo di stare nel forum, ti sono indigeste le cose che scrivo o ti sto sul cazzo per qualunque altro motivo, non girarci tanto attorno, me lo dici chiaro e tondo e io porto immediatamente il culo da un’altra parte;

Spero anch’io di essere stato sufficientemente chiaro.
Grazie per l’attenzione.
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da Fux il Lun Gen 19 2015, 21:53

@random
Dato che sei qui da poco e non sai come funziona, ti informo che gli interventi di moderazione (in rosso) si possono commentare/criticare (o si possono chiedere spiegazioni in merito) qui: http://ateismoeliberta.forumattivo.eu/t550-no-ot-parla-con-lo-staff-vol-iii (oppure in privato alla moderazione).
Grazie.

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Il mio blog su ateismo e dintorni: https://ioateo.wordpress.com/

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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da random il Lun Gen 19 2015, 23:47

@Fux ha scritto:@random
Dato che sei qui da poco e non sai come funziona, ti informo che gli interventi di moderazione (in rosso) si possono commentare/criticare (o si possono chiedere spiegazioni in merito) qui: http://ateismoeliberta.forumattivo.eu/t550-no-ot-parla-con-lo-staff-vol-iii (oppure in privato alla moderazione).
Grazie.

Ok, preso nota. Grazie.
Visto che mi scrivi "in nero", penso di poter fare una domanda e una considerazione:
la domanda: ci sarà qualcuno che risponderà in privato al mio post?
la considerazione: come mai si è deciso per la non reciprocità? (o tutti pubblico o tutti in privato);
Grazie ancora.
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da delfi68 il Mar Gen 20 2015, 10:45

@random ha scritto:
@quovadis ha scritto:ooh,
ma la traccia vivente del regno di Dio è costituita dalla testimonianza. questa avviene principalmente per mezzo della parola. Se ripercorressimo questa strada a ritroso sino alla sua origine arriveremmo difronte ad un sepolcro...ovviamente vuoto perché Gesù, in carne ed ossa è uscito di là dentro con le proprie gambe.
Non sono mica i reperti archeologici, pietre, pergamene a far vivere ed alimentare la fede.
Insomma, per aver fede, si deve aver fede di chi ha fede, ossia in coloro i quali Dio manda in quanto testimoni.
E questa cosa funziona da 2000 anni. Pazzesco... anzi, miracolo!

Io non ho mai svolto personalmente approfonditissime ricerche archeologico storiche... ma da quel che leggo, i cervelloni che stanno dietro a vecchi sassi, ruderi, e lembi di antichissimi tessuti , non mi pare siano giunti a conclusioni unanimamente condivise

Scusa la domanda indiscreta ma, per scivere questa cosa ti sei fatto ispirare o ti sei solo fatto?

Le testimonianze orali, già di seconda mano scadono in travisamenti, dolosi o colposi che addirittura inficiano dei semplicissimi dibattiti.
figuriamoci un telefono senza fili lungo millenni!!
la testimonianza oculare e orale è praticamente di valore pari a ZERO.

gli studi scientifici, sono studi scientifici, e se non ci si mette la mano sul fuoco, figuriamoci quanto sono di valore le testimonianze religiose!!

tra i due modellli non c'è la minima possibilità di paragone! ..TUTTI, ripeto TUTTI gli studi scientifici indipendenti dai testi religiosi CONFUTANO le basi stesse della credenza giudaico cristiana. Dall'esodo a Davide e copagnia bella.

quindi se quovadis si mette sul pulpito e svolge un'omelia in perfetto stile religioso, adducendo amenità come è un amenità il valore oggettivo della testimonianza oculare e della trasmissione orale, non può che attendersi un equivalente svilimento delle tesi interlocutorie.

detto per inciso..quoto random quando significa che le ruvidità generalmente tollerate sono ben più RUVIDE di un semplice sobbalzo di fronte a una tesi balenga è universalmente irriconoscibile e di nessun valore: la validità delle testimonianze in generale, e in ambito di credenze superstiziose in particolare..

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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da random il Mar Gen 20 2015, 11:17

@delfi68 ha scritto:
detto per inciso..quoto random quando significa che le ruvidità generalmente tollerate sono ben più RUVIDE di un semplice sobbalzo di fronte a una tesi balenga è universalmente irriconoscibile e di nessun valore: la validità delle testimonianze in generale, e in ambito di credenze superstiziose in particolare..

Ho bisogno di Nutella (quella vera eh) e quoto te che mi quoti. Per dirla in cattolicese... quotati che il ciel ti quota! mgreen
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da elima il Mar Gen 20 2015, 11:31

@quovadis ha scritto:ooh,
ma la traccia vivente del regno di Dio è costituita dalla testimonianza. questa avviene principalmente per mezzo della parola. Se ripercorressimo questa strada a ritroso sino alla sua origine arriveremmo difronte ad un sepolcro...ovviamente vuoto perché Gesù, in carne ed ossa è uscito di là dentro con le proprie gambe.
Non sono mica i reperti archeologici, pietre, pergamene a far vivere ed alimentare la fede.
Insomma, per aver fede, si deve aver fede di chi ha fede, ossia in coloro i quali Dio manda in quanto testimoni.
E questa cosa funziona da 2000 anni. Pazzesco... anzi, miracolo!

Forse Quovadis dovrebbe aggiungere qualche emoticon per chiarire i suoi scritti. Infatti io avevo letto una certa ironia mentre gli altri no.

@quovadis ha scritto:

Essere ateo aumenta le possibilità di suicidarsi?

Secondo uno studio del dipartimento di Psichiatria dell’Università del Manitoba, reso noto da un articolo di Marco Tosatti pubblicato sul sito della Stampa, avere fede dimezza la probabilità di suicidarsi. Aperta la discussione sulle cause: alcuni studiosi sottolineano l’importanza degli aspetti di socializzazione connessi a ogni appartenenza, che farebbero sentire gli individui “meno soli”...

Essere ateo aumenta di molto la possibilità di suicidarsi infatti si esce da un atteggiamento "infantile" che crede che esista un "padre" che risolve tutto e se ti punisce avrà le sue ragioni e lo fa comunque per il tuo bene, anche se è un padre alcoolizzato che quando torna a casa picchia moglie e figli il "bambino" gli vuole bene lo stesso.
Si diventa "adulti", padroni del proprio destino e ci si aliena dall'idea di non essere padroni della propria vita, si fanno scelte responsabili e se non vale più la pena non c'è problema a levarsi di torno.

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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da quovadis il Mar Gen 20 2015, 12:58

@random ha scritto:

Chiedi: essere ateo aumenta le possibilità di suicidarsi?

No, veramente non me lo sono mai chiesto.
Quanto alle varie risposte proposte da questi psichiatri , “ad nasum” non saprei quanto credito attribuirvi. Ma ritengo discutibile anche l’asserzione di delfi, destinatario del mio post precedente, secondo il quale dio fa male in quanto “ti farebbe sentire in colpa, fallito, tradito, truffato, abbandonato”.

@random ha scritto:
Rispondo: non saprei; certo che la prospettiva di vivere a lungo con compagni di viaggio che fanno domande simili è una tentazione quasi irresistibile!
Mi stai dicendo che questi dotti psichiatri potrebbero avere ragione?
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da primaverino il Mar Gen 20 2015, 14:50

@random ha scritto:
@primaverino ha scritto:Vacci piano, ok?
Sull'attendibilità dei vari "studi" non ci metterei la mano sul fuoco, tuttavia il tuo atteggiamento nei confronti di Quovadis mi pare eccessivo.
Chi non la pensa come te non deve per forza essere "fatto".
Sono stato chiaro?
Grazie per l'attenzione.

Senti caro, vediamo di razionalizzare perché a scrivere “amenità” ci vuol poco, quasi niente. Dunque:

1. se hai da recriminare su quello che scrivo, fallo pure; ma non con il tono da Sergente Hartman che hai usato in questa occasione; quello, è un altro film;

2. non ho fiatato sui vari “studi”, né con né senza mani sul fuoco: hai sprecato un colpo;

3. quale sarebbe l’atteggiamento eccessivo nei confronti di Quovadis? Le due battute che gli ho indirizzato? Tutto lì? Ma non ti sei mai riletto, non hai mai valutato gli scambi tosti e ruvidi che – giusto per avere un qualche riferimento recente – hai scambiato con delfi68? Rileggiti con onestà e poi dimmi se l’eccessivo sono io;

4. trovo sgradevole che tu intervenga dando per scontato che Quovadis se ne sia risentito; non ho letto nessuna sua lamentela (pubblica); se l’ha fatto in privato chiedendo il tuo intervento e tu l’hai raccolta me ne dispiaccio, per voi due: non ci fate la figura di una coppia illuminata;

5. se, come è possibile, tutto questo fumo l’hai sollevato per mimetizzare il fatto che non gradisci il mio modo di stare nel forum, ti sono indigeste le cose che scrivo o ti sto sul cazzo per qualunque altro motivo, non girarci tanto attorno, me lo dici chiaro e tondo e io porto immediatamente il culo da un’altra parte;

Spero anch’io di essere stato sufficientemente chiaro.
Grazie per l’attenzione.

Sei stato chiarissimo.
Chiedo scusa per il "tono".
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da random il Mar Gen 20 2015, 16:24

@primaverino ha scritto:
Sei stato chiarissimo.
Chiedo scusa per il "tono".

ça_va
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da delfi68 il Mar Gen 20 2015, 19:51

quindi random, scusate l'ot.

noi ci siamo chiariti, tu, per cortesia, almeno con un utente nuovo di cui non conosciamo la sensibiltà al linguaggio, cerca di evitare battute del tipo in oggetto.

battutina leggerissima, sempre tollerata e in genere di nessuna nota. ma primaverino, mi smentisca se sbaglio, deve aver tutelato un nuovo utente nuovissimo di cui davvero disconosciamo le sensibiltà.

a me puoi mandarmi affanculo, sono un attaccabrighe naturale, coi nuovi andiamoci cauti.

mi pare che siamo tutte brave persone e non c'è bisogno di aggiungere altro..

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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da random il Mer Gen 21 2015, 12:04

@delfi68 ha scritto:quindi random, scusate l'ot.

noi ci siamo chiariti, tu, per cortesia, almeno con un utente nuovo di cui non conosciamo la sensibiltà al linguaggio, cerca di evitare battute del tipo in oggetto.

battutina leggerissima, sempre tollerata e in genere di nessuna nota. ma primaverino, mi smentisca se sbaglio, deve aver tutelato un nuovo utente nuovissimo di cui davvero disconosciamo le sensibiltà.

a me puoi mandarmi affanculo, sono un attaccabrighe naturale, coi nuovi andiamoci cauti.

mi pare che siamo tutte brave persone e non c'è bisogno di aggiungere altro..

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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da random il Mer Gen 21 2015, 14:42

@quovadis ha scritto:
@random ha scritto:

Chiedi: essere ateo aumenta le possibilità di suicidarsi?

No, veramente non me lo sono mai chiesto.
Quanto alle varie risposte proposte da questi psichiatri , “ad nasum” non saprei quanto credito attribuirvi. Ma ritengo discutibile anche l’asserzione di delfi, destinatario del mio post precedente, secondo il quale dio fa male in quanto “ti farebbe sentire in colpa, fallito, tradito, truffato, abbandonato”.

@random ha scritto:
Rispondo: non saprei; certo che la prospettiva di vivere a lungo con compagni di viaggio che fanno domande simili è una tentazione quasi irresistibile!
Mi stai dicendo che questi dotti psichiatri potrebbero avere ragione?


Metto in corsivo blu la tua… parte.

1. Chiedi: essere ateo aumenta le possibilità di suicidarsi?
No, veramente non me lo sono mai chiesto.

Ti è slittata la frizione. Io non ti ho ho chiesto niente al riguardo del tuo progetto di permanenza in hac lacrimarum valle; la domanda l’hai fatta tu, io l’ho solo riportata per risponderti puntualmente;

2. Quanto alle varie risposte proposte da questi psichiatri, “ad nasum” non saprei quanto credito attribuirvi. Ma ritengo discutibile anche l’asserzione di delfi, destinatario del mio post precedente, secondo il quale dio fa male in quanto “ti farebbe sentire in colpa, fallito, tradito, truffato, abbandonato”.

Se “ad nasum” le analisi degli psichiatri non ti convincono, perchè le hai utilizzate – strumentalmente – per replicare, suggerendo che la fede è una sorta di antidepressivo contro le pulsioni suicide? Non pensi che citare qualcosa di cui “ad nasum” dubiti, solo per districarti in una discussione sia un po’ citare “ad minchiam”?

Al riguardo della tesi di delfi, deciderà lui se e come risponderti esplicitando il suo pensiero; il mio te lo dico subito dopo il prossimo punto;

3. Rispondo: non saprei; certo che la prospettiva di vivere a lungo con compagni di viaggio che fanno domande simili è una tentazione quasi irresistibile!
Mi stai dicendo che questi dotti psichiatri potrebbero avere ragione?

Per niente. Sto dicendo che a certe condizioni… (capiscimi a mme!) la qualità della vita potrebbe non offrire più i giusti stimoli e incentivare il desiderio di togliersi dai marroni.


La tesi di delfi, il disaccordo di Quovadis

Dice Quovadis: ritengo discutibile anche l’asserzione di delfi, destinatario del mio post precedente, secondo il quale dio fa male in quanto “ti farebbe sentire in colpa, fallito, tradito, truffato, abbandonato”.

La “teologia della colpa”, nel pensiero cristiano, è stata (ed è) una micidiale arma di ricatto terroristico. Infatti, fin da neonati, siamo tutti portatori di colpa: quella del peccato originale; e se non la laviamo (col battesimo) ci è precluso il Paradiso. Ovviamente la “colpa” chiama al pentimento e il pentimento alla necessaria sottomissione alle imposizioni (se vuoi puoi leggere “prescrizioni”) della Santa Bottegona che, da secoli, espone - ben inchiodato sulla porta -, il seguente monito: “Extra Ecclesiam nulla salus” (fuori dalla Chiesa non c’è salvezza). Dunque, se è vero che “nessuno nasce imparato” è altrettanto vero che “nessuno nasce senza peccato”. Ci sono state solo due eccezioni; nell’ordine: la Madonna e Gesù. Della prima ho già detto in altra occasione, del secondo mi rimane – tra i molti altri – un dubbio: se è nato senza peccato (essendo Dio e figlio di se stesso) perché è andato a farsi battezzare da Giovanni? Di quale “colpa” doveva mondarsi?

Ma torniamo alla colpa, quella maledetta colpa che ci impesta fin dal grembo materno. Il peccato da cui scaturisce l’hanno commesso i progenitori, i primi esemplari umani usciti dall’officina divina: Adamo ed Eva. “LUI” li aveva avvertiti ma lei, Eva, si è lasciata convincere dal serpente maligno ed ha mangiato la mela, facendola assaggiare pure ad Adamo. Insomma, lei gliela data, lui ha gradito e si sono fottuti (sia in metafora che fuor di metafora). Purtroppo a quei tempi era sconosciuto il concetto di responsabilità individuale e così pure noi – i posteri – l’abbiamo preso… là. Questa la versione nazionalpopolare.

Ovviamente ci sono altre versioni, sia artistiche (mi viene in mente il Michelangelo della Sistina) che teologiche (la disobbedienza, il peccato d’orgoglio, la ribellione al Padreterno). Andiamo con ordine.

Personalmente (ma forse non faccio testo: sono un ateo godereccio, carne da macello destinata al fuoco eterno) preferisco quella splendidamente illustrata da Michelangelo. Un capolavoro assoluto, che però… da un punto di vista squisitamente teologico, ribalta completamente sia la storia della mela che quella della ribellione: secondo Michelangelo (ragazzaccio!) i due – Adamo ed Eva – stavano umanamente approcciando le prime esperienze sessuali.

Infatti, se osserviamo con attenzione l’affresco, e se ci spogliamo dell’ipocrisia perbenista, se non inforchiamo le lenti distorcenti della pruderie da verginella nominale, vediamo che… oh cazzo!



I due sono colti nel momento della fornicazione; peggio, lei si stava titillando ed è piuttosto verosimile che lo stesse facendo mentre “assaggiava” il frutto di Adamo (a occhio, più una banana che una mela), come parrebbe testimoniare l’evidente attacco eritrofobico che si legge sul suo volto. Intanto il serpentaccio maligno (popputo quanto basta per ribadire che è femmina, a ulteriore conferma che è la donna la vera causa del peccato) invita suadente la candida Eva a cogliere il frutto dell’albero, che non è una mela, come nella tradizione nazionalpopolare, ma un nerchione turgido, già pronto per l’uso. Nel dubbio, basta osservare con un minimo di onesta attenzione per convenire che non si tratta né di una lettura da sessuomane incurabile né di pareidolia: è proprio un “grosso, grasso e duro cazzo”.

Esaminata la favoletta della mela e analizzata la versione a luci rosse della Sistina, ci rimane la terza versione, quella più ortodossamente teologica. Vediamola, pur con i limiti della sintesi.

Atto primo
1. Dio crea l’uomo e poi la donna;
2. li mette a domicilio nell’Eden;
3. proibisce loro di mangiare dell’albero della conoscenza del bene e del male terrorizzandoli con lo spauracchio della morte;

Detto diversamente: Dio dà vita a due minus habens, due perfetti coglioni creati per lavorare nel giardino del Signore e privi di qualunque capacità di discernimento; con l’aggravante dell’eternità (coglioni per sempre);

Atto secondo
4. una delle creature appena create (la malefica biscia) sfugge al controllo e induce i bambolotti decerebrati a morsicare la mela;
5. appena il tempo di masticare e… minchia! cominciano a capire chi sono e dove sono; e magari con qualche velleità di rivendicazione sindacale;
6. il padrone del giardino chiama la guardia giurata volante e li fa cacciare; con cospicuo corredo di maledizioni; “bontà” Sua;

A questo punto, da che parte stiamo? Con il creatore dei due deficienti o con il serpente?
Con il Padreterno che impone le regole da cui nascono tutti i sensi di colpa o con la “bestia” che suggerisce di conoscere, capire e quindi giudicare? Io sto col serpente, e mi spiego.

Elogio del serpente
Se grattiamo la crosta della sovrastruttura metaforica del “serpente” cosa troviamo? Un semplice soggetto di stretto interesse ofiologico o altro? Direi decisamente altro.

Troviamo la necessaria capacità critica da cui discende la presa di coscienza di sé, la possibilità di conoscere, capire e giudicare il mondo che ci circonda. Troviamo la possibilità di emanciparci dal ruolo di oggetto per diventare soggetto. Troviamo la libertà di “essere” nel significato ontologicamente più nobile, più elevato (anche un sasso “è” ma rimane “cosa” senza speranza di diventare senziente). Troviamo la libertà di scegliere, di informare la “nostra vita a nostra misura”. Troviamo la libertà di negare a chicchessia la delega a decidere del nostro vivere e del come vivere. Troviamo la libertà di vivere in libertà. Compresa la libertà di sbagliare. Una libertà che non si fa beffe delle regole, che non travalica i limiti ma che prescinde dai diktat di un ipotetico e canuto vecchietto iroso, vendicativo e crudele. Un vecchietto, ha detto qualcuno, che ha più cura delle proprie mele (le sue regole) che dei propri figli (le sue creature). Un vecchietto megalomane che si pone, da padre-padrone, al centro dell’universo: ma chi si crede di essere, Dio?

Per queste ragioni, e per tutte quelle che non si possono riassumere nello spazio ristretto di un post, io dico
W il serpente!

E fanculo gli assurdi sensi di colpa, gli irragionevoli complessi di fallimento, i tradimenti, le truffe e i piccati abbandoni. Fanculo!


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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da JoJo il Mer Gen 21 2015, 15:53


Elogio del serpente
dò anche io il mio contributo con una citazione
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da primaverino il Mer Gen 21 2015, 16:00

@random ha scritto:

Elogio del serpente
Se grattiamo la crosta della sovrastruttura metaforica del “serpente” cosa troviamo? Un semplice soggetto di stretto interesse ofiologico o altro? Direi decisamente altro.

1) Troviamo la necessaria capacità critica da cui discende la presa di coscienza di sé, la possibilità di conoscere, capire e giudicare il mondo che ci circonda. Troviamo la possibilità di emanciparci dal ruolo di oggetto per diventare soggetto. Troviamo la libertà di “essere” nel significato ontologicamente più nobile, più elevato (anche un sasso “è” ma rimane “cosa” senza speranza di diventare senziente). Troviamo la libertà di scegliere, di informare la “nostra vita a nostra misura”.
2) Troviamo la libertà di negare a chicchessia la delega a decidere del nostro vivere e del come vivere. Troviamo la libertà di vivere in libertà. Compresa la libertà di sbagliare.
3) Una libertà che non si fa beffe delle regole, che non travalica i limiti
4) ma che prescinde dai diktat di un ipotetico e canuto vecchietto iroso, vendicativo e crudele. Un vecchietto, ha detto qualcuno, che ha più cura delle proprie mele (le sue regole) che dei propri figli (le sue creature). Un vecchietto megalomane che si pone, da padre-padrone, al centro dell’universo: ma chi si crede di essere, Dio?

Per queste ragioni, e per tutte quelle che non si possono riassumere nello spazio ristretto di un post, io dico
W il serpente!

a) E fanculo gli assurdi sensi di colpa,
b) gli irragionevoli complessi di fallimento,
c) i tradimenti, le truffe e i piccati abbandoni. Fanculo!


[/justify]

Posso convenire solo sul fatto che una determinata logica sia stata utilizzata dalla Chiesa per meri scopi di perpetuazione del potere temporale e più nello specifco di perpetuazione a livello di "importanza" sociale.
Nulla che abbia a che fare con supposti "creatori di deficienti" et similia, a mio sommesso avviso che abbisognino di altrettanto supposto "liberatore" (il "serpente" metaforico) dalla propria condizione di sudditanza (sempre a mio modesto parere).
La curiosità e il fascino della scoperta sono connaturati all'uomo al pari della capacità di introspezione personale (filosofia "latu sensu") e della necessità di regolamentazione della propria natura (a livello di "animale sociale") poi derivata nelle varie forme di pensiero al fine di rendere (teoricamente) perfetto il contesto nel quale l'uomo stesso opera.
Ma andiamo avanti:

1) Dissento: a parer mio la capacità critica sussegue e non precede la presa di coscienza.
Naturalmente posso sbagliarmi ma nel mentre che si inferisce il concetto stesso di "coscienza critica" a parer mio la consapevolezza del "sé" è già da potersi dare come acquisita.

2) Il problema della delega a chi possa decidere per noi (impersonale) è tuttora attualissimo e sostanzialmente irrisolto.
La stessa democrazia rappresentativa pone dei limiti fattuali, se non sbaglio...

3) Infatti il problema è rappresentato da "chi" decide le regole e se queste regole debbano comunque valere per tutti o meno.
Senza considerare, poi, che il concetto medesimo di "limite" è quanto di più arbitrario possa esservi.

4) Ma che non prescinde dai diktat comunque imposti da chiunque abbia il potere per imporli...

a) Per quanto attiene al senso di colpa (che poi debba essere assurdo o meno, lascialo pur decidere al singolo, altrimenti nel tuo slancio libertario rischi di diventare culturalmente assolutista pure tu, sia detto senza vis polemica, carissimo) non mi pare che esso sia prerogativa esclusiva del "dio vecchio-barbuto"...
Esiste anche presso altre culture diversissime da quella occidentale e regolato secondo consuetudini diverse.

b) Anche qui di irragionevole mi pare ci sia solo una certa pretesa di stabilirne i contorni in modo netto.
Sempre di fatto intimo si parla e (come ho già avuto modo di dire all'amico Delfi) penso proprio che l'orientamento religioso incida in modo minimale/inesistente dato che un certo "senso dell'onore" rimane comunque appannaggio del singolo, al netto della propria formazione culturale...

c)... Per l'appunto... Ci sono persone leali ed altre no.
Nulla a che vedere con la religione e nemmeno col dio vecchio-barbuto.
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da random il Mer Gen 21 2015, 17:01

@primaverino ha scritto:

Posso convenire solo sul fatto che una determinata logica sia stata utilizzata dalla Chiesa per meri scopi di perpetuazione del potere temporale e più nello specifco di perpetuazione a livello di "importanza" sociale.

Ti chiedo - per ora -solo una precisazione: cosa intendi, esattamente, per "una determinata logica"?
Non mi è chiaro. wub
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da primaverino il Mer Gen 21 2015, 17:03

@random ha scritto:
@primaverino ha scritto:

Posso convenire solo sul fatto che una determinata logica sia stata utilizzata dalla Chiesa per meri scopi di perpetuazione del potere temporale e più nello specifco di perpetuazione a livello di "importanza" sociale.

Ti chiedo - per ora -solo una precisazione: cosa intendi, esattamente, per "una determinata logica"?
Non mi è chiaro. wub

Una logica di potere, ça va sans dire...
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da random il Mer Gen 21 2015, 17:11

@primaverino ha scritto:

Ti chiedo - per ora -solo una precisazione: cosa intendi, esattamente, per "una determinata logica"?
Non mi è chiaro. wub

Una logica di potere, ça va sans dire...

Ok, grazie. Mi organizzo.

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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da delfi68 il Mer Gen 21 2015, 18:48

eh, ma infatti, pe mantenere il potere sociale, la chiesa ha sempre fatto appello alla fede e mai alla conoscenza!

questo implica il pilastro fondamentale di quella strategia, assumere le scritture (che tanto si facevano direttamente) come verità, contrastando le scienze che via via tentavano di affiorare, salvo roghi o ergastoli.

la contestazione che muovo io fondamentalmente è proprio questa tecnica e strategia persuasiva volta la tenere la gente nell'ignoranza!

insegnare a martello per secoli, nelle scuole e nelle piazze, che esiste un senso di colpa, che serve una chiesa per mondarsi e presentarsi bene al giudizio. insegnare che esiste un dio e la chiesa ha una delega speciale per mediare tra dio e la massa..

è il modello d'azione della chiesa che mi manda in bestia..

_________________

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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da primaverino il Mer Gen 21 2015, 19:31

@delfi68 ha scritto:1) eh, ma infatti, pe mantenere il potere sociale, la chiesa ha sempre fatto appello alla fede e mai alla conoscenza!

2) questo implica il pilastro fondamentale di quella strategia, assumere le scritture (che tanto si facevano direttamente) come verità, contrastando le scienze che via via tentavano di affiorare, salvo roghi o ergastoli.

3) la contestazione che muovo io fondamentalmente è proprio questa tecnica e strategia persuasiva volta la tenere la gente nell'ignoranza!

4) insegnare a martello per secoli, nelle scuole e nelle piazze, che esiste un senso di colpa, che serve una chiesa per mondarsi e presentarsi bene al giudizio. insegnare che esiste un dio e la chiesa ha una delega speciale per mediare tra dio e la massa..

5) è il modello d'azione della chiesa che mi manda in bestia..

1) Fede e conoscenza stanno su due piani disgiunti... Camperò a sufficienza per fartelo entrare in quella tua testaccia?
2) Dai, Rasp, per favore...
3) La "gente" è tuttora nell'ignoranza. Tu sei Delfi non "la gente".
4) Il senso di colpa non è invenzione ecclesiastico-occidentale. Non è un'invenzione tout-court... Semplicemente "é".
5) Vale per tutti i c.d. poteri forti.
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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da delfi68 il Mer Gen 21 2015, 19:59

ma quali piani disgiunti????? maddai..guarda che sono servite le cannonate e le manette dei francesi per spezzare l'assedio delle fede, del clero, alla scienza!!

sono su piani differenti, e ci mancherebbe, MA MICA PERCHE' l'ha concesso la chiesa!

la scienza non si è mai impicciata di dio se non per esaminare le prove prodotte dal clero e dai visionari..ma la fede ha sempre tenuto sotto gioco le scienze e gli scienziati!..non gliene mai passato per l'anticamera del cervello di nessun prete di dare autorevolezza alla scienza, alla conoscenza.

in molte parti del mondo, proprio grazie a statisti e illuminati e a popoli diseducati all'obbedienza inculcata dalle chiese, che i religiosi sono stati confinati un passo indietro rispetto alla laicità.

un passettino, ma almeno in una piccola parte del pianeta si respira aria di cultura, scienza e conoscenza. nel resto del mondo proprio grazie alle forti ingerenze e interessi delle varie chiese, vige l'ignoranza e la povertà più totale..

la chiesa è un potere forte. E' una holding multimiliardaria. muove interessi e politici, ecco perchè sopravvive nonostante tutto il danno che cagiona.

la chiesa NON ha mai concesso nessun magistero separato rispetto alla scienza, HA DOVUTO invocarlo!!!! ..nessuno, in sede scientifica è disposto a riconoscere una benchè minima valenza paritaria alla religione rispetto alla scienza. ma non per cattiveria, semplicemente perchè non c'è costrutto su cui discutere.  ..cosa offre di concreto su cui ragionare la chiesa??..lei chiede fede! fiducia. credere.

..ecco, sono semplicemente due mondi differenti e senza nessunissima affinità.
la scienza domanda, se prova e riprova risponde. ti da quel che può.
la religione, annuncia e chiede di fidarsi. ti da quel che vuoi.

nessun piano disgiunto, uno è pura recitazione, finzione e imbroglio. l'altro è uso del cervello per pensare. non è un piano disgiunto, un modello sta su plutone e un altro sta su keplero 2B

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Re: Definizioni teologiche

Messaggio Da primaverino il Mer Gen 21 2015, 21:14

@delfi68 ha scritto:1) ma quali piani disgiunti?????
2) maddai..guarda che sono servite le cannonate e le manette dei francesi per spezzare l'assedio delle fede, del clero, alla scienza!!

3) sono su piani differenti, e ci mancherebbe, MA MICA PERCHE' l'ha concesso la chiesa!

4) la scienza non si è mai impicciata di dio se non per esaminare le prove prodotte dal clero e dai visionari..ma la fede ha sempre tenuto sotto gioco le scienze e gli scienziati!..non gliene mai passato per l'anticamera del cervello di nessun prete di dare autorevolezza alla scienza, alla conoscenza.

5) in molte parti del mondo, proprio grazie a statisti e illuminati e a popoli diseducati all'obbedienza inculcata dalle chiese, che i religiosi sono stati confinati un passo indietro rispetto alla laicità.

6) un passettino, ma almeno in una piccola parte del pianeta si respira aria di cultura, scienza e conoscenza. nel resto del mondo proprio grazie alle forti ingerenze e interessi delle varie chiese, vige l'ignoranza e la povertà più totale..

7) la chiesa è un potere forte. E' una holding multimiliardaria. muove interessi e politici,
8) ecco perchè sopravvive nonostante tutto il danno che cagiona.

9) la chiesa NON ha mai concesso nessun magistero separato rispetto alla scienza, HA DOVUTO invocarlo!!!! ..nessuno, in sede scientifica è disposto a riconoscere una benchè minima valenza paritaria alla religione rispetto alla scienza. ma non per cattiveria, semplicemente perchè non c'è costrutto su cui discutere.  ..cosa offre di concreto su cui ragionare la chiesa??..lei chiede fede! fiducia. credere.

..ecco, sono semplicemente due mondi differenti e senza nessunissima affinità.
la scienza domanda, se prova e riprova risponde. ti da quel che può.
la religione, annuncia e chiede di fidarsi. ti da quel che vuoi.

10) nessun piano disgiunto, uno è pura recitazione, finzione e imbroglio. l'altro è uso del cervello per pensare. non è un piano disgiunto, un modello sta su plutone e un altro sta su keplero 2B

1) Lo dici al punto 3
2) L'assedio della "fede e del clero" (che sono due cose diverse) alla scienza esiste solo nella testa tua
3) Infatti non è questione di "concessione"... Fai pace col cervello mon ami.
4) Infatti Copernico e Ockam (due preti) non erano religiosi... (ma la conosci un po' di Storia oppure ti basi sulla teoria Rasp-Minsk?)
5) A cosa ti riferisci?
6) Secondo me di cosa accada nel mondo ne sai persino meno di me, il che è tutto dire...
7) Uno tra i tanti (come da mesi tento di far capire a chi non vuol capire)
8) Non sequitur.
9-10) Secondo me non hai le idee chiare.
E continui a mescolare concetti quali fede, religione, Chiesa (ma solo quella cristo-catto-monoteistica oppure tutte?) creduloneria, sottomissione, scienza, domande & risposte, appecoramenti, sapiens A e B e finzione ed imbroglio in un minestrone incomprensibile.
La tua unica "missione" è quella di perorare la causa che in assenza di religione alcuna il Mondo sarebbe un posto migliore.
Credilo pure, se ti fa piacere, ma secondo me sono cazzate.
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