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Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

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Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Avalon il Dom Apr 27 2014, 17:12


Childfree: senza figli per libera scelta
Le ragioni di coloro che hanno deciso di non mettere al mondo altri esseri viventi, resistendo alle critiche e alle pressioni di quanti li giudicano "anormali"
di Viviana Viviani




Non vogliono figli e non si vergognano di dirlo. Donne e coppie che rifiutano la genitorialità. Sono i childfree, senza figli per scelta, e ci tengono a ribadire la loro differenza rispetto ai childless, che invece sarebbero voluti diventare genitori e non hanno potuto. In Usa e in Gran Bretagna sono già da tempo ben organizzati in gruppi e associazioni e ora iniziano a farsi sentire anche in Italia, pur con tutto il ritardo dovuto alla mentalità particolarmente tradizionalista del nostro Paese. È nato un gruppo su Facebook e l'argomento è affrontato sempre più spesso sia dai media che sui social network.
Perché non vogliono figli? Semplicemente, preferiscono altro: lavoro, carriera, viaggi, interessi culturali, rapporto esclusivo con il partner, libertà. E gli altri, i parenti, i genitori, gli amici con figli, cosa dicono di loro? Che sono egoisti, immaturi, vigliacchi, malati. E soprattutto, la frase ripetuta mille volte, che non sanno cosa si perdono. Sarà davvero così, o forse c'è qualcosa di più profondo? E che cosa rivendicano i childfree da parte della società? Proviamo ad ascoltare le testimonianze di alcuni di loro.

Radici lontane, radicate nell'infanzia, ha il pensiero di Sara, 30 anni, traduttrice: «Non penso ci sia mai stato un periodo della mia vita, neppure da ragazzina, in cui abbia fantasticato concretamente su una futura maternità. Le mie amichette si confidavano, dicendo "da grande avrò quattro figli, due maschi e due femmine", ma personalmente non ricordo di aver mai partecipato attivamente e con particolare entusiasmo a quel tipo di previsioni. Non ho niente contro i bambini, sempre che non siano (mal)educati da genitori irrispettosi e incivili, caso in cui non nascondo il mio disappunto in nome di quella presunta intoccabilità dei bambini che vige nella nostra cultura. Semplicemente non ne desidero. Non ho intenzione di investire le mie risorse mentali, emotive, fisiche ed economiche nella riproduzione e nell'educazione della prole».
«Ho sempre chiarito al mio partner - continua Sara - che la possibilità fisiologica di essere fecondata non costituisce per me alcun obbligo morale. Non credo affatto che sia necessario completare la famiglia con la scelta di procreare: chi si ama ed è felice costituisce, ai miei occhi, la famiglia perfetta. Voglio potermi dedicare non solo a coltivare il mio equilibrio personale, senza la responsabilità irreversibile di una persona che dipende interamente da me, ma anche al mio lavoro, alle mie letture, alla frequentazione dei miei amici, all'esplorazione delle meraviglie che il nostro pianeta ha da offrire, alla relazione con gli amici animali che a breve accoglieremo nella nostra famiglia. A fianco del mio compagno, mi attendo quieti decenni di intimità a due, ma cadenzati anche da silenzi ristoratori e da rigenerante solitudine. Anche di ciò non potrei né vorrei mai fare a meno».

Altrettanto decisa è Gina, 46 anni, impiegata: «Non sono mai stata attratta dai bambini piccoli, neppure quando ero bambina io stessa. I neonati non mi hanno mai suscitato tenerezza. Non mi è mai piaciuto giocare alla piccola casalinga, non ho mai provato altro che fastidio quando qualche amichetta giocava a fare la mamma col fratellino neonato. Crescendo, mi sono resa conto che sognavo, sì, il grande amore, ma nel mio quadro di fantasia non appariva mai una culla. Diventata donna, la consapevolezza di essere "diversa" è aumentata, al punto di dover lasciare un ragazzo che amavo perché incompatibili sull'argomento figli: lui ne voleva, io no. Mi sono sentita dire che sono egoista, che non ero innamorata, altrimenti non avrei desiderato altro che formare una famiglia, mi sono sentita in colpa per anni per questa mia "diversità"».
«Col passare del tempo - prosegue Gina - la mia insofferenza nei confronti dei bambini molto piccoli è aumentata, fino ad arrivare, adesso che ho 46 anni, a provare un senso fisico di rifiuto alla sola idea di una gravidanza, di un essere che mi cresce dentro, che si appropria di me e del mio corpo. E ho di nuovo dovuto chiudere una relazione, con un uomo che amavo tantissimo, per lo stesso motivo. Ma almeno ho smesso di sentirmi in colpa. Se fossi lesbica avreste un bel da dirmi che Brad Pitt è bellissimo, ma io non avrei occhi che per Angelina Jolie. Vedo il mio rifiuto della maternità allo stesso modo: sono nata così e non posso adeguarmi a una vita che sento non appartenermi, mi è estranea al punto che pago in prima persona questo mio rifiuto, che non è dato dalla paura delle smagliature: è differente, è qualcosa di più intimo, una negazione che viene da mente, emozione e corpo».

Una posizione più moderata è quella assunta da Sandra, 24 anni, studentessa, che rifiuta la maternità biologica ed è sensibile al problema della sovrappopolazione, ma considera l'eventualità di adottare un bambino: «Ci sono tanti motivi per cui, al momento, non desidero figli. Cerco di sensibilizzare le persone intorno a me, ma mi rendo conto che l'argomento è molto spinoso e finisce che le persone si sentono scosse o offese. Prima di tutto, secondo me, non ci si rende conto che la sovrappopolazione è un problema reale. A questo proposito ho sempre avuto una sorta di avversione per le coppie che optano per la fecondazione assistita, perché così "il figlio è proprio il nostro"».
«Sono dell'idea - sostiene sempre Sandra - che nel momento in cui si decide di prendersi cura di una nuova persona, non potendo biologicamente metterla al mondo, perché non adottare un bambino? È dare un'opportunità a una vita, esattamente come una nascita. Credo che, se un domani dovessi cambiare idea, sarebbe solo per un'adozione. La gravidanza è uno stato che invece proprio non sento mio. Non comprendo le gioie di uno stato fisico che è molto delicato, che dura quasi un anno e che termina con uno dei dolori più famigerati della storia. Mi spaventa molto la depressione post-parto, che purtroppo ho visto in donne a me vicine. Credo che molte madri non si rendano conto che ciò che viene partorito non è "il loro bambino", ma un nuovo individuo!».

Rosaria, 45 anni, imprenditrice, ha una figlia, ma non rinnega il suo passato di childfree. «Fin da bambina ho sempre guardato con sospetto al modo in cui gli adulti si rapportavano all'infanzia, come a un mondo a parte, da ignorare o da blandire ipocritamente con bugie e stupidaggini. Detestavo che gli adulti ci considerassero tutti uguali, tutti buoni, tutti ingenui, tutti idioti, senza una nostra personalità. E soprattutto detestavo l'idea che il mio destino fosse già segnato dalla nascita, che non importava quanto fossi intelligente o responsabile, sarei diventata "una mamma", esattamente come la bambina accanto a me che non sapeva leggere».
Secondo Rosaria, «con gli anni, il disprezzo per la maternità come indispensabile coronamento dell'esistenza di ogni donna e per l'esaltazione della procreazione non ha fatto che crescere in me sempre più. Non mi sono mai sentita inferiore alle donne che avevano figli e, anche quando alla fine ne ho avuta una, che amo e accudisco con cura, non ho sentito niente di unico, di irripetibile, di magico. Non sono orgogliosa della maternità; non mi ha reso migliore, certo non più felice. Non è una benedizione, non è un lavoro, non è una missione: è un evento biologico che comporta conseguenze e che possiamo gestire meglio o peggio, ma che certo non può completarci come persone. Chi ha bisogno di un'altra persona per sentirsi completo, di fatto, non la ama, la usa».

È interessante anche il parere di un uomo, Giovanni, 42 anni, fotografo: «Più passa il tempo, più sono certo di non volere figli e sono felice di aver trovato una compagna che la pensa come me: è davvero raro. Stavo iniziando a odiare le donne. Ho sempre temuto quelle che ti ingannano: ti dicono che prendono la pillola e poi fanno di tutto per incastrarti, perché in nome della maternità tutto è lecito, oppure quelle che si imbarcano nella ricerca di gravidanze tardive, costringendo i compagni a tabelle di marcia del sesso che tolgono ogni piacere e spontaneità.
Giovanni prosegue così: «Vedo le mogli dei miei amici con figli, a parte poche eccezioni, tutte concentrate sui pargoli, mentre il marito quasi non esiste più, se non come bancomat. Mi sembra che anche la coppia ne risenta in negativo. Non mi interessa trasmettere i miei geni, non ci vedo alcuna immortalità: preferisco dedicarmi completamente alla mia compagna; già il lavoro è impegnativo per entrambi e ci appassiona, ma tutto il tempo che rimane deve essere nostro. Chi ha figli rivendica che pagheranno la pensione anche a chi non ne ha. Ma anche noi paghiamo istruzione e sanità ai figli degli altri. Un po' di solidarietà reciproca in questo senso non guasterebbe».

Infine Valeria, 38 anni, giornalista, ritiene che non desiderare la maternità non sia affatto contro natura, come molti vogliono far credere: «Viviamo nel modo meno naturale che si possa immaginare, distruggiamo ogni giorno il nostro ecosistema, eppure, quando si parla di maternità, tutti iniziano a invocare la natura. La natura, come prevede gli omosessuali, per cui ho sempre provato, fin da ragazzina, un'istintiva solidarietà, prevede anche i childfree. È provato che in ogni gruppo sociale, dalle tribù in poi, circa un 15-20% della popolazione rimane senza figli, per varie ragioni: sterilità fisica o mancata predisposizione psicologica. Ciò è spiegabile anche in termini evolutivi: è necessario che un certo numero di persone, libere dai doveri dell'accudimento, si dedichino completamente ad "altro"».
Secondo Valeria, «chi è sterile, ma ha desiderio di maternità, potrà accudire bambini orfani, gli altri si dedicheranno completamente ad attività che esulano dalla riproduzione: lavoro, ricerca scientifica, progresso, arte, pensiero. Ciò che provano i childfree, e che li spinge ad avanzare le loro rivendicazioni, ha un nome: stress da minoranza. La società non capisce e giudica duramente chi fa questa scelta, specie le donne, per cui essere madre è ancora visto come un passaggio obbligato. Trovarsi di fronte il 90% delle persone che ti dice che sei anormale non è facile. Specie quando il 90% delle persone parla per ignoranza e preconcetti. La maternità è una scelta, non un destino».




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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Fux il Dom Apr 27 2014, 17:24

Io non capisco proprio cosa ci sia da criticare e giudicare: è una libera scelta, dignitosa e rispettabile quanto quella di avere figli.

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Avalon il Dom Apr 27 2014, 17:35

Eppure vedi, se sei femmina ti trifolano i cosiddetti continuamente, pensando di essere simpatici - o anche non pensandolo affatto.

E comunque passa il messaggio che non sei una donna completa e che hai qualcosa che non va se figli non ne vuoi fare.
E puoi ben capire che faccia incazzare parecchio - sostituisci figli con religione e sperimenterai un genere di incazzatura molto somigliante, che di certo avrai provato, e che secondo me è un buon parallelo.

Pensa che alla mia matrigna (donna splendida a cui voglio molto bene e che ne vuole a me - ma che su sta cosa proprio non ci sentiva) all'ennesima uscita 'ma quando lo fate voi un bambino che state così bene, ma non è possibile che tu non li voglia, e se arriva cosa fai' ho dovuto propinare una truculentissima sadica descrizione di come avrei abortito nel caso... non ha finito la cena, ma non ha mai più sollevato l'argomento. Ti pare che ci si debba ridurre a usare certi metodi per salvarsi dall'altrui indiscrezione e insipienza in merito?

Ma quello che veramente mi ha fatto piacere di questo articolo è leggere parole di altre donne che raccontano la mia stessa percezione della gravidanza e delle faccende connesse. E' confortevole  happy10 

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da silvio il Dom Apr 27 2014, 17:40

Noi abbiamo sempre una visione multicanale della nostra esistenza, nel senso che consideriamo tante cose e non siamo mai certi di qualcosa.
I figli, se averli o meno, fa parte di questo problematico ragionare ogni giorno sul senso di tutto e dell'Umanità.
Ogni ragionamento è comprensibile e porta ad una scelta, ammesso che riusciamo veramente a farne di libere.
La pressione sulle coppie che non hanno figli inizia spesso in famiglia, e non è leggera, bisognerebbe essere discreti e non insistere, ma purtroppo è il retaggio di questa volontà di perpetuare la specie e l'istinto di sopravvivenza, più l'individuo si libera da queste influenze più riflette sul significato della procreazione, ma arrivare ad un punto fermo non è per nulla facile.
Personalmente ho figli e spero che gli vada tutto bene, non soffrano, ecc..., ma non ho alcuna influenza sul loro avvenire, se mi metto a pensare a tutto il peggio non vivrei più.
E' una scommessa su qualcosa di oscuro e misterioso, la vita e lo sviluppo della specie umana.

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Tommy the Cat il Dom Apr 27 2014, 17:50

Mi stavo chiedendo se, posto che comunque come singolo sono d'accordo e non mi piacerebbe avere bambini, come visione di insieme e guardando al futuro della società, sia accettabile/da favorire una scelta del genere.
Tralasciando la questione sull'immigrazione di persone con alto tasso di natalità, che porta fuori pista al momento, come cambierebbe la società se fare figli diventasse sempre più una rottura di palle?

Questo mi divide in due parti: il fare tecnicamente i figli versus il crescere e formare dei figli.

Se effettivamente non ho intenzione di avere piccoli rompipalle che mi intralciano la vita, sono assolutamente disponibile a fornire il mio seme e i miei geni alla società e non ho impedimenti di tipo "ma è il mio sangue, ho delle responsabilità".

Questo mi porta alla questione su possibili cambi di paradigma nella crescita dei piccoli umani. Se si passasse dal modo attuale, due genitori attaccati sentimentalmente per più figli ad un modello in cui i genitori non sono naturali e sopratutto non sono attaccati sentimentalmente ma lo fanno ad esempio come lavoro per lo stato, cosa succederebbe?

Non so a che punto siamo con gli uteri artificiali(non credo a buon punto) perciò ci sarebbero sempre delle donne con l'ingrato compito al momento, ma si potrebbe addirittura pensare di rendere anche questo un lavoro retribuito?

Tutto ciò tralasciando anche la questione su possibili estinzioni controllate e simili.
Questioni come il numero ideale di individui sulla terra tali da poter vivere una vita agiata e con benesseri occidentali quali salute e abbondanza di cibo e risorse sono secondarie al discorso attuale.
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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Lyallii il Dom Apr 27 2014, 19:56

Beh... A me viene da dire ' non sai quanto è bello essere mamma ' e mi spiego : per me è bellissimo e quindi augurerei ad una mia amica di provare la stessa gioia che provo io...

Poi una battuta può uscire anche così piu a cuor leggero... come tu se fossimo a cena e a sentirmi dire che non voglio lo stinco che non mi piace, tu mi dicessi: Ma è buonissimo, non sai che ti perdi!

Per il resto credo che ognuno dovrebbe farsi i fatti suoi su certi argomenti anche perchè vedo tante mamme che non si capisce il perchè hanno messo al mondo i figli...
E non perchè alcuni ragazzini son troppo rumorosi o poco educati, parlo di quelli tristi o troppo aggressivi...

Vedo mamme stanche e stremate, che anelano ad avere tempo per loro, che sognano il momento in cui i loro figli saranno grandi, che ringraziano che esiste l asilo o la scuola e che mandano al doposcuola giusto per levarsi i figli di torno...
Bah. Che cazzo li fate a fare i figli??



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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Avalon il Dom Apr 27 2014, 20:11

Lya cara, ma detto da te, 'quanto è bello essere mamma' è una cosa speciale, perché è vera.
Perché tu sei una mamma felice (il che non significa che tu non sia stanca o che non sia faticoso, ovviamente), felice di essere madre, di come lo sei e del resto della donna che sei.

Di recente ho avuto pessime esperienze di madri che i figli li maltrattano perché voluti per ragioni egoiste e malate e perché non voluti, che oscenità.
Appunto: che cazzo li fate a fare i figli?
(salvo poi passare di qua a sproloquiare sull'aiutare i bambini che hanno bisogno - che cazzate è capace di sparare certa gente)

Però vedi, in qualche modo dire a me 'non sai quanto è bello essere mamma' è come dire a una persona buona 'non sai che bello ammazzare la gente a bastonate': è qualcosa che per me non è bello affatto, che mi fa orrore sotto tutti gli aspetti e che piuttosto che provarlo la morte.

Quindi sai, finché è detto una volta in senso buono da un'amica, ci sta, sorrido e zitti. Quando inizi a essere circondata da amiche in fase procreante, sorelle e cognate sfornatrici di nipoti a raffica, quelle che fanno il primo, quelle che sono al secondo, quelle che al terzo non si sono fermate, per non parlare delle nonne a cui il nipotame non basta mai, diventa il ritornello abituale 'ma non ti viene voglia?'

No.
Piuttosto il seppellimento prematuro.

Il che non significa che io odi i bambini, intendiamoci: anzi. Li considero esseri umani di piccola taglia e con un'intelligenza e percettività speciali, e per questo mi è intollerabile averci a che fare se sono infelici e maltrattati. Sto male.

Passare occasionalmente del tempo con un bambino felice invece è bellissimo: quando ci siamo radunati mi sono goduta ogni minuto di Elena la Fata, la piccina di Valerio. Da mangiarsela. Di baci, non da ricetta comunista  mgreen 

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Lyallii il Dom Apr 27 2014, 20:37

Ma sì poi sta nell intelligenza della persona capire che la battuta piace una volta e basta.
Io penso poi che consigliare ad una donna di diventare madre è sbagliato perchè non è un qualcosa da fare con indecisione.
Può pure darsi che una che non penava di esser una gran madre sia la migliore del mondo e per esempio, mia cognata, incinta, era piena di paure, non si sentiva proprio pronta ( è capitato e l ha tenuta ) e poi invece è stato subito amore, è una gran madre e ha voluto subito farne un altra ecc ecc ma se non va così??
E allora la scelta di diventare madri dev esser pensata bene, non dev essere una scelta che rispondead un bisogno stupido ( mio marito così smette di rompere che vuole il maschietto, me lo chiedono tutti e tutti se lo aspettano, essere una ' vera' famiglia e senza figli non lo siamo )
Esser genitori è un impegno 24 ore su 24 da non prendere alla leggera che poi chi ne fa le spese è l essere umano che non ha chiesto di venire al mondo.

Spesso nonostante una madre faccia tanto si sente dire nei momenti di sconforto, dai figli ' ma perche mi hai messo al mondo? '

E allora una donna prima di diventare madre dovrebbe pensare a questa domanda :

Perchè voglio mettere al mondo un essere umano?
Cosa significa davvero?

non si tratta di andare a comprare un paio di scarpe nuove!
Certo non bisogna farsi duemila paranoie, che altrimenti figli non ne nascono piu :), nessuna mamma è perfetta, ma almeno capire che è anche un impegno essere madri, si .

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Mix il Dom Apr 27 2014, 22:28

Per come sono impostato IO non sentirei la necessità impellente di organizzarsi per promuovere la scelta di NON avere figli. SE decido una cosa non mi serve che sia condivisa dalla generalità delle persone che vivono attorno a me. È ampiamente sufficiente che piaccia a me.
M'è pure capitato di aderire ad uno sciopero nazionale da solo in un'azienda dove lavoravo. Forse perciò NON faccio testo, proprio per questa mia anomalia rispetto alla media.
Sposto quindi il discorso su un piano più generale. Avento nel mio bagaglio di esperienze l'essere genitore. Caratteristica non trascurabile, evidentemente.

Credo che avere figli sia la scelta standard per una coppia stabile.
Intendo dire che, SE non ci sono chiarimenti in merito tra i componenti la coppia in questione, si può dare per previsto che in una prospettiva a lungo termine sia pensabile uno sviluppo di una relazione amorosa in senso familiare con figli.
SE però una delle due persone ha orientamenti differenti dovrebbe tranquillamente farlo presente al/alla partner, dopo un congruo consolidamento della relazione, appena ci si comincia a rendersi conto che le cose assieme vanno molto bene e le si vuole impostare per continuare a tempo indeterminato. A quel punto il confronto di opinioni tra i soggetti si svolgerà secondo gli schemi specifici della coppia e porterà ad un accordo, nella peggiore delle ipotesi ad un allontanamento dei due soggetti coinvolti, in caso di divergenza insanabile e fondamentale. Senza tragedie.
La scelta di avere/NON avere figli mi sembra fortemente dirimente.
NON credo sia produttivo non chiarire questo punto in modo ben definito.
Poi le relazioni affettive/sentimentali sono naturalmente molto condizionate dall'istinto, più che dalla razionalità, ancor più di ogni altro comportamento umano, e quindi non mi sorprendo di venire a conoscenza di *stranezze* anche in merito a questa questione, poiché c'è di tutto sotto il cielo, ed il contrario di tutto, . . . , ed altro ancora.
E va benissimo anche che ci sia estrema variabilità di scelte, è un fattore positivo e di garanzia per la sopravvivenza della specie e delle società.
Purché, si spera, siano scelte consapevoli e basate sui gusti, opinioni, sensibilità personali, e non su condizionamenti esterni sociali che mirano a conformare le persone avendo attenzione solo per la dimensione di *consumatore*, di beni economici, politici, sociali, finanche religiosi.
Ma anche qui, questa volta purtroppo, c'è troppo di tutto sotto il cielo.

Detto questo va considerato che la decisione di procreare ed educare della prole non si circoscrive, inevitabilmente (nella quasi totalità dei casi, o almeno in una grande maggioranza di essi), alle singole persone coinvolte, ma si riflette anche sui genitori dei due (o più?) soggetti e in altre sfere sociali.

NON trascurabile è anche il business collegato molto genericamente con la riproduzione/crescita della specie, che nella nostra attuale società consumistica si ripercuote in una notevole pressione propagandistica pubblicitaria, diretta oppure indiretta.
E qui credo sia assai inefficace ogni forma di organizzazione che vada a confliggere con le istanze economiche mainstream, che si muovono secondo logiche di grandi masse, grandi numeri, grandi volumi produttivi/commerciali.
E che condizionano pesantemente l'immaginario medio sociale.

Mediamente l'esperienza genitoriale è particolarmente significativa, in genere in modo positivo.
È quindi naturalissimo propagandare entusiasticamente un'esperienza di tale buon *colore* ed intensità. Per una sempre crescente fetta della popolazione quella con la propria prole è le relazione affettiva più solida e continuativa della propria vita.
Per molti la propria motivazione/destinazione principale di relazione con altre persone. Al punto da sviluppare non troppo infrequenti patologie relazionali.
A me non stupisce che questo fondamentale investimento sentimentale, quando è (frequentemente) portatore di positivi riscontri, sia proposto, anche inconsapevolmente, come modello da perseguire.
In modo speciale da chi è più direttamente coinvolto in questa questione (nonnitudine, fratelli/sorelle, anzi meglio, sorelle*(/fratelli), amiche*(/amici), conoscenti - * la maternità è esperienza oggettivamente più importante che la paternità: solo una questione oggettiva, ribadisco, senza volerne dare connotazioni ideologiche di nessun tipo).
Certo intelligenza e sensibilità vorrebbero che di fronte a soggetti che esprimono preferenze e/o gusti fuori dallo standard mainstream non si insistesse nell'esposizione di differenti preferenze/gusti, oltre ad un minimo, appunto naturale, allertandosi in quei casi opportunamente di fronte all'anomalia rispetto alla media generale.

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Niques il Dom Apr 27 2014, 23:40

Chi non vuole avere figli fa proprio bene a non farli, mai capito queste discriminazioni... boh
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Messaggio Da Mix il Dom Apr 27 2014, 23:47

@Niques ha scritto:Chi non vuole avere figli fa proprio bene a non farli, mai capito queste discriminazioni... boh
Di quali discriminazioni stai scrivendo?

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Niques il Dom Apr 27 2014, 23:50

@Mix ha scritto:
@Niques ha scritto:Chi non vuole avere figli fa proprio bene a non farli, mai capito queste discriminazioni... boh
Di quali discriminazioni stai scrivendo?
Forse era meglio fra virgolette. Comunque non era una risposta al tuo post

Esempio
http://ateismoeliberta.forumattivo.eu/t534-childfree-senza-figli-per-libera-scelta-articolo-da-cronache-laiche#21857
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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da silvio il Dom Apr 27 2014, 23:51

Il problema è esistenziale ha senso fare i figli ?
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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Mix il Lun Apr 28 2014, 00:00

@Niques ha scritto:
@Mix ha scritto:
@Niques ha scritto:Chi non vuole avere figli fa proprio bene a non farli, mai capito queste discriminazioni... boh
Di quali discriminazioni stai scrivendo?
Forse era meglio fra virgolette. Comunque non era una risposta al tuo post

Esempio
http://ateismoeliberta.forumattivo.eu/t534-childfree-senza-figli-per-libera-scelta-articolo-da-cronache-laiche#21857
Più che discriminazioni mi sembrano banali fastidi. Niente di irrisolvibile. Come ho letto che è stato radicalmente risolto dalla razionale Avalon.

Se poi non si vorrebbero mai sollecitazioni distanti dai nostri gusti forse sarebbe il caso di cambiare Universo di residenza.
Ma IO non sono obiettivo, in questo caso.

Va benissimo comunque anche impegnarsi in queste cose, se aggrada, di certo non fanno male a nessuno, possono solo portare sollievo a qualcuno che è sensibile nel merito.

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da delfi68 il Lun Apr 28 2014, 00:01

...ma che dio li benedica..rispetto più chi non fa figli per scelta di chi li fa e poi li tira su come delle rape o delle patate da un campo..

tirare su figli è una cosa talmente complessa e difficile che te ne accorgi solo quando l'hai fatto..e magari scopri di non saperlo fare..

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Mix il Lun Apr 28 2014, 00:04

@silvio ha scritto:Il problema è esistenziale ha senso fare i figli ?
Domanda che, posta in questi termini, spalanca la diga ai quesiti sul senso, più generale, della vita.
Ha il senso che gli si vuole dare, nell'aspetto culturale.
In quello biologico, di aspetto, mi sembra la cosa con più senso che io possa immaginare.

Come sempre, . . . , dipende.

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da delfi68 il Lun Apr 28 2014, 00:06

@silvio ha scritto:Il problema è esistenziale ha senso fare i figli ?

più che un senso credo sia un istinto naturale..poi trovare un senso nella natura è decisamente una cosa discutibile, non credo che in natura ci sia un senso..la natura della vita procede perchè può farlo e non procede dove non può farlo.

il senso glielo vogliamo dare noi sapiens a causa di quella maledetta pellicina corticoneuronale dei lobi perefrontali, che sarà pure una dote, ma alle volte è un impiccio..

fare figli è un istinto naturale, in alcuni meno ingestibile e soggetto al raziocinio e alla logica: avere o meno un senso.
In questo caso..che dire..secondo me si, sono un ottimista e un filantropo.. mgreen  mi auguro che possa nascere qualche cima che sappia dare chissà quale risorsa alla specie..ma sono utopie, lo so..

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da silvio il Lun Apr 28 2014, 00:13

Noi viviamo il disagio della finitudine della vita, inoltre sappiamo che l'umanità non è eterna e nemmeno un valore assoluto, difronte alla immensità della realtà, il procreare è un passo naturale per una parte di noi, ma per il nostro intelletto no.
Capisco Avalon ed il suo sgomento, relativo certo, ora la domanda che mi pongo sono in qualche modo felice di essere al mondo e vivere in questa costante ansia e dubbio ?
Se potessi scegliere nascerei ? Ringrazierei coloro i quali mi hanno generato ?
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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Mix il Lun Apr 28 2014, 00:22

un po' ot:
@silvio ha scritto:Noi viviamo il disagio della finitudine della vita, inoltre sappiamo che l'umanità non è eterna e nemmeno un valore assoluto, difronte alla immensità della realtà, il procreare è un passo naturale per una parte di noi, ma per il nostro intelletto no.
Capisco Avalon ed il suo sgomento, relativo certo,  ora la domanda che mi pongo sono in qualche modo felice di essere al mondo e vivere in questa costante ansia e dubbio ?
Se potessi scegliere nascerei ? Ringrazierei coloro i quali mi hanno generato ?
Direi che SE ci poniamo questo dubbio noi, qui, ora, abbiamo un po' scarsa consapevolezza di ciò che ci sta attorno sulla superficie del pianeta e ci ha preceduto nei millenni.
Però la questione è in modo innegabile prettamente personale, soggettiva.
Ci sono situazioni dove si può essere obiettivamente indotti a valutazioni negative.
Possiamo solo constatare, questo voglio dire, che, nel complesso, visto che possiamo investire dei minuti nello scrivere su un forum su internet, poteva andarci, mediamente, peggio.


Ultima modifica di Mix il Lun Apr 28 2014, 00:34, modificato 1 volta

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da delfi68 il Lun Apr 28 2014, 00:30

ah..per me la vita è stata una botta di culo inaspettata! ..non mi sarei mai aspettato di nascere..e tutte le emozioni, negative e positive le metto in livello gerarchico di importanza appena sotto al livello in cui considero la vita in quanto tale..

nel bene o nel male sono contento di essere stato qui..

ovvio che per altri la cosa cambia e di molto pure..e quindi non a senso parlare di senso in generale, ognuno può stabilire il suo..

drammatico quando qualcuno cerca di scegliere il senso o la vita per te però..
diciamo che in questo caso il generare una vita, per quanto drammatico e antidemocratico verso il nascituro sia, è comunque un problema meno grave di quando invece qualcuno cerca di gestire e imporre la vita o la morte..o un senso, a chi è già in vita.

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da primaverino il Lun Apr 28 2014, 00:53

@silvio ha scritto:Noi viviamo il disagio della finitudine della vita, inoltre sappiamo che l'umanità non è eterna e nemmeno un valore assoluto, difronte alla immensità della realtà, il procreare è un passo naturale per una parte di noi, ma per il nostro intelletto no.
Capisco Avalon ed il suo sgomento, relativo certo,  ora la domanda che mi pongo sono in qualche modo felice di essere al mondo e vivere in questa costante ansia e dubbio ?
Se potessi scegliere nascerei ? Ringrazierei coloro i quali mi hanno generato ?

Vado a momenti.
Avendo conosciuto stagioni più felici avrei comunque ringraziato "chi è irrilevante" di esser nato, vivo e abbastanza sano...
Limitatamente a quei trascorsi, avrei detto che la vita valga comunque la pena d'esser vissuta. Senza "se" e senza "ma".
Le stagioni più dure (perpetuate negli ultimi anni) mi hanno fatto assaporare l'esistenza in modo diverso e in un certo qual modo "più pieno", sapendo ad esempio godere di un banalissimo giorno di relax (dato per scontato, anzi per "diritto" nella società contemporanea, ma tutt'altro che ovvio, date le mie circostanze).
Alle volte sono felice nell'ozio più inconcludente e nella garanzia di poter mettere in "stand-by" le rogne quotidiane pur ben sapendo che si tratta solo di una tregua, perché all'indomani il Fato (o cosa cazzo sia) sarà sempre là ad attendermi.
Alle volte penso che sarei più utile da morto che da vivo.
Nella fattispecie un colpo apoplettico permetterebbe a mia moglie di non dover più pagare il mutuo per i muri del locale, (un bel regalo... Scusate se non riporto le cifre, ma fidatevi...) ad esempio, e pure non dovrei affrontare la vendita del medesimo e la conseguente separazione (tralasciando le gigantesche rotture di coglioni in merito agli accordi che dovrò prendere con la mia futura ex che inevitabilmente ne deriveranno, ça va sans dire...)  mgreen 
Altre volte mi complimento con me stesso, poiché data l'aria che tira un altro (impersonale) sarebbe già finito a gambe all'aria (o avrebbe allietato la serata del pendolare buttandosi sotto al treno) e quindi mi "rifocillo d'autostima" ed apprezzo comunque d'esser vivo.
Naturalmente data la "volatilità" del tempo presente in questi anni assai difficili e stante la mia conclamata instabilità umorale, quanto ho detto è valevole per le prossime sei ore.
Già domattina potrei pensarla diversamente.  sorriso
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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da delfi68 il Lun Apr 28 2014, 00:58

ah separazione in vista?..non sapevo..

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Diva il Lun Apr 28 2014, 09:46

Premesso che secondo me questo e' un non-problema, ovvero non capisco che senso abbia contestare ad una persona la volonta' di non fare figli, scelta che spetta solo all'individuo e deve avere lo stesso valore ontologico di una qualsiasi altra decisione puramente personale (che sia l'andare la mare piuttosto che in montagna, l'essere vegetariani, l'avere il partner che si desidera, preferire la meringata alla torta sacher, etc...)

Leggendo l'artricolo non ho potuto non notare alcuni stereotipi dei quali le persone senza figli sono vittime... mi e' saltato all'occhio proprio perche' l'articolo per primo fa riferimento allo stereotipo della donna "brava moglie e mamma" e della famiglia come nucleo e cardine della societa' (non che sia un valore prettamente religioso, eh -lo dico perche' l'articolo e' di "cronache laiche", gia' Aristotele poneva l'oikos alla base della societa in contrapposizione all'utopia platonica)...

detto questo, lasciatemi commentare le seguenti testimonianze in qualita' di donna che ha deciso di mettere al mondo un figlio:


Voglio potermi dedicare non solo a coltivare il mio equilibrio personale, senza la responsabilità irreversibile di una persona che dipende interamente da me, ma anche al mio lavoro, alle mie letture, alla frequentazione dei miei amici, all'esplorazione delle meraviglie che il nostro pianeta ha da offrire, alla relazione con gli amici animali che a breve accoglieremo nella nostra famiglia.

Io mi dedico senza problemi a tutte queste attivita' e non vedo come un figlio possa essere una controindicazione al farlo. Lavoro, leggo, esco con gli amici, viaggio e ho un cane. L'avere con me mia figlia non fa altro che dare un valore aggiunto a tutte queste esperienze. Con questo non intendo dire che lo debba essere per tutti/e, ma non trovo corretto far passare l'idea che una persona con figli smetta di avere una vita sociale, lavorativa stimolante e che impedisca di coltivare altri interessi non inerenti alla genitorialita'.

La gravidanza è uno stato che invece proprio non sento mio. Non comprendo le gioie di uno stato fisico che è molto delicato, che dura quasi un anno e che termina con uno dei dolori più famigerati della storia. Mi spaventa molto la depressione post-parto

Questo secondo me e' il problema minore. Capisco che il parto possa spaventare, ma questo e' forse l'unico dolore che ha un senso. Non dico che lo si debba per forza voler sperimentare, ma non deve nemmeno essere LA motivazione che spinge una donna a non volere figli. Ancora una volta, saro' stata fortunata, ma da incinta sono sempre stata benissimo, ho volato negli Stati Uniti al 6 mese di gravidanza e il parto lo ricordo come un momento felice. Quanto al dolore ho sofferto molto di piu' quando m'hanno levato il dente del giudizio (non sto scherzando).

Vedo le mogli dei miei amici con figli, a parte poche eccezioni, tutte concentrate sui pargoli, mentre il marito quasi non esiste più, se non come bancomat. Mi sembra che anche la coppia ne risenta in negativo.

Quindi quest'uomo non farebbe figli perche' ha paura di essere trascurato dalla moglie? Boh. A me sinceramente fa un po' pena uno che ragiona in maniera cosi' egoista e immatura. Se una donna inizia a trattarti come un bancomat probabilmente ci sono problemi gravi di coppia, ma non vedo come l'arrivo di un figlio possa essere la causa scatenante. E' pur vero che all'inizio, vuoi perche' la biologia ha deciso che ad allattare deve essere la donna, si puo' creare una situazione in cui la neo-mamma dedica molto tempo al bimbo e "trascura" gli altri (compreso il marito), ma penso che lamentarsi sia abbastanza infantile. Io ricordo che mio marito mi aiutava cambiando pannolini, riordinando la casa, il bagnetto alla piccola lo si faceva insieme... altro che riflettersi negativamente sulla coppia. Noi abbiamo capito cosa significassero veramente la collaborazione e la condivisione quando e' arrivata nostra figlia. E non penso davvero di essere un'eccezione.

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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Avalon il Lun Apr 28 2014, 10:13

Ciao Diva!

Io riscontro una cosa... che tu sei una persona, una donna, una moglie e una madre funzionale.
La maggior parte delle donne che ho per amiche lo sono, a onor del vero, se no non le sceglierei come amiche e non le stimerei e amerei così tanto.

Eppure queste sono un campione statistico molto ridotto, nella mia esperienza: prendendo un campione casuale nel mondo 'reale', gente mista e non preselezionata, vedo una serie di orride devianze, patologie di coppia e familiari, stupidità e conformismo diffuso, egoismo e immaturità a palate.

Noi qui siamo donne del tutto particolari e abbiamo molto in comune (maternità a parte si intende!): prima di tutto la libertà di pensiero, la distanza dai luoghi comuni, il desiderio di conoscere e crescere... e via dicendo.

Gli stereotipi cui fai riferimento, non sono tanto quelli di cui sono vittime le persone senza figli quanto quelli di cui la società stessa è vittima, e se sono così largamente diffusi è perché alcuni purtroppo hanno ampia realizzazione.

E che sia così o meno, nota bene, non dipende dai figli... dipende dalle persone che li generano, dal loro livello di maturità, di autocoscienza, di capacità relazionale e via dicendo.
I problemi di coppia possono venire esacerbati dalla presenza di figli, ma solitamente si tratta di problemi già presenti, che spesso prima ancora di essere 'di coppia' sono individuali e vengono poi ribaltati sulla famiglia.

Diva, ti dico quello che penso in merito agli stralci che hai commentato.
Circa il primo, il fulcro su cui si innestano gli aspetti pratici a cui tu ti dedichi senza problemi, secondo me è questo:
"senza la responsabilità irreversibile di una persona che dipende interamente da me"
Responsabilità, irreversibile, persona che dipende interamente da me.

E' questo che noi non si vuole.
Che vuoi mai che sia organizzarsi logisticamente per fare comunque quel che uno desidera, ritiene giusto, contribuisce al benessere della famiglia?
Figuriamoci se una persona intelligente e con un minimo di risorse e un buon rapporto di coppia non ne è in grado.
(sì ci sono anche quelle che non lo sono, nonostante tutto, e chi fa  figli per poi lamentarsene ogni pochi minuti scaricando su di loro la propria incapacità di gestirsi una vita sensata)

Ma un figlio è irreversibile, e per chi ha un senso reale di responsabilità, non è concepibile metterlo al mondo e continuare a comportarsi da solipsista adolescenziale: per questo, non essendo disponibile a dare ciò che è giusto che un figlio riceva, non si fa. Il che è meglio per tutti!

La gravidanza.
Oh, ma che vuoi che sia il parto, o passare qualche settimana a vomitare se è realmente quello che vuoi! Non mi parlate di dolore, che scambierei volentieri il dolore di due o tre parti con quello che mi sbatto tutti i santi giorni tutto il giorno. E' vigliacco temere il dolore.

Ma nuovamente trovo che il punto sia "la gravidanza è uno stato che invece proprio non sento mio": io non ho paura di soffrire, né farei un plissé per i vari pasticci correlati.
Quello che sento io, è che la gravidanza è uno stato orribile, una schiavitù della natura, una disgustosa tortura imposta al corpo femminile. Per me le donne incinte, che normalmente si dicono radiose, sono qualcosa che fatico a guardare, che mi repelle profondamente; allo stesso modo percepisco l'allattamento.

E' questo che mi ha fatto piacere nel leggere l'articolo che ho linkato, e nel frequentare il relativo gruppo: scoprire che esiste una nutrita minoranza di persone che come me non trovano che vi sia alcuna bellezza in fenomeni ed esperienze biologiche normalmente ritenuti universalmente meravigliosi.
E' stato un po' come quando ho iniziato a scoprire che esiste e a frequentare il mondo ateo: ehi gente, c'è vita su Marte, non sono la sola  mgreen

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Adesso sono un pirata.
Un pirata è tenerezza che esplode fiera,
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è lottare,
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è navigare senza mai porto, è perenne tormenta,
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Re: Childfree: senza figli per libera scelta - articolo da Cronache Laiche

Messaggio Da Diva il Lun Apr 28 2014, 13:03

Ciao Val!!  bacio 

Capisco il tuo punto di vista anche se come sai io la vedo in maniera diversa... non so quanto sia possibile accostare le nostre divergenze con lo strumento della ragione, perche' penso che provengano da una sentire molto piu' intimo e metarazionale... pero' su una cosa mi piacerebbe che chiarissi cosa intendi. Tu dici: "ma un figlio è irreversibile" e sono d'accordo. Quello che pero' non capisco e' il perche' trovi che questa particolare responsabilita' sia assimiblabile alla schiavitu', mentre le altre continue responsabilita' (molte delle quali altrettanto irreversibili) che ci assumiamo nel corso della vita siano tollerabili. Come dicevo prima, per me non esiste una risposta razionale a questo, e' una presa di posizione che none ' possibile giustificare tramite un ragionamento, pero' mi piacerebbe capire meglio il perche' tu la vivi cosi'...


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