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giganti, storia archiviata e dimenticata

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giganti, storia archiviata e dimenticata

Messaggio Da delfi68 il Lun Ago 25 2014, 22:04

Cosi giusto per ricordarsi di mantenere sempre in allerta la mente sulll'eventualita' che non tutte informazioni vengano sempre rese fracilmente reperibili..

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La prima notizia di archivio risale addirittura al 1856, riportata in un articolo datato 21 novembre dello stesso New York Times.

http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=9401E2DE1639E733A25752C2A9679D946792D7CF

“Un paio di giorni fa, alcuni operai hanno scoperto nel sottosuolo della vigna dello sceriffo Wickan, a East Wheeling, Ohio, uno scheletro umano. Alquanto rovinato, è stato difficile identificarlo dalla posizione delle ossa, che sembrano non avere la lunghezza del normale corpo umano nella sua posizione originale. Ciò che ha impressionato lo sceriffo e il lavoratori sono state le dimensioni dello scheletro, pari a circa undici feet (tre metri e trenta)! La sua mascella e i denti sono grandi quasi quanto quelle di un cavallo.

.........

Alcuni operai della compagnia Sank Rapid Water Power erano impegnati negli scavi per la costruzione di una diga per la creazione di energia idroelettrica lungo il fiume Mississippi. Durante i lavori, gli operai hanno rinvenuto i resti uno scheletro umano di dimensioni gigantesche incastonati nella roccia di granito:

http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=9A0DE2D7113AEF34BC4D51DFB4678383679FDE

“La tomba era lunga circa sei metri, larga un metro e venti e profonda quasi un metro. I resti del gigantesco uomo sono completamente pietrificati. La testa enorme misura una circonferenza di 78 centimetri, ma con una fronte molto bassa e molto inclinata all’indietro. La statura complessiva del misterioso individuo è pari a circa tre metri e quaranta centimetri”.


...........

24 maggio 1798 dal giudice Atlee a seguito di una strana scoperta

http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=9B05EEDD153BE033A25753C1A96E9C94619FD7CF

“In compagnia del procuratore capo McKean, del giudice Bryan, del sig. Burd e di altre rispettabili signori, ci siamo recati nella proprietà del sig. Neese, dove ci è stato mostrato il luogo nei pressi della sua abitazione dove diversi anni fa furono rinvenuti due scheletri umani. Gli scheletri misurano circa tre metri e trenta”.


............

L’8 settembre del 1871, il NYT riporta la notizia di altri scheletri giganti rinvenuti durante dei lavori di scavo a Petersburg, in Virginia :

http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=9F01E6DC113EEE34BC4053DFBF66838A669FDE

“Gli operai impegnati nei lavori della ferrovia, si sono imbattuti in una sepoltura contenente gli scheletri di quelli che si pensano essere nativi americani di un’epoca remota e di una perduta e dimenticata razza umana. I corpi esaminati presentano una formazione molto strana e impressionante. [...]. Il femore è molto più lungo di quello degli individui umani normali, tanto da far ipotizzare una statura di quasi tre metri”.


...................




Il 25 maggio 1882, il NYT riporta la notizia di un ritrovamento presso St. Paul, nel Minnesota :

http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=950CE2DE1031E03ABC4D51DFB3668389699FDE

“Uno scheletro di dimensioni eroiche e dalla singolare forma è stato scoperto durante i lavori di scavo di una collina presso la Red River Valley. [....]. Lo scheletro in questione era in perfetto stato di conservazione. L’uomo è stato identificato come “gigante”. Un’investigazione dello scavo e del suo contenuto è stato avviato dalla Historical Society”.


..................

Il 20 dicembre 1897, il NYT riporta la prima scoperta di giganti avvenuta nel Winsconsin, nei pressi di Maple Creek. Vennero scoperte tre colline funerarie, una delle quali fu aperta rivelando il suo misterioso contenuto: lo scheletro di un uomo gigantesco. La statura dell’essere era quasi di tre metri, e il suo stato di conservazione pressoché perfetto

http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=9B02EED61330E333A25753C2A9649D94669ED7CF

.................

L’11 febbraio 1902, viene riportata la notizia di una spedizione archeologica presso un sito del New Mexico, dove furono trovati alcuni scheletri umani giganteschi :

http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=9B00E5DA1530E733A25752C1A9649C946397D6CF

“Dopo la scoperta di resti di una razza di giganti a Guadalupe, New Mexico, gli archeologi si preparano per una spedizione nella regione [...]. Luciana Quintana, la proprietaria del ranch nel quale sono collocate le antiche ossa, scoprì due pietre con delle curiose iscrizioni. Scavando al di sotto di esse, furono scoperte le ossa di scheletri appartenenti ad individui alti non meno di tre metri e sessanta [...].

Quintana, la quale ha poi scoperto molti altri siti simili, crede che gli scheletri sepolti di una perduta razza di giganti siamo migliaia. La supposizione si basa su una tradizione cominciata con le prime invasioni spagnole, secondo la quale un’antica razza di giganti un tempo remoto abitava la regione oggi nota come New Mexico orientale. Le leggende degli indiani d’America raccontano la stessa tradizione”.


................
...............

Ma il New York Times non è l’unico giornale ad occuparsi di giganti. Anche alcuni giornali di inizio secolo riportano notizie di giganti, come il Sun del 1893, New Age Magazine del 1913, Popular Scienze del 1932, il San Antonio Express del 1940.

James Vieira, un ricercatore indipendente, per quasi vent’anni, e prima dell’avvento di internet, ha raccolto migliaia di riferimenti giornalistici sui ritrovamenti dei giganti, scavando negli archivi del New York Times, dello Smithsonian Ethnology Reports, dell’American Antiquarian, e della Scientific American, scoprendo che buona parte di queste scoperte è praticamente nascosta al grande pubblico.

Tra le scoperte notevoli di Vieira, vi è una foto scovata negli archivi dello Smithsonian Ethnology Reports, scattata durante una lezione del prof. McGee ), nel quale si vede uno scheletro gigante dalla statura di circa due metri e ottanta, poi venduto alla Smithsonian Institution per la cifra di 500$.


Lo scheletro apparterebbe alla cosiddetta cultura dei Mounds Builders (letteralmente costruttori di tumuli), un’antica popolazione del Nord America vissuta circa 5 mila anni fa, in un periodo precedente alla storia dell’Antico Egitto e di tutte le sue dinastie.

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Re: giganti, storia archiviata e dimenticata

Messaggio Da Ludwig von Drake il Lun Ago 25 2014, 22:11

Un dubbio... come mai tutti articoli tanto vecchi?
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Re: giganti, storia archiviata e dimenticata

Messaggio Da delfi68 il Lun Ago 25 2014, 22:59

sembra che dopo un certo periodo nessun editore abbia piu' pubblicato nulla..non e' chiaro come e  perche', ma non esiste nessuna bibliografia piu' recente.

non solo il nyt, ma anche riviste scientifiche come in cit. avevano pubblicato degli articoli..poi nessuno piu' e di colpo. ma la cosa che mi insospettisce e' che non si trova nulla che dica che erano bufale o confuti la notizia in se..

cioe', se c'era un problema lo scrivevano e poi vabbe'..silenzio...

ma guarda questa cosa qui..
uno studio scientifico condotto da gente importante, una differenza di 56 basi in un gene del dna e nessuno praticamente ne parla..

cerca la storia dello starchild..e vedrai che c'e' i mezzo una fondazione, scienziati accreditati..senno' manco gli facevano i test del dna..ma comunque e nonostante tutto c'e' uno strano silenzio..

tutte citazioni verificate e verificabili, nomi, date, esami, test..

ma tutto in silenzio. cazzo un teschio umanoide con una differenza di 56 basi su duemila e passa!!! ..il cane ne ha 27 di varianti sullo stesso gene!

vabbe' leggi e fatti un opinione..

Nonostante i referti medici e le numerose analisi presentate, i dati non sembrano sufficienti a convincere gli scienziati tradizionali che il teschio potrebbe non appartenere ad una specie umana conosciuta. Anche perché, lo Starchild soffre una sorta di peccato originale.

Quando fu presentato, il teschio anomalo suscitò un notevole interesse da parte della comunità ufologica, la quale prontamente dichiarò che si trattava del cranio di un ‘alieno grigio’, oppure un ibrido alieno. Lo Starchild si guadagnò presto la presenza in una serie di programmi televisivi che lo presentavano come tale. Tanto è bastato alla comunità scientifica per prenderne le distanze e disinteressarsene del tutto.

Sebbene l’inizio eccentrico e il sospetto da parte di alcuni studiosi, lo Starchild è riuscito ad entrare negli interessi di alcuni membri della comunità scientifica, anche grazie all’alto livello della ricerca condotta da esperti qualificati come Ted Robinson. Tuttavia, i partecipanti allo Starchild Project sono consapevoli che l’unico modo definitivo per dimostrare che il teschio non è umano è attravero il test del DNA.

Nel 2003 fu eseguito un primo tentativo di individuare il DNA umano presente nelle ossa dello Starchild. Tuttavia la tecnologia non era abbastanza evoluta per lavorare su materiale genetico tanto antico. Si è dovuto aspettare quasi un decennio per avere a disposizione la tecnologia necessaria a recuperare e sequenziare il DNA antico.

Nel 2010, lo Starchild Project si è assicurato il supporto di un sofisticato laboratorio in grado di individuare l’eventuale presenza di genoma non umano. Un analisi preliminare ha stabilito che una percentuale significativa del DNA sembra non essere umano, una scoperta che se verificata potrebbe indicare che il cranio appartenga ad una nuova specie.

Nel 2012, un ulteriore analisi è riuscita ad individuare un frammento del gene FOXP2 (abbreviazione di forkhead box P2), un gene coinvolti nello sviluppo di tessuti come il cervello, il fegato e il tratto gastro-intestinale. L’analisi sul gene e la relazione completa può essere letta qui. Anche in questo caso i risultati sono sorprendenti.

Negli esseri umani normali, il gene FOXP2 è lungo 2594 paia di basi e non presenta variazioni tra i vari individui. Il frammento di gene recuperato dal cranio arriva a 211 coppie di basi (su 2594 totali). Il risultato incredibile delle analisi è che, mentre tutti gli esseri umani normali hanno esattamente le stesse coppie di basi, il gene dello Starchild presenta un totale di 56 variazioni all’interno del frammento, rispetto a quello umano.

Per comprendere il significato, se lo Starchild fosse un Macaco Rhesus, solo 2 delle 211 paia di basi conterrebbero una variazione rispetto a quelle umane. Se fosse un topo, sarebbero 20, se una cane 27. Visto in questa prospettiva, viene da pensare che lo Starchild era davvero un umanoide sconosciuto. La presenza di 56 variazioni lo pone in un altro insieme di specie viventi: è assolutamente unico.


Tra i ricercatori che maggiormente hanno contribuito al progetto di ricerca c’è il dottor Ted Robinson, medico e chirurgo plastico in pensione, con conoscenze specialistiche nel campo della chirurgia e anatomia cranica e, nonostante l’età, ancora attivamente coinvolto nella ricerca presso la University of British Columbia in Canada.

Robinson ha studiato il cranio per circa due anni, coinvolgendo alcuni specialisti in diverse discipline: radiologia, chirurgia oftalmica, chirurgia orale, chirurgia cranio-facciale, neurologia e neurochirurgia pediatrica. La relazione finale dello studio è davvero stupefacente.

Innanzitutto, l’esperienza e le competenze del dottor Robinson gli hanno permesso di escludere che la deformità del cranio sia da attribuire ad una delle condizioni cliniche conosciute, così come gli altri specialisti nono sono stati in grado di individuare una qualche malattia o pratica culturale che potrebbe spiegare la forma del teschio.

In secondo luogo, le ricerche del gruppo di ricerca hanno evidenziato che l’osso del cranio è molto più sottile, più leggero e più resistente delle ossa umane. I ricercatori hanno trovato particolare difficoltà per tagliare un frammento osseo con una lama standard Dremel, tanto da dover utilizzare una lama rivestita di diamante.

Le analisi biochimiche e istochimiche condotte in Inghilterra mostrano una composizione diversa rispetto alle ossa dei mammiferi. Inoltre, l’osservazione al Microscopio a Scansione Elettronica indica la presenza di strane fibre di natura sconosciuta, le quali sembrano destinate a rafforzare la struttura ossea.

Tra l’altro si è osservato che i seni frontali risultano assenti, la prominenza ossea sul margine posteriore del cranio (nota come inion, il punto in cui si intersecano il legamento nucale e il muscolo del trapezio) è assente; le cavità oculare sono molto basse, e ci sono altre caratteristiche della configurazione dei forami orbitali posteriori altamente insolite e che differiscono significativamente da quella degli esseri umani.

Robinson ha consultato anche Paul Tessier, medico francese pioniere della chirurgia cranio-facciale, il quale ha ammesso di aver visto nulla di simile, nonostante sia a conoscenza di ogni deformità cranica nota alla scienza. E’ da escludere anche l’idrocefalia, una deformità cranica caratterizzata da anomalie completamente diverse dalle caratteristiche anatomiche dello Starchild.

Infine, i denti del teschio sono un tema controverso. Sebbene gli scienziati tradizionali sostengano che lo Starchild sia il teschio di un bambino deforme di cinque anni, le superfici masticatorie dei molari mostrano una usura tale che sarebbe impossibile per un bambino così piccolo.

Robinson conclude che il cranio è un enigma affascinante, è diverso da qualunque teschio umano egli abbia mai visto di persona o presente nella letteratura medica. Così scrive al termine della sua relazione:

“Non mi interessa speculare sulle origini del teschio, se sia umano o extraterrestre. Io preferisco basare le mie opinioni sulle evidenze scientifiche. Dagli studi effettuati, si può solo ragionevolmente che il teschio dello Starchild è nettamente diverso da quello umano”.

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Re: giganti, storia archiviata e dimenticata

Messaggio Da Ludwig von Drake il Lun Ago 25 2014, 23:18

Scusa se copio e incollo senza aggiungere altro, ma mi sto mettendo a letto:

Neurologist Steven Novella of Yale University Medical School says that the cranium exhibits all of the characteristics of a child who has died as a result of congenital hydrocephalus, and the cranial deformations were the result of accumulations of cerebrospinal fluid within the skull.

en.m.wikipedia.org/wiki/Starchild_skull
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Re: giganti, storia archiviata e dimenticata

Messaggio Da delfi68 il Lun Ago 25 2014, 23:49

capisci che e' strano...

il gruppo di lavoro ha portato analisi del dna, test eseguiti e ripetuti in tre nazioni diverse da piu' specialisti, analisi isotopiche, microscopio elettronico..sono coinvolti medici specialisti canadesi, usa e GB..(tutto citato e verificabile)
e tutti sti specialisti si arrischierebbero se avessero in mano un  teschio di un idrocefalo che pure il mio meico della mutua saprebbe riconoscere??

poi arriva uno di yale che guarda una foto e sentenzia microcefalia, e bon pratica archiviata..

insomma non mi pare che sia una procedura lineare e scientifica no?

pensiamo l'opposto: un gruppo che siu avvale di tecnolofia avanzata sostiene che e' idrocefalia. Dna incluso. Arriva quello di Yale e dice che e' una specie diversa da quella umana e mammifera.

cosa diremmo? ..ovviamente che quello di yale e' da ricovero no?

..ora dico..a che e' servita la mole probatoria di carattere scientifico se basta una dichiarazione di un tizio che guarda una foto a Yale e dice cio' che vogliamo sentire? ..ossia che non c'e' nulla di anomalo.

Io non sono piu' tanto sicuro che cio' che ci viene proprinato sia la realta', ma solo siano dichiarazioni uniformi a cio' che dev'essere la realta' accreditata presso il sistema..

nei testi che ho trovato ci sono citazioni di nomi accademici di gente di tre universita diverse..ma basta una dichiarazione conforme di un tizio solo di yale per mettere in archivio una roba del genere..

non e' normale.

fisiatri, specialisti che rilevano difformita' dei fondi e forami, assenze importanti di strutture osse classiche..dna con variazioni, analisi dei tessuti..tutto nrel secchio perche' non collima con la normalita'. e una dichiarazione semplicistica e senza prove assunta a verita'..dichiarano espressamete che NON e' un cranio idrocefalo e descrivono dettagliatamente perche'..oltre poi alle analisi oggettive con tecnologia genetica e di indagine elettronica..

non va bene...a questo punto come si puo' credere o non credere negli scienziati? ..capisci che mi crolla un punto di riferimento sicuro, ossia l'affidabilita' della coincidenza delle osservazioni scientifiche! ..qui qualcuno sta imbrogliando..

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Messaggio Da elima il Mar Ago 26 2014, 00:15

I giganti al giorno d'oggi non esistono più per il solo fatto che si interviene sulla ghiandola pituitaria quando si presenta il gigantismo.
Robert Wadlow (22 febbraio 1918 – 15 luglio 1940), è stato l'uomo più alto nella storia con prove inconfutabili. Wadlow è conosciuto anche come il gigante Cebo o Giant of Illinois, avendo compiuto gli studi ad Alton, nell'Illinois. Wadlow raggiunse 2,72 m di altezza e pesava, alla sua morte all'età di 22 anni, 220 kg (440 lb). Le sue grandi dimensioni e la sua continua crescita in età adulta erano dovuti a ipertrofia della ghiandola pituitaria, che si traduce in un livello anormalmente elevato di ormone della crescita umana.

http://www.focus.it/scienza/salute/bloccata-a-251-metri-la-crescita-di-sultan-kosen-l-uomo-piu-alto-del-mondo-210312-1211 ha scritto:Sultan Kosen, l'uomo più alto del mondo, non cresce più: la sua statura è stata bloccata chirurgicamente all'altezza di 2,51 metri da Jason Sheenan, medico dell'Università della Virginia.
Kosen, di origine turche e con un passato da cestista nel Galatasaray (anche se non ha mai giocato una partita), soffre di acromegalia, una patologia rara e invalidante provocata da un tumore della ghiandola pituitaria, o ipofisi. Le cellule tumorali spingono la ghiandola a secernere enormi quantità di ormone della crescita. Se questa condizione si verifica prima della pubertà, chi ne è affetto sviluppa il gigantismo: il suo corpo cioè non smette mai di crescere.
Questa malattia porta con sé una serie di gravi complicazioni soprattutto a carico dello scheletro, che non è progettato per raggiungere simili dimensioni

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Re: giganti, storia archiviata e dimenticata

Messaggio Da delfi68 il Mar Ago 26 2014, 00:38

ah..

una domanda, com'e' che scheletri di giganti patologici non si trovano in modo uniforme e ovunque?

..dovremmo trovarne in egitto, antica roma..tra i resti dei longobardi, i crociati..non so, posso pure prenere in esame quella possibilita'..ma mi mancano allora un sacco di giganti sparsi per almeno 20 secoli...

qual'e' l'incidenza della disfunzione prima dell'interventismo medico? ..mi baglio io o mancano un sacco di giganti tra i cadaveri piu' antichi? a dire il vero non sono piu' nemmeno ragiungibili gli unici scheletri della bibliografia degli inizi del 900..in realta' mancano del tutto i giganti dell'antichita'!! patologici o meno..

sai che non riesco a trovare nessuna citazione di un museo o universita' che conservi anche un solo reperto di gigantismo?
QUelli di quegli articoli del NYT e atri..patologici o meno, dove sono?

credi sia quella che ai detto una risposta soddisfacente?

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Re: giganti, storia archiviata e dimenticata

Messaggio Da delfi68 il Mer Set 03 2014, 20:08

La scienza ufficiale sui giganti:


http://www.livescience.com/467-gigantic-apes-coexisted-early-humans-study-finds.html

http://en.wikipedia.org/wiki/Franz_Weidenreich

http://it.wikipedia.org/wiki/Gigantopithecus



Nel corso degli ultimi due secoli, archeologi e paleontologi sono venuti in possesso di reperti sconcertanti che mettono in discussione le teorie finora elaborate per spiegare il processo che ha portato all’evoluzione dell’Homo Sapiens a partire dai primati arboricoli.
Teschi giganti, mandibole con denti smisurati e femori giganteschi sono stati rinvenuti in diverse zone del pianeta a testimonianza del fatto che c’è un grosso “buco” nelle teorie che spiegano l’evoluzione della specie Homo. Molto lentamente, la comunità scientifica si sta convincendo che in un passato neanche troppo remoto, ominidi giganteschi siano esistiti sul pianeta Terra.
Uno dei casi più documentati e accettati dalla scienza è quello del Gigantopitecus, venuto alla conoscenza degli scienziati nel 1935, grazie alla scoperta accidentale di alcuni misteriosi molari da parte del paleontologo tedesco Ralph Von Koenigswald in una farmacia di Hong Kong. Il ricercatore subito si rese conto di trovarsi di fronte ai resti di un gigantesco primate, forse il più grande ominide che abbia abitato il pianeta.
Basandosi sulle dimensione del molare, 2,5 centimetri di lato, si pensa che la gigantesca creatura arrivasse a misurare fino a tre metri di altezza e un peso corporeo di ben 500 chilogrammi. Le ricerche di Von Koenigswald andarono avanti per quattro anni, ma con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale il paleontologo fu fatto prigioniero e costretto ad interrompere i suoi studi.
Una recente analisi del reperto di Hong Kong, eseguita dal cronogeologo Jack Rink dell’University of Ontario, ha permesso di stabilire che questo strabiliante ominide sia esistito per quasi un milione di anni, estinguendosi intorno ai 100 mila anni fa, durante il Pleistocene. I ricercatori ipotizzano che il Gigantopiteco abbia condiviso con l’Homo Erectus l’ambiente nel quale visse, da collocare nel sudest asiatico.
“Questo primate è coesistito con gli esseri umani in un momento in cui i primi homo sono stati sottoposti ad un grande cambiamento evolutivo”, spiega Rink nel resoconto offerto da Livescience.com.
Infatti, in alcune indagini successive, i ricercatori hanno rinvenuto altri resti fossili delle gigantesche creature, sopratutto mandibole nella provincia di Guangxhi, nel sud della Cina, la stessa regione dove alcuni pensano abbia avuto origine la specie umana moderna.
Con i pochi reperti a disposizione, gli scienziati sono stati in grado di ricostruire le effettive dimensione dell’ominide. “Le dimensioni dei reperti, come la corona del molare, ci ha permesso di capire le straordinarie dimensioni di questo essere”, conclude Rink.
Anche se la causa dell’estinzione rimane ignota, i ricercatori ipotizzano che il Gigantopiteco abbia subito le conseguenze di notevoli cambiamenti climatici e la concorrenza delle nuove specie di ominidi, più piccole, agili e facilmente adattabili alle nuove condizioni ambientali.

Nel dibattito sul ritrovamento del Gigantopiteco si inserisce un gruppo di ricercatori convinto che gli straordinari ritrovamenti giganteschi non siano da attribuire ad uno scimmione mastodontico, ma ad una razza di uomini giganti che un tempo hanno abitato il nostro pianeta.
Secondo tale gruppo, i ritrovamenti andrebbero attribuiti al cosiddetto “Megantropo”, termine con il quale si identifica un insieme di reperti controversi formato da mascelle fuori misura e frammenti di crani enormi.
Franz Weidenreich, anatomo tedesco esperto in antropologia fisica, contemporaneo di Ralph Von Koenigswald, sulla base del numerosi reperti rinvenuti nella regione, ha teorizzato che oltre al Gigantopiteco, sia esistita una specie di Megantropo che discenda dal gigantesco primate. La maggior parte dei paleoantropologi ritiene che il Megantropo sia in qualche modo legato all’Homo Erectus, ma ancora non si è compreso quanto gli sia vicino.
Tuttavia, sebbene sembra ci sia un sostanziale consenso, l’opinione tra gli studiosi è alquanto variegata. Molti restano convinti che i Megantropi siano la prova dell’esistenza degli antichi giganti. Si parla di individui altri fino a 3 metri, con un peso variabile tra i 340 e i 450 chilogrammi, dimensioni molto maggiori di qualsiasi Homo Erectus finora rinvenuto, nell’ordine di 2 a 4 volte la massa del corpo.

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