Ateismo e libertà
Benvenuto sul forum "Ateismo e libertà"

Per partecipare alle discussioni effettua il login. Non sei ancora iscritto? Registrati per iniziare a partecipare!

bufale e complottismo

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

bufale e complottismo

Messaggio Da nemo il Sab Gen 04 2014, 09:52

Gli ingredienti per una bufala perfetta

Con cinque elementi fondamentali a sostegno di una teoria, potremmo credere a qualsiasi cosa. Anche la più strampalata

ll caso Stamina è tutt’altro che chiuso, ma ora che persino le Iene cominciano a fare un po’ di marcia indietro dichiarando di non aver mai sostenuto il metodo di Vannoni, e comunque di avere la coscienza a posto, è inevitabile chiedersi ancora una volta come si sia arrivati a questo punto, qual sia stato l’incantesimo che ha portato (e porterà ancora) tante persone a battersi per una terapia che non è mai esistita. Fatti i dovuti distinguo, avevamo sotto il naso un precedente, quello del Metodo Di Bella e, oltreoceano, il caso quasi parallelo di Stanislaw Burzynski, ma nonostante ciò il caso Stamina, per anni limitato a cronache giudiziarie, oggi è argomento da TG nazionale e da talk show in prime time.

Quali sono, allora, gli ingredienti che rendono credibile una bufala? Perché ci caschiamo?

La materia è molto dibattuta dagli accademici e non esiste ancora una vera e propria teoria che abbracci ogni situazione, ma è comunque possibile identificare degli ingredienti ricorrenti che rendono una bufala, nel senso più lato del termine, un meme di successo.

1. La fonte

Sembra una tautologia, ma è necessario evidenziarlo: perché una bufala sia ritenuta credibile e cominci a propagarsi è necessario che la fonte sia considerata credibile, che lo sia o meno è irrilevante. Ad esempio se lo dice Report, possiamo arrivare a credere che l’aspartame sia cancerogeno, che i fisici delle particelle giochino a distruggere l’Universo, che il Leonardo da Vinci del XX secolo sia stato un autodidatta osteggiato dall’estabilishment scientifico e che naturalmente gli Ogm siano dei peccati contro natura, specialmente quelli coi semi zombi.
In Italia la TV è ancora il mezzo principale di informazione, anche quando si tratta di scienza, e un programma che percepiamo, a torto o a ragione, come informazione è l’ecosistema perfetto per la crescita della bufala. Il meccanismo è così subdolo che non serve nemmeno che il programma prenda una posizione a favore, basta che si presenti la bufala come degna di essere raccontata per dovere di informazione: la bufala si trasforma in “controversia”, ed è più che sufficiente per legittimarla.

2. Pseudo (scienza)

Il fatto che in Italia ci sia un problema di alfabetizzazione scientifica non esclude il fatto che la scienza sia ancora generalmente percepita come qualcosa di nobile e affidabile. Le bufale di più vario tipo sono infatti sempre presentate come supportate dalla disciplina scientifica di riferimento. Il caso Stamina è arrivato alla portata delle Iene nel momento in cui le somministrazioni sono state erogate all’interno di ospedali pubblici: i pazienti e i loro genitori si sono fidati di quello che veniva loro presentato come scienza. Non puoi vendere uno spazzolino senza camice bianco, e lo stesso vale per i miracoli.
Prendiamo la meccanica quantistica: solo una persona che ha studiato fisica per anni a livello universitario può avere un’idea di che cosa si tratti per davvero, eppure anche per via delle suggestive metafore che sono state usate per spiegarla a un pubblico più ampio, oggi la meccanica quantistica è “nota” anche all’ultimo dei rabdomanti, e basta nominarla per far diventare il discorso improvvisamente più serio. Non è un caso che oggi anche il creazionismo voglia essere “scientifico”, e che il gruppo Answer in Genesis abbia addirittura fondato una rivista peer-reviewed, o che gli stessi negazionisti del cambio climatico, in buona o in mala fede, giurino e spergiurino di avere i dati dalla loro, e che essi ci dicono che la Terra non si sta riscaldando, e se anche fosse non sarebbe colpa dell’uomo e comunque si tratta solo di propaganda liberal.

3. Complotto

Le teorie del complotto sono memi perfetti, perché sono sostanzialmente inattaccabili. Se il mondo è governato da bieche multinazionali e sette massoniche con il completo controllo dell’informazione, è facile bollare ogni critica, per quanto fondata, come sospetta e pertanto automaticamente inaffidabile. Una delle prime difese della teoria del complotto si basa sull’argomentum ad hominem: chi critica Stamina deve per forza avere qualcosa a che fare con le case farmaceutiche, e grazie a Google è anche sorprendentemente facile trovare dei collegamenti “compromettenti”, perché il conflitto di interessi, reale o presunto, è comunque perenne. Il “dossieraggio” diventa una “lavoro” in crowdsourcing per proteggere la teoria, e generalmente è in crowdsouircing anche il suo ampliamento, perché la struttura di una teoria del complotto è tale che al suo interno possono convivere tranquillamente elementi in palese contraddizione logica e fattuale senza che ne sia indebolita la forza. Ad esempio entro il complotto dell’11 settembre è possibile fare entrare qualsiasi cosa, dai rettiliani al complotto per assassinare JFK. Quando una bufala assume i contorni da teoria del complotto si può stare certi che se ne sentirà parlare ancora molto a lungo.

4. Truthiness

La scienza alla quale si richiamano le bufale è però solo un simulacro, e la ragione per cui crediamo alle bufale è prevalentemente irrazionale. La “verità” può essere spesso una questione emotiva, un fatto evidenziato dal comico Stephen Colbert che ha coniato la parola truthiness, poi entrata nel lessico scientifico, cioè “la verità che si sente nella pancia, indipendentemente da ciò che dicono i fatti”. In pratica alcune storie hanno elementi che ci portano a credere prima di tutto dando ascolto all’istinto, e solo successivamente cerchiamo, o pretendiamo, di razionalizzare.

Nei fatti, l’empatia ci può far davvero immedesimare con qualcuno, specialmente se sofferente, al punto di sentire di credere alle stesse cose. Oppure certe bufale le possiamo sentire come “vere” solamente perché si accordano alle nostre ideologie e i nostri pregiudizi, ad esempio il complotto per togliere di mezzo JFK, il “falso” sbarco sulla Luna, e il complotto dell’11/9 in USA sono teorie accolte di buon grado da chi non si fida del governo federale, mentre fuori dagli USA questi complotti sono conferme per chi vede l’America come una forza del male.
Questo spiega perché tutti possono credere a una bufala, persino singoli scienziati, come dimostra ad esempio il caso di Luc Montagnier, un premio Nobel per la medicina che insegue la “memoria dell’acqua”, o il solo fatto che in Italia il prerequisito per esercitare la professione di omeopata sia possedere una laurea in medicina. In ”Why people believe in weird things” (2002) lo scettico Michael Shermer dedica un capitolo al perché le persone razionali credono a cose assurde, spiegando “Il motivo per cui le persone brillanti credono in assurdità è perché sono particolarmente brave a difendere convinzioni alle quali sono giunte per ragioni non-brillanti”.

5. Comunicazione

Aggirandosi tra le macerie umane ed economiche generate dalle bufale puntualmente capita di sentire la congettura “se la comunicazione fosse stata diversa tutto questo non sarebbe accaduto”. Dal punto di vista strettamente logico il ragionamento non fa una grinza, cioè la bufala è un pezzo di informazione e non si propaga in altri modi che per comunicazione, ma alla prova dei fatti la questione è complicata. C’è chi pensa, come ha dichiarato Paolo Bianco intervenendo a un convegno sul giornalismo dell’accademia dei Lincei, che gli scienziati debbano “essere direttamente coinvolti”, e chi invece evidenzia quanto sia banale a volte mettere nel sacco lo scienziato di turno assieme a tutti i suoi titoli e usarlo per rinforzare la propria tesi, ma in entrambi i casi dal momento che, come detto, spesso non crediamo alle bufale su una base razionale, è complicato identificare un margine di azione una volta che questa è scappata dal cortile. Ci sono però degli attori dei cui errori comunicativi la bufala si avvantaggia in particolare, cioè le istituzioni. Quando da una parte abbiamo giudici che impongono risarcimenti per terapie mai provate o sulla base di acclarate truffe come il legame tra vaccini e autismo, e dall’altra loro colleghi che invece si muovono in direzione opposta, la politica tenta di salvare capra e cavoli sotto la spinta della furia popolare, ma finisce per generare una babele di segnali contraddittori.

nemo

Messaggi : 1866
Data d'iscrizione : 03.01.14

Tornare in alto Andare in basso

Re: bufale e complottismo

Messaggio Da Fux il Dom Gen 05 2014, 14:02

Interessante!  sisi ça_va 

Sul complottismo mi è piaciuta questa serie di post su Medbunker (blog che si occupa di bufale mediche):
http://medbunker.blogspot.it/2010/09/io-complottista-1.html
http://medbunker.blogspot.it/2010/10/io-complottista-2.html
http://medbunker.blogspot.it/2010/11/io-complottista-3.html

_________________
Il mio blog su ateismo e dintorni: https://ioateo.wordpress.com/

Fux


Messaggi : 7890
Data d'iscrizione : 02.01.14

https://ioateo.wordpress.com/

Tornare in alto Andare in basso

Re: bufale e complottismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Dom Gen 05 2014, 14:05

Beh, non si può non citare il top dell'anti-bufala italiana:

http://attivissimo.blogspot.it/p/indice-delle-indagini-antibufala.html
avatar
Ludwig von Drake

Messaggi : 1121
Data d'iscrizione : 03.01.14

http://martinedentree.wordpress.com/

Tornare in alto Andare in basso

Re: bufale e complottismo

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum