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La teoria dei giochi

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 11 2014, 03:54

Ashke ha scritto:
@Mix ha scritto:
Sistemi di armamento automatizzati.

È logico privarsi di strumenti dalle potenzialità competitive decisive?

Entriamo con questi strumenti in una *cella* (in una trappola) dove dovremo esprimerci secondo gli schemi già visti della teoria dei giochi? Con più di 2 prigionieri, oltretutto.

Oppure nel gioco della minaccia,
Precisazione probabimente stimolante . . .  ça_va  attendo con curiosità . . .

dove le regole di base sono:

. La minaccia deve essere credibile
Qualcosa, ancora lontano assolutamente dall'essere automatizzato, lo si è già visto all'opera in azioni mirate (e filmate) a spesa di combattenti islamisti, in Palestina/Israele e Afganistan/Pakistan

. Il destinatario della minaccia deve poterla comprendere
I suoi successori, a volte . . . quando l'operazione ottiene i suoi scopi.

. Si deve far ritenere che la minaccia verrà attuata ove non suscitasse le reazioni desiderate
I costi di attuazione potrebbero rapidamente scendere, se risultasse avviata la produzione su scala industriale . . .


Domani (cioè più tardi) cerco il testo che spiega il funzionamento di questo "gioco"

.
 ça_va 

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Dom Mag 11 2014, 22:13

+(più)
1)La minaccia deve essere convincente e assai credibile

2) Si deve convincere il minacciato che si agirà e non che si potrebbe agire

3)La minaccia è più convincente se si riesce a creare la situazione nella quale l'esecuzione dell'azione minacciata sarà fuori dal nostro controllo

4) La minaccia dev'essere in grado di raggiungere il proprio bersaglio

-(meno)

1)Convincere il minacciante che quanto lui ritiene sia irresistibile in realtà non lo è

2)Convincere il minacciante che non è possibile soddisfare la sua richiesta

3)Impedire alla minaccia di poter essere espressa (esempio le porte blindate sugli aerei)

4)Convincere il minacciante di essere  incapaci di comprendere la minaccia

5)Controminacciare (esempio Cortez )


Ora ci sarebbe solo da creare la matrice e da inserire i punteggi prevedendo come miglior risultato lo stallo, il pareggio
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Gio Mag 15 2014, 23:51

Espianto il cervello di Mix e lo colloco in una vasca.
Mantengo collegati gli input e gli output dei circuiti neurali con gli input e gli output del suo corpo col teschio vuoto. Quindi colloco quest'ultimo di fronte al cervello nella vasca e faccio guardare gli occhi di Mix nella direzione del cervello.



Alla domanda: chi sta guardando il cervello?

Mix come risponderà?
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Ven Mag 16 2014, 03:17

Ashke ha scritto:Espianto il cervello di Mix e lo colloco in una vasca.
Mantengo collegati gli input e gli output dei circuiti neurali con gli input e gli output del suo corpo col teschio vuoto. Quindi colloco quest'ultimo di fronte al cervello nella vasca e faccio guardare gli occhi di Mix nella direzione del cervello.



Alla domanda: chi sta guardando il cervello?

Mix come risponderà?
Gli occhi di Mix stanno guardando il cervello di Mix il quale elabora e metabolizza questa informazione carinamente curiosa su se stesso, piacendosi il giusto.  ça_va 
IO (il mio corpo) guardo il mio cervello e IO (il mio cervello) acquisisco questo input sensoriale.
Dove sta il problema?

Se per gioco TU mi sdoppi in *corpo* e *cervello* IO posso legittimamente sdoppiare le mie azioni, restando nelle regole del gioco che TU hai imposto, e non ho più obblighi di seguire le regole consuete della realtà (che è un altro gioco), esattamente come hai fatto per primo TU, legittimandomi così, quindi, nel farlo anch'IO, se non imponi sperequazioni sui diritti nel gioco, in altre parole handicap a carico di uno solo dei giocatori.
Te l'ho scritto 2 volte, una volta per il corpo ed una per il cervello  clown mgreen risata risata risata 

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Ven Mag 16 2014, 12:22

Nansen Oshõ vide i monaci delle sale Orientali e Occidentali che litigavano per un gatto.
Egli prese il gatto e disse, "Se saprete dare una risposta, salverete il gatto. Se no, io l'ucciderò".
Nessuno seppe rispondere, e Nansen tagliò il gatto in due.
Jõshû ritornò quella sera, e Nansen gli raccontò dell'incidente.
Jõshû prese i suoi sandali, se li mise sulla testa, e se ne andò fuori.
"Se tu fossi stato qui, avresti salvato il gatto", rimarcò Nansen.

Che cosa volle intendere Jõshû quando si mise i sandali in testa?


[Scritto rispettosamente da Mumon Ekai Bhikkhu, ottavo nella successione Yõgi, nel cambio di era Jõtei, cinque giorni prima della fine della sessione estiva.]
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Ven Mag 16 2014, 15:52

Ashke ha scritto:Nansen Oshõ vide i monaci delle sale Orientali e Occidentali che litigavano per un gatto.
Egli prese il gatto e disse, "Se saprete dare una risposta, salverete il gatto. Se no, io l'ucciderò".
Nessuno seppe rispondere, e Nansen tagliò il gatto in due.
Jõshû ritornò quella sera, e Nansen gli raccontò dell'incidente.
Jõshû prese i suoi sandali, se li mise sulla testa, e se ne andò fuori.
"Se tu fossi stato qui, avresti salvato il gatto", rimarcò Nansen.

Che cosa volle intendere Jõshû quando si mise i sandali in testa?


[Scritto rispettosamente da Mumon Ekai Bhikkhu, ottavo nella successione Yõgi, nel cambio di era Jõtei, cinque giorni prima della fine della sessione estiva.]
Che in quel luogo si pensava con i piedi. Quindi ha messo le protezioni per i piedi dove lui svolgeva la stessa funzione di pensare, per adeguarsi all'usanza dei residenti, in quanto lui voleva comunque essere un ospite rispettoso.

Credo che in questo caso specifico, come in moltissimi casi di racconti flash zen, ci sia un insormontabile problema di traduzione: non si possano trasmettere totalmente i significati impliciti nel testo originale.
Sia per una questione di distanza nel tempo.
Basta leggere gli originali di testi medioevali della nostra cultura per capire il problema.
Sia per una questione di distanza culturale, che rende inaccessibile tutta le rete di riferimenti ad altre storie, modi di pensare, automatismi, abitudini a chi non cresce con quella cultura di riferimento.
Se infatti leggo le parole del post viene richiesta una risposta, senza che sia stata formulata una domanda.
Avrebbero benissimo potuto rispondere *42* ed il gatto sarebbe stato salvo.
Personalmente, a Nansen Oshõ avrei risposto: *gladiolo*.
Ma anche *Salomone* sarebbe andato benissimo. Aveva anche senso.
Anche se non serviva che avesse senso. Sarebbe stato un sovrappiù.
Anche Jõshû aveva dato una risposta, esprimendo un gesto, quindi avrebbe salvato il gatto.
Solo la mancanza di flessibilità ha ucciso il gatto.
La mancanza di flessibilità distrugge il valore.

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Ven Mag 16 2014, 16:11

Io lo leggo:
"Se io, Osho, fossi stato presente avrei fatto l'opposto e tu, Nansen, avresti implorato per la tua vita"




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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Ven Mag 16 2014, 17:18

Ashke ha scritto:Io lo leggo:
"Se io, Osho, fossi stato presente avrei fatto l'opposto e tu, Nansen, avresti implorato per la tua vita"
È un'opzione non disprezzabile.
Una cosa non esclude l'altra.
Non sono al corrente che vi siano *soluzioni* canoniche a queste sollecitazioni.
Per cui non c'è una risposta *giusta* o altre *sbagliate* (un altro schema precostituito di pensiero, se si nota, pure questo)
Nascono volutamente aperte a ogni riflessione e soluzione che permetta da liberarsi da schemi precostituiti, per come l'ho vista IO, questa espressione culturale.
Non essendo predisposta ad una risposta perfettamente razionale, a quel punto inevitabilmente schiava di presupposti dati, credo che l'espressione poetica oppure quella ironica, giocosa, o altro, o vari mix  mgreen  tra esse, sia perfettamente in armonia con le intenzioni del proponente iniziale.

Nansen Oshõ è un singolo personaggio.
Hai messo anche il suo cervello in vasca ed il suo corpo ad osservarlo?    clown mgreen risata risata risata

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Sab Mag 17 2014, 02:34


Quando Hyakujõ Oshõ declamava una certa serie di sermoni, un vecchio seguiva sempre i monaci nella sala principale e li ascoltava. Quando i monaci lasciavano la sala, anche il vecchio se ne andava. Tuttavia, un giorno lui rimase dentro, e Hyakujõ gli chiese "Chi sei tu, che te ne stai qui davanti a me?"
Il vecchio rispose: "Io non sono un essere umano. Nell’antichità, al tempo di Buddha Kashyapa, io ero un capo-monaco e vivevo qui su questa montagna. Un giorno uno studente mi chiese, 'Può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?'
Io risposi, 'No, lui non può'. Da allora in poi io fui condannato a subire cinquecento rinascite come volpe. Ora io ti imploro di darmi la parola giusta per liberarmi da questa mia vita da volpe. Così, dimmi, può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?"
Hyakujõ rispose, "Egli non può ignorare la causalità".
Non appena il vecchio uomo ebbe sentito queste parole, lui fu illuminato. Prostrandoglisi, egli disse, "Io sono liberato da questa mia vita da volpe e me ne resterò su questa montagna. Ma io ho ancora un favore da chiederti: per favore, seppellisci questo mio corpo, come quello di un monaco morto."
Hyakujõ fece battere il martelletto dal direttore dei monaci per informare ciascuno che dopo il pasto di mezzogiorno vi sarebbe stato un servizio funebre per un monaco morto. I monaci si chiesero il perché, dicendo, "Tutti siamo in buona salute; nessuno è ammalato. Che significa questo?"
Dopo il pasto Hyakujõ condusse i monaci ai piedi di una roccia sul lato esterno della montagna e col suo bastone toccò il corpo morto di una volpe ed effettuò la cerimonia di cremazione.
Quella sera, lui salì sul palco e rivelò ai monaci l’intera storia.
Allora Õbaku gli chiese, "Il vecchio diede la risposta sbagliata, e quindi fu condannato ad essere una volpe per cinquecento rinascite. Ora, supponi che lui avesse dato la risposta corretta, che cosa sarebbe accaduto poi?"
Hyakujõ disse, "Vieni qui da me, e te lo dirò".
Õbaku salì da Hyakujõ e si circondò le orecchie con le mani.
Hyakujõ con una risata battè le sue mani ed esclamò, "Pensavo che il barbaro avesse una barba rossa, ma ora io vedo di fronte a me il vero barbaro rosso-barbuto stesso!" .


Non cadere sotto il giogo della causalità: come ha potuto ciò fare di un monaco una volpe?
Non ignorare la causalità: come ha potuto ciò illuminare il vecchio?
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 01:59

Ashke ha scritto:
Quando Hyakujõ Oshõ declamava una certa serie di sermoni, un vecchio seguiva sempre i monaci nella sala principale e li ascoltava. Quando i monaci lasciavano la sala, anche il vecchio se ne andava. Tuttavia, un giorno lui rimase dentro, e Hyakujõ gli chiese "Chi sei tu, che te ne stai qui davanti a me?"
Il vecchio rispose: "Io non sono un essere umano. Nell’antichità, al tempo di Buddha Kashyapa, io ero un capo-monaco e vivevo qui su questa montagna. Un giorno uno studente mi chiese, 'Può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?'
Io risposi, 'No, lui non può'. Da allora in poi io fui condannato a subire cinquecento rinascite come volpe. Ora io ti imploro di darmi la parola giusta per liberarmi da questa mia vita da volpe. Così, dimmi, può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?"
Hyakujõ rispose, "Egli non può ignorare la causalità".
Non appena il vecchio uomo ebbe sentito queste parole, lui fu illuminato. Prostrandoglisi, egli disse, "Io sono liberato da questa mia vita da volpe e me ne resterò su questa montagna. Ma io ho ancora un favore da chiederti: per favore, seppellisci questo mio corpo, come quello di un monaco morto."
Hyakujõ fece battere il martelletto dal direttore dei monaci per informare ciascuno che dopo il pasto di mezzogiorno vi sarebbe stato un servizio funebre per un monaco morto. I monaci si chiesero il perché, dicendo, "Tutti siamo in buona salute; nessuno è ammalato. Che significa questo?"
Dopo il pasto Hyakujõ condusse i monaci ai piedi di una roccia sul lato esterno della montagna e col suo bastone toccò il corpo morto di una volpe ed effettuò la cerimonia di cremazione.
Quella sera, lui salì sul palco e rivelò ai monaci l’intera storia.
Allora Õbaku gli chiese, "Il vecchio diede la risposta sbagliata, e quindi fu condannato ad essere una volpe per cinquecento rinascite. Ora, supponi che lui avesse dato la risposta corretta, che cosa sarebbe accaduto poi?"
Hyakujõ disse, "Vieni qui da me, e te lo dirò".
Õbaku salì da Hyakujõ e si circondò le orecchie con le mani.
Hyakujõ con una risata battè le sue mani ed esclamò, "Pensavo che il barbaro avesse una barba rossa, ma ora io vedo di fronte a me il vero barbaro rosso-barbuto stesso!" .


Non cadere sotto il giogo della causalità: come ha potuto ciò fare di un monaco una volpe?
Non ignorare la causalità: come ha potuto ciò illuminare il vecchio?
Il giogo della causalità e la causalità sono due cose ben differenti.
Il giogo della causalità è una condanna ad una vita senza piena consapevolezza. Rappresentata allegoricamente come la volpe.
La causalità è questione di cui avere, invece, un'armonica consapevolezza, senza naturalmente diventarne schiavi, senza farne un vincolo per se stessi (per la propria mente, per il proprio modo di pensare = [percepire=>rappresentare] ).
L’ufficiale Riko una volta chiese a Nansen di fargli luce sull’antico problema dell’oca nella bottiglia:
“Se un uomo mette un pulcino d’oca in una bottiglia e lo nutre finché non è cresciuto, come potrà far uscire l’oca senza ucciderla o senza rompere la bottiglia?”

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da primaverino il Dom Mag 18 2014, 02:04

@Mix ha scritto:
L’ufficiale Riko una volta chiese a Nansen di fargli luce sull’antico problema dell’oca nella bottiglia:
“Se un uomo mette un pulcino d’oca in una bottiglia e lo nutre finché non è cresciuto, come potrà far uscire l’oca senza ucciderla o senza rompere la bottiglia?”

Dipende da quanto è grande la bottiglia, presumo...
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 02:22

@primaverino ha scritto:
@Mix ha scritto:
L’ufficiale Riko una volta chiese a Nansen di fargli luce sull’antico problema dell’oca nella bottiglia:
“Se un uomo mette un pulcino d’oca in una bottiglia e lo nutre finché non è cresciuto, come potrà far uscire l’oca senza ucciderla o senza rompere la bottiglia?”

Dipende da quanto è grande la bottiglia, presumo...
Per niente.
Una normalissima bottiglia.
Un normalissimo pulcino di una normalissima oca.

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da primaverino il Dom Mag 18 2014, 02:30

Ah... Allora non la so...
Mi era sovvenuta come associazione d'idee la pezzatura delle bottiglie di Champagne... (deformazione professionale)
Laddove una Melchizédech tiene 40 litri...  Embarassed

Senonché far passare un pulcino attraverso una normale bottiglia (senza fargli male) mi pare impresa ardua...
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 02:33

@primaverino ha scritto:Ah... Allora non la so...
Mi era sovvenuta come associazione d'idee la pezzatura delle bottiglie di Champagne... (deformazione professionale)
Laddove una Melchizédech tiene 40 litri...  Embarassed 
In rete trovi una (/o più) risposta(/e).
Questo è un frammento zen canonico.

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da primaverino il Dom Mag 18 2014, 02:40

@Mix ha scritto:
@primaverino ha scritto:Ah... Allora non la so...
Mi era sovvenuta come associazione d'idee la pezzatura delle bottiglie di Champagne... (deformazione professionale)
Laddove una Melchizédech tiene 40 litri...  Embarassed 
In rete trovi una (/o più) risposta(/e).
Questo è un frammento zen canonico.

Ho preso la prima che mi è capitata.
Una puttanata pazzesca. (l'oca era fuori... Ma come era fuori? se si parte dal pulcino nella bottiglia?...)
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 03:12

@primaverino ha scritto:
@Mix ha scritto:
@primaverino ha scritto:Ah... Allora non la so...
Mi era sovvenuta come associazione d'idee la pezzatura delle bottiglie di Champagne... (deformazione professionale)
Laddove una Melchizédech tiene 40 litri...  Embarassed 
In rete trovi una (/o più) risposta(/e).
Questo è un frammento zen canonico.

Ho preso la prima che mi è capitata.
Una puttanata pazzesca. (l'oca era fuori... Ma come era fuori? se si parte dal pulcino nella bottiglia?...)
Esprimi la qualità del problema, cosa vedi di sgradito, incongruo, assurdo nella soluzione?

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Dom Mag 18 2014, 10:53

@primaverino ha scritto:
L’ufficiale Riko una volta chiese a Nansen di fargli luce sull’antico problema dell’oca nella bottiglia:
“Se un uomo mette un pulcino d’oca in una bottiglia e lo nutre finché non è cresciuto, come potrà far uscire l’oca senza ucciderla o senza rompere la bottiglia?”

Risposte

a) MU! http://it.wikipedia.org/wiki/Mu_(Buddhismo_Zen)

b) Sciocchezza!

c) Rikoè sono veramente avventato a spargere quel veleno che uccide l'ego, che chiude la bocca e che riempe di lacrime gli occhi morti.

d) Perchè discutere un sogno davanti a uno sciocco? Che assurdità.

e) Vi è un equivoco di traduzione

f) Era uno dei primi koan che veniva assegnato, quelli la cui risposta era: "quando il pesce apre la bocca è già perduto" oppure "quando la bocca si apre tutti sbagliano", o rompere con una bastonata il servizio da tè del maestro.

e) Primaverino, picchi ancora tua moglie?

h) E' una variazione tarda di questo modello:
Goso disse, "Un bufalo corre fuori da un recinto verso un abisso . La sua testa, le corna, e le quattro gambe sono passate. Ma perché non passa anche la coda?"
Commento
Correndo in  avanti, si precipita in una fossa;
Ritornando indietro, si verrà macellati.
Questa piccola coda, solo una piccola coda,
Che razza di strana cosa, essa è!


se vuoi arrivo fino alla zeta. wink[/quote]
[/quote]
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Dom Mag 18 2014, 13:11

Ps al precedente
Trovato una risposta DOC:
"Daikaku rispose: Che sciocchezza, come potrebbe un uomo riuscire a trasportare una simile oca?"

************

Non attaccare con la mente,
non attaccare con le mani
Lascia che la lancia crei il suo attacco
Attacca senza attaccare.


Nessuna lancia nelle mani né mani sulla lancia  
se non capite, la vostra arte della lancia è un piccolo cazzo nelle vostre mani.


(Via della guerra scuola Hozuin)
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 13:48

A quella dell'oca nella bottiglia, quando la lessi la prima volta, mi risposi "prendo con delicatezza ed attenzione l'oca, con guanti protettivi perché potrebbe provare a beccare, l'oca, e la porto fuori dalla bottiglia, lasciandola in un prato tranquillo con il ruscello ed uno stagno". (parti originali con aggiunta, divertente o suggestiva, spero, per questa circostanza specifica.
La mia risposta originale, depurata da ogni orpello, quindi più in armonia con lo spirito zen, è quella in grassetto: "prendo l'oca e la metto fuori dalla bottiglia").

Non discrimino, non le noto, le risposte proprie di Askhè in questi giochi.
Ci sono?
Carina la risposta di Daikaku

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da primaverino il Dom Mag 18 2014, 13:59

@Mix ha scritto:
@primaverino ha scritto:

Ho preso la prima che mi è capitata.
Una puttanata pazzesca. (l'oca era fuori... Ma come era fuori? se si parte dal pulcino nella bottiglia?...)
Esprimi la qualità del problema, cosa vedi di sgradito, incongruo, assurdo nella soluzione?

Boh... Mi era parso un non sense...
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 14:13

@primaverino ha scritto:
@Mix ha scritto:
@primaverino ha scritto:

Ho preso la prima che mi è capitata.
Una puttanata pazzesca. (l'oca era fuori... Ma come era fuori? se si parte dal pulcino nella bottiglia?...)
Esprimi la qualità del problema, cosa vedi di sgradito, incongruo, assurdo nella soluzione?

Boh... Mi era parso un non sense...
Appare una reazione notevole scrivere che è "una puttanata pazzesca" (senza in alcun modo richiamare personaggi di P. Villaggio) per un nonsense in un thread dove si gioca.
Come sto facendo IO, per lo più.

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Hara il Dom Mag 18 2014, 16:12

@Mix ha scritto:
Ashke ha scritto:
Quando Hyakujõ Oshõ declamava una certa serie di sermoni, un vecchio seguiva sempre i monaci nella sala principale e li ascoltava. Quando i monaci lasciavano la sala, anche il vecchio se ne andava. Tuttavia, un giorno lui rimase dentro, e Hyakujõ gli chiese "Chi sei tu, che te ne stai qui davanti a me?"
Il vecchio rispose: "Io non sono un essere umano. Nell’antichità, al tempo di Buddha Kashyapa, io ero un capo-monaco e vivevo qui su questa montagna. Un giorno uno studente mi chiese, 'Può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?'
Io risposi, 'No, lui non può'. Da allora in poi io fui condannato a subire cinquecento rinascite come volpe. Ora io ti imploro di darmi la parola giusta per liberarmi da questa mia vita da volpe. Così, dimmi, può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?"
Hyakujõ rispose, "Egli non può ignorare la causalità".
Non appena il vecchio uomo ebbe sentito queste parole, lui fu illuminato. Prostrandoglisi, egli disse, "Io sono liberato da questa mia vita da volpe e me ne resterò su questa montagna. Ma io ho ancora un favore da chiederti: per favore, seppellisci questo mio corpo, come quello di un monaco morto."
Hyakujõ fece battere il martelletto dal direttore dei monaci per informare ciascuno che dopo il pasto di mezzogiorno vi sarebbe stato un servizio funebre per un monaco morto. I monaci si chiesero il perché, dicendo, "Tutti siamo in buona salute; nessuno è ammalato. Che significa questo?"
Dopo il pasto Hyakujõ condusse i monaci ai piedi di una roccia sul lato esterno della montagna e col suo bastone toccò il corpo morto di una volpe ed effettuò la cerimonia di cremazione.
Quella sera, lui salì sul palco e rivelò ai monaci l’intera storia.
Allora Õbaku gli chiese, "Il vecchio diede la risposta sbagliata, e quindi fu condannato ad essere una volpe per cinquecento rinascite. Ora, supponi che lui avesse dato la risposta corretta, che cosa sarebbe accaduto poi?"
Hyakujõ disse, "Vieni qui da me, e te lo dirò".
Õbaku salì da Hyakujõ e si circondò le orecchie con le mani.
Hyakujõ con una risata battè le sue mani ed esclamò, "Pensavo che il barbaro avesse una barba rossa, ma ora io vedo di fronte a me il vero barbaro rosso-barbuto stesso!" .


Non cadere sotto il giogo della causalità: come ha potuto ciò fare di un monaco una volpe?
Non ignorare la causalità: come ha potuto ciò illuminare il vecchio?
Il giogo della causalità e la causalità sono due cose ben differenti.
Il giogo della causalità è una condanna ad una vita senza piena consapevolezza. Rappresentata allegoricamente come la volpe.
La causalità è questione di cui avere, invece, un'armonica consapevolezza, senza naturalmente diventarne schiavi, senza farne un vincolo per se stessi (per la propria mente, per il proprio modo di pensare = [percepire=>rappresentare] ).




L'uomo illuminato non è soggetto: come può questa risposta trasformare il  monaco in una volpe?
Per capirlo bene bisogna avere un occhio solo

Controllato o non controllato
lo stesso dado mostra due facce
Non controllato o controllato
entrambi sono un doloroso errore

Non cadendo, non ignorando: due facce di una stessa medaglia.
Non ignorando, non cadendo: Mille errori, un milione di errori.


(Huihai)
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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da primaverino il Dom Mag 18 2014, 17:04

@Mix ha scritto:
@primaverino ha scritto:
@Mix ha scritto:
Esprimi la qualità del problema, cosa vedi di sgradito, incongruo, assurdo nella soluzione?

Boh... Mi era parso un non sense...
Appare una reazione notevole scrivere che è "una puttanata pazzesca" (senza in alcun modo richiamare personaggi di P.  Villaggio)  per un nonsense in un thread dove si gioca.
Come sto facendo IO, per lo più.

Allora forse non ho capito il gioco...
Mi pareva che si parlasse di un pulcino in una bottiglia che diventato grande bisognava far uscire senza rompere la bottiglia...
La soluzione che proponevo era che la bottiglia fosse tanto grande da poterlo fare uscire e invece...
La soluzione sarebbe: non era nella bottiglia... Che gioco è?...
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primaverino


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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 17:14

Ashke ha scritto:
@Mix ha scritto:
Ashke ha scritto:
Quando Hyakujõ Oshõ declamava una certa serie di sermoni, un vecchio seguiva sempre i monaci nella sala principale e li ascoltava. Quando i monaci lasciavano la sala, anche il vecchio se ne andava. Tuttavia, un giorno lui rimase dentro, e Hyakujõ gli chiese "Chi sei tu, che te ne stai qui davanti a me?"
Il vecchio rispose: "Io non sono un essere umano. Nell’antichità, al tempo di Buddha Kashyapa, io ero un capo-monaco e vivevo qui su questa montagna. Un giorno uno studente mi chiese, 'Può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?'
Io risposi, 'No, lui non può'. Da allora in poi io fui condannato a subire cinquecento rinascite come volpe. Ora io ti imploro di darmi la parola giusta per liberarmi da questa mia vita da volpe. Così, dimmi, può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?"
Hyakujõ rispose, "Egli non può ignorare la causalità".
Non appena il vecchio uomo ebbe sentito queste parole, lui fu illuminato. Prostrandoglisi, egli disse, "Io sono liberato da questa mia vita da volpe e me ne resterò su questa montagna. Ma io ho ancora un favore da chiederti: per favore, seppellisci questo mio corpo, come quello di un monaco morto."
Hyakujõ fece battere il martelletto dal direttore dei monaci per informare ciascuno che dopo il pasto di mezzogiorno vi sarebbe stato un servizio funebre per un monaco morto. I monaci si chiesero il perché, dicendo, "Tutti siamo in buona salute; nessuno è ammalato. Che significa questo?"
Dopo il pasto Hyakujõ condusse i monaci ai piedi di una roccia sul lato esterno della montagna e col suo bastone toccò il corpo morto di una volpe ed effettuò la cerimonia di cremazione.
Quella sera, lui salì sul palco e rivelò ai monaci l’intera storia.
Allora Õbaku gli chiese, "Il vecchio diede la risposta sbagliata, e quindi fu condannato ad essere una volpe per cinquecento rinascite. Ora, supponi che lui avesse dato la risposta corretta, che cosa sarebbe accaduto poi?"
Hyakujõ disse, "Vieni qui da me, e te lo dirò".
Õbaku salì da Hyakujõ e si circondò le orecchie con le mani.
Hyakujõ con una risata battè le sue mani ed esclamò, "Pensavo che il barbaro avesse una barba rossa, ma ora io vedo di fronte a me il vero barbaro rosso-barbuto stesso!" .


Non cadere sotto il giogo della causalità: come ha potuto ciò fare di un monaco una volpe?
Non ignorare la causalità: come ha potuto ciò illuminare il vecchio?
Il giogo della causalità e la causalità sono due cose ben differenti.
Il giogo della causalità è una condanna ad una vita senza piena consapevolezza. Rappresentata allegoricamente come la volpe.
La causalità è questione di cui avere, invece, un'armonica consapevolezza, senza naturalmente diventarne schiavi, senza farne un vincolo per se stessi (per la propria mente, per il proprio modo di pensare = [percepire=>rappresentare] ).




L'uomo illuminato non è soggetto: come può questa risposta trasformare il  monaco in una volpe?
qui *soggetto* è sinonimo di *entità*, di *sottoposto* (verbo sottoporre, come potrebbe essere verbo soggiacere), entrambi, . . . , altro?
La cosa è ambigua ed interpretabile a piacere.

Per capirlo bene bisogna avere un occhio solo
Oppure applaudire con una sola mano . . .  clown  mgreen 

Controllato o non controllato
lo stesso dado mostra due facce
Non controllato o controllato
entrambi sono un doloroso errore
Senza considerare le dieci facce rimanenti

Non cadendo, non ignorando: due facce di una stessa medaglia.
Non ignorando, non cadendo: Mille errori, un milione di errori.

(Huihai)
Un po' pesante Huihai, un bel *brontolone*, avrebbe dovuto mangiare meno proteine e più frutta ben matura.  smile 

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Re: La teoria dei giochi

Messaggio Da Mix il Dom Mag 18 2014, 17:19

@primaverino ha scritto:
@Mix ha scritto:
@primaverino ha scritto:

Boh... Mi era parso un non sense...
Appare una reazione notevole scrivere che è "una puttanata pazzesca" (senza in alcun modo richiamare personaggi di P.  Villaggio)  per un nonsense in un thread dove si gioca.
Come sto facendo IO, per lo più.

Allora forse non ho capito il gioco...
Mi pareva che si parlasse di un pulcino in una bottiglia che diventato grande bisognava far uscire senza rompere la bottiglia...
La soluzione che proponevo era che la bottiglia fosse tanto grande da poterlo fare uscire e invece...
La soluzione sarebbe: non era nella bottiglia... Che gioco è?...
Da presupposti assurdi puoi trarre soluzioni altrettanto assurde.
Coniuga questa frase, per esempio adatto all'ambito ateismo . . . , con la religione. Non con il credere in un'entità sovrannaturale, ma proprio con il fenomeno culturale umano della religione, applicato com'è in vari esempi concreti.

Mix

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Re: La teoria dei giochi

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