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appunti di storia recente per capire il presente

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Mix il Lun Apr 21 2014, 16:18

@Jael ha scritto:Senza la sovrappopolazione non esisterebbe una marea di problemi.

Poi io non ho mai detto di ritenere la sostenibilità una cazzata, anzi. Ma il problema della sostenibilità sorge solo dopo che è nata la possibilità e l'esigenza di uno sfruttamento intensivo. Il selvaggio manco ci pensava, non è che era non sfruttatore di principio...solo non gli serviva. La sostenibilità passata non era voluta ma solo incidentale
Balle.
Tutte le civiltà contadine avevano come punto fermo il rispetto per la terra, per l'ambiente.
Probabilmente retaggio di errori commessi nel passato.

Il ragionamento *è sempre andata così* vale fino all'incontro di un punto di rottura.
Esistono punti di rottura nell'idea di un incremento dello sfruttamento delle risorse? SI.
E nell'inevitabile caduta degli imperi quando si rammoliscono, perdono gli ideali fondativi? Non ne vedo.

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da delfi68 il Lun Apr 21 2014, 16:25

Insomma si "lotta" per debellare fame e malattie e per consentire un'aspettativa di vita ultracentenaria

caspita..

credevo che l'obittivo di Monsanto e di Bayer fossero dei profitti relativi all'utile su un prodotto..il che non fa certamenyte il paio con quello che e' utile aalla societa', anche se talvolta, marginalmente coincide..

il riscaldamento globale e e le scelte farmaceutiche  non mi pare proprio siano prodotti indiretti di grandi conquiste sociali, semmai personali di un ristretto manipolo di multimiliardari..

il 90% della produzione industriale non sderve assolutamente a migliorare la vita, l'aspettativa e la fame nel modno..ma e' semplicemente la creazione di esigenze fittizzie con le quali si convince la gente a fare sacrifici e spese affinche la macchina produttiva continui a produrre l'unica cosa a cui serve: accumulo di ulteriore capitale e stop.

che poi l'80% della popolazione mondiale crepi esattamente come trent'anni fa non nteressa..

in africa e in  oriente solo 60 anni dfa stavano decisamente meglio.. e parlo di un qualche centianio di milioni di esseri umani rispetto ad oggi..
i cinesi non erano carne da macello e i masai viveno in armonia con il loro territorio e non in campi profughi del ruanda..mai sentito che nella stria vietnamita dei dodicenni cucivano palloni adidas per tre dollari al mese..


quindi di cosa stiamo parlando??? ..meglio stanno in pochi milioni di individui e molto peggio una manciata di MILIARDI..

Le cose non vanno assolutamente meglio! ma vanno spaventosamente peggio!..solo che dalle nostre casucce nel cuore del sistema occidentale ci ostiniamo a non vederlo..


Ultima modifica di delfi68 il Lun Apr 21 2014, 16:30, modificato 1 volta

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Mix il Lun Apr 21 2014, 16:29

@primaverino ha scritto:
@Jael ha scritto:Senza la sovrappopolazione non esisterebbe una marea di problemi.

Poi io non ho mai detto di ritenere la sostenibilità una cazzata, anzi. Ma il problema della sostenibilità sorge solo dopo che è nata la possibilità e l'esigenza di uno sfruttamento intensivo. Il selvaggio manco ci pensava, non è che era non sfruttatore di principio...solo non gli serviva. La sostenibilità passata non era voluta ma solo incidentale

Ma infatti la mia riflessione è calata nell'attualità (o al limite in prospettiva futura) e non rivolta al passato.
Il problema nasce nel momento in cui la maggior parte della popolazione mondiale "decide" di voler vivere secondo i dispendiosissimi canoni occidentali.
Una popolazione di sette (otto, dieci, ma magari anche solo tre o quattro fai tu) miliardi di individui che vivono in stile EuroYankee rappresenterebbe un serio problema pure con una quantità di risorse doppia o tripla rispetto ad oggi.
Insomma si "lotta" per debellare fame e malattie e per consentire un'aspettativa di vita ultracentenaria, senza considerare che se (putacaso) campassimo due secoli ognuno, saremmo in troppi anche se fossimo un quarto.
Non so se mi sono spiegato.
Potrebbe essere una visione miope della realtà.
I miliardi di persone, con tutte le differenze, gradualità, particolarità, fisicamente non possono ambire a raggiungere il modello opulento (che poi va inteso come sia in effetti. Vedersi dei dati sui consumi effettivi della fascia opulenta statunitense e poi ci si accorge dell'incongruità di quel modello. In confronto noi mediamente siamo sostenibilissimi) a causa della finitezza di queste risorse e dell'infinito *sviluppo* economico, strutturalmente necessario a quel modello.
Ma emergeranno modelli diversi, resi indispensabili dalla necessità, e le persone potranno scegliere.
A quel punto gli equilibri cambieranno e tutto ciò che sembra inamovibile adesso si dissolverà come neve al sole.


Ultima modifica di Mix il Lun Apr 21 2014, 16:32, modificato 1 volta

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da delfi68 il Lun Apr 21 2014, 16:32

per non finire ipnotizzati..


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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Hara il Lun Apr 21 2014, 16:38

@Mix ha scritto:
@Jael ha scritto:Senza la sovrappopolazione non esisterebbe una marea di problemi.

Poi io non ho mai detto di ritenere la sostenibilità una cazzata, anzi. Ma il problema della sostenibilità sorge solo dopo che è nata la possibilità e l'esigenza di uno sfruttamento intensivo. Il selvaggio manco ci pensava, non è che era non sfruttatore di principio...solo non gli serviva. La sostenibilità passata non era voluta ma solo incidentale
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Probabilmente retaggio di errori commessi nel passato.

Il ragionamento *è sempre andata così* vale fino all'incontro di un punto di rottura.
Esistono punti di rottura nell'idea di un incremento dello sfruttamento delle risorse? SI.
E nell'inevitabile caduta degli imperi quando si rammoliscono, perdono gli ideali fondativi? Non ne vedo.

Sicuro è che ogni impero è caduto lasciando così il posto ad un altro impero, che, quasi sempre, ripartiva dalle fondamenta del precedente.
Probabile che questo accadrà, prima o poi, anche all'impero americano/occidentale.
La sostenibilità, mah, quando finiranno le risorse naturali in qualche modo ci si arrangerà grazie alla tecnologia, oppure la nostra specie verrà decimata, le nostre conoscenze spazzate via, diluvio universale e via,  si ricomincia, oppure periranno tutti e buonanotte al secchio.
Ma l'essere umano si preoccupa per se e per i propri figli e nipoti, non per le  generazioni future.
Quelli che affermano di essere mossi dal desiderio di salvare i propri lontani discendenti mi procurano lo stesso tipo di perplessità che mi procurano gli avventisti del 7° giorno.

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da primaverino il Lun Apr 21 2014, 16:46

@delfi68 ha scritto:
Insomma si "lotta" per debellare fame e malattie e per consentire un'aspettativa di vita ultracentenaria

caspita..
Spoiler:

credevo che l'obittivo di Monsanto e di Bayer fossero dei profitti relativi all'utile su un prodotto..il che non fa certamenyte il paio con quello che e' utile aalla societa', anche se talvolta, marginalmente coincide..

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il 90% della produzione industriale non sderve assolutamente a migliorare la vita, l'aspettativa e la fame nel modno..ma e' semplicemente la creazione di esigenze fittizzie con le quali si convince la gente a fare sacrifici e spese affinche la macchina produttiva continui a produrre l'unica cosa a cui serve: accumulo di ulteriore capitale e stop.

che poi l'80% della popolazione mondiale crepi esattamente come trent'anni fa non nteressa..

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quindi di cosa stiamo parlando??? ..meglio stanno in pochi milioni di individui e molto peggio una manciata di MILIARDI..
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da delfi68 il Lun Apr 21 2014, 16:47


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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da delfi68 il Lun Apr 21 2014, 16:48

@primaverino ha scritto:
@delfi68 ha scritto:
Insomma si "lotta" per debellare fame e malattie e per consentire un'aspettativa di vita ultracentenaria

caspita..
Spoiler:

credevo che l'obittivo di Monsanto e di Bayer fossero dei profitti relativi all'utile su un prodotto..il che non fa certamenyte il paio con quello che e' utile aalla societa', anche se talvolta, marginalmente coincide..

il riscaldamento globale e e le scelte farmaceutiche  non mi pare proprio siano prodotti indiretti di grandi conquiste sociali, semmai personali di un ristretto manipolo di multimiliardari..

il 90% della produzione industriale non sderve assolutamente a migliorare la vita, l'aspettativa e la fame nel modno..ma e' semplicemente la creazione di esigenze fittizzie con le quali si convince la gente a fare sacrifici e spese affinche la macchina produttiva continui a produrre l'unica cosa a cui serve: accumulo di ulteriore capitale e stop.

che poi l'80% della popolazione mondiale crepi esattamente come trent'anni fa non nteressa..

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quindi di cosa stiamo parlando??? ..meglio stanno in pochi milioni di individui e molto peggio una manciata di MILIARDI..
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vero..infatti poi non ho citato il tuo nome..sorry se e' sembrato un intervento in risposta al tuo9.. wink 

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da primaverino il Lun Apr 21 2014, 16:49

@Mix ha scritto:
Ma emergeranno modelli diversi, resi indispensabili dalla necessità, e le persone potranno scegliere.
A quel punto gli equilibri cambieranno e tutto ciò che sembra inamovibile adesso si dissolverà come neve al sole.

Appunto.
Vediamo (se possibile) di prevederli in anticipo questi "modelli diversi" anziché aspettare di medicarci la testa dopo che la tegola ci avrà centrato il cranio...
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Mix il Lun Apr 21 2014, 16:54

Ashke ha scritto:
@Mix ha scritto:
@Jael ha scritto:Senza la sovrappopolazione non esisterebbe una marea di problemi.

Poi io non ho mai detto di ritenere la sostenibilità una cazzata, anzi. Ma il problema della sostenibilità sorge solo dopo che è nata la possibilità e l'esigenza di uno sfruttamento intensivo. Il selvaggio manco ci pensava, non è che era non sfruttatore di principio...solo non gli serviva. La sostenibilità passata non era voluta ma solo incidentale
Balle.
Tutte le civiltà contadine avevano come punto fermo il rispetto per la terra, per l'ambiente.
Probabilmente retaggio di errori commessi nel passato.

Il ragionamento *è sempre andata così* vale fino all'incontro di un punto di rottura.
Esistono punti di rottura nell'idea di un incremento dello sfruttamento delle risorse? SI.
E nell'inevitabile caduta degli imperi quando si rammoliscono, perdono gli ideali fondativi? Non ne vedo.

Sicuro è che ogni impero è caduto lasciando così il posto ad un altro impero, che, quasi sempre, ripartiva dalle fondamenta del precedente.
Probabile che questo accadrà, prima o poi, anche all'impero americano/occidentale.
La sostenibilità, mah, quando finiranno le risorse naturali in qualche modo ci si arrangerà grazie alla tecnologia,
La moderna promessa messianica. Prima ci salvava Gesù, adesso ci salverà la tecnologia.

oppure la nostra specie verrà decimata, le nostre conoscenze spazzate via, diluvio universale e via,  si ricomincia, oppure periranno tutti e buonanotte al secchio.
Ci sono centinaia di comunità umane che avrebbero solo immensi giovamenti dalla scomparsa della civiltà tecnologica.
Escludo che scompariremo a breve.


Ma l'essere umano si preoccupa per se e per i propri figli e nipoti, non per le  generazioni future.
Noi non siamo il centro del mondo. Ci sono realtà differenti, per quanto adesso minoritarie. Attribuire le nostre preferenze culturali all'intera specie è provinciale.


Quelli che affermano di essere mossi dal desiderio di salvare i propri lontani discendenti mi procurano lo stesso tipo di perplessità che mi procurano gli avventisti del 7° giorno.
Confondi espressioni della nostra cultura con altre di culture radicalmente diverse.
Forse non ti rendi conto della fragilità intrinseca del nostro sistema.
Un piccolo virus potrebbe spazzare via la civiltà tecnologica in un paio di mesi.
Come mandi avanti metà della popolazione, inurbata, se il virus ti ammazza abbastanza persone che tengono fruibili le infrastrutture?
Se manca la distribuzione di energia elettrica in quattro giorni non ci sono più approvvigionamenti per nessuno.
Niente acqua potabile, niente cibo edibile, ed una immensa richiesta di quelle risorse. Immaginati il risultato pratico.

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Hara il Lun Apr 21 2014, 17:21

@Mix ha scritto:
Ashke ha scritto:


Quelli che affermano di essere mossi dal desiderio di salvare i propri lontani discendenti mi procurano lo stesso tipo di perplessità che mi procurano gli avventisti del 7° giorno.
Confondi espressioni della nostra cultura con altre di culture radicalmente diverse.
Forse non ti rendi conto della fragilità intrinseca del nostro sistema.
Un piccolo virus potrebbe spazzare via la civiltà tecnologica in un paio di mesi.
Come mandi avanti metà della popolazione, inurbata, se il virus ti ammazza abbastanza persone che tengono fruibili le infrastrutture?
Se manca la distribuzione di energia elettrica in quattro giorni non ci sono più approvvigionamenti per nessuno.
Niente acqua potabile, niente cibo edibile, ed una immensa richiesta di quelle risorse. Immaginati il risultato pratico.
[/quote]
Quello che dici non inferisce con quello che ho scritto io, noi ci preoccupiamo per noi stessi quindi anche per "fragilità intrinseca del nostro sistema"

E io che ho detto? Se è il riferimento agli avventisti che confonde le acque sostituiscilo con "i cattolici"



@Mix ha scritto:
Ashke ha scritto:Ma l'essere umano si preoccupa per se e per i propri figli e nipoti, non per le  generazioni future
Noi non siamo il centro del mondo. Ci sono realtà differenti, per quanto adesso minoritarie. Attribuire le nostre preferenze culturali all'intera specie è provinciale.

No, la nostra non è l'unica cultura del mondo, ma non capisco a cosa ti stai riferendo.[/quote]
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Mix il Lun Apr 21 2014, 17:37

Ashke ha scritto:
Ashke ha scritto:Ma l'essere umano si preoccupa per se e per i propri figli e nipoti, non per le  generazioni future
@Mix ha scritto:Noi non siamo il centro del mondo. Ci sono realtà differenti, per quanto adesso minoritarie. Attribuire le nostre preferenze culturali all'intera specie è provinciale.
No, la nostra non è l'unica cultura del mondo, ma non capisco a cosa ti stai riferendo.
Hai scritto che l'essere umano si preoccupa per se . . . attribuendo l'individualismo specifico della nostra cultura all'intera specie. Ci sono culture, invece, diverse dalla nostra, dove la dimensione comunitaria è più importante che com'è da noi.
Noi occidentali non siamo il centro del mondo.
Come non lo siamo noi umani.


Ultima modifica di Mix il Lun Apr 21 2014, 17:37, modificato 1 volta

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Messaggio Da Jael il Lun Apr 21 2014, 17:37

@Mix ha scritto:
@Jael ha scritto:Senza la sovrappopolazione non esisterebbe una marea di problemi.

Poi io non ho mai detto di ritenere la sostenibilità una cazzata, anzi. Ma il problema della sostenibilità sorge solo dopo che è nata la possibilità e l'esigenza di uno sfruttamento intensivo. Il selvaggio manco ci pensava, non è che era non sfruttatore di principio...solo non gli serviva. La sostenibilità passata non era voluta ma solo incidentale
Balle.
Tutte le civiltà contadine avevano come punto fermo il rispetto per la terra, per l'ambiente.
Probabilmente retaggio di errori commessi nel passato.
Puro mito del buon selvaggio appunto


Il ragionamento *è sempre andata così* vale fino all'incontro di un punto di rottura.
Quale ragionamento? È solo una constatazione che il buon selvagio è una cazzata col botto e che questi fantomatici rispetti per l'ambiente erano solo conseguenza di nin aver bisogno di sfruttamenti intensivi.


Esistono punti di rottura nell'idea di un incremento dello sfruttamento delle risorse? SI.
E nell'inevitabile caduta degli imperi quando si rammoliscono, perdono gli ideali fondativi? Non ne vedo.
Gli ideali fondativi son stronzate per intortare le masse, gli imperi son fondati per dare potere a chi li gestisce.
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Jael il Lun Apr 21 2014, 17:38

@Mix ha scritto:
Ashke ha scritto:
Ashke ha scritto:Ma l'essere umano si preoccupa per se e per i propri figli e nipoti, non per le  generazioni future
@Mix ha scritto:Noi non siamo il centro del mondo. Ci sono realtà differenti, per quanto adesso minoritarie. Attribuire le nostre preferenze culturali all'intera specie è provinciale.
No, la nostra non è l'unica cultura del mondo, ma non capisco a cosa ti stai riferendo.
Hai scritto che l'essere umano si preoccupa per se . . . attribuendo l'individualismo specifico della nostra cultura all'intera specie. Ci sono culture, invece, diverse dalla nostra, dove la dimensione comunitaria è più importante che com'è da noi.
Noi occidentali non siamo il centro del mondo.
Come non lo siamo noi umani.
Irrilevante, conta chi ha i mezzi di imporsi e di imporre il proprio metodo, la propria via.
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Mix il Lun Apr 21 2014, 17:40

@Jael ha scritto:
@Mix ha scritto:
@Jael ha scritto:Senza la sovrappopolazione non esisterebbe una marea di problemi.

Poi io non ho mai detto di ritenere la sostenibilità una cazzata, anzi. Ma il problema della sostenibilità sorge solo dopo che è nata la possibilità e l'esigenza di uno sfruttamento intensivo. Il selvaggio manco ci pensava, non è che era non sfruttatore di principio...solo non gli serviva. La sostenibilità passata non era voluta ma solo incidentale
Balle.
Tutte le civiltà contadine avevano come punto fermo il rispetto per la terra, per l'ambiente.
Probabilmente retaggio di errori commessi nel passato.
Puro mito del buon selvaggio appunto


Il ragionamento *è sempre andata così* vale fino all'incontro di un punto di rottura.
Quale ragionamento? È solo una constatazione che il buon selvagio è una cazzata col botto e che questi fantomatici rispetti per l'ambiente erano solo conseguenza di nin aver bisogno di sfruttamenti intensivi.


Esistono punti di rottura nell'idea di un incremento dello sfruttamento delle risorse? SI.
E nell'inevitabile caduta degli imperi quando si rammoliscono, perdono gli ideali fondativi? Non ne vedo.
Gli ideali fondativi son stronzate per intortare le masse, gli imperi son fondati per dare potere a chi li gestisce.
OK, come preferisci. Fai conto che non abbia scritto nulla. È lo stesso.

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Mix il Lun Apr 21 2014, 17:41

@Jael ha scritto:
@Mix ha scritto:
Ashke ha scritto:


No, la nostra non è l'unica cultura del mondo, ma non capisco a cosa ti stai riferendo.
Hai scritto che l'essere umano si preoccupa per se . . . attribuendo l'individualismo specifico della nostra cultura all'intera specie. Ci sono culture, invece, diverse dalla nostra, dove la dimensione comunitaria è più importante che com'è da noi.
Noi occidentali non siamo il centro del mondo.
Come non lo siamo noi umani.
Irrilevante, conta chi ha i mezzi di imporsi e di imporre il proprio metodo, la propria via.
Che sia irrilevante vallo a raccontare ai cinesi.

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Messaggio Da Jael il Lun Apr 21 2014, 17:47

@Mix ha scritto:
@Jael ha scritto:
@Mix ha scritto:
Mi sembra il problema classico di tutti gli imperi. E tutti gli imperi sono ineludibilmente caduti.
Mettici la velocità sempre più accelerata di cambiamento di questi nostri tempi e vedi TU su cosa scommettere.
io scommetto sul mio fare tutto ciò che serve perché io stia bene, ognuno pensi a sé.
Siamo biologicamente animali sociali.
socialità biologica che non è globale ma assai circoscritta. Ovvero, il mio gruppo vive a spese del tuo che se no lo piglio in culo io (e non mi va per fare un favore a te...mors tua vita mea)


Se esageri in quella posizione puoi ottenere un benessere profondo?
Profondo? Satanto di metafisica fuffara...


IO affermo che l'elite opulenta sta esagerando.
Dubito possano sentirsi profondamente bene.
Lo dirà ognuno per sé. C'è chi sta bene e chi no.

Chi è più felice?
Chi è più ricco economicamente, spesso sempre alla ricerca di qualcosa di più, oppure chi ha tutto quello che gli serve?
E poteva mancare la demonizzazione della ricchezza economica?
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Jael il Lun Apr 21 2014, 17:47

@Mix ha scritto:
@Jael ha scritto:
@Mix ha scritto:
Hai scritto che l'essere umano si preoccupa per se . . . attribuendo l'individualismo specifico della nostra cultura all'intera specie. Ci sono culture, invece, diverse dalla nostra, dove la dimensione comunitaria è più importante che com'è da noi.
Noi occidentali non siamo il centro del mondo.
Come non lo siamo noi umani.
Irrilevante, conta chi ha i mezzi di imporsi e di imporre il proprio metodo, la propria via.
Che sia irrilevante vallo a raccontare ai cinesi.
Quelli che presto avranno i mezzi di imporsi a tutti?
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Messaggio Da Jael il Lun Apr 21 2014, 17:51

@primaverino ha scritto:
@Jael ha scritto:Senza la sovrappopolazione non esisterebbe una marea di problemi.

Poi io non ho mai detto di ritenere la sostenibilità una cazzata, anzi. Ma il problema della sostenibilità sorge solo dopo che è nata la possibilità e l'esigenza di uno sfruttamento intensivo. Il selvaggio manco ci pensava, non è che era non sfruttatore di principio...solo non gli serviva. La sostenibilità passata non era voluta ma solo incidentale

Ma infatti la mia riflessione è calata nell'attualità (o al limite in prospettiva futura) e non rivolta al passato.
Il problema nasce nel momento in cui la maggior parte della popolazione mondiale "decide" di voler vivere secondo i dispendiosissimi canoni occidentali.
Una popolazione di sette (otto, dieci, ma magari anche solo tre o quattro fai tu) miliardi di individui che vivono in stile EuroYankee rappresenterebbe un serio problema pure con una quantità di risorse doppia o tripla rispetto ad oggi.
Insomma si "lotta" per debellare fame e malattie e consentire un'aspettativa di vita ultracentenaria, senza considerare che se (putacaso) campassimo due secoli ognuno, saremmo in troppi anche se fossimo un quarto.
Non so se mi sono spiegato.
che la sostenibilità oggi sia un problema è ovvio e che se si vuole che il mondo giri bene sia da agire per garantirla pure. E difatti ci si sta, pur lentamente, muovendo in quella direzione...certo sarebbe utopia aspettarsi che chi sta meglio di botto rinunci a tutti i propri privilegi
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Mix il Lun Apr 21 2014, 17:55

@Jael ha scritto:
@Mix ha scritto:
@Jael ha scritto:
Irrilevante, conta chi ha i mezzi di imporsi e di imporre il proprio metodo, la propria via.
Che sia irrilevante vallo a raccontare ai cinesi.
Quelli che presto avranno i mezzi di imporsi a tutti?
Con un modello collettivista.

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Jael il Lun Apr 21 2014, 18:00

@Mix ha scritto:
@Jael ha scritto:
@Mix ha scritto:
Che sia irrilevante vallo a raccontare ai cinesi.
Quelli che presto avranno i mezzi di imporsi a tutti?
Con un modello collettivista.
con un modello che sfrutta le masse a beneficio dei pochi che comandano, come al solito. Ma appunto è irrilevante il modello, conta avere i mezzi per imporsi. È lotta per la sopravvivenza, si fa quel che si deve.
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Mix il Lun Apr 21 2014, 18:02

@Jael ha scritto:
@Mix ha scritto:
@Jael ha scritto:
Quelli che presto avranno i mezzi di imporsi a tutti?
Con un modello collettivista.
con un modello che sfrutta le masse a beneficio dei pochi che comandano, come al solito. Ma appunto è irrilevante il modello, conta avere i mezzi per imporsi. È lotta per la sopravvivenza, si fa quel che si deve.
OK, vedo che siamo passati ad una modalità comunicativa che prescinde dalla realtà ed a me questo non interessa.

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Jael il Lun Apr 21 2014, 18:15

Strano se detto da chi ha appena propinato il mito del buon selvaggio
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da primaverino il Lun Apr 21 2014, 18:15

@Jael ha scritto:
@primaverino ha scritto:
@Jael ha scritto:Senza la sovrappopolazione non esisterebbe una marea di problemi.

Poi io non ho mai detto di ritenere la sostenibilità una cazzata, anzi. Ma il problema della sostenibilità sorge solo dopo che è nata la possibilità e l'esigenza di uno sfruttamento intensivo. Il selvaggio manco ci pensava, non è che era non sfruttatore di principio...solo non gli serviva. La sostenibilità passata non era voluta ma solo incidentale

Ma infatti la mia riflessione è calata nell'attualità (o al limite in prospettiva futura) e non rivolta al passato.
Il problema nasce nel momento in cui la maggior parte della popolazione mondiale "decide" di voler vivere secondo i dispendiosissimi canoni occidentali.
Una popolazione di sette (otto, dieci, ma magari anche solo tre o quattro fai tu) miliardi di individui che vivono in stile EuroYankee rappresenterebbe un serio problema pure con una quantità di risorse doppia o tripla rispetto ad oggi.
Insomma si "lotta" per debellare fame e malattie e consentire un'aspettativa di vita ultracentenaria, senza considerare che se (putacaso) campassimo due secoli ognuno, saremmo in troppi anche se fossimo un quarto.
Non so se mi sono spiegato.
che la sostenibilità oggi sia un problema è ovvio e che se si vuole che il mondo giri bene sia da agire per garantirla pure. E difatti ci si sta, pur lentamente, muovendo in quella direzione...certo sarebbe utopia aspettarsi che chi sta meglio di botto rinunci a tutti i propri privilegi
Ma certo, amico mio...  ça_va 
Però se ieri eravamo in dieci a spartirci una "torta" da un chilo e oggi vogliamo mangiarne una da "un chilo e mezzo" in cinquanta, ti parrà chiaro che discorsi del tipo: "la globalizzazione è un fatto ineluttabile, ma presenta molte opportunità" oppure: "Ce lo chiede l'Europa" paiono discorsi idioti (o quantomeno forzosamente prematuri) pure agli occhi del più ingenuo degli astanti.
Il tentativo di "governo mondiale" tanto caro alle ideologie totalizzanti occidentali (capitalismo e marxismo son figli della stessa madre ed entrambi "nipoti" dell'Illuminismo, fatto puramente occidentale se non sbaglio) pare vieppiù velleitario alla prova dei fatti e molto più che relativamente agli embrioni ideologici teorizzati a partire dalla Rivoluzione Industriale di buona memoria.
L'illusione di creare uno Stato-Pianeta ove gli uomini (tutti "uguali" ça va sans dire...) troveranno quell'equilibrio necessario tra popolazione, produzione, commercio, profitti e organizzazione sociale del "mondo perfetto" e definitivamente acquisito su basi economicamente sostenibili (a quale prezzo, resta da stabilirsi) è solo il grottesco, patetico e illusorio tentativo di "dominio" sul Fato... Sulla casualità eventuale che da sempre attanaglia parte dell'Umanità, mai contenta di ciò che ha nel disperato tentativo di alzare sempre più l'asticella dei bisogni e della soddisfazione dei medesimi, trasformante il consesso mondiale in un gigantesco "cinodromo" ove, in guisa di tanti levrieri sempre meglio allenati, inseguiamo illusoriamente la lepre di pezza che alcuni hanno appositamente predisposto per noi. Non siamo più padroni (bensì schiavi) della nostra esistenza e assistiamo impotenti (o inebetiti) al trionfo della realizzazione del nostro Capolavoro Assoluto: la perfetta macchina dell'infelicità.
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Re: appunti di storia recente per capire il presente

Messaggio Da Mix il Lun Apr 21 2014, 18:24

@Jael ha scritto:Strano se detto da chi ha appena propinato il mito del buon selvaggio
Il mito del buon selvaggio ce l'hai in mente TU e continui noiosamente a rimetterlo nel discorso.
IO non ci vedo nessuna attinenza con le pratiche ecosostenibili delle tradizioni contadine anche di solo 50 anni fa, ma ancora patrimonio di molti che alla terra o all'allevamento degli animali affida il proprio sostentamento. NON mi sembrano *buoni selvaggi* . Forse selvaggi molto più di loro lo siamo noi.

Comunque facciamo pure che hai ragione TU su tutti gli argomenti e IO la pianto qui di rispondere, che m'è venuto a noia.

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Re: appunti di storia recente per capire il presente

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