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Stato Islamico

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Re: Stato Islamico

Messaggio Da Shadow il Sab Mag 30 2015, 05:59

Izo ha scritto:Per la serie intanto a paperopoli.
Ieri a Olbia tra fanfare e coriandoli Renzi ha inaugurato il cantiere l’ospedale san Raffaele “rinato” grazie l’alleanza tra vaticano (e quando mai non ci sono di mezzo loro) e Qatar. Ma non è tutto: il ricco Qatar sta acquistando compagnie aeree, sta entrando nel settore energetico e industriale, sta comprando persino piccole squadre di calcio locali, un vero e proprio benefattore insomma. Peccato però che al di là dei toni trionfalistici del governo, che spaccia la svendita del paese come importanti investimenti stranieri, non si dice che il Qatar è una monarchia Wahabbita che finanzia le organizzazioni come al nusra e l’isis, e la cui opinione pubblica, secondo un sondaggio fatto da Al Jazeera, appoggia in larga maggioranza gli ideali dello stato islamico. Ma questo al governo non interessa, non c’è da chiedersi perché lo stiano facendo dopotutto pecunia non olet, e poi lo sanno tutti che gli integralisti islamici arrivano sui barconi di disperati. Inoltre la Pinotti dondolando la testa ha detto che grazie ai nuovi F35 ci difenderemo dall’isis, quindi possiamo star sereni. In Siria e Iraq usano mitra e cannoni mentre qua da noi gli basta aprire il portafoglio, e mi sa che contro quello neanche le belle e coraggiose guerrigliere curde potrebbero farci nulla. triste

Dunque, sul libro IL CALIFFATO DEL TERRORE che sto leggendo è stata fatta la seguente considerazione sul ruolo del Qatar e sulla singolare posizione di tale paese (che sembra a tutti gli effetti una contraddizione in termini):

"Il Qatar ha una doppia identità" spiega Ehud Yaari, il più apprezzato arabista d'Israele. "Da un lato ospita soldati USA e accoglie uomini d'affari israeliani, dall'altro finanzia i più feroci gruppi terroristi sunniti".
In effetti, l'emirato guidato da Tamin bin Hamad al-Thani è stato messo all'indice da Arabia saudita ed Egitto per il sostegno offerto ai Fratelli Musulmani di Mohammad Morsi, e il suo isolamento nella Lega Araba è cresciuto a seguito della scelta di schierarsi - unico paese arabo - a favore di Hamas nell'ultimo conflitto di Gaza con Israele.
A spiegare cosa c'è all'origine delle politiche del Qatar è Zvi Mazel, ex ambasciatore israeliano al Cairo: "Quando il presidente Gamal Abdel Nasser, alla metà degli anni cinquanta, espulse i leader dei Fratelli Musulmani, questi si rifugiarono in Qatar", allora colonia britannica, forgiando un'intesa "con le tribù locali che ne ha fatto le interpreti di un fondamentalismo ostile a quello dell'Arabia Saudita".
Se la tribù saudita degli Ibn Saud "predica il fondamentalismo sunnita in un unico paese ovvero l'Arabia" continua Mazel, "la tribù degli al-Thani del Qatar persegue il fondamentalismo d'esportazione", quello dei Fratelli Musulmani e di Osama Bin Laden che punta a rovesciare i regimi arabi esistenti.
Il contrasto tra Qatar e Arabia Saudita nasce, dunque, dall'interpretazione del Corano e si sviluppa in una rivalità per la leadership del mondo sunnita che si rispecchia in quanto sta avvenendo in Siria dove Doha e Riad finanziano gruppi islamici rivali in seno all'opposizione ad Assad. L'ex premier iracheno ha più volte accusato "Qatar e sauditi" di sostenere l'Isis, lasciando intendere che ognuno ha i propri interlocutori: Riad agirebbe assieme ad Emirati Arabi e Bahrein, accomunati proprio dall'ostilità al Qatar.
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Re: Stato Islamico

Messaggio Da Izo il Sab Mag 30 2015, 10:44

Ma in realtà non è solo il Qatar a sostenere più o meno palesemente l’isis, ma praticamente tutti i paesi a maggioranza sunnita eccezion fatta per Egitto e Tunisia (per ora). Persino la laica Turchia come paese della NATO ufficialmente sostiene la coalizione anti isis, ma non perde occasione per mettere i bastoni tra le ruote agli odiati curdi, e a fare affari sottobanco con i tagliagole dell’isis. Se ci aggiungiamo poi l’ondata di attentati a tutte le personalità laiche o di opposizione al governo islamista di Erdogan, le manifestazioni filo islamiche come quella per ritrasformare santa Sofia da museo a moschea, probabilmente Ataturk si starà rivoltando nella tomba. Ai paesi sunniti l’isis fa più che comodo: ha la loro stessa visione integralista e in più contrasta, elimina e massacra, tutte le correnti minoritarie dell’ islam da loro considerate eretiche, primi fra tutti gli sciiti. E questi sono i nostri alleati eh, sono quelli che vengono ad “investire” da noi comprandosi tutto il comprabile da una parte e finanziando moschee, centri e università islamiche dall’altra, e nel mentre finanziano l’isis in medio oriente. facepalm
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Re: Stato Islamico

Messaggio Da Shadow il Sab Mag 30 2015, 13:08

Izo ha scritto:Ma in realtà non è solo il Qatar a sostenere più o meno palesemente l’isis, ma praticamente tutti i paesi a maggioranza sunnita eccezion fatta per Egitto e Tunisia (per ora). Persino la laica Turchia come paese della NATO ufficialmente sostiene la coalizione anti isis, ma non perde occasione per mettere i bastoni tra le ruote agli odiati curdi, e a fare affari sottobanco con i tagliagole dell’isis. Se ci aggiungiamo poi l’ondata di attentati a tutte le personalità laiche o di opposizione al governo islamista di Erdogan, le manifestazioni filo islamiche come quella per ritrasformare santa Sofia da museo a moschea, probabilmente Ataturk si starà rivoltando nella tomba. Ai paesi sunniti l’isis fa più che comodo: ha la loro stessa visione integralista e in più contrasta, elimina e massacra, tutte le correnti minoritarie dell’ islam da loro considerate eretiche, primi fra tutti gli sciiti. E questi sono i nostri alleati eh, sono quelli che vengono ad “investire” da noi comprandosi tutto il comprabile da una parte e finanziando moschee, centri e università islamiche dall’altra, e nel mentre finanziano l’isis in medio oriente. facepalm

A tutto questo poi occorre aggiungere la famiglia saudita che vanta così tanti discendenti ognuno dei quali ha una posizione diversa rispetto agli altri: alcuni sono filoamericani, altri sono filo-giordani, altri ancora filo-Isis.

In tutto ciò diventa difficile dire chi sono i nostri alleati perché come vedi i rapporti cambiano di anno in anno (in questi ultimi mesi in nostri alleati sembrano diventati gli sciiti che invece erano i nostri nemici all'epoca della guerra Iran-Iraq)).
Il punto è che l'Isis fa un maledetto comodo anche all'occidente perché non solo amplifica lo storico antagonismo efferato tra sciiti e sunniti, ma (come evidenziava l'articolo in neretto che avevo postato stamattina) crea un nuovo antagonismo in casa sunnita tra il fondamentalismo sunnita stanziale e quello da esportazione.
Considera che un medio oriente in fiamme in cui tutti si sparano tra loro fa molto comodo tanto all'America quanto all'Europa.
Per cui (da un certo punto di vista) non sembra neppure un danno per qualcuno fargli arrivare un po' di soldi attraverso investimenti in casa nostra finché tutto ciò sarà finalizzato a farli sparare tra loro.
Ecco perché fino a questo momento non si è visto un intervento occidentale su vasta scala, e non lo vedremo fintanto che i rapporti di forze non saranno cambiati a favore di qualcuno dei contendenti.

Circa gli investimenti potrebbe non essere un problema enorme: in caso di comprovata complicità col terrorismo non ci sarebbero grandi difficoltà a metterli sotto sequestro (cosa già avvenuta in altre occasioni).

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Re: Stato Islamico

Messaggio Da Shadow il Sab Mag 30 2015, 13:37

Arin Mirkan: La donna che ha mostrato ai jihadisti dell'Isis che la sua personale determinazione era più forte del loro paradiso di allah
Lei non si aspettava un'eternità di latte e miele: doveva solo scegliere tra essere violentata o morire sgozzata (come le copte) oppure morire con le armi in mano portandosi dietro venti di quei buffoni incappucciati.



yessir  Ora e sempre avrà la mia più totale ammirazione  e stima !
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Re: Stato Islamico

Messaggio Da Izo il Sab Mag 30 2015, 18:40

Ah sul fatto che un medioriente in fiamme torni comodo anche a Europa e soprattutto USA non ci piove, il problema è che sono poco lungimiranti visto che tutte le volte che hanno creato casini o armato qualcuno da quelle parti poi se lo sono ritrovati contro: è successo in Afganistan con i talebani foraggiati dagli USA per arrestare l’avanzata dell’unione sovietica, è successo in Iraq con Saddam Hussein, e ci sarà da aspettarsi che succederà anche con i paesi della penisola araba prima o poi, anzi lo stanno già facendo sotto le spoglie dell’isis. Ad ogni modo spero che se e quando l’isis sarà spazzato via ai curdi sia finalmente concesso di avere uno stato, se lo meritano visto che sono gli unici che si stanno veramente impegnando a far fuori le merdacce in nero. sisi
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Re: Stato Islamico

Messaggio Da Shadow il Dom Mag 31 2015, 08:08

Izo ha scritto:Ah sul fatto che un medioriente in fiamme torni comodo anche a Europa e soprattutto USA non ci piove, il problema è che sono poco lungimiranti visto che tutte le volte che hanno creato casini o armato qualcuno da quelle parti poi se lo sono ritrovati contro: è successo in Afganistan con i talebani foraggiati dagli USA per arrestare l’avanzata dell’unione sovietica, è successo in Iraq con Saddam Hussein, e ci sarà da aspettarsi che succederà anche con i paesi della penisola araba prima o poi, anzi lo stanno già facendo sotto le spoglie dell’isis. Ad ogni modo spero che se e quando l’isis sarà spazzato via ai curdi sia finalmente concesso di avere uno stato, se lo meritano visto che sono gli unici che si stanno veramente impegnando a far fuori le merdacce in nero. sisi

Guarda: mi trovi totalmente d'accordo circa la mancanza di lungimiranza ed anzi credo che sia un problema che attanaglia il 90% dell'umanità.
Me la vivo tutti i giorni sul lavoro e siccome sono convinto che non è che poi i problemi siano affrontati in modo totalmente diverso nelle maggiora parte dei contesti mondiali e/o locali per il semplice fatto che chi sta ad un posto delle decisioni pensa fondamentalmente solo al benessere della propria poltrona per il periodo in cui ci sta seduto sopra oppure nei casi più estremi al benessere del proprio portafoglio (v. fatti di mafia capitale o dei recenti eventi della FIFA) non vedo perché alla Casa Bianca debbano comportarsi molto diversamente.
A meno che il tutto non sia un disegno calcolato al livello strategico di intervenire ad ondate successive attraverso alleati di comodo o direttamente con le coorti pretoriane in Medio Oriente (e questa ipotesi non esclude quella precedente).
E' dal 1948 che il Medio Oriente non vede pace e ciò lo dobbiamo a tre fattori fondamentali: gli interessi dell'occidente, Israele, la miopia delle popolazioni arabe, perché c'è pure quella: pensa solo a quanto è idiota e imbecille ed irrealizzabile il progetto del califfato !
A Quaeda in un modo o nell'altro perseguiva un strategia condivisibile che era quella di buttare gli Americani fuori dal Medio Oriente (come se tra l'altro fosse cosa facile), questi invece vorrebbero ricostituire l'impero da Granada a Djakarta come se il resto del mondo restasse lì a guardarli mentre giocano a Risiko.
Tra l'altro per fare certe cose occorre anche una forza militare efficiente: questi hanno preso le botte da una forza irregolare come le milizie curde e parlano ancora di "arrivare a Roma" (sai che bell'acquisto che ci fanno ... e anche da qui intuisco che non siano neppure loro molto lungimiranti  risata ) ... nel momento in cui hanno iniziato l'assedio di Kobane sono riusciti perfino a cancellare nell'opinione pubblica occidentale la convinzione che l'estrema sinistra dei centri sociali fosse alleata dei movimenti islamisti (che era l'elemento disgregante dell'occidente e in particolare del panorama politico italiano, ma non solo): quest'ultimo è uno degli errori strategico-politici più grandi che potevano commettere.
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Re: Stato Islamico

Messaggio Da Shadow il Lun Giu 01 2015, 13:44

IN OGNI CASO: ho finito stamattina di leggere il libro IL CALIFFATO DEL TERRORE di Molinari.
Il libro non dice molto di nuovo rispetto a quello che già sappiamo.
Ci sono però alcuni elementi che non conoscevo così approfonditamente nel dettaglio ed altri che (vuoi per mancanza di tempo vuoi per altro) non avevo conmsiderato:

1) il sistema di approvvigionamenti del Califfato (stile Germania nazista) che è alquanto singolare ed in merito al quale occorre vedere quanto resti stabile nel tempo
2) la divergenza di schieramenti e orientamenti tra tutti i vari finanziatori del Califfato (in realtà Tuchia, Arabia Saudita e Qatar sono tutti antagonisti tra loro ed il fatto che i loro finanziamenti finiscano all'Isis è una circostanza fortuita avvenuta solo perché i destinatari di tali finanziamenti alla fine hanno deciso di confluire tutti nell'Isis solo perché Al-Baghdadi si è conquistato uno spazio politico all'interno della galassia di gruppuscoli jihadisti)
3) il fatto (non così chiaramente noto all'opinione pubblica mondiale) che fino a questo momento "i nemici numero 1" del califfato sembrano essere più gli sciiti che non gli occidentali: gli sciiti nei territori occupati dall'Isis sono trattati peggio dei cristiani (e questo spiega anche il perché l'intelligence occidentale sembra così inerte di fronte all'Isis: in questo momento fa comodo uno scontro aperto tra sciiti e sunniti finché i rapporti di forze resteranno invariati e statici come lo furono per 8 anni nella guerra Iran-Iraq)
4) A parte Iran e Turchia (le quali avrebbero i loro interessi egemonici nella regione) fino a questo momento Israele non ha fatto una mossa (a parte un po' di attività di spionaggio col Mossad di cui non siamo al corrente).
La potenza israeliana (ricordo che Israele è una potenza nucleare che era in grado di colpire addirittura la stessa URSS) in questo momento è l'altra vera forza regionale che sta a guardare aspettando il momento propizio anche in virtù del fatto che un suo eventuale intervento la farebbe brillare come campionessa di democrazia occidentale che distrugge il nemico jihadista facendo a tutti dimenticare le responsabilità di Israele sulla questione mediorientale.
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Re: Stato Islamico

Messaggio Da silvio il Sab Giu 06 2015, 10:57

La potenza israeliana (ricordo che Israele è una potenza nucleare che era in grado di colpire addirittura la stessa URSS) in questo momento è l'altra vera forza regionale che sta a guardare aspettando il momento propizio anche in virtù del fatto che un suo eventuale intervento la farebbe brillare come campionessa di democrazia occidentale che distrugge il nemico jihadista facendo a tutti dimenticare le responsabilità di Israele sulla questione mediorientale.

Gli conviene anche perchè i suoi nemici si scannano tra loro, più dura e meglio è
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Re: Stato Islamico

Messaggio Da Shadow il Sab Giu 06 2015, 23:05

risata Io l'ho sempre pensato che questi erano davvero stupidi.
Forse è per questo che gli Americani non vogliono intervenire contro l'Isis: hanno finalmente trovato qualcuno che è più stupido di loro e vogliono tenerlo in vita per fargli fare la parte del cretino di turno.
Già un paio di mesi fa un insegnante dell'Isis che istruiva una classe di ragazzi su come diventare kamikaze si è fatto saltare in aria per sbaglio (con tutta la classe).
Oggi on line gira quella che segue:

http://www.pontilenews.it/articolo.php?ID=611&cat=CRONACA

Galeotto fu il selfie e chi lo scattò. La più diffusa moda degli ultimi anni, che imperversa indisturbata sui social network, può essere letale. Specie se sei un comandante dell'Isis. Quei social network di cui i jihadisti si sono ampiamente serviti per diffondere le loro ideologie sono diventati strumento di facilitata distruzione in mano agli Usa.
Ma andiamo con ordine. Era l'inizio della settimana, una giornata di lavoro come tante: la maestra è a scuola ad insegnare ai suoi piccoli alunni, l'operaio fatica sotto il sole e il jihadista è di guardia in una base segreta dell'Isis. Ma questa non sarebbe la normalità se non ci scappasse un selfie! Così, la maestra può immortalare l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive, l'operaio può mettere in mostra la costruzione alla quale lavora e che gli costa sudore e fatica. E il jihadista? Lui potrà vantarsi delle capacità di comando e controllo dello stato Islamico. La stessa tipologia di foto costerà cara solo ad uno di loro.

Basta un piccolo errore e gli americani sono pronti a colpire. L'autore dello scatto incriminato, prima che il selfie approdasse su Twitter, non ha prestato attenzione ad alcuni dettagli: dimenticarsi di disattivare la localizzazione automatica, inquadrare un particolare attraverso il quale è facile risalire ad un luogo, ad esempio. Così, 22 ore più tardi, l'Air Force fa saltare in aria l'edificio dal quale il selfie è partito con tre missili. Mai nessuna azione su così rapida, così facile da intraprendere e portare a termine.
Il generale dell'Air Force Hawk Carlisle ha raccontato, durante un pranzo di lavoro, che l'Intelligence Usa monitora costantemente i social network ed è proprio grazie a questa azione di controllo che è possibile scovare, attraverso piccolissimi dettagli, basi segrete nemiche. Così, quando "un deficiente dell'Isis ha condiviso una foto sui social network", gli analisti dell'Intelligence americana si sono messi al lavoro e tramite quelle informazioni gentilmente regalate loro dal jihadista, sono risaliti al covo di miliziani.

L'Isis ha da sempre dimostrato di conoscere bene le più moderne e sofisticate tecniche di comunicazione. I social network sono stati (e continuano ad essere) uno strumento prezioso atto a creare proselitismo e terrore. È stato scelto Twitter, in particolare, come strumento di auto rappresentazione. E in quest'opera di propaganda sono stati aiutati dai media, che hanno dato largo spazio alle loro efferate azioni perché, si sa, "una testa mozzata è più attraente" di una qualsiasi altra notizia del momento.
Ma anche lo Stato Islamico, organizzato come il più efficiente degli alveari, può sbagliare e gli americani sono pronti a sfruttare ogni falla del loro sistema.
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Re: Stato Islamico

Messaggio Da silvio il Sab Giu 06 2015, 23:56

Non riesco a postare
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Re: Stato Islamico

Messaggio Da silvio il Dom Giu 07 2015, 21:28


Donne siriane in fuga dall'Isis si tolgono il velo
Immagini simbolo fanno il giro del web

Diventeranno probabilmente le immagini simbolo della resistenza delle donne contro l'invasione dell'Isis in Siria: sono giovani siriane che si tolgono il velo e il burqa a bordo dei pick up in fuga dai territori occupati dallo Stato Islamico, dopo l'arrivo al Rojava, a nord del Kurdistan. Le immagini, postate sul profilo twitter del fotografo freelance Jack Shahine, stanno facendo il giro del web.
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