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Universo, vita e scopo

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Universo, vita e scopo

Messaggio Da Fux il Sab Apr 12 2014, 11:54

Sherlock Holmes e il mistero dell'universo senza scopo

Partendo dalla malinconica conclusione di uno dei casi più raccapriccianti del grande investigatore, una riflessione sulle spiegazioni del senso dell'universo e della vita proposte da due grandi fisici e da un protagonista della controcultura psichedelica di John Horgan

Il "periodo Sherlock Holmes" della mia vita purtroppo si è concluso. Ho appena finito di leggere la raccolta completa delle sue storie scritte da Arthur Conan Doyle: 4 romanzi e 56 racconti brevi.

In un recente articolo avevo commentato uno strano monologo contenuto ne Il trattato navale, in cui Holmes, che di solito si concentra con autistica ossessione sulla soluzione dei crimini e respinge la metafisica,  ragiona sulla rosa come possibile prova dell'esistenza di Dio. Ora ho trovato un'altra perla filosofica nel penultimo racconto della raccolta, La scatola di cartone.

La storia comincia quando una signora riceve un pacco contenente due orecchie, una di uomo e una di donna. Alla fine Holmes riesce a risolvere il mistero, dietro il quale si cela un quadrato amoroso culminante in un doppio omicidio con mutilazioni.

La raccapricciante vicenda si chiude con Holmes che, di umore malinconico, riflette ad alta voce rivolgendosi all'amico: "Qual è il senso di tutto ciò, Watson?... A quale entità giova questo cerchio d'infelicità, violenza e paura? Uno scopo deve esistere, altrimenti l'intero universo sarebbe governato dal caso, il che è impensabile. Ma qual è questo scopo? Ecco il grande, eterno interrogativo dalla cui risposta la ragione umana è più lontana che mai."

Ne Il trattato navale, Holmes riflette sul problema della bellezza. Ne La scatola di cartone affronta invece il problema del male, che è il rovescio di quello della bellezza. Certo, la vita, per alcuni, a volte, può essere meravigliosa e ricca di amore, amicizia e divertimento, ma per molti non è che un "cerchio d'infelicità, violenza e paura".

Condivido l'incredulità di Holmes sul fatto che siamo qui "per caso", per una pura combinazione. E condivido il suo sconcerto sul perché, se siamo il risultato di un disegno divino, questo comporti tanta sofferenza. Una risposta a questo mistero è quella del fisico Steven Weinberg: "Quanto più l'universo appare comprensibile, tanto più sembra privo di scopo". Dobbiamo guardare in faccia la dura realtà, suggerisce Weinberg, e accettare che non esiste alcun disegno divino, nessun fine onnicomprensivo alla vita. Le disgrazie capitano, punto e basta.

Nel suo libro del 1993 Il sogno dell'unità dell'universo, Weinberg precisa che non ha nulla di cui lamentarsi della sua personale esistenza. È stato "eccezionalmente felice, forse nel 99,99° percentile." Ha visto però "una madre morire nei dolori del cancro, la personalità di un padre distrutta dall'Alzheimer e decine di cugini di secondo e terzo grado uccisi durante l'Olocausto."

Weinberg respinge la popolare visione teologica per cui il male sarebbe il prezzo da pagare per il libero arbitrio che Dio ci ha concesso. "Mi pare alquanto ingiusto che l'uccisione dei miei parenti sia stata un mezzo per fornire ai tedeschi l'opportunità del libero arbitrio" osserva, "ma anche mettendo da parte questo, come potrebbe il libero arbitrio giustificare il cancro? Sarebbe forse un'opportunità di libero arbitrio per i tumori?"

Benché ritenga il ragionamento di Weinberg convincente, preferisco il punto di vista di un altro grande fisico, Freeman Dyson. Nella sua opera del 1988, Infinito in ogni direzione, Dyson riflette sul perché la vita sia così piena di avversità e suggerisce che  sia governata dal "principio della massima diversità". Questo principio, prosegue Dyson,

"funziona sia sul piano fisico sia su quello mentale. Afferma che le leggi della natura e le condizioni iniziali sono tali da rendere l'universo il più interessante possibile. Ne consegue che la vita è possibile, ma non troppo semplice. Ogni volta che la situazione è tranquilla spunta qualcosa che ci pone davanti un ostacolo e che ci impedisce di crogiolarci nelle nostre abitudini. Tutto intorno a noi abbiamo esempi di cose che hanno complicato la vita: gli impatti di comete, le ere glaciali, le armi, le epidemie, la fissione nucleare, il sesso, il peccato, la morte. Non tutti gli ostacoli possono essere superati, e quando questo avviene si parla di tragedie. Il massimo livello di diversità spesso conduce al massimo livello di stress. Alla fine si sopravvive, ma solo per il rotto della cuffia."

Il carattere di Dyson è un misto di arroganza e modestia. Una volta gli ho rivolto una domanda sul principio della massima diversità e lui ha minimizzato. "Non l'ho mai ritenuto un profondo principio filosofico", ha detto. "Per me non è altro che una fantasia poetica."

La "fantasia poetica" di Dyson è sorprendentemente simile alla "teoria dell'onda temporale" proposta in modo indipendente, per quanto ne so, da un guru della controcultura psichedelica, Terence McKenna. Negli anni settanta, le visioni indotte dalle droghe lo convinsero che lo scopo dell'esistenza sia creare delle "novità", che possono essere orribilmente distruttive ma anche meravigliosamente creative. La storia dell'universo e dell'umanità, sostiene McKenna, mostra che le novità stanno aumentando a un ritmo accelerato, in particolare in seguito al progresso scientifico e tecnologico.

Anche McKenna, come Dyson, sembra non prendere del tutto sul serio la propria idea. Quando l'ho intervistato nel 1999, meno di un anno prima che morisse per un tumore al cervello, McKenna si definì un "pazzo visionario" che "propone una cosa che ha una chance su un trilione di essere vera"  -  la teoria dell'onda temporale  -  per poi "trovarsi a viverne appieno le inevitabili sconclusionate implicazioni".

Resto però colpito dalla profondità delle soluzioni convergenti di McKenna e Dyson al problema del male. Il Creatore, se esiste, ci infligge il "male"  -  indotto dall'uomo e da altri vettori  -  in modo che la nostra esistenza non diventi mai noiosa. L'obiettivo finale, o "scopo" dell'esistenza è proprio l'assenza di qualsiasi scopo, ma solo il raggiungimento di un più alto livello di dramma, eccitazione, avventura, novità.

Molti troveranno questa conclusione una gelida e insoddisfacente teodicea  -  che oltretutto non spiega se le "novità" siano un diletto per noi o per Dio  -  ma non ne ho trovata una migliore. Scommetto che a Sherlock Holmes sarebbe piaciuta.

(La versione originale di questo articolo è stata pubblicata su www.scientificamerican.com il 7 aprile 2014. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati)

http://www.lescienze.it/news/2014/04/12/news/universo_sherlock_holmes_cosmologia_filosofia-2094019/


L'articolo serve solo come spunto per il thread. :)
Personalmente penso che l'universo e la vita non abbiano alcuno scopo di per sé. E perché dovrebbero? Homo sapiens è semplicemente una delle tante specie animali venute fuori dalla "lotteria dell'evoluzione", e l'avere delle caratteristiche peculiari come l'autocoscienza, la capacità del pensiero astratto, la possibilità di chiedersi il "perché" delle cose, dell'universo e della vita, non cambia questo fatto.
Dite la vostra, se vi va. smile

P.S. Se questo thread dimostra qualcosa, è che non sono capace a trovare dei titoli decenti. asd

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da delfi68 il Sab Apr 12 2014, 14:14

semplice watson..

o la visione antropocentrica costringe il sapiens ha VOLERE una ragione e uno scopo che in realtà non c'è.

oppure dio, o un ente cosciente che ha messo su la giostra, è tutt'altro che buono ed eticamente perfetto..sembrerebbe più (questo universo) un gigantesco esperimento. Virtuale o reale che sia, parrebbe proprio che uno scopo plausibile sia una specie di algoritmo che riproduce un ambiente autosostenibile con tutte le variabili possibili sotto precise leggi..

può essere, certo è che siamo molto più simili agli avatar di Sim City, solo che il,"nostro" algoritmo non ha freni o inibizioni che ci impediscano di scannarci..
In Sim City oltre agli scioperi e alle proteste la gente (avatar) non compie omicidi cosi tanto per fare o per sue motivazioni precise..Non che non potrebbe, ma i progettisti di Sim City non hanno voluto inserire queste variabili e possibilità..credo per motivi etici e di business, il "nostro" progettista" invece deve avere un senso etico molto ma molto inferiore e ristretto da qualche obbligo sociale di quello che hanno i progettisti di Sim City in questo nostro mondo..

se esiste un architetto-programmatore, certamente non si pone ne il problema dei nostri sentimenti e nemmeno il giudizio dei suoi simili..

in entrambi i casi siamo fottuti..con la lieve differenza che se NON esiste progettista i limiti alla barbarie sono gestibili e nelle nostre mani, se invece esiste..allora non v'è limite a quello che possiamo passare e subire..

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da Akka il Mar Apr 15 2014, 13:08

to la sparo un po', per me se esistono leggi di natura, allora si può dire che in un certo senso l' universo ha per lo meno lo 'scopo' di metterle in atto, di obbedire

ma perchè poi esistono leggi di natura? perchè si danno la pena di esistere? è forse tutto necessario, tutto implicato in modo deterministico a partire da un... ugh... Inizio... e che è sto cavolo di inizio? se è un inizio deve essere qualcosa che traccia un confine, un limite... ma un limite di che cosa rispetto a che cos' altro?

oppure l' universo è ciclico, l' inizio potrebbe coincidere con la fine, e quindi il problema del confine non porsi... evvai così di eterni ritorni nietzschiani!!

a me pare che non se ne esca da sti ragionamenti... poi quando il tizio di turno mi dice(ed è successo!!) : 'ma come ancora non lo sai? è stata una fluttuazione del vuoto quantistico!'

a ok... io ci credo pure, o almeno mi sembra plausibile per quel praticamente nulla che ci capisco, eppure mi pare sempre tutto strano... ma proverò a farmene una ragione...  dubbioso

e la vita poi? è stata una grandissima botta di culo, oppure, date certe condizioni e la loro praticamente certa diffusione in molte parti dell' universo, era persino necessario che da qualche parte comparisse? secondo me la seconda, non credo nelle botte di culo...

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da jessica il Mar Apr 15 2014, 15:27

@fux ha scritto:Universo, vita e scopo
 bravo hai visto che prima o poi tocava anche a te

jessica

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da Mix il Mar Apr 15 2014, 18:24

@jessica ha scritto:
@fux ha scritto:Universo, vita e scopo
 bravo hai visto che prima o poi tocava anche a te
Invece il povero *Universo* da così tanto tempo senza . . .
e senza prospettive di cambiare quello stato . . .  clown mgreen risata risata risata 

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da Fux il Mar Apr 15 2014, 18:40

@jessica ha scritto:
@fux ha scritto:Universo, vita e scopo
 bravo hai visto che prima o poi tocava anche a te
Uffa, per una volta che apro un thread serio... triste

Comunque, il fatto che apra thread del genere dimostra che ho dimenticato un "non". risata 

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da Lyallii il Mar Apr 15 2014, 19:54

buahahah 

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da delfi68 il Mar Apr 15 2014, 20:34

era persino necessario che da qualche parte comparisse? secondo me la seconda, non credo nelle botte di culo...

leggevo di un nobel, nome difficilissimo che non ricordo, il quale imputava l'ordine temporaneo al fatto che ci sia stato un momento inflazionario, ovvero un attimo di espansione talmente veloce che s'è creata una parentesi tra la massima entropia possibile e la massima entropia del sistema universo.

l'entropia sopravanza ma a una velocità che è stata di poco inferiore a quella dell'espansione e quindi c'è questo periodo in cui si sono create delle asimmetrie nell'entropia..delle bolle d'ordine, aglomerati, addensamenti..e quindi dei raffreddamenti locali rispetto a grandi temperature locali, cosi da creare dei momentanei ambienti dove è stato ed è ancora possibile la costituzione di formazioni complesse di materia (atomi più pesanti, molecoli e combinazioni di molecole).

mi sembra una teoria convincente, che rispetta le leggi della termodinamica e che descrive abbastanza bene ciò che osserviamo..

mi pare che jessica si sia laureata in astronomia vero?..puoi confermare ciò che ricordo e se l'ho esposto abbastanza bene?

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da jessica il Mar Apr 15 2014, 21:41

@delfi68 ha scritto:
era persino necessario che da qualche parte comparisse? secondo me la seconda, non credo nelle botte di culo...

leggevo di un nobel, nome difficilissimo che non ricordo, il quale imputava l'ordine temporaneo al fatto che ci sia stato un momento inflazionario, ovvero un attimo di espansione talmente veloce che s'è creata una parentesi tra la massima entropia possibile e la massima entropia del sistema universo.

l'entropia sopravanza ma a una velocità che è stata di poco inferiore a quella dell'espansione e quindi c'è questo periodo in cui si sono create delle asimmetrie nell'entropia..delle bolle d'ordine, aglomerati, addensamenti..e quindi dei raffreddamenti locali rispetto a grandi temperature locali, cosi da creare dei momentanei ambienti dove è stato ed è ancora possibile la costituzione di formazioni complesse di materia (atomi più pesanti, molecoli e combinazioni di  molecole).

mi sembra una teoria convincente, che rispetta le leggi della termodinamica e che descrive abbastanza bene ciò che osserviamo..

mi pare che jessica si sia laureata in astronomia vero?..puoi confermare ciò che ricordo e se l'ho esposto abbastanza bene?
 lookaround 
premesso che la laurea in astronomia sta a questa roba come le tabelline stanno alla laurea in astronomia, l'inflazione (se quello che hai scritto si riferiva all'inflazione "classica" ) se la sono inventata per spiegare l'omogeneità su grande scala dell'universo. l'unico che mi viene in mente è tale wilczek, che però ne parla in una sezione di "non fisica", e non è tanto difficile come nome, quindi non so...
però confesso che dell'inflazione non ho mai capito una mazza, soprattutto la necessità della connessione causale pre-inflazionistica per portare alla uniformità... sorry.

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da delfi68 il Mar Apr 15 2014, 22:18

wilczek, che però ne parla in una sezione di "non fisica", e non è tanto difficile come nome, quindi non so...

BRAVA! ..ecco mi riferivo a lui!! ..oh..io al massimo posso elaborare nomi o parole con non più di due consonanti di fila al suo interno... hhh 

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da delfi68 il Mar Apr 15 2014, 22:23

però confesso che dell'inflazione non ho mai capito una mazza

soprattutto la necessità della connessione causale pre-inflazionistica per portare alla uniformità... sorry.
perchè il contenitore-sistema non è più grande, o non si espande, oltre il limite oltre il quale si crea una differenza tra entropia massima potenziale di un sistema ed entropia massima possibile di un sistema..

..diciamo che c'hai una bombola con dentro del gas uniformemente disposto, stessa densità, stessa temperatura. All'improvviso il bombolone si dilata, e lo fa più velocemente del tempo che il gas torni ad occupare lo spazio in modo uniforme. In quella fase ci saranno zone meno dense e di temperature differenti, quella rottura di simmetria (spero di non usare male questo termine) genera delle possibiltà di ordine con aggregazioni e strutture possibili solo a diverse temperature e densità di quella uniforme ed entropica..

wilczek diceva che nel momento dell'inflazione che seguì il big bang, lo spazio si dilatò più  velocemente della luce..sebbene per pochissimi istanti (vedetevi quanti secondo quella teoria) ed in quel momento si creò un ordine, poichè l'entropia massima possibile (ovvero che c'era, e c'è) era leggermente minore dell'entropia massima potenziale (la massima che potrebbe potenzialmente esserci)..il contenitore s'era allargato troppo velocemente per permettere un entropia uniforme..

questa difformità nell'entropia creava appunto, secondo wilczek, una situazione di minor entropia massima in un sistema che poteva avere un'entropia potenziale maggiore..

da ciò delle località in cui la difformità di temperatura e densità davano la possibilità a temporanei momenti d'ordine e complessità prima di ricadere nello stato naturale entropico che è proprio della materia-energia..


Ultima modifica di delfi68 il Mar Apr 15 2014, 22:32, modificato 1 volta

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da Akka il Mar Apr 15 2014, 22:30

e le date combaciano? se la vita sulla terra è comparsa, mi pare(???), circa 3,5 o 4 miliardi di anni fa, la fase inflazionistica non è avvenuta ben prima?

o non so un tubo io...

edit wiki dice che l' origine della vita può oscillare tra i 4,4 e 2,7 miliardi di anni fa

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da delfi68 il Mar Apr 15 2014, 22:59

@Akka ha scritto:e le date combaciano? se la vita sulla terra è comparsa, mi pare(???), circa 3,5 o 4 miliardi di anni fa, la fase inflazionistica non è avvenuta ben prima?

o non so un tubo io...

http://it.wikipedia.org/wiki/Inflazione_(cosmologia)

bè è una visione un po antropocentrica la tua eh!..biricchino..

l'entropia smette di essere uniforme non quando compare la terra o la vita..ma nel momento in cui compaiono le prime particelle elementari..
la parentesi tra l'entropia massima e quella potenziale probabilmente non verrà mai colmata ma si sposterà solo sempre un po più in la poichè il piccolo vantaggio del contenitore sul suo contenuto non è colmabile! ..l'inflazione sarebbe stata per pochissimi istanti superiore alla velocità della luce, ossia la massima velocità con cui qualsiasi cosa può procedere nell'universo..(o contenitore)

..osa succederebbe che quel piccolo vantaggio del contenitore sul contenuto ha prodotto un certo ordine e con il tempo quest'ordine ha avuto modo di divenire complessità.
Nel procedere dell'entropia però laddove c'è ordine tornerà entropia..infatti le stelle si spengono, la temperatura diminuisce e tutto torna alla quiete più silenziosa...

il nostro sole si spegnerà..e noi evaporeremo e ci raffredderemo velocemente spruzzati nel cosmo, tornati uniformemente atomi omogenei..

quà e là, le bolle di minor entropia rigenerano ammassi interstellari, nuove stelle e nuovi pianeti..che poi seguiranno la nostra futura sorte entropica e cosi via..

La domanda è semmai, visto che la radiazione di fondo misura 2,7 KC ed evidentemente in passato doveva essere ben maggiore, tra quanto tutto sarà (sarà?) del tutto freddo, omogeneo ed entropico? ..se l'universo continua ad espandersi non lo fa certo a velocità superluminale (?), questo sarebbe avvenuto solo per pochi istanti dopo il big bang..e quindi prima o poi l'entropia massima sarà equivalente a quella potenziale..

comunque sia, la vita come la conosciamo noi è possibile qui ed ora, a queste temperature e per questo periodo di tempo (tempo stella/tempo pianeta) ..ma è solo uno dei momenti di questo lungo periodo di ordine temporaneo prima di ritornare allo stato entropico di base..la vita umana c'ha messo qualcosa come 14 miliardi di anni di ordine e disuniformità entropica ad emergere..

il difefrenziale tra massima possibile e massima potenziale dura da almeno 14 miliardi di anni..l'età stessa dell'universo meno il momento inflazionistico, ossia

La teoria dell'inflazione ipotizza una rapida ma drastica accelerazione dell'espansione dello spazio pochi istanti dopo la singolarità all'inizio dell'Universo. Questa rapida accelerazione portò il tessuto spaziale ad espandersi da dimensioni miliardi di volte più piccole di quelle di un protone ad una dimensione posta a metà fra una biglia ed un pallone da calcio. Secondo le teorie GUT, l'inflazione potrebbe essere stata causata da una forma di campo di Higgs particolare detta "inflatone". Poco dopo l'inizio dell'Universo, l'inflatone, a causa delle temperature estremamente elevate, oscillava sul potenziale a sombrero (la forma caratteristica dei campi di Higgs) prima di stabilirsi in un punto del campo a bassa energia. L'oscillazione dell'inflatone portò ad una breve ma intensa espansione dello spazio, liberando una quantità di radiazione uniforme (se si escludono le fluttuazioni quantistiche) che portò alla formazione di tutta la materia. Dopo l'espansione, il campo dell'inflatone, con l'abbassarsi della temperatura, si stabilì in un punto a bassa energia.


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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da delfi68 il Mar Apr 15 2014, 23:05


Era di grande unificazione
Diametro dell'Universo: ?
Temperatura: 1030 K
Tempo dopo il Big Bang: 1 decimiliardesimo di miliardesimo di yoctosecondo (10-43 secondi)
Durante questa era pre-inflazionaria, iniziata 1 decimiliardesimo di miliardesimo di yoctosecondo (pari a 10-43 secondi, ossia 0,0000000000000000000000000000000000000000001 secondi) dopo il Big Bang, le forze fondamentali, eccetto la gravità, erano unite in una sola "superforza" costituita dalla forza elettromagnetica e dalle forze nucleari debole e forte.

Era dell'inflazione
Diametro dell'Universo: 10-26 metri
Temperatura: 1027 K, pari ad un miliardo di miliardi di miliardi di °C
Tempo dopo il Big Bang: 1 centimiliardesimo di yoctosecondo (10-35 secondi)
Nell'era dell'inflazione, le oscillazioni dell'inflatone diedero origine ad una rapida ma drastica espansione dell'Universo. L'energia sotto forma di radiazione liberata da questo particolare campo di Higgs diede origine a coppie particella-antiparticella, che si annichilirono istantaneamente. Una fluttuazione quantistica, tuttavia, potrebbe aver portato ad un leggero eccesso di particelle rispetto alle antiparticelle, eccesso responsabile della materia presente nell'Universo attuale.

Era elettrodebole
Diametro dell'Universo: 10 metri (l'Universo è diventato enormemente più grande a causa dell'inflazione)
Temperatura: 1027 K, pari ad un miliardo di miliardi di miliardi di °C
Tempo dopo il Big Bang: un centimilionesimo di yoctosecondo (10-32 secondi)
In quest'era, il campo di Higgs forte aveva già separato l'interazione forte da quella elettrodebole, determinando la formazione di gluoni e di coppie quark-antiquark dalla radiazione liberatasi in seguito all'inflazione. Si ipotizza che i bosoni X e Y (se mai sono esistiti) siano comparsi in questa era.

Fine dell'era elettrodebole
Diametro dell'Universo: 1012 metri (un miliardo di chilometri)
Temperatura: 1015 K (pari ad un milione di miliardi di gradi Celsius)
Tempo dopo il Big Bang: 1 nanosecondo, ossia 10-9 secondi (un miliardesimo di secondo)
L'era elettrodebole durò circa 10-27 secondi. La sua fine fu caratterizzata dalla separazione della forza elettrodebole in interazione debole ed elettromagnetica, fenomeno determinato dalle oscillazioni del campo di Higgs elettrodebole. A tale separazione conseguì l'assunzione di massa dei bosoni deboli, dei quark e dei leptoni.

Era degli adroni
Diametro dell'Universo: 100 miliardi di chilometri
Temperatura: 1013 K (pari a circa 10.000 miliardi di gradi Celsius)
Tempo dopo il Big Bang: 1 microsecondo (10-6 secondi, un milionesimo di secondo)
Durante l'era degli adroni, l'energia termica divenne sufficientemente bassa da consentire l'interazione fra quark mediante la forza forte (l'interazione forte, così come le altre interazioni, ha una caratteristica particolare: cala di intensità con l'aumento dell'energia). I quark e gli antiquark si legarono così a formare i primi adroni.

Era dei leptoni
Diametro dell'universo: ?
Temperatura: 1012 K
Tempo dopo il Big Bang: 10-4 secondi dal Big-Bang
Arrivati a questo punto della storia dell'universo la temperatura è di circa 1 trilione di gradi.

1 secondo dopo il Big-Bang: la temperatura è di 10 miliardi di gradi Celsius.
100 secondi dopo il Big-Bang: la temperatura è di 1 miliardo di gradi.
Era della nucleosintesi
Diametro dell'Universo: più di 1000 miliardi di chilometri
Temperatura: 1010 kelvin
Tempo dopo il Big Bang: 100 secondi
In quest'era, la maggior parte dei neutroni decaddero in protoni. L'energia si abbassò tanto da permettere ai nucleoni di legarsi attraverso pioni formando così i primi nuclei di elio-4 e di deuterio.

Era dell'opacità
Diametro dell'Universo: fra 10 e 10.000 anni luce
Temperatura: 108 kelvin
Tempo dopo il Big Bang: 200 secondi.
In quest'era, l'energia calò abbastanza da permettere la manifestazione dell'interazione elettromagnetica. Le particelle cariche interagivano fra loro e con i fotoni rimasti dall'inflazione e dall'annichilazione delle coppie particella-antiparticella. In quest'era si ebbe la formazione dei primi atomi, soprattutto di idrogeno, elio, litio ed isotopi dell'idrogeno. Alla fine dell'era dell'opacità, la temperatura calò abbastanza da ridurre la produzione di coppie quark-antiquark o leptone-antileptone di generazioni massicce

Era della materia (Universo attuale)
Diametro dell'Universo: 100 milioni di anni luce
Temperatura: 3000 kelvin
Tempo dopo il Big Bang: 300 000 anni
Nell'era della materia, i fotoni rimasti dall'era dell'inflazione si diffusero in tutto l'Universo, formando la radiazione cosmica di fondo presente anche nell'Universo attuale. L'intera materia era per lo più costituita da atomi e da leptoni di prima generazione. Tutte le particelle massive che, con le alte temperature, continuamente si formavano a coppie particella-antiparticella dalla radiazione erano già decadute in particelle leggere di prima generazione, quali elettroni e neutrini e, fra gli adroni, neutroni e protoni. L'era della materia perdura ancora da circa 13,7 miliardi di anni.

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da Akka il Mar Apr 15 2014, 23:10

ha ha, io non ci capisco nulla!!  risata 

però, se la vita è un caso e non un evento in qualche modo 'necessario', siamo costretti a dire che è stata davvero una botta di culo nella botta di culo che si sia formata appena dopo il tempo necessario alle stelle per sintetizzare il carbonio!

questo induce a pensare, o almeno rende legittimo il sospetto, che date certe condizioni(termodinamiche e di componenti elementari indispensabili) allora la vita non può non comparire...

almeno così leggevo in un libro di un certo deduve... tempo fa...

io continuo a credere che non può esistere il puro caso, non so perchè, mi pare una cosa quasi 'esoterica'...

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da delfi68 il Mar Apr 15 2014, 23:18

ah..sono daccordo, anche perchè visto che siamo vivi..benchè zoppicanti, la vita doveva potenzialmente apparire..e infatti è apparsa, non ovunque ma qui si..(poichè potenziale non significa inderogabile)

e sai una cosa, leggendo e rileggendo testi, mi rendo conto che siamo comunque sempre entro il rispetto della legge di minimizzazione dell'energia.
Ossia nella fase di massima complessità possibile, tutto ciò che esiste esiste nella sua forma più semplice e meno dispendiosa! ..parafrasando qualcuno che non ricordo: in natura una pallina non risale mai una salita!

ciò che siamo e vediamo è la cosa più semplice possibile in una condizione di ordine temporaneo che procede verso l'entropia..

non solo doveva succedere, viste le premesse fisiche di questo universo, ma è anche la cosa più semplice ed energeticamente più economica che potrebbe succedere, e che è appunto successa..(leggi della termodinamica)

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da delfi68 il Mar Apr 15 2014, 23:24

vista in termini fisici, tutto ciò che esite è il minimo e il più semplice che poteva esserci..

se sembra complesso un atomo o una molecola o un cervello..o la reazione nucleare di una stella..ebbene, è in realtà la cosa più semplice e inevitabile che poteva esserci..

questo universo, con questa materia al suo interno, sta producendo la cosa più economica che può..infatti non potendo creare energia da addurre al sistema, il sistema si organizza con la sola energia che contiene, ridistribuendola nel sistema fino alla totale uniformità d temperatura e densità: massima entropia potenziale e possibile coincidenti!

ecco allora, finchè cè un differenziale tra massima entropia potenziale e possibile, c'è disuniformità e quindi si crea quell'ambiente che noi riteniamo buono..e ci credo, l'unico che ci consente di vivere..

ma la pacchia è destinata a finire, l'universo a spegnersi (da nostro punto di vista eh..) e a tornare uniforme, quieto e senza scossoni, tipo la vita..

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da Mazda il Mer Apr 16 2014, 00:32

@Akka ha scritto:to la sparo un po', per me se esistono leggi di natura, allora si può dire che in un certo senso l' universo ha per lo meno lo 'scopo' di metterle in atto, di obbedire

ma perchè poi esistono leggi di natura? perchè si danno la pena di esistere? è forse tutto necessario, tutto implicato in modo deterministico a partire da un... ugh... Inizio... e che è sto cavolo di inizio? se è un inizio deve essere qualcosa che traccia un confine, un limite... ma un limite di che cosa rispetto a che cos' altro?

oppure l' universo è ciclico, l' inizio potrebbe coincidere con la fine, e quindi il problema del confine non porsi... evvai così di eterni ritorni nietzschiani!!

a me pare che non se ne esca da sti ragionamenti... poi quando il tizio di turno mi dice(ed è successo!!) : 'ma come ancora non lo sai? è stata una fluttuazione del vuoto quantistico!'

a ok... io ci credo pure, o almeno mi sembra plausibile per quel praticamente nulla che ci capisco, eppure mi pare sempre tutto strano... ma proverò a farmene una ragione...  dubbioso

e la vita poi? è stata una grandissima botta di culo, oppure, date certe condizioni e la loro praticamente certa diffusione in molte parti dell' universo, era persino necessario che da qualche parte comparisse? secondo me la seconda, non credo nelle botte di culo...

ok.
il sapiens si trova uno strano baco nel sistema che siccome cerca di darsi ragione di tutto, cerca di darsi ragione anche del tutto, e cerca un senso.

ora, come cercare e poi verificare se esiste un senso?


partiamo passo passo...
cosa stiamo cercando, cosa è un senso?

un senso non è un ente fisico verificabile come un sasso nello spazio tempo, misurabile, soggetto all'entropia,... non appartiene al mondo1, appartiene al mondo3, e risponde principalmente alle dinamiche del mondo2.

cosa dunque è un senso?

un senso è una idea, un senso nasce dalla libera interpretazione della relazione di più eventi.

io capisco che uomini con in mano aste di legno che colpiscono palle che colpiscono altre palle è un gioco, il gioco del bigliardo, solo collegando tanti eventi, intenzioni, esperienze, accadimenti, e capisco che è finzione perchè loro sono su un palco teatrale, e che quella scena ha il senso che si sta mettendo male per il protagonista della storia perchè quella è una trappola, ma carlito brigante ne uscirà vivo con un colpo da maestro...
ho descritto il mio avatar, ma non ancora il senso, il motivo per cui l'ho scelto come avatar, che è ancor più lungo da spiegare.
il senso di quell'immagine associata alla mia identità in questo forum.
il senso.

questo è un senso.
è un filo che collega eventi e li spiega, e motiva intenzioni e accadimenti.
ti fa essere o non essere, fare o non fare, avere o non avere,... e dovere, volere, potere... maschera e svelatore di te stesso.
è l'intenzione dietro alla scena teatrale, oltre il velo di maya.


ora, come cercare e poi verificare se esiste una cosa strana come un senso all'universo, alla vita, a tutto?
un filo rosso, una relazione delle relazioni, un tao, un'artista artefice del tutto?


come cercare e poi verificare se esiste un senso?


ricordate il cane di sombart?
se c'è un senso, c'è una intenzione.

quale è dunque l'intenzione?
esiste?
come decifrarla?
come poi verificarla?


quale... metodo...
quale filo rosso o metodo nella ricerca del filo rosso o senso persi nel labirinto dell'esistere?


e quanti fili dovremo tirare per raccogliere fili su fili?
non sarà più una rete quella che getteremo nell'esistere?


quale "metodo"?


quale senso?

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da Fux il Mer Apr 16 2014, 11:08

Ma alla fine è così importante che ci sia un senso?  question 

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da jessica il Mer Apr 16 2014, 11:20

@delfi68 ha scritto:
però confesso che dell'inflazione non ho mai capito una mazza

soprattutto la necessità della connessione causale pre-inflazionistica per portare alla uniformità... sorry.
perchè il contenitore-sistema non è più grande, o non si espande, oltre il limite oltre il quale si crea una differenza tra entropia massima potenziale di un sistema ed entropia massima possibile di un sistema..

..diciamo che c'hai una bombola con dentro del gas uniformemente disposto, stessa densità, stessa temperatura. All'improvviso il bombolone si dilata, e lo fa più velocemente del tempo che il gas torni ad occupare lo spazio in modo uniforme. In quella fase ci saranno zone meno dense e di temperature differenti, quella rottura di simmetria (spero di non usare male questo termine) genera delle possibiltà di ordine con aggregazioni e strutture possibili solo a diverse temperature e densità di quella uniforme ed entropica..

wilczek diceva che nel momento dell'inflazione che seguì il big bang, lo spazio si dilatò più  velocemente della luce..sebbene per pochissimi istanti (vedetevi quanti secondo quella teoria) ed in quel momento si creò un ordine, poichè l'entropia massima possibile (ovvero che c'era, e c'è) era leggermente minore dell'entropia massima potenziale (la massima che potrebbe potenzialmente esserci)..il contenitore s'era allargato troppo velocemente per permettere un entropia uniforme..

questa difformità nell'entropia creava appunto, secondo wilczek, una situazione di minor entropia massima in un sistema che poteva avere un'entropia potenziale maggiore..

da ciò delle località in cui la difformità di temperatura e densità davano la possibilità a temporanei momenti d'ordine e complessità prima di ricadere nello stato naturale entropico che è proprio della materia-energia..
dunque, quella dell'inflazione è una teoria (qualcuno dice di avere le prime evidenze dirette (fux ha linkato l'articolo da qulche parte ma oggi sono rinco e ho fatto fatica anche a trovare questo 3d), qualcuno smentisce, solite robe...)
che hanno tirato fuori (almeno inizialmente, non so poi cosa sia "diventata")non tanto per spiegare perchè ci sono queste strutture, ma principalmente per spiegare perchè sono uguali dappertutto, cioè si sono messe a fare la stessa cosa in regioni non connesse causalmente (cioè che tra di loro non possono comunicare in alcun modo).
la soluzione è stata che prima erano connesse, parte l' "evoluzione" uguale nella regione connessa, che inizialmente era tutto l'universo che vediamo, arriva una fase di espansione superveloce che sconnette le regoni che ora vediamo sconnesse ma che in realtà "si erano messe d'accordo prima", e quindi vediamo evolversi nello stesso modo.
ora quello che a me sfugge è la necessità della connessione causale in una quelche era. a onor del vero ho la sensazione che a questa domanda anche il mio prof di cosmologia, quando gliela feci, diede una risposta assolutamente elusiva (ma la morale è stata comunque che non ho capito una sega io...)
che dirti, temo che per avere una risposta che mi convinca sia necessaria una comprensione del fenomeno molto approfondita (che ora non ho) e che quindi mi debba rassegnare all'idea che questo dubbio mi rimarrà forever...

jessica

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da jessica il Ven Mag 16 2014, 16:36


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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da Mix il Ven Mag 16 2014, 17:34

Mi disturba sempre un po' la rappresentazione bidimensionale dello spazio/tempo.
Perché non utilizzare 3 dimensioni e dire che nella *gelatina rovente primordiale* in espansione c'erano "addensamenti" e "volumi più rarefatti" di energia?
Più lungo da scrivere/leggere/dire e più difficile da metabolizzare?
Però, d'altro canto, sarebbe anche più connesso all'equazione einsteniana della relatività, che lega energia e massa.

Mix

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Re: Universo, vita e scopo

Messaggio Da delfi68 il Ven Mag 16 2014, 21:18

concordo, ma credo sia solo nelle divugazioni destinate ai peones..già è difficile immaginare un espansione in ogni direzione che non parte da nessun centro, figurarsi in 3 o 11 Dimensioni..

io uso sempre l'esempio del palloncino che si gonfia, dove a pennarello sono segnati puntini che rappresentano le galassie, soffiandoci dentro ogni puntino si allontana da ogni altro (cit.)..2D ma rende l'idea..poi con un po di sforzo uno dovrebbe appunto riuscire a immaginarsi un palloncino che si espande ma con i puntini disegnati e galleggianti all'interno del suo volume..

e pur tuttavia so che per i fisici astronomici le cose sono ancora più complesse, non c'è un palloncino ma complessi inconcepibili come i "tori" i "tori" molte volte ricontorti su se stessi, membrane e pellicole dimensionali adese, svolazzanti, interconesse o appoggiate su pieghe e risvolti..

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