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La teoria dei giochi

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da primaverino il Dom Mag 18 2014, 17:40

@Mix ha scritto:Da presupposti assurdi puoi trarre soluzioni altrettanto assurde.
Coniuga questa frase, per esempio adatto all'ambito ateismo . . . , con la religione. Non con il credere in un'entità sovrannaturale, ma proprio con il fenomeno culturale umano della religione, applicato com'è in vari esempi concreti.

Ma il presupposto era tutt'altro che assurdo (teoricamente il pulcino nella bottiglia ci potrebbe stare) bensì è la (presunta) soluzione che va fuori dalla logica (l'oca è fuori dalla bottiglia. Ma non era "dentro"?...)  lookaround 
Carissimo, sarò io che sono "de coccio" ma continuo a considerarlo un non sense...
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Dom Mag 18 2014, 18:01

Già che siamo in tema di cineserie: riguardo al non restare "fissati" su una faccia della medaglia.

Nel XVI° secolo una delle grandi scuole perse i suoi migliori uomini aggrediti di notte in strada. In ciascun caso vi era un'unica pugnalata all'addome in basso sulla destra. Si capì che era opera della scuola rivale, ma come era possibile che uomini esperti si fossero fatti sorprendere?

Solo un ben visibile particolare tradisce l'intenzione del colpo  anche nella penombra.



Quale?
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 19:06

@primaverino ha scritto:
@Mix ha scritto:Da presupposti assurdi puoi trarre soluzioni altrettanto assurde.
Coniuga questa frase, per esempio adatto all'ambito ateismo . . . , con la religione. Non con il credere in un'entità sovrannaturale, ma proprio con il fenomeno culturale umano della religione, applicato com'è in vari esempi concreti.

Ma il presupposto era tutt'altro che assurdo (teoricamente il pulcino nella bottiglia ci potrebbe stare) bensì è la (presunta) soluzione che va fuori dalla logica (l'oca è fuori dalla bottiglia. Ma non era "dentro"?...)  lookaround 
Carissimo, sarò io che sono "de coccio" ma continuo a considerarlo un non sense...
A prescindere che un pulcino, pure d'oca,  non riesci ad infilarlo in una bottiglia, ma quel che è certissimo è che non lo puoi far crescere fino a diventre un'oca matura. Muore cento volte, prima.
A quel punto, se mi sottoponi una questione con presupposti assurdi, posso legittimamente fregarmene, com'è stato fatto nei miei confronti, dei vincoli di realtà reali. Quindi molte risposte, a gusto imprescindibile di chi risponde, possono essere, in modo del tutto equivalente, opportune, adatte, esatte.
Trasponi la stessa questione nella vita quotidiana.
Quante volte siamo posti di fronte a questioni con presupposti falsi?
Vuoi per dolo ed interesse altrui, vuoi per limiti percettivi o manipolativi nostri.
È cosa buona e giusta allenarsi ad uscirne economicamente, riconoscendone tali caratteristiche.
Ricorda anche che lo zen è, tra altre cose, uno strumento per il benessere psicologico.
Quindi si rivolge a questioni di comportamento psicologico.
Non farai fatica a concordare che la base dei comportamenti psicologici spessissimo hanno caratteristiche del tutto aliene dalla razionalità stretta, dalla logica evidente. Spesso sono risposte a stimoli lontanissimi nel tempo e dalla consapevolezza cosciente. Spesso invece le motivazioni vengono cercate razionalizzando elementi coscienti. Creando quindi presupposti falsi all'autoanalisi della propria realtà psicologica.
Questi sono antichi sistemi di distruzione consapevole di tali fantasiosi racconti errati.
Secondo me, niente di più di un'altra rappresentazione.

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Dom Mag 18 2014, 19:25

@Mix ha scritto:
Questi sono antichi sistemi di distruzione consapevole di tali fantasiosi racconti errati.
Secondo me, niente di più di un'altra rappresentazione.

Un fratello di fede  mgreen 


******


Post Scriptum di Mumon  
Comunque, tutto questo discorso è come farcire una torta di fango con latte e burro.
Se avete superato il Mumonkan, potete prendervi gioco di Mumon. Se no, state prendendo in giro voi stessi

Si sente, evidentemente, offeso: la raccolta delle sue lezioni in tale sessione fu scritta, a sua insaputa, da studenti, diciamo così, all'ultimo anno. Uno di questi, tale Amban  ci aggiunse il 49 caso. Lo faccio breve che è lunghino.

Mumon è un vecchio venditore di frittelle che afferra un passante per ficcargliele a forza nella strozza.Questi non riesce a inghiottirle ne a sputarle, "dolore!" Vediamo se Mumon riesce a digerire il mio, se non ci riesce dovremmo rifriggere lui e i suoi 48 koan. Mumon mangia tu per primo questo sterco secco!

Buddha disse:"Fermati, fermati.Non parlare. La verita ultima non si deve nemmeno pensarla"

Commento di Amban- Questo da dove viene fuori? Non si deve pensarlo? E se lo faccio dove finisce tale insegnamento?
Buddha stesso era un gran chiacchierone..ecco perché compaiono i Mumon a  scocciare alla gente.
Che si deve fare ve lo dico io...

Strofa di Amban. Il fuoco è luce? Sciocchezza! Tra due ladri non servono presentazioni, si riconoscono senza incertezza.
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 20:06

Ashke ha scritto:
@Mix ha scritto:
Questi sono antichi sistemi di distruzione consapevole di tali fantasiosi racconti errati.
Secondo me, niente di più di un'altra rappresentazione.

Un fratello di fede  mgreen 
Fratello di chi?
Che fede?
 mgreen 

******

Post Scriptum di Mumon  
Comunque, tutto questo discorso è come farcire una torta di fango con latte e burro.
Se avete superato il Mumonkan, potete prendervi gioco di Mumon. Se no, state prendendo in giro voi stessi

Si sente, evidentemente, offeso: la raccolta delle sue lezioni in tale sessione fu scritta, a sua insaputa, da studenti, diciamo così, all'ultimo anno. Uno di questi, tale Amban  ci aggiunse il 49 caso. Lo faccio breve che è lunghino.

Mumon è un vecchio venditore di frittelle che afferra un passante per ficcargliele a forza nella strozza.Questi non riesce a inghiottirle ne a sputarle, "dolore!" Vediamo se Mumon riesce a digerire il mio, se non ci riesce dovremmo rifriggere lui e i suoi 48 koan. Mumon mangia tu per primo questo sterco secco!

Buddha disse:"Fermati, fermati.Non parlare. La verita ultima non si deve nemmeno pensarla"
Buddha doveva essere capitato con un amico in una congrega di idioti. Lo ha anche detto (? / ricordarsi nome/ O. W. / mi torna fastidiosamente in mente Orson Welles, ma è invece . . . Oscar Wilde, ovviamente) . . . che discutere con un idiota è sempre perdente.
Alla fine vince lui, non foss'altro per il suo maggior allenamento.
Quindi meglio tacere e lasciar parlare.

Commento di Amban- Questo da dove viene fuori? Non si deve pensarlo? E se lo faccio dove finisce tale insegnamento?
Buddha stesso era un gran chiacchierone..ecco perché compaiono i Mumon a  scocciare alla gente.
Che si deve fare ve lo dico io...

Strofa di Amban. Il fuoco è luce? Sciocchezza! Tra due ladri non servono presentazioni, si riconoscono senza incertezza.

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 20:41

Versione originale esatta:
http://www.frasi.net/archivio/A3UFUTS.htm

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Dom Mag 18 2014, 21:02

@Mix ha scritto:
Ashke ha scritto:
@Mix ha scritto:
Questi sono antichi sistemi di distruzione consapevole di tali fantasiosi racconti errati.
Secondo me, niente di più di un'altra rappresentazione.

Un fratello di fede  mgreen 
Fratello di chi?
Che fede?
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Tra due ladri non servono presentazioni, si riconoscono senza incertezza. lookaround
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Lun Mag 19 2014, 02:26

Ashke ha scritto:
@Mix ha scritto:
Ashke ha scritto:

Un fratello di fede  mgreen 
Fratello di chi?
Che fede?
 mgreen 
 


Tra due ladri non servono presentazioni, si riconoscono senza incertezza. lookaround
Non ti capisco.  boh 
E direi che non sento neppure un impulso irrefrenabile che mi spinga a sforzarmi.
Posso benissimo restare nell'assenza di questa comprensione, senza che ciò modifichi nulla.
Certo non mi predispone bene nel continuare a giocare.

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Lun Mag 19 2014, 09:34

Ops, devo aver taglia copiato senza poi incollare


@Mix ha scritto:
Questi sono antichi sistemi di distruzione consapevole di tali fantasiosi racconti errati.
Sì, sistemi di distruzione delle favolette ma soprattutto degli insegnamenti che veicolavano.
Volevano cancellare ogni fede, ogni superstizione e, ancor più difficile ogni categoria della mente, ogni dicotomia, buono e cattivo, giusto e sbagliato, interno esterno ecc
Per far questo essi "spostavano" l'attenzione dell'allievo, lo bloccavano in uno doppio legame, lo confondevano e lo disinformavano, essi (cioè i maestri chang ) volevano fare  tabula rasa

" i monaci delle sale Orientali e Occidentali (pensiero cinese occidentale contro pensiero cinese orientale) che disputavano per un gatto" non significa che si contendevano il possesso di un gatto, bensì che discutevano sulla buddità del gatto o simili cazzate,  che è come se io ti chiedo:"tu pensi che gli animali abbiano un'anima immortale come l'abbiamo noi?" Se mi dai un cazzotto esprimi un perfetto MU

Secondo me, niente di più di un'altra rappresentazione.


Si dava vita a dei veri e propri teatrini. Basta pensare alla faccenda del monaco volpe


Questo è un recente dialogo zen (diverso da chan)

“Sembra che nel Cristianesimo Dio sia esterno a noi, mentre nello Zen, Dio sia all’interno e quindi, io e Dio siamo un’unica cosa. È corretto?”
Son-sa disse: “Dov’è l’interno? E dov’è l’esterno?”
Studente: “L’interno è qui dentro, l’esterno è là fuori”.
Son-sa: “E come puoi seprarli? Dov’è la linea di confine?”
Studente: “Io sono all’interno della mia pelle ed il mondo è fuori di essa!”
Son-sa replicò: “Questa è la pelle del tuo corpo. Dov’è la pelle della tua mente?”
Studente: “La mente non ha pelle!”. Son-sa: “E allora, dov’è la mente?”
Studente: “Dentro la mia testa!”. Son-sa: “Ah, allora la tua mente è molto piccola! Devi espandere la tua mente, così comprenderai che Dio, Buddha e l’intero Universo, sono tutti dentro la tua mente!”. Poi, sollevando l’orologio, disse ancora: “Questo orologio, è interno o esterno alla tua mente?”.
E lo studente: “E’ esterno!”.
Son-sa: “Attento! Se dici ‘esterno’ ti colpirò. Se dici ‘interno’ ti colpirò ugualmente!”.
Studente: “Non mi importa. Dico ancora che è esterno”.
Son-sa: “Se è esterno, come puoi sapere che questo è un orologio? Forse che la tua mente può volare fuori dagli occhi, toccare l’orologio e tornare indietro al suo posto?”. Studente: “Io vedo l’orologio. Io sono all’interno e l’orologio è all’esterno!”
Son-sa disse: “Facciamo così, non fabbrichiamo più né interno né esterno. D’accordo?”


Son-sa non estrae la spada e fa una ben magra figura.


Ps
I due ladri che si riconoscono senza incertezza sono, evidentemente, Amban e Mumon
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Lun Mag 19 2014, 09:35

[quote="Ashke"]Ops, devo aver taglia copiato senza poi incollare


@Mix ha scritto:
Questi sono antichi sistemi di distruzione consapevole di tali fantasiosi racconti errati.
Sì, sistemi di distruzione delle favolette ma soprattutto della visione che presupponevano e degli insegnamenti che veicolavano.
Volevano cancellare ogni fede, ogni superstizione e, ancor più difficile ogni categoria della mente, ogni dicotomia,  buono e cattivo, giusto e sbagliato, interno esterno ecc
Per far questo essi "spostavano" l'attenzione dell'allievo, lo bloccavano in uno doppio legame, lo confondevano e lo disinformavano, essi (cioè i maestri chang ) volevano fare  tabula rasa

" i monaci delle sale Orientali e Occidentali (pensiero cinese occidentale contro pensiero cinese orientale) che disputavano per un gatto" non significa che si contendevano il possesso di un gatto, bensì che discutevano sulla buddità del gatto o simili cazzate,  che è come se io ti chiedo:"tu pensi che gli animali abbiano un'anima immortale come l'abbiamo noi?" Se mi dai un cazzotto esprimi un perfetto MU

Secondo me, niente di più di un'altra rappresentazione.


Si dava vita a dei veri e propri teatrini. Basta pensare alla faccenda del monaco volpe


Questo è un recente dialogo zen (diverso da chan)

“Sembra che nel Cristianesimo Dio sia esterno a noi, mentre nello Zen, Dio sia all’interno e quindi, io e Dio siamo un’unica cosa. È corretto?”
Son-sa disse: “Dov’è l’interno? E dov’è l’esterno?”
Studente: “L’interno è qui dentro, l’esterno è là fuori”.
Son-sa: “E come puoi seprarli? Dov’è la linea di confine?”
Studente: “Io sono all’interno della mia pelle ed il mondo è fuori di essa!”
Son-sa replicò: “Questa è la pelle del tuo corpo. Dov’è la pelle della tua mente?”
Studente: “La mente non ha pelle!”. Son-sa: “E allora, dov’è la mente?”
Studente: “Dentro la mia testa!”. Son-sa: “Ah, allora la tua mente è molto piccola! Devi espandere la tua mente, così comprenderai che Dio, Buddha e l’intero Universo, sono tutti dentro la tua mente!”. Poi, sollevando l’orologio, disse ancora: “Questo orologio, è interno o esterno alla tua mente?”.
E lo studente: “E’ esterno!”.
Son-sa: “Attento! Se dici ‘esterno’ ti colpirò. Se dici ‘interno’ ti colpirò ugualmente!”.
Studente: “Non mi importa. Dico ancora che è esterno”.
Son-sa: “Se è esterno, come puoi sapere che questo è un orologio? Forse che la tua mente può volare fuori dagli occhi, toccare l’orologio e tornare indietro al suo posto?”. Studente: “Io vedo l’orologio. Io sono all’interno e l’orologio è all’esterno!”
Son-sa disse:  “Facciamo così, non fabbrichiamo più né interno né esterno. D’accordo?”


Son-sa  non estrae la spada e fa una ben magra figura.


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