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Il velo islamico e variazioni sul tema

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Re: Il velo islamico e variazioni sul tema

Messaggio Da JoJo il Gio Lug 03 2014, 09:19

@Akka ha scritto:il caso delle svastiche o del berretto del kkk è diverso! questi sono simboli che hanno chiaro intento discriminatorio(ed esplicitamente violento!) nei confronti di certe categorie!

il velo, come il turbante e come il tatuaggio di mao, per me sono da mettere su un piano diverso, perchè sono espressione del proprio modo d' essere e di come uno decide di condurre la prorpria esistenza!

e, secondo me, fino a che questo accade nei limiti del rispetto dei diritti altrui, sempre secondo me, nessuno, neppure lo stato, dovrebbe avere il diritto di sindacare su queste scelte! o discriminare in base a queste scelte, che in sè non hanno nulla di pericoloso! poi certo, ci sono sempre le derive violente e intolleranti, ma non dovremmo per questo farla pagare a quelli che lo fanno per scelta!
sono d'accordo sul fatto che svastica e KKK siano diverse, ok

in ogni caso in linea di principio penso che un dipendente pubblico debba fare il dipendente pubblico e "dimenticarsi", mentre lavora, delle sue simpatie, antipatie, odi, fastidi, amicizie ecc, perchè dev'essere imparziale
pensa che sarebbe successo se un giudice con il tatuaggio di mao avesse processato berlusconi o cmq uno dei suoi (faccio questo esempio perchè sono quelli che si lamentano dei giudici comunisti)
boh, io credo che la sfera privata non debba essere portata al lavoro, specialmente per i dipendenti pubblici
e cmq l'educazione alla convivenza e alla diversità prescinde da tutto

per me, il professore con mao sul braccio può pure esibirlo liberamente anche in classe, non glielo farei neppure coprire, l' importante è che non faccia propaganda maoista! uguale per la maestra col velo!
se per gli altri dipendenti pubblici sono un attimo più aperto alla possibilità di lasciar la libera scelta, con i professori/maestri/educatori in genere penso che valga la pena un attimo di riflessione in più: premetto che io NON ho frequentato scienze dell'educazione e quello che "so" su come ragionano bambini e ragazzi è basato solo e solamente sulla mia esperienza diretta e sull'osservazione degli altri allora miei coetanei
nel periodo elementari io volevo farmi prete (giuro) perchè il don che ci faceva religione era una persona simpatica e ci sapeva fare con i bambini
io, bambino di 6-8 anni, pensavo che volevo essere una persona buona e simpatica come lui e QUINDI avrei fatto il prete come lui

alle medie avevo un professore che ci trattava non come bambini ma come "ragazzi", facendoci sentire grandi e maturi, e ovviamente aveva l'ammirazione di tutti
non ne ha mai approfittato di questa cosa, ma se avesse voluto avrebbe potuto convincerci di qualunque cosa credo

alle superiori, 3a, 4a e 5a, l'interazione con i professori, anche su temi al di fuori dal programma, temi di attualità, è ancora più pronunciata, così come la necessità da parte dei ragazzi di trovare un "modello" di adulto al quale aspirare
io tante cose, punti di vista, gusti, simpatie ecc, gli ho sviluppati durante il triennio delle superiori
in tutta onestà non saprei dirti se quello che sono dipende dal fatto che alcuni professori, quelli che considero i migliori professori che ho avuto, mi hanno trasmesso (e ti assicuro che nessuno ha fatto propagada in classe), ma non lo escluderei a priori

questo per dire che i ragazzi sono "facilmente" influenzabili (alcuni più altri meno, ovvio, ma sicuramente tutti più influenzabili di uno studente universitario, tanto per dire), per cui il discorso
il professore con mao sul braccio può pure esibirlo liberamente anche in classe, non glielo farei neppure coprire, l' importante è che non faccia propaganda maoista! uguale per la maestra col velo!
merita una discussione più approfondita (da parte di chi ne sa qualcosa di più, chiaro)
qualcuno qua lavora nel campo dell'educazione giovanile?

purtroppo però mancano le condizioni per il dibattito a livello pubblico, ovvero onestà intellettuale (strumentalizzazioni, sia da parte politica che da parte "religiosa" sarebbero all'ordine del giorno dell'ora).
questo perchè non siamo in uno stato veramente laico
e poi si è troppo intrisi di "tolleranza a tutti i costi" e rispetto per le religioni a prescindere



cmq un piccolo OT per consigliarvi un film tedesco (Die Welle, L'Onda) basato su una storia vera ("un esperimento per dimostrare l'attrattiva del fascismo tenuto dal professore di storia Ron Jones agli studenti del secondo anno della Cubberley High School di Palo Alto, in California, al suo corso di Storia contemporanea" -Wiki)
fa riflettere parecchio sia sulla malleabilità delle menti giovani trainate dal carisma di un professore, sia sui meccanismi che possono portare ad una dittatura:
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JoJo

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Re: Il velo islamico e variazioni sul tema

Messaggio Da Fux il Dom Lug 20 2014, 10:31

Stop al velo islamico e all’hijab: il sito delle ex musulmane che lo hanno abbandonato

Hiba Krisht, 25enne originaria dell'Arabia Saudita ora residente negli Stati Uniti, ha aperto un tumblr per "celebrare i corpi che sono sempre stati additati come fonte di vergogna” nella religione islamica

Da qualche giorno in rete si parla di The ex-hijabi fashion photo journal, un blog (o meglio, un tumblr) che raccoglie le storie e le foto di donne che hanno deciso di rifiutare la religione islamica. A dare il via all’iniziativa è stata Hiba Krisht, 25enne originaria dell’Arabia Saudita ora residente negli Stati Uniti, che ha chiesto alle donne ex-musulmane di condividere impressioni e immagini dei propri corpi “senza i vincoli del velo”.

L’intento della piattaforma, spiega la blogger, non è condannare la religione islamica, o di fare da sponda alle speculazioni di destra, fomentare sentimenti islamofobi – che stanno portano, in Inghilterra, ad un aumento dei casi di aggressione in particolare alle donne che sono più riconoscibili per via dell’abbigliamento – ma dare visibilità a chi la pensa in modo diverso. “L’idea di questo blog mi è venuta un giorno che ero in piscina con una mia amica ex velata – racconta Krisht a ilfattoquotidiano.it – Per noi l’esperienza del bagno in pubblico è sempre un po’ particolare perché è bello sentire il sole, il vento e l’acqua sulla pelle ma è anche strano mostrare i corpi che sono stati coperti così a lungo. Quel giorno, dopo avere nuotato, ci siamo fatte delle foto con i costumi e li abbiamo fatti circolare tra le amiche, discutendo dei colori e dei modelli. Io avevo un bikini rosso anni Cinquanta che esaltava la mia pelle ambrata e mi faceva sentire una Marylin Monroe araba. La mia amica, che indossava un costume intero con una bella scollatura, mi ha detto: non siamo uno schianto? Io allora ho pensato che ogni ragazza ex-velata avrebbe dovuto avere il diritto di sentire quella gioia che provavamo noi verso i nostri corpi. Così mi sono ripromessa di creare un blog per celebrare i corpi che sono sempre stati additati come fonte di vergogna”.

Krisht spiega di essersi allontanata dalla religione islamica perché non sopportava più il modo in cui veniva percepito il corpo femminile, come qualcosa da coprire, sempre sotto continuo esame. Con addosso il velo la blogger si sentiva ingabbiata, costretta a doversi adattare a convenzioni che le sembravano misogine e frustranti. “Non rinnego però la mia appartenenza e per questo mi definisco un’atea musulmana, dato che la mia origine culturale è inestricabilmente connessa alle pratiche e alle tradizioni islamiche”.

Per ora sul blog sono state pubblicate una quindicina di storie e altre sono in lavorazione. Tra le varie testimonianze c’è quella di Atiyah, 40 anni, nata a vissuta a Detroit in una famiglia di religione islamica liberale. “Da adolescente sono stata io a diventare radicale, a volere indossare il velo e pregare molto. Poi però ho cambiato idea. Mi definisco una apostata primitiva perché dopo avere disimparato i dettami religiosi e le relative superstizioni mi sono resa conto di cosa mi perdevo quando pensavo che per tutto ci fosse una risposta già pronta”. Sam, che fa parte di un gruppo chiamato Exmna (Ex musulmane del Nord America), racconta di un’adolescenza di osservanza dei dettami religiosi influenzata anche dai gruppi islamici online. Poi è arrivata la messa in discussione che l’ha portata a togliersi il velo anche se il percorso verso la nuova identità ha richiesto molto più tempo.

Tra le storie c’è anche quella di un uomo: Mazen, che vive in Libano e che grazie al trumblr The ex-hijabi photo journal ha iniziato a riflettere sulla cultura che lo circonda e sulle drastiche differenze su come i corpi femminili e maschili vengono percepiti. Alla domanda se sono arrivate delle minacce per le storie pubblicate, Krisht preferisce non rispondere. “E’ una domanda che non mi piace. Fa parte di quella retorica che prevede che ogni volta che un’ex musulmana cerca di esprimere un pensiero libero c’è qualcuno pronto a fargliela pagare. Quando la sento mi chiedo: pensate davvero di conoscere le persone che mi stanno intorno, la mia famiglia, la mia nazione? E credete forse che io non abbia messo in conto una possibile reazione? Se lo sto facendo è perché ritengo che sia importante pur sapendo che ci sono dei rischi e degli inconvenienti. Ma, come ho scritto in un post, non ho scambiato il mio hijab per un giubbotto antiproiettile”.

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Re: Il velo islamico e variazioni sul tema

Messaggio Da delfi68 il Ven Ott 03 2014, 15:02

VIETATI SIMBOLI RELIGIOSI ALL'ASILO...

..francia..e te pareva..


La donna aveva iniziato a portare il velo dopo un congedo maternità e aveva rifiutato di levarlo quando la direzione le aveva fatto notare che era contrario al regolamento interno. Nel 2008 Fatima Afif, impiegata dell'asilo rientrata dopo un periodo di assenza, aveva annunciato la sua intenzione di portare il velo, scontrandosi con il regolamento interno dell'istituto, privato, che vieta l'esibizione di segni religiosi. Per questo, venne licenziata. La donna fece appello alla giustizia, sentendosi discriminata per la sua religione, passando prima per il Tribunale del Lavoro e poi per la giustizia ordinaria. Ma entrambe le istanze, nel 2010 e 2011, le diedero torto. Infine, l'anno scorso, anche la Corte d'appello di Parigi ha fatto prevalere il principio di laicità secondo la rigida interpretazione francese - anche se non si tratta di una scuola pubblica - confermandone il licenziamento. Fatima ha fatto ricorso in Cassazione. Ma anche qui hja perso. La Corte ha stabilito che la regola dell'istituto è "giustificata dalla natura dei compiti", ma ha chiarito che la sentenza non sarà universalmente applicabile a tutti i dipendenti del settore privato.
ttp://www.ilgiornale.it/news/esteri/francia-dipendente-licenziata-perch-portava-velo-asilo-1031568.html


E londra pure.

direi eccellente l'argomentazione del giudice!

«Il processo (in aula di tribunale) accusatorio richiede apertura e comunicazione e sono fermamente convinto che il niqab intralci entrambe», ha dichiarato in aula, dal tribunale londinese di Blackfriars, il giudice Peter Murphy
http://www.ilgiornale.it/news/esteri/londra-giudice-vieta-velo-islamico-aulala-decisione-nella-950820.html


sempre da londra

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/londra-divieto-velo-islamico-ospedaleislam-e-simboli-ancora-951690.html

Nei giorni scorsi sono state numerose le posizioni espresse dal mondo politico a favore o contro la messa al bando del velo. A suscitare molto scalpore è stata senza dubbio la dichiarazione del ministro degli Interni Theresa May che ha sostenuto il diritto delle donne a vestirsi come preferiscono, inclusa dunque la scelta di coprirsi il viso. Di tutt'altra opinione la collega Sarah Wollaston, deputata e medico di famiglia. «Sono sorpresa che poche donne difendano la messa al bando del velo. Ci sono dei luoghi pubblici dove questo non va indossato, punto. E gli ospedali, come le scuole e le aule giustizia, sono uno di questi luoghi. Non è una questione di principio, ma di semplice comunicazione».


Ultima modifica di delfi68 il Ven Ott 03 2014, 15:26, modificato 1 volta

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Re: Il velo islamico e variazioni sul tema

Messaggio Da delfi68 il Ven Ott 03 2014, 15:22

ottime ragioni anche nella sentenza di strasburgo..

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/vietare-burqa-non-viola-i-diritti-1033513.html


La Corte di Strasburgo ha messo nero su bianco che questa legge "non viola il diritto alla libertà di religione né quello al rispetto della vita privata". "La legge - si legge - persegue lo scopo legittimo di proteggere i diritti e le libertà altrui e di assicurare il rispetto dei minimi requisiti del vivere insieme".

La legge francese introdotta nel 2010, pur senza nominarlo, vieta di fatto di indossare il velo islamico integrale nei luoghi pubblici prevedendo una multa di 150 euro o l’obbligo di frequentare corsi di educazione civica per chi dissimula il volto nei luoghi pubblici. Più dura la sanzione per chi obblighi una donna a indossare il burqa contro la sua volontà: 30mila euro di multa. La Corte di Strasburgo si è pronunciata sul ricorso presentato da una 24enne francese con l’avallo di un team legale britannico. I giudici hanno accettato la tesi del governo che sostiene che "il volto gioca un ruolo importante nelle interazioni sociali". I togati affermano, quindi, di "comprendere che vi possano essere persone che possono desiderare di non vedere in luoghi pubblici pratiche o comportamenti che possano mettere in questione in modo sostanziale la possibilità di avere delle interazioni sociali aperte".

Il governo francese ha, dunque, ragione nel sostenere che l’indossare un velo che nasconde il viso viola i diritti altrui a vivere in uno spazio in cui lo stare assieme è agevolato.

Strasburgo però non ha accettato la motivazione secondo cui la legge sarebbe stata introdotta per assicurare la sicurezza pubblica

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Re: Il velo islamico e variazioni sul tema

Messaggio Da delfi68 il Lun Ott 20 2014, 22:33

Divieto di velo completo in luoghi pubblici..

fuori dall´Opera´ di parigi. Io quoto. Un simbolo medioevale di coercizione della donna in un tempio della cultura e della civilita´ mi pare proprio inadeguato..passi ppure la motivazione di "sicurezza" se proprio serve un alibi va bene pure quello..

https://it.notizie.yahoo.com/spettatrice-velata-allopera-di-parigi-accompagnata-alluscita-foto-075100038.html

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Re: Il velo islamico e variazioni sul tema

Messaggio Da elima il Mar Ott 21 2014, 00:19

Le brigate rosse ci hanno lasciato come ricaduta una legge contro il velo ... mgreen

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Re: Il velo islamico e variazioni sul tema

Messaggio Da delfi68 il Gio Ott 23 2014, 09:46

risata

almeno una cosA BUONA!

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