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Acqua su Encelado.

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Acqua su Encelado.

Messaggio Da delfi68 il Sab Apr 05 2014, 11:32







Encelado, la piccola luna ghiacciata di Saturno, nasconde un’estesa riserva di acqua sotterranea. Un oceano d’acqua allo stato liquido, probabilmente calda e con un fondale roccioso, dove ci potrebbero essere le condizioni per lo sviluppo di un ambiente probiotico.

È la conferma che gli scienziati aspettavano dal 2005, quando la sonda Cassini scoprì che il suolo ghiacciato di Encedalo (una luna di 500 km di diametro) era solcato da enormi solchi bianchi e dal polo sud si alzavano getti altissimi di polvere di ghiaccio spinti nello spazio a una velocità di 1.600 km/h da una forza misteriosa

L’ipotesi che questa “forza misteriosa” potesse essere un bacino d’acqua (possibilmente calda) situata in profondità è stata confermata oggi da un gruppo di ricercatori italiani e americani, analizzando la gravità e la topografia di Encedalo, misurate dalla sonda spaziale Cassini.

I ricercatori avevano spiegato questi geyser spaziali, del tutto inattesi vista la bassissima temperatura superficiale (circa - 180 °C), con la presenza di acqua allo stato liquido in profondità. Ma l’estensione e la geometria di questa riserva d’acqua sotterranea erano finora ignote.

Un mare come il nord Italia

Lo studio - pubblicato su Science - ha fornito i dettagli di quello che è risultato un vero e proprio oceano regionale che si trova a 30-40 km di profondità sotto la superficie del polo sud.

Si tratterebbe di una massa d’acqua molto vasta, pari all’incirca a quella del Lago Superiore, il secondo lago più grande della Terra con un'area di 82mila km quadrati (più o meno come il nord Italia).

Osservazione indiretta

I ricercatori sono arrivati a questi risultati analizzando le forze gravitazionali esercitate da Encelado sulla sonda Cassini durante tre passaggi ravvicinati sopra le calotte polari. L’osservazione dell’oceano sotterraneo di Encedalo, infatti, non è diretta, ma si basa su una variante hi-tech del noto effetto Doppler. Le grandi antenne di comunicazione sulla Terra hanno infatti registrato un effetto simile nel segnale radio della sonda Cassini durante i suoi passaggi ravvicinati su Encedalo.

[Guarda le più belle foto scattate da Cassini]


Misure millimetriche
Cassini rallentava e accelerava di diversi millimetri - sì, proprio millimetri - al secondo durante i sorvoli del polo sud e gli scienziati da Terra se ne sono accorti, misurando l'effetto doppler nelle trasmissioni radio. La causa di questi infinitesimi rallentamenti la spiega Luciano Iess, del dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale dell’università della Sapienza di Roma e responsabile della ricerca. «Le misure assai precise della sonda Cassini - racconta Iess - indicano una anomalia gravitazionale negativa al polo sud che tuttavia non è così spiccata quanto ci si attenderebbe dalla profonda depressione, rilevata dalla telecamera di bordo. Da qui la conclusione che in profondità debba trovarsi materiale più denso di quello esistente in superficie: acqua liquida, appunto, più densa rispetto al ghiaccio del 7%». Confrontando le misure gravitazionali con la topografia del satellite i ricercatori sono arrivati quindi a calcolare le dimensioni della riserva liquida.

La presenza di acqua allo stato liquido rimane inspiegabile. Una possibile causa potrebbe essere l’enorme forza di gravità esercitata da Saturno che avrebbe l’effetto di “muovere” e riscaldare l’oceano sotterraneo con la forza delle maree.

La scoperta italiana conferma una serie di ipotesi che negli anni passati erano state fatte sulla presenza di acqua sotto il suolo di Encelado e di cui vi avevamo raccontato: Un mare effervescente sotto la crosta di Encelado - Encelado: sotto la crosta ghiacciata un oceano salmastro

C’è vita su, anzi sotto Encelado?

La ricerca è importante anche per un altro motivo. Potrebbe dimostrare che in luoghi del tutto inattesi del sistema solare possono esistere ambienti potenzialmente ospitali alla vita.

Il bacino di acqua liquida di Encelado “poggia” quasi certamente su una base di rocce (silicati) e non sul ghiaccio, come avverrebbe invece per gli oceani sotterranei di altre lune del sistema solare come Titano. Il particolare non è secondario. I composti delle rocce potrebbero agire da catalizzatori per reazioni chimiche complesse e sono uno degli elementi chiave per lo sviluppo di un ambiente probiotico.

Ma, come recita l’adagio, tra ipotizzare la vita su Encelado e trovarla... c’è di mezzo il mare. Sotterraneo.

https://it.notizie.yahoo.com/foto/oceano-di-ghiaccio-su-saturno-slideshow/photo-provided-nasa-shows-water-vapor-jets-emitted-photo-180722696.html


https://it.notizie.yahoo.com/scoperto-un-oceano-alieno-000000205.html

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Re: Acqua su Encelado.

Messaggio Da delfi68 il Sab Set 06 2014, 21:42

ma anche europa e la sua chimica dei ghiacci non e' meno interessante..


http://www.media.inaf.it/2014/03/17/europa-un-vulcano-di-ghiaccio/ ha scritto:Europa? Un vulcano di ghiaccio
Una simulazione condotta al Centro di Astrobiologia spagnolo CAB mostra per la prima volta in modo dettagliato il presunto movimento dell’acqua al di sotto della superficie ghiacciata del satellite di Giove. Svelando fenomeni molto simili a quelli che caratterizzano il vulcanismo terrestre
di Giulia Bonelli  
lunedì 17 marzo 2014 @ 18:18

La superficie di Europa. Crediti: NASA/JPL/University of Arizona/University of Colorado
Un oceano salato sotto una superficie incrostata di ghiaccio. È il segreto di Europa, quarto satellite naturale di Giove, che secondo gli astronomi nasconde acqua allo stato liquido riscaldata dall’interazione con il pianeta a cui gira intorno.
Un’ipotesi ormai piuttosto accreditata, almeno da quando l’infaticabile occhio della NASA Hubble è riuscito a immortalare poderosi getti d’acqua sollevati fino a 200 Km sopra l’atmosfera della luna ghiacciata, probabilmente provenienti direttamente dal suo interno.
Ora una nuova conferma è arrivata dritta dritta dai laboratori di simulazione del Centro di Astrobiologia spagnolo CAB. Che ha finalmente spiegato il meccanismo alla base del passaggio di acqua all’interno di Europa: grazie a una ricostruzione virtuale del satellite ghiacciato di Giove, i ricercatori hanno mostrato il modo in cui il fluido risalirebbe attraverso la sua superficie.
“Proprio come il magma emerge dalla superficie terrestre, un fenomeno simile potrebbe avvenire su Europa” ha detto Victoria Muñoz Iglesias, responsabile della ricerca. “In questo caso si tratta di un criomagma acquoso, che emergerebbe dal cuore della luna ghiacciata”.
I ricercatori hanno riprodotto in laboratorio le condizioni estreme della riserva di liquido al di sotto della crosta di Europa. Una simulazione tutt’altro che banale, dal momento che le basse temperature, intorno ai -4° C, si uniscono a una pressione che supera i 300 bar. Ma i risultati hanno subito attirato l’attenzione degli scienziati. Ciò che è emerso è stato infatti un processo sorprendentemente simile al vulcanismo terrestre: soltanto, sotto lo zero.
La simulazione ha registrato il movimento dell’acqua nella crosta di Europa, mostrando che a seconda del tipo di evoluzione del fluido si ottengono minerali diversi.  Prima di tutto ghiaccio, poi clatrati (composti chimici cosiddetti “a gabbia”) di diossido di carbonio, e infine solfati di magnesio molto idratati (come epsomite e meridianiite)
“Questi processi di cristallizzazione sono esotermici, cioè rilasciano energia” ha spiegato Muñoz Iglesias. “Producono anche un cambiamento di volume all’interno della crosta, quando il criomagma si solidifica”.
Insomma, come un vero e proprio vulcano, ma di ghiaccio: se la quantità di minerali clatrati è minore di quella dei sali idratati, allora il volume aumenta, causando movimenti nella topografia di Europa e fratture sulla sua crosta. Se invece la proporzione di clatrati è maggiore rispetto al resto dei minerali, allora il volume diminuisce e il terreno al di sopra del “magma ghiacciato” collassa.
Ecco quindi spiegato anche come si sarebbero prodotti alcuni dei famosi “chaos terrain”, strutture caratteristiche delle zone equatoriali sulla superficie della luna gioviana.
Nei prossimi tempi continueranno quindi gli studi sulla gelida e vulcanica Europa, che con la sua riserva di acqua resta una dei principali candidati per ospitare la vita. Almeno nel nostro sistema solare.

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