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Noi animali, tutti, soffriamo.

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Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da altroita il Gio Ott 23 2014, 15:01

Ritengo sbagliato pensare a noi, esseri umani, come ad una specie superiore.
Ritengo lo specismo un male da sradicare.
Ritengo di rispondere a chiunque dica che esistono animali carnivori, quindi che uccidono per vivere, questo: essi uccidono velocemente, senza sofferenze inutili e crudeltà alla vittima. La natura non le vuole, le sofferenze. La natura, soprattutto, non genera sprechi; l'essere umano insieme al suo maledetto ipercervello sono in toto un'aberrazione della natura.
Voi che ne pensate?

http://www.laverabestia.org/

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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da joker il Gio Ott 23 2014, 17:13

Io sarei dell'idea che non bisognerebbe mai eccedere.
Sono d'accordo sul fatto che l'uomo potrebbe evitare certi comportamenti e certe usanze ma da qui a dire che esso è un'aberrazione della natura ce ne corre... fa parte della natura, è un animale con un qualcosa in più (e magari anche qualcosa in meno) degli altri, quindi?

Ah, dimenticavo, hai prove a sufficienza per poter dire che gli altri animali carnivori uccidono le loro prede senza farle soffrire?
No perché non mi pare che le sbranino solo dopo avergli praticato l'anestesia o con una pallottola nel cervello... a me risulta che spesso le prede vengano divorate ancora vive, non venirmi a dire che nel mentre si divertono!
E la natura se ne fotte delle sofferenze.
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da altroita il Gio Ott 23 2014, 17:40

Magari hai ragione, o magari l'uomo sta distruggendo la biodiversità del pianeta, portando le specie all'estinzione.
Magari sta disboscando le foreste per far spazio ai pascoli, per sfamare la popolazione sempre più numerosa. Magari uccide animali in modo molto superiore alla domanda effettiva, solo per logiche di mercato, e magari si scorda che quegli animali non dovrebbero nemmeno nascere, perchè nascere per essere ucciso in modo programmato, senza avere la possibilità di sfuggire alla morte, è contro natura.
Non dico che la specie umana non avrebbe mai dovuto inventare l'allevamento, perchè so benissimo che le dimensioni del nostro cervello sono connesse all'aumento di energia dovuto all'assunzione di carne cotta. Sto soltando portando all'attenzione il fatto che molti, moltissimi alimenti, sono semplici vezzi umani assolutamente non necessari (come nel video che ho postato), e altri sono invece totalmente sprecati.
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da Tommy the Cat il Gio Ott 23 2014, 17:43

Io per iniziare farei una distinzione tra la questione in termini di filosofia morale e in termini pratici.
La seconda dipende fortemente dalla prima.
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da altroita il Gio Ott 23 2014, 17:52

Quanto fortemente? Perchè il consumatore medio non vuole vedere come questi animali vengono uccisi?
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da Tommy the Cat il Gio Ott 23 2014, 18:04

Se la filosofia morale del consumatore medio non prevede il rispetto di alcuni diritti degli animali, questo si rifletterà su cosa in pratica riterrà accettabile.
Quanto forte? Beh, dipende dal tempo a mio parere: l'apatia fa brutti scherzi e anche se la morale dell'uomo di muovesse nella direzione di un allargamento dei diritti degli animali, una volta che ti abitui all'idea di quello che succede nei mattatoi, si tende a dimenticarsi di cosa infatti sta succedendo(un pò come quando ci si abitua al telegiornale quando si sente qualche notizia di guerra in cui magari sono saltati in aria dei bambini, ci si fa meno caso perché ci siamo quasi abituati).

Vedere come questi vengono uccisi probabilmente influenzerà questa visione delle cose, ma il cambiamento è qualcosa di più profondo e dovrebbe partire da ragionamenti personali.

Perciò in questi termini, bisognerebbe formalizzare meglio quali sarebbero questi diritti degli animali e fornire delle giustificazioni adeguate.
Solo con una forte morale dietro si può sperare che salga la domanda per prodotti alimentari più umani e meno disumani, perché fondamentalmente il mercato non è ne più morale ne meno morale dell'individuo medio.
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da altroita il Gio Ott 23 2014, 18:15

Da wikipedia: Il maltrattamento di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall'art. 544-ter del Codice Penale ai sensi del quale: 1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell'animale.
Cacchio dico io, ma di che animali stiamo parlando?
Tu dici bene, che dietro un cambiamento ci dev'essere una forte morale, più collettiva che individuale... simile a quella che ci ha portato a ritenere aberrante la discriminazione contro altre "razze" umane. Ma qui c'è un leggero nonsense, se anche la legge è a favore dell'eliminazione delle crudeltà verso gli animali...
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da Tommy the Cat il Gio Ott 23 2014, 19:55

Hehe, che lo stato possa magicamente rendere morali o immorali le cose con una legge non è una novità, come non è una novità che ci siano categorie più "normali" di altre, come presumo siano quelle delle persone nell'industria alimentare, che possono fare diversamente.
Ma fondamentalmente lo stato non controlla la morale, solo la gente può farlo, collettivamente.

Tornando però a quello che dicevo in precedenza sulla filosofia morale, cosa c'è di preciso alla base della tua obiezione nei confronti della violenza nei confronti degli animali? Perché appunto, magari in pratica, in questo preciso momento, che so, è ancora necessario continuare in questi modi, ma poi moralmente a che punto siamo? Qual'è il punto di riferimento filosofico qui?
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da silvio il Gio Ott 23 2014, 19:57

Sono d'accordo con altroita sul fatto che noi dobbiamo provare in quanto esseri pensanti e coscienti a generare meno dolore possibile, cosa relativa perchè non è possibile non generare dolore e morte, ma limitarlo la massimo si, è una cosa possibile e che giustamente viene in qualche modo posta alla base di molte leggi e regolamenti.
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da JoJo il Gio Ott 23 2014, 20:24

@altroita ha scritto:essi [gli animali carnivori] uccidono velocemente, senza sofferenze inutili e crudeltà alla vittima. La natura non le vuole, le sofferenze.
davvero?


ecc ecc ecc (su youtube ne trovi quanti ne vuoi di filmati di sto genere)
... come fai a dire che in natura non esiste sofferenza e che i predatori uccidono la preda velocemente senza sofferenze inutili?
e i gatti che giocano con i topi uccidendoli per nulla velocemente, solo per divertimento?

questo senza entrare nel merito del discorso, non è quello il mio scopo
era solo per farti notare che a volte di tende ad ammantare la natura con un alone di "miticità" (diciamo così) dimenticandosi che, però, la realtà non è un cartone animato della disney

ripeto, questo non vuole essere un modo per inficiare il resto del discorso, ma solo per chiarire sto punto
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da altroita il Ven Ott 24 2014, 07:54

Jojo ammetto che ci siano casi di crudeltà e che ci siano sempre stati in natura, hai ragione. Mi vengono in mente anche le giovani gazzelle che le leonesse "catturano" ma non uccidono, per dar modo ai cuccioli di esercitarsi nella caccia; dopodichè vengono uccise. La sofferenza fa parte della natura come fa parte della vita di ogni essere.
Su questo hai ragione, ho esagerato.
Ma c'è una cosa che porto all'attenzione riguardo questo punto. La crudeltà non è tanto uccidere un animale, perchè fa parte del nostro essere onnivori, ed è parte del senso "universale" della sopravvivenza. La crudeltà sta nel non dare all'animale una minima possibilità. Gli esseri viventi, tutti, vogliono vivere, chi più chi meno coscientemente; tutti anelano a potersi riprodurre, più volte possibile, e in quello sta la variabilità della vita e il loro successo evolutivo. Ma se noi facciamo nascere delle creature, le alleviamo, gli diamo da mangiare e poi le uccidiamo (e dentro questi procedimenti ci sono, già in ognuno, crudeltà a varie sfumature), che tipo di diritti "universali" ha la speranza di veder riconosciuti questo animale? E guarda che non parlo di diritti "umani", ad una vita piena, all'autorealizzazione o che so... solo di poter provare a sfuggire alla morte...
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da alberto il Ven Ott 24 2014, 10:38

mah.
lo specismo, insomma il dare all'uomo un ruolo e un piano "superiore" agli altri esser i viventi, è in sé una cazzata che ci portiamo dietro a causa delle religioni.
l'uomo è parte del tutto, fa quello che fanno gli altri animali, ossia cerca di ottenere il massimo dall'ambiente che lo circonda.
quello che l'uomo può fare è ulteriormente accelerare questo processo di coscienza che ci porta a "sentire" il dolore e il male che causiamo e che spinge molti (alcuni? pochi?) a rifletterci sopra, a non volerlo più fare.
siamo sulla terra da molto poco, siamo già in grado di fare cose impensabili per altri esseri viventi, siamo in grado di portare il sentimento della compassione fino al sacrificio. è vero siamo fallaci e sbagliamo un sacco, però possiamo provarci, e già questo è tanto. insomma, non giustifico ma vedo prospettive. a me pare che l'uomo nel suo complesso sia un animale meno crudele che in passato. adesso però ci sono altri numeri e quindi l'impatto è molto amplificato. dobbiamo reagire e migliorare tutto questo. è una bella prova, chissà se ce la faremo, non me la sento però di passare a una posizione "antiuomo" che si augura la nostra estinzione perché così finalmente i virus potranno entrare indisturbati nei batteri e cambiargli il dna/rna, gli acari del tarlo o le vespe icneumonidi deporranno le loro uova nel corpo ancora vivo di altri animali per farlo mangiare ai nascituri, le formiche schiavizzeranno altre specie, i gatti giocheranno mezz'ora coi topini prima di ucciderli... voglio dire, ci siamo in mezzo, possiamo fare qualcosa, possiamo noi cambiare qualcosa, e questo non ci rende padroni, ma speciali un po' sì. speriamo di poter indirizzare meglio questa nostra "specialità", altrimenti spariremo, e la terra si farà un altro giro di giostra con altre specie, altre situazioni. tutto continuerà anche senza di noi.
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da Psyre il Ven Ott 24 2014, 10:58

Il mio non è rendere vana tutti i discorsi precedenti sulla volontà di renderci non (o meno) crudeli nei confronti degli altri esseri viventi - ti dirò anche che stimo chi, in barba agli studi attuali, per esempio, fa la scelta etica di diventare vegetariano (*) -. Vorrei solo togliermi una curiosità:
@altroita ha scritto:Jojo ammetto che ci siano casi di crudeltà e che ci siano sempre stati in natura, hai ragione. Mi vengono in mente anche le giovani gazzelle che le leonesse "catturano" ma non uccidono, per dar modo ai cuccioli di esercitarsi nella caccia; dopodichè vengono uccise. La sofferenza fa parte della natura come fa parte della vita di ogni essere.
Su questo hai ragione, ho esagerato.
Ma c'è una cosa che porto all'attenzione riguardo questo punto. La crudeltà non è tanto uccidere un animale, perchè fa parte del nostro essere onnivori, ed è parte del senso "universale" della sopravvivenza. La crudeltà sta nel non dare all'animale una minima possibilità. Gli esseri viventi, tutti, vogliono vivere, chi più chi meno coscientemente; tutti anelano a potersi riprodurre, più volte possibile, e in quello sta la variabilità della vita e il loro successo evolutivo. Ma se noi facciamo nascere delle creature, le alleviamo, gli diamo da mangiare e poi le uccidiamo (e dentro questi procedimenti ci sono, già in ognuno, crudeltà a varie sfumature), che tipo di diritti "universali" ha la speranza di veder riconosciuti questo animale? E guarda che non parlo di diritti "umani", ad una vita piena, all'autorealizzazione o che so... solo di poter provare a sfuggire alla morte...
nessuno sfugge alla morte, in che senso quindi "provare a sfuggire alla morte"? non è forse più sensato, come "obiettivo anti-crudeltà", farli vivere bene? tipo l'allevamento a terra per le galline, per intenderci


(*) anzi, quasi quasi faccio un 3d a posta su questa cosa; giusto l'altro giorno vidi un filmato ... ora lo cerco
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da JoJo il Ven Ott 24 2014, 11:33

@altroita ha scritto:Jojo ammetto che ci siano casi di crudeltà e che ci siano sempre stati in natura, hai ragione. Mi vengono in mente anche le giovani gazzelle che le leonesse "catturano" ma non uccidono, per dar modo ai cuccioli di esercitarsi nella caccia; dopodichè vengono uccise. La sofferenza fa parte della natura come fa parte della vita di ogni essere.
Su questo hai ragione, ho esagerato.
e ok


Ma c'è una cosa che porto all'attenzione riguardo questo punto. La crudeltà non è tanto uccidere un animale, perchè fa parte del nostro essere onnivori, ed è parte del senso "universale" della sopravvivenza. La crudeltà sta nel non dare all'animale una minima possibilità. Gli esseri viventi, tutti, vogliono vivere, chi più chi meno coscientemente; tutti anelano a potersi riprodurre, più volte possibile, e in quello sta la variabilità della vita e il loro successo evolutivo. Ma se noi facciamo nascere delle creature, le alleviamo, gli diamo da mangiare e poi le uccidiamo (e dentro questi procedimenti ci sono, già in ognuno, crudeltà a varie sfumature), che tipo di diritti "universali" ha la speranza di veder riconosciuti questo animale? E guarda che non parlo di diritti "umani", ad una vita piena, all'autorealizzazione o che so... solo di poter provare a sfuggire alla morte...
su questo evito di risponderti perchè sostanzialmente scriverei più o meno le stesso cose di alberto solo in una forma molto peggiore e intricata

(quindi verdeggio alberto, tanto per segnalare concordanza di pensiero*)



* OT:
tra l'altro, alberto è stato uno di quelli che più mi ha convinto a iscrivermi all'allora ateiitaliani, perchè mi piaceva (e mi piace ancora) il suo modo pacato e chiaro di esprimere gli stessi concetti che avevo in testa io (più o meno e quasi sempre) ma in modo moooooolto migliore e con riferimenti più dotti di quelli che potrei fornire io...
cioè, so che non ne frega un cazzo a nessuno, ma mi sembrava giusto "ringraziare" pubblicamente alberto per ciò visto che mi sono sempre detto che prima o poi l'avrei fatto
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da joker il Ven Ott 24 2014, 13:07

Ri-OT:

@JoJo ha scritto:
* OT:
tra l'altro, alberto è stato uno di quelli che più mi ha convinto a iscrivermi all'allora ateiitaliani, perchè mi piaceva (e mi piace ancora) il suo modo pacato e chiaro di esprimere gli stessi concetti che avevo in testa io (più o meno e quasi sempre) ma in modo moooooolto migliore e con riferimenti più dotti di quelli che potrei fornire io...
cioè, so che non ne frega un cazzo a nessuno, ma mi sembrava giusto "ringraziare" pubblicamente alberto per ciò visto che mi sono sempre detto che prima o poi l'avrei fatto

E siamo in due ma io ho avuto l'occasione di farlo di persona, pappappero!!! e tu noooooo asd
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da altroita il Ven Ott 24 2014, 15:33

Rispondo un po' a tutti ma non per pretendere di avere le risposte (men che meno per ribattere a persone che giudico molto più indicate di me ad avere opinioni, per il semplice fatto che sono più acculturate e capaci di esprimerle) ma solo per dire quale, secondo me, è la via da seguire.
Parto da ragioni, per così dire, universali, meramente evolutive: ciascun essere vivente ha un solo obiettivo nella vita, riprodursi per continuare la specie.  Anzi, non solo riprodursi una volta, ma farlo il più possibile, e la misura in cui questo avviene determina il successo o meno di una specie. L'essere umano, ovviamente, non fa eccezione. Per fare questo, gli animali uccidono altri esseri viventi (se includiamo anche le piante, lo fanno anche gli erbivori), e questo è un fatto. La ragione che spinge ad uccidere è primariamente quella di avere energie a sufficienza per compiere il ciclo nascita-età adulta-riproduzione. Quindi, se questo è dimostrato, l'animale uomo uccide la propria preda e se la mangia. Tutto bene.
Passo a considerazione più personali. Come notate, non ho indicato l'uomo come specie superiore nè come l'essere che deve prendersi carico della vita sulla Terra e dell'andamento di questa. E' però innegabile che l'uomo ha oggi il potere di seguire logiche diverse dal mero nutrimento, per le quali l'uccisione non diventa più un rapporto responsabile tra l'aggressore e la vittima. Tant'è vero che, addirittura, gli eserciti si stanno attrezzando per allontanare i soldati dai luoghi in cui avvengono gli scontri, per ragioni empatiche certo, ma anche perchè uccidere è più facile e più morboso senza l'intervento della responsabilità detta poc'anzi.
La differenza tra il mattatoio e la caccia (occhio, solo per il consumo, non quella sportiva) è, secondo me, evidente.
Qualunque cosa scatti tra un uccisore e un morente, nella società media non è accettata: è un tabù. E' davvero faticoso associare la carne che si vede al supermercato nei banchi ad un animale, con la sua voglia di vivere, con le sue sensazioni, la fame, la sete, il caldo, la voglia di stare al sole e di scorrazzare libero per un campo, senza contare la paura di morire.
Non vorrei essere sentimentale perchè l'empatia fa poca presa su di un mondo strutturato per mantenere il dolore lontano, ma chiunque abbia un sistema nervoso, centrale o no, più o meno sviluppato, capisce che sta per morire e ne ha paura, basta sentire (io abito in campagna) quanto urlano i maiali quando vedono i coltelli, lo sentivo a centinaia di metri. Ma ci sta. Una gazzella che scappa ha la stessa paura.
Devo, deve il genere umano, secondo me, tornare a capire che la vita è sacra, non in senso religioso ma proprio perchè non c'è niente oltre questa. Una sola, fine. Se ammazzi qualcuno, devi avere coscienza che il suo futuro ti appartiene e che la sua carne è diventata la tua opportunità di vita, e per questo rendergliene omaggio.
Mi basterebbe che capissimo tutti soltanto un quarto di quello che ho detto... io ritengo che questa sia la strada da seguire.
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Messaggio Da Lyallii il Ven Ott 24 2014, 15:36

Uff.. Forse son troppo cinica ma spesso all uomo ( specialmente quelli che avrebbero in mano un qualche potere di cambiare le cose ) non frega una mazza del suo simile : ti ammazzi che non arrivi a fine mese? Sti cazzi, a me frega solo se ci arrivo io, quanto ti posso fregare per arrivarci bene o meglio, figurarsi cosa gli può interessare del dolore che prova un animale mentre muore se quell animale e altri come lui lo possono fare arricchire o risparmiare.
Considerando poi che chi non arriva a fine mese, compra la carne sottocosto quella volta che può comprarla e che chissà quanto gli può interessare da dove proviene quella carne come è stato allevato l animale e quanto ha sofferto quando è stato ucciso...
La vedo dura per gli animali e per le persone sensibili alle sofferenze degli animali purtroppo.

_________________
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 cuori
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da Psyre il Ven Ott 24 2014, 16:04

altroita, a me non hai risposto hhh io ci rimango male, sa
no, scherzo, però non ti ho capito in merito ad un tuo passaggio di pensiero: vuoi dargli un minimo di possibilità per sfuggire alla morte (se si come?), vuoi che l'uomo mangi gli esseri viventi ma omaggiandoli (con un rito? con l'evitare il surplus?) o non vuoi che l'uomo mangi più (tutti gli esseri viventi o solo gli animali?)?
ciao



pragmatico il pensiero di lia: effettivamente un'etica tende a sorgere solo se è il soggetto, prima, e la civiltà, di conseguenza, sta bene (finanziariamente, di salute, ..)
è anche vero che le mode hanno tutte una loro strada anomala nello svilupparsi e, se si considera che le tendenze di vita (che va a braccetto con l'etica) trovano una significativa correlazione con le mode, basandosi su di esse e, a volte, radicandosi sino ad assumere una loro propria entità
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Messaggio Da altroita il Ven Ott 24 2014, 18:06

allah perdonimi sorriso
Allora sarò sintetico: vorrei che gli animali non siano più uccisi in modo seriale. Vorrei che, se ci devono essere allevamenti, essi siano liberi da gabbie e di dimensione adeguata. Vorrei che in questi allevamenti ci sia la possibilità di effettuare turismo di massa in modo che la gente capisca cosa sia un animale. Vorrei che le persone che vogliono mangiare carne, debbano scegliere l'animale da abbattere ed aspettino la macellazione, e vorrei che il pulsante che provoca la morte dell'animale sia premuto dal consumatore.
Vorrei che riuscissero a rendere economica la carne sintetica. Vorrei che entrasse nella mentalità delle persone che la carne non è necessaria, ma senza obbligare nessuno, sia chiaro. Ma che ci fosse più informazione e più responsabilità riguardo la vita!
Per esempio, vorrei che un maiale sia trattato come trattiamo il nostro cane o gatto, anche vista l'intelligenza, assolutamente paragonabile; ma non dev'essere questione di intelligenza, ovviamente.

Faccio notare il condizionale. E' importante.

p.s. proprio ora, in ufficio, la mia collega onnivora ha aperto la finestra per far andar via la mosca perchè, dice, è un peccato ucciderla. Notate un paradosso?
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Messaggio Da joker il Ven Ott 24 2014, 18:44

@altroita ha scritto::

p.s. proprio ora, in ufficio, la mia collega onnivora ha aperto la finestra per far andar via la mosca perchè, dice, è un peccato ucciderla. Notate un paradosso?

No, dov'è? Lei è onnivora ma non uccide una mosca. MI sembra giusto, la mosca non la mangia, perché dovrebbe ucciderla?


@altroita ha scritto::
allah: perdonimi sorriso
Allora sarò sintetico: vorrei che gli animali non siano più uccisi in modo seriale. Vorrei che, se ci devono essere allevamenti, essi siano liberi da gabbie e di dimensione adeguata. Vorrei che in questi allevamenti ci sia la possibilità di effettuare turismo di massa in modo che la gente capisca cosa sia un animale. Vorrei che le persone che vogliono mangiare carne, debbano scegliere l'animale da abbattere ed aspettino la macellazione, e vorrei che il pulsante che provoca la morte dell'animale sia premuto dal consumatore.
Vorrei che riuscissero a rendere economica la carne sintetica. Vorrei che entrasse nella mentalità delle persone che la carne non è necessaria, ma senza obbligare nessuno, sia chiaro. Ma che ci fosse più informazione e più responsabilità riguardo la vita!
Per esempio, vorrei che un maiale sia trattato come trattiamo il nostro cane o gatto, anche vista l'intelligenza, assolutamente paragonabile; ma non dev'essere questione di intelligenza, ovviamente.

Faccio notare il condizionale. E' importante.

Queste invece sono tutte cose condivisibili. Io, almeno, le condivido (soprattutto il condizionale).
Però la maggior parte sono anche abbastanza utopiche considerando che siamo settemiliardi di esseri più o meno pensanti, con settemiliardi di idee diverse (e quelli empatici sono, mi sa, in netta minoranza). O no?
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Messaggio Da Spica il Mar Gen 20 2015, 22:08

Per me l'antropocentrismo è superbia a livello di specie, oltre ad essere una concezione medievale.
Di sicuro hanno contribuito le religioni a nutrire questa visione irrispettosa di ogni essere vivente e, soprattutto, le religioni monoteistiche. Quando ho ripreso a credere ero scissa dalla concezione antropocentrica tipica del cattolicesimo e il mio forte amore per gli animali. Anche gli animali soffrono moltissimo e per che cosa? Per finire in niente? Valgono come lattine di coca cola che dopo essere usate dall'uomo e da Dio finiscono nella spazzatura? Questo per me,  da credente, era un problema estremamente serio e tormentato, non solo per il mio amore per tutte le creature, ma anche perché nessuno avrebbe mai reso giustizia alla loro sofferenza. Inoltre notavo che le persone amiche o famigliari che erano fortemente cattoliche (coinvolte nella vita di chiesa, di associazioni religiose, ecc) trattavano male gli animali e non consideravano minimamente la sofferenza di tutti gli altri esseri viventi (questo dalla mia esperienza strettamente personale, per fortuna non tutti i cattolici sono così)! All'interno della religione cristiana non ci si può sempre appoggiare solamente al povero San Francesco per avere un minimo di considerazione per il resto del mondo non umano!

Per fortuna ho scoperto anni fa che il teologo Lorenzetti stava facendo uno sforzo reale per riconsiderare il valore e il ruolo di ogni creatura di Dio, come io ho sempre preferito chiamarle per sensibilizzare i cattolici. Gli ho anche scritto una mail per approfondire e lui mi ha detto che la teologia della creazione sta facendo grandi passi avanti in questo ambito. In effetti altri teologi, come De Benedetti, hanno affrontato la questione parlando persino di una "Teologia degli animali". E ultimamente ho letto dei libri (ad es. “I santi e gli animali”) che fanno capire come in realtà coloro che erano più vicini a Dio, i mistici, abbiano sempre avuto un profondo rispetto anche per la più piccola formica e abbiano amato le creature come Dio le ama. Infatti come dice don Lorenzetti: “Onorare Dio vuol dire onorare le sue creature”. Peccato che questi libri di apertura siano editi da una casa poco conosciuta e vadano sempre ordinati, se va bene. So che voi non credete, ma penso sia comunque importante che all’interno delle religioni venga riconosciuto il valore intrinseco di tutte le creature, perché così anche chi crede le amerà e le tratterà con il dovuto rispetto!
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Messaggio Da quovadis il Gio Gen 22 2015, 11:00

@spica
Nel suo messaggio del 2010, Benedetto XVI, in occasione della giornata mondiale della pace, afferma

"se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato".






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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da altroita il Ven Set 25 2015, 17:24

Segnalo a tutti un film documentario. Con infinita umiltà, senza dire che è indispensabile, vorrei che, insieme a me, qualcun'altro lo vedesse, e potesse farlo vedere a sua volta.
E' importante non tanto per noi, ma soprattutto per gli esseri di cui tratta.

Se poi qualcuno vorrà parlarne, ne sarei lieto.

Per onesta vi chiedo però di fare attenzione: se siete sensibili, se preferite non sapere, se avete paura di non poter più tornare indietro, non lo guardate.
Non importa, perchè già sapere che ci sono documenti come questo, e che sono disponibili, qualora in una particolare fase della vostra vita vorrete delle risposte, è molto importante.

Earthlings - terrestri - Joaquin Phoenix
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da SergioAD il Sab Set 26 2015, 11:27

Non sono riuscito a superare l'uccisione del suino con il mattone.

Ma io non ho bisogno di essere sensibilizzato, sto facendo il mio percorso per giungere a non nutrirmi più di animali uccisi - poi avrò il mio problema a definire tra animali superiori e gli altri.

Ok, si tratta di sensibilità e di stato evolutivo - il filmato indicato da te inizia con delle immagini cruente del secolo passato - e devo dire che anche io ero molto diverso negli anni sessanta.

Tutti si andava a caccia e oggi quasi tutti facciamo solo fotografie, vuol dire che si tratta proprio di nuovi stati di coscienza agganciati allo stato di evoluzione connesso alla linea progresso.

Sappiamo che il nostro nutrimento (tutto) è basato sul consumo e trasformazione di energia sotto forma di molecole base, a partire dall'aria, acqua al materiale biologico organico. Un ciclo eterno.

Adesso mi accontento di tendere a nutrirmi con coscienza, per ora non sono disposto  pagare un chilo di pane € 7 o l'olio € 20 (l'olio ce lo porta il cugino di mia moglie a questo prezzo comunque).

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che la grande distribuzione esiste per il guadagno e ora ha appena iniziato a devolvere qualcosa per la sostenibilità - per la concorrenza e per quel stato di coscienza.

Bene, la linea di tendenza è positiva, il traguardo è lontano ma possiamo essere ottimisti. Ben vengano i mezzi di sensibilizzazione, ce ne sono tanti - anche per il modello sociale e la sostenibilità.

SergioAD

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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

Messaggio Da elima il Lun Ott 05 2015, 17:42

Ma dai, Io mi stavo mettendo a piangere al pensiero dei due unicorni affogati !!!
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Re: Noi animali, tutti, soffriamo.

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