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Ciclismo

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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Sab Apr 05 2014, 07:58

@Akka ha scritto:mi pare come nel calcio, si sa che comprano le partite, ci sono i processi, le intercettazioni, è tutto chiaro ed evidente

a questo punto è anche colpa dei tifosi!! ma chi cazzo me lo fa fare di guardare una partita che so benissimo che può essere combinata??

fino a che non ci sarà la moviola in campo non ha più molto senso guardare le partite di calcio, non ha senso se lo si fa per passione sportiva, perchè ogni volta che uno fa una papera allora sei giustificato a nutrire qualche sospetto, come minimo... cioè, se lo si fa per litigare con l' interista e lo juventino al bar altro discorso, son gusti pure quelli

nel ciclismo mi vien da dire altrettanto, fino a che i controlli antidoping non saranno tali da disincentivare il ricorso al doping, non ha più molto senso seguire il ciclismo 'credendoci'

Secondo me, come ho già scritto, c'è una differenza sostanziale fra le due cose e infatti ho smesso di seguire il calcio dal 2004 per le ragioni che esponi e che posso dettagliare:

Il calcio è il mondo, i calciatori sono le “superstar” dell’Universo, le regole del gioco sono quelle che noi chiamiamo “leggi di natura” o, il che è lo stesso  “del più forte”.
In più c’è quel giocatore nascosto e i suoi interventi sono quasi sempre disonesti, sleali, parziali, non perdona mai un errore dei piccoli e il suo giudizio è sempre a nostre spese, anche se qualche volta arrivano le scuse.
In un calcio così assurdo e inconcludente
in  un calcio senza ideali (sportivi)
in  un calcio tremendo in Italia e forse anche nel mondo.
in  un calcio dove tutto ci sovrasta
e qualsiasi decisione passa sopra la nostra testa,
in un calcio dove il nostro contributo
la nostra vera colpa è andare allo stadio
in un calcio che non ci lascia via di uscita
dove sempre qualcuno, e non il destino,
ha nella mani la tua vita (in classifica).
Io Carlo,
coi miei sentimenti di giustizia e di equità,
(traguardi quasi mai raggiunti)
io con la passione che si disperde piano piano
io stordito e spento
con lo sgomento di dover assistere
quasi ogni domenica ad un nuovo scempio
io confuso e vuoto
mi rassegno a non partecipare più!
Cerco un luogo, altre persone
ove trovare idee che non hanno più collocazione,
penso ad una bella conversazioni con me stesso
o meglio, una lettera alla Tv del giovedì sera.
Con Forza Azzurro un sollievo mi appare:
la musica delle parole
che annodano con garbo
il filo dei pensieri;
un gioco, ma un punto fermo
una pausa nel grigiore
come se tutto questo, appunto
un po' ci impedisse di finire.
Ma il calcio, quello vero, mi opprime,
non c'è limite al tragico declino
che spinge i più all'idiozia (salvataggio di Roma e Lazio)
che allontana dalla memoria (fallimento equivale a diventare dilettanti)
lungo viali coperti da improbabili diagnosi
e prognosi assurde (si rigioca il derby, si promuove la Fiorentina in serie B).
Dovrei trovare qualcosa in più che mi aiuti
ad opporre il più netto rifiuto
ad ogni più stolta arroganza
all'enfasi dei pretesti
agli alibi del potere
ai falsi bersagli dell'indignazione,
in una parola a tutto quello
che qualcuno chiama ancora calcio,
ma che, secondo me, è solo religione.
Con i suoi dogmi (gli arbitri hanno sempre ragione)
ed i suoi atti di fede (quella buona di Paparesta, Collina, Racalbuto, Farina).
La risposta più assurda all'incapacità    
del ragionare
un tentativo patetico di chi pensa invano
che in fondo il risultato è comunque quello giusto e … buono..

Riepilogo: se l’Empoli retrocede, smetto almeno per 10 anni, di vedere il calcio italiano.
(Intanto accludo l’abbonamento di quest’anno, datelo a qualcuno che ne può fare un uso migliore del mio).

Empoli, 19 Aprile 2004

Empoli, 21 Maggio 2004

Questa è l’ultima volta che ti scrivo, perché come mi e ti avevo promesso non mi sarei più interessato al calcio italiano nel caso di retrocessione dell’Empoli. Ma non perché la serie B non sia adeguata alle mie ambizioni, anzi credo proprio che, per chi ama l’Empoli Calcio, vada meglio della “A” ed allora cerco di spiegarmi.
Ieri ho seguito la trasmissione ed ho invidiato la calma del Presidente, segno, almeno così sembra, di una serenità interiore, che io non sarei mai capace di provare. Ho ammirato altresì gli interventi più o meno tranquilli degli intervenuti, però credo che il tema proposto non sia stato trattato. Fossi stato io ad aver assegnato siffatto compito, nella correzione avrei scritto: bene la forma, inesistente la sostanza, perché io vi avevo chiesto di parlare della retrocessione, non del fatto che non siamo arrivati in UEFA o nell’Intertoto.
E’ vero che i mali di quest’anno sono cominciati dalla fine dello scorso campionato e, come ha aggiunto il Presidente, si sono accorti che erano ancora più gravi il primo giorno del raduno, ma ripeto, tutto questo non c’entra con la retrocessione. E mentre ci sono, aggiungo anche il mio pensiero al tema da voi trattato: gli errori della società nell’ultimo anno. E’ soltanto un parere e, come diceva un mio amico scomparso: “I pareri sono come i coglioni e come si sa, ognuno ci ha i suoi”; ma a me sembra, pur senza conoscere bene i fatti, che il non aver acquistato Kalstroem sia stato esiziale. Basta vedere quello che ha fatto con il Rennes, dopo il mercato di gennaio, per capire quanto sarebbe stato importante per noi averlo ad agosto.
Chiuso l’inciso mi meraviglio che neppure lo schietto Loredano abbia cercato di dichiarare “apertis verbis” il motivo della retrocessione: l’Empoli e il Modena sono stati pregati di accomodarsi in B “ope legis” (si scrive legis, ma si legge potere, Galliani, Carraro, Berlusconi etc.).
Altro non devo aggiungere sul caso specifico, ma dato che è l’ultima volta, vorrei proporre alcune modifiche al regolamento internazionale del calcio; giudicate voi se sono semplici provocazioni o, come credo io, proposte serie. Con affetto, Carlo

P.S.

Agiiungo alcune proposte di modifica al regolamento
a) Tempo effettivo (30 – 35 minuti per ciascuna metà), così non accadrebbe più il caso di Empoli Parma, nel quale l’arbitro fischiò la fine del primo tempo solo quando i gialloblù ottennero il pareggio, poi mi pare finì 5 a 3.
b) Il fuorigioco dovrebbe essere visto alla moviola, perché i guardalinee spesso non sono in grado di stabilire la verità con sicurezza e quindi, nel dubbio …
Naturalmente il gioco dovrebbe essere fatto proseguire e al termine dell’azione saremmo in grado di stabilire la verità e quindi annullare o convalidare l’accaduto.
c) Le decisioni sulle ammonizioni ed espulsioni, dovrebbero essere demandate ad una commissione, sempre la stessa, in tempo reale alla televisione; perché non è ammissibile che sia espulso Vargas a Palermo e solo ammonito Grella contro il Bologna. Inoltre sono assolutamente contrario alle ammonizioni per proteste, che dovrebbero essere sostituite da multe, altrimenti accade quello che sostenne lo stesso Grella: se protesta Rocchi lo ammoniscono, se lo fa un giocatore di una grande squadra, non sentono!
d) Il calcio di rigore credo sia una punizione irragionevole nella maggior parte dei casi, massime nel c.d. fallo di mano, e quindi andrebbe sostituito con una punizione normale, così si eviterebbero le discussioni infinite e irrisolvibili e l’arbitro sarebbe meno sinonimo di arbitrio (vedi i 13 rigori contro di questa stagione maledetta).
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Dom Apr 06 2014, 08:32

Nous étions jeunes et insouciants (IV)

Per quelli che hanno visto questa serie di scatti continua, deve essere stato uno spettacolo emozionantissimo, mentre la TV non mostrò quasi niente nella diretta, con nostro grande stupore Eravamo rimasti solo noi due, però esausti, ma io non potevo rimproverarmi niente, per far cedere Lemond bisogna spingerlo verso le sue ultime difese, costringerlo al rosso subito, per poi poter ricominciare un po' più tardi se ... si poteva.
Evidentemente qualche corridore rientrò da dietro: Rondon, Delgado, Lejarreta, Rooks ... poi a 6 Km dalla vetta, Guimard viene a dirmi: "Attacca, è cotto." Ma io ero incapace di farlo e quindi dovetti mormorargli: "Moi aussi!"
Continuai al ritmo che potevo, ma l'intervento di Guimard mi ossessionava. Passati ai 5 Km, il ritmo si abbassò ed io cominciai a sentirmi un po' meglio, il vecchio duraccio che ero stava riprendendo la meglio, progressivamente ed ai 4 Km ho provato e ... Lemond non poté seguirmi. In meno di 4 Km gli ho ripreso 1'19''. Guimard aveva avuto ragione e se avessi potuto seguire i sui consigli il Tour l'avrei vinto.
In che modo C.G. si era potuto accorgere che Greg era in crisi non l'ò mai saputo con certezza, ma penso che Guimard se ne fosse accorto dal modo come stava in sella.
Avevo ripreso la maglia con 26" di vantaggio, ma temevo che non fossero sufficienti per affrontare con sicurezza l'ultima cronometro di 24,5 Km sur les Champs-Elysées e quindi cercai di approfittare del mio vantaggio psicologico ed il giorno dopo, al plateau de Vercors, allorché la PDM conduceva ad un ritmo molto elevato, ho piazzato un attacco terrificante, tanto che nessuno, sebbene Lemond e Delgado fossero coalizzati, ha potuto seguirmi. Arrivai ad avere 52" nella discesa, ma una brutta sorpresa mi attendeva nella valle: un maledetto vento contrario! Dietro erano in quattro: i due olandesi, Delgado e Lemond, ma furono i primi a fare tutto il lavoro, mentre il mio avversario non dovette dare "un colpo di pedale". Vittoria di tappa, ma solamente 24" di vantaggio e 50" in classifica, tuttavia la sera in Albergo era piuttosto l'euforia a prevalere, mi sembrava di essere sicuro di aver vinto il Tour.
Il giorno dopo, verso Aix-le-Bains su dei colli minori, come le Granier o il Porte mi sentivo "le ali" ed a un certo momento sul Porte ho accelerato e nessuno mi ha seguito. Guimard è venuto e mi ha detto: "Che fai?" Mi diverto ho risposto. "Allora continua"
Dilemma del tipo "essere o non essere"? Restavano 70 km e l'ultima valle ancora con il vento in faccia ed ho finito per concludere: "Ho abbastanza vantaggio per vincere, non si sa mai, potrei prendere un rischio inutile, mi rialzo".
Quando ripenso alla situazione mi viene da chiedere: "Che sarebbe succcesso?" Mah!
Lemond ha vinto la tappa allo sprint, perché era il più veloce di noi e per essere precisi, dopo la linea d'arrivo, sono andato a dargli un colpetto sulla spalla per congratularmi. Ero veramente sincero e gli ho detto "Ci siamo veramente battuti bene". Dentro di me era tutto terminato, avevo vinto il mio terzo Tour.
La sera però mi sono reso conto di avere un dolore piuttosto acuto sotto la coscia; si sarebbe visto trattarsi di un indurimento muscolare proprio dove la coscia sfrega di continuo con la sella, però secondo me non era tale da preoccuparmi ed infatti non mi preoccupavo. Invece avrei dovuto!
La sera dell'ultima tappa in linea avevo talmente male da non poter andare al controllo antidoping e i controllori ebbero la gentilezza di aspettare che io fossi sul TGV per procedere al prelievo.
Nessuno, oltre Cyrille e il medico ne era a conoscenza e durante il viaggio non mostrai la mia inquietudine.
Alla gare de Lyon c'era un caos incredibile: dozzine di fotografi e di cameramen, era allucinante. D'altra parte un francese era sul punto di vincere il Tour (nota mia - e loro non sapevano che non ce ne sarebbero stati più in seguito e ad oggi non si vede ancora ...).
Appena sceso sul marciapiede mi hanno messo una telecamera sotto il naso, facendomi in più domande aggressive. Era la 5, l'ex canale francese di Berlusconi, che era di continuo alla ricerca di qualcosa di sensazionale.
Loro mi dicono: "Perché ha rifiutato il controllo antidoping?" Io non avevo voglia di rispondere ad una domanda così ridicola e cercai di camminare senza farmi troppo impressionare da que tohu-bohu.
Il giornalista insistè veramente troppo, secondo me, e ... ho sputato sulla prima telecamera che mi intralciava il passo!
Sfortuna nera: era quella di una televisione spagnola che non c'entrava per niente!
Poco dopo ci furono parecchie spintonate ed il cameraman della 5 buttò Jérome Simon addosso a me, ed io, senza riflettere, ho dato uno spintone violento al tipo che, alla fine dell'anno sporgerà querela contro di me per colpi ricevuti e conseguenti ferite.


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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Dom Apr 06 2014, 09:06

"Perché ha rifiutato il controllo antidoping?" Io non avevo voglia di rispondere ad una domanda così ridicola e cercai di camminare senza farmi troppo impressionare da que tohu-bohu.
Il giornalista insistè veramente troppo, secondo me, e ... ho sputato sulla prima telecamera che mi intralciava il passo!
"Perché ha rifiutato il controllo anti-doping" sarebbe stata una domanda ridicola? A questo punto, forse lo era, ma proprio per questo andava fatta.

PS Sulle idee e proposte relative al calcio (i.e. eliminare i calci di rigore), non mi soffermo neanche. Il calcio andrebbe ristrutturato, ma sulla base di idee sensate.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Akka il Lun Apr 07 2014, 21:07

è una domanda ridicola perchè se uno rifiuta il controllo anti doping equivale ad ammettere che fa ricorso al doping!

qui non si tratta di andare per strada a fermare gente comune che si fa i cazzi suoi e indagare se si dopa o che altro... di questo non fotte e non deve fottere un cazzo a nessuno!

ma uno sportivo, che magari prende soldi pubblici, non può dire 'cazzi miei', se sono cazzi tuoi pratichi sport in giardino a casa tua e non prendi per il culo la gente che ti segue... semplice no?
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Akka il Lun Apr 07 2014, 21:12

per esempio il caso armstrong, io non conosco bene queste cose, non sono informato, tu che mi sembri più aggiornato magari puoi spiegarmelo meglio

di armstrong è da una vita che se na parla, lo hanno sempre saputo tutti che i farmaci di cui si serviva per curarsi avvano effetto dopante!

ha vinto tutto quello che si poteva umanamente vincere, e anche di più... adesso mi chiedo io, i suoi concorrenti, non sono stati discriminati? non gli è stata tolta la possibilità di vincere il tour de france perchè armstrong era dopato? ti pare giusto? corretto? leale? sportivo?
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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Lun Apr 07 2014, 21:28

@Akka ha scritto:per esempio il caso armstrong, io non conosco bene queste cose, non sono informato, tu che mi sembri più aggiornato magari puoi spiegarmelo meglio

di armstrong è da una vita che se na parla, lo hanno sempre saputo tutti che i farmaci di cui si serviva per curarsi avvano effetto dopante!

ha vinto tutto quello che si poteva umanamente vincere, e anche di più... adesso mi chiedo io, i suoi concorrenti, non sono stati discriminati? non gli è stata tolta la possibilità di vincere il tour de france perchè armstrong era dopato? ti pare giusto? corretto? leale? sportivo?

Solo una precisazione da puntacazzista...  mgreen 
ha vinto sette Tour consecutivi. Nient'altro. (risultato comunque eccezionale, al netto dei perché e dei percome).
Il tutto umanamente possibile è altra cosa.
(vedi un certo Eddy MErckx)
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Akka il Lun Apr 07 2014, 21:39

a ok, non ne so una cippa di ciclismo in realtà  risata 

però mi pare che sta cosa del doping sia una presa per il culo talmente clamorosa nei confronti del pubblico che proprio non mi riesce di venirne a capo...
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Mar Apr 08 2014, 08:46

@Akka ha scritto: ha vinto tutto quello che si poteva umanamente vincere, e anche di più... adesso mi chiedo io, i suoi concorrenti, non sono stati discriminati? non gli è stata tolta la possibilità di vincere il tour de france perchè armstrong era dopato? ti pare giusto? corretto? leale? sportivo?


Ti posso solo esprimere il mio parere: giustizia, correttezza, lealtà c'entra poco o niente, perché Armstrong all'inizio della carriera provò a correre senza "epo", ma dopo poco si accorse che non si poteva andare avanti così, perché come in *tutti* gli altri sport (compreso gli scacchi) l'aiuto farmacologico è ben presente dai tempi delle olimpiadi greche antiche ed il ciclismo non faceva eccezione. Oggi è diventato più difficile, perché questa professione (non sport, perché il diporto non c'entra per niente) è la più controllata. In questi giorni hanno scoperto e in Francia ne hanno dato ampio risalto che la famosa squadra sud-africana del film "Invictus" aveva fatto ricorso a chi sa quante cose e, purtroppo per i giocatori, ci sono state brutte conseguenze. Nell'affare Puerto il famoso dottor Fuentes aveva per clienti calciatori, tennisti e .., prova un po' a dire chi sono stati gli unici squalificati per le sacche di sangue trovate (oltre 200) nei suoi locali? Basso, Ullrich e Valverde.  wub  

P.S.

Ho lavorato per anni in un settore "sportivo" (fra virgolette, perché come dicevo prima ...) e, ai massimi livelli sostenevano che "se non si "aiuti", non puoi ottenere risultati.

P.P.S.

Ciò detto, continuo a seguire il ciclismo e il rugby, oltre allo snooker e un po' di atletica leggera (che vuoi sapere quanti steroidi prenderanno in quella pesante? sorriso ), perché, più o meno, gli aiuti sono equivalenti, mentre non guardo più il calcio. Lì veramente l'imbroglio è totale, come ho scritto in un messaggio precedente, cominciando dall'arbitrio degli arbitri. head
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mar Apr 08 2014, 09:37

... e, invece di schierarsi contro il doping diffuso che costrinse Armstrong a doparsi, si schiera contro l'antidoping il cui obiettivo è combattere questa piaga.  no! 
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Mar Apr 08 2014, 12:13

Nous étions jeunes et insouciants (V)

Il giornalista della "5" voleva negoziare con me un risarcimento, ma ho rifiutato.
Al processo dichiarò che lo avevo colpito ai genitali e che ciò gli aveva procurato un'ernia inguinale. Secondo me il suo avvocato era veramente grottesco, perché quasi tutti sanno che quel tipo di ernia è congenita e che non ha niente a che vedere con un eventuale colpo subito. E quindi ha perso il processo "ça va sans dire". Anche se, invece c'è da dire che, grazie alla mia notorietà, il processo l'avevo vinto prima di cominciare.
La vigilia dell'ultima tappa ero cosciente di una cosa: per fortuna non restava che una sola tappa (corta), perché per un'altra ... non sarei stato capace di restare in bicicletta; la ferita era più grave del previsto: un dolore insopportabile. La notte non ho quasi dormito e la mattina dopo ero affaticato e, soprattutto, inquieto, ma ciò si rivelò quasi niente rispetto alla mia fase di allenamento!
Appena montato, mi sono accorto che era impossibile pedalare, ma non mi sono fatto prendere dal panico. Mi ricordo bene quel che ho pensato:" Bon, non è così grave, resta soltanto una crono, soffrirò, ma dopo, tutto sarà dimenticato.
E invece, come si può dimenticare ciò che sarebbe successo? Come dimenticare ciò che tutti gli appassionati di ciclismo non dimenticheranno mai!?
Dovevo farmi morale, cosa non facile in quelle condizioni, ma avevo il vantaggio di 50 secondi ed ero intimamente convinto che non potevo perdere. Con i miei calcoli *sapienti* sapevo che l'americano poteva riprendermi un minuto su 50Km, non su 24,5!
D'altra parte molti giornalisti della stampa scritta, l'ò saputo dopo, avevano già scritto i loro articoli. Sì era già scritto!
Sarei montato in bici in verità per la sofferenza finale, ma dopo sarei stato liberato e infine, fiero di me, vittorioso sulle strade del Tour, cinque anni dopo il mio lungo periodo di "fame". Questa sofferenza finale non rappresentava niente per me, poco più di un piccolo incidente di percorso.
Nell'area di partenza ci siamo girati intorno (lui ed io) e mentre ci scaldavamo egli non sapeva niente e non mi ha guardato una sola volta e la tensione era al massimo.
Greg era di nuovo "passato sopra" ai regolamenti, decidendo di ripartire con il suo famoso manubrio da triatleta e ciò non era un vantaggio tanto piccolo!
Io non dovevo perdere due secondi al Km e dopo le prime indicazione di Guimard era proprio quello che stava accadendo. Ho forzato per quanto mi mera possibile, serrando i denti, tentando in tutti i modi di concentrarmi sul mio sforzo, cercando di non considerare quel dolore lancinante, ma erano colpi di coltello che mi richiamavano all'ordine, fin dentro la parte più "inaccessibile" del cervello!
Ad un certo momento C.G. ha cessato di ragguagliarmi, non avevo più riferimenti e ciò non era un buon segno, ma la corsa ha preso il sopravvento ed io mi sono astratto da tutto il resto. Soprattutto spingevo a fondo, ma proprio a fondo, non sarei mai potuto andare più forte. Non sapevo qual era il mio ritmo cardiaco, ma mi accorgevo che mi mancava il respiro, mi pareva proprio di essere in apnea.
Chi ha visto le immagini di quando ho superato la linea d'arrivo, avrà notato che sono crollato; proprio per riprendere a respirare, un po' d'aria, nient'altro.
In quel momento preciso non avevo nessuna informazione ed urlavo "alors?" a chiunque si profilava vicino a me. Nessuna risposta, insistevo, ma nessuno voleva rispondere, farmi conoscere "gli occhi negli occhi" la verità, quella che ognuno conosceva tranne io stesso: avevo perso!
Per 8 secondi, otto secondi per andare all'inferno.
In un caos indescrivibile, qualcuno ha finito per confessare la verità "Hai perso Laurent". Non ci credevo, più esattamente non ci volevo credere, non pensavo fosse possibile, era come se l'informazione non potesse superare la soglia della mia immaginazione. Per un lungo momento la sconfitta restò al di fuori di me.
Camminavo con un pugile sonato, in un universo improbabile, fatto di rumore e furore e quei passi, che facevo, erano sensa senso. Non conoscevo dove andavo o chi/che cosa mi spingeva, sentivo soltanto braccia che mi sostenevano e mi aiutavano a restare in piedi. Intorno a me alcuni gridavano, altri erano molto tristi o ... invece gioiosi. Sì è così, c'era chi mi guardava con un odio divertito la contentezza di vedermi battuto, ma io non comprendevo perché e chi erano costoro?
Ho vagato per alcuni, lunghi, minuti e non ricordo che feci, poi il trauma ha cominciato a prendere forma a diventare reale a far realizzare l'immagine al mio cervello. Quando sono uscito dal "coma" mi stavo dirigendo al controllo antidoping. Là ho riconosciuto T. Marie che, senza riflettere, si è gettato verso di me in lacrime. Fra queste braccia accoglienti mi son messo a singhiozzare come un bambino, lacrime spesse, lunghe, calde e ciò non mi era mai accaduro in pubblico.
Dopo, mi ricordo vagamente, non volevo salire sul podium, perché tutto era rivoltante per me.
Ma Lemond, pensando che ciò gli conveniva, tentò di confortarmi "Laurent, tu hai vinto il Giro" mi ha detto in maniera, per me non bella. E gli ho risposto "Me ne fotto!" Però quello che aveva detto Greg era vero, i vincitori dei tre G.T. erano sul podium, perché Delgado aveva vinto la Vuelta.
Poi mi hanno accompagnato, quasi a forza, ad una conferenza stampa surreale: rispondevo senza rispondere, perché volevo andarmene prima possibile. Uno mi ha chiesto "Ci sarai l'anno prossimo?" Rammento bene di aver storto la bocca ed ho replicato seccamente "Le sembra questo il momento di porre una domanda così stupida?"
I festeggiamenti della sera, previsti da diversi giorni, ebbero (naturalmente) un sapore amaro; alcuni osavano appena incrociare il mio sguardo ed io ben comprendevo il loro stato d'animo ed allora ho cercato di fare quello che non dà importanza al fatto, che sa mettere fra parentesi le cose meno importanti, di fronte agli aspetti fondamentali: *dopo tutto si tratta di uno sport*
Poi ho bevuto, bevuto molto, l'unico modo, per me, per restare sveglio.
Da sempre il senso della sconfitta faceva parte di me, e perdere non era mai stato un problema, perché poi nel ciclismo chi non sa perdere non potrà mai diventare un campione, ma perdere in quel modo e principalmente a causa di un manubrio vietato dal regolamento, NO, era troppo per un solo uomo. A 29 anni i tempi delle recriminazioni eterne non erano ancora venuti, infatti avevo già dimenticato la ferita, ma questa storia del manubrio mi ossessionava. Infatti dopo mi hanno descritto come Lemond potesse utilizzare tutta la sua potenza tirando su quel manubrio con un rapporto che sviluppava più di 9 metri. Ed io, d'altra parte, avevo realizzato la miglior crono della mia storia: a più di 52km. all'ora!!!
Ma perché i commissari avevano accettato, senza nemmeno storcere la bocca, un manubrio non omologato?
Per competezza i nostri fornitori l'avevano proposto anche a me, ma, d'accordo con Guimard non ho voluto "passare il Rubicone". Non volevo/amo giocare con i regolamenti, perché eravamo sostenitori del rischio zero e quel tipo non era stato testato prima della corsa.
Fra parentesi come giudicare quel che accadde al G.P. Eddy Merckx alcuni mesi dopo? Mi sono presentato con quel manubrio, ma il presidente di giuria ha rifiutato di farmi partire con esso! Non mi si può impedire di pensare di essere stato raggirato, ma il saperlo non è sufficiente a riconciliarmi con me stesso, perché il vittimismo non è mai stato il mio genere: tutto dipendeva da colpe mie, nel bene, ma anche nel male.


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Re: Ciclismo

Messaggio Da Akka il Mar Apr 08 2014, 17:59

ma quindi visto che il loro è un lavoro, e visto che gli altri si dopano, allora è lecito farlo?

come a dire, non pago le tasse perchè neppure gli altri lo fanno, e naturalmente se le pago solo io allora chiudo, e siccome è il mio lavoro...

si è vero, ma allora bisogna cercare di cambiare qualcosa a livello generale, o bisogna dire 'allora che nessuno paghi le tasse perchè è ingiusto!'?
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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Mar Apr 08 2014, 19:09

@Akka ha scritto:ma quindi visto che il loro è un lavoro, e visto che gli altri si dopano, allora è lecito farlo?

come a dire, non pago le tasse perchè neppure gli altri lo fanno, e naturalmente se le pago solo io allora chiudo, e siccome è il mio lavoro...

si è vero, ma allora bisogna cercare di cambiare qualcosa a livello generale, o bisogna dire 'allora che nessuno paghi le tasse perchè è ingiusto!'?

Il paragone è del tutto s-centrato, Akka...
Se devi (anche a beneficio dei media, degli sponsor, dell'audience, dei tifosi e dello show-business, qualsiasi cosa significhi) stare in sella sei/otto ore al giorno per diciannove giorni su ventuno (al Giro e al Tour sono previsti due giorni di riposo in tre settimane...) e devi percorrere 3.600 km a 35-40 km/h di media affrontando tappe da 200 km con sei colli con pendenze "da fuoristrada" ed essere sempre in forma smagliante e hai giusto cinque minuti prima dell'intervista di "fine tappa" (che poi dobbiamo dare la linea alla pubblicità o al TG5...) a apparire nemmeno sudato né ansimante (che poi non sei telegenico) è chiaro che il "sistema" ti sta chiedendo uno sforzo (reale) al limite del sovrumano. E siccome il "sovrumano" non esiste in natura, ecco che la "medicina sportiva" ti viene in aiuto...
A questo punto o fai parte del sistema o sei fuori dal sistema (d'altra parte se hai un talento naturale come quello di un Basso, un Di Luca o un Garzelli ma preferisci fare il tornitore a Sergozzate di Sotto, fai pure...).
The how must go on, amico mio.
O ti adegui o sei fuori.
Ecco perché in uno dei miei precedenti interventi auspicavo (ma quanto si può essere ingenui a cinquant'anni suonati?...) un ritorno ad uno sport professionistico più "umano" ovvero alla portata dei migliori talenti (perché vai tranquillo che doping o no un mediocre va in "apnea" ben presto...) rappresenterebbe decisamente la soluzione ideale, ma purtroppo i "tempi" dello spettacolo relativo non lo consentono.
E ciò, sia detto a scanso di equivoci, riguarda tutto lo sport professionistico.
Come ho già detto negli sport motoristici l'antidoping (sic et simpliciter) non esiste.
Nell'atletica leggera (e pure in quella "pesante") i controlli del CIO sono sporadici, assai blandi e "telefonati"...
I controlli "veri" (faccio per dire) sono demandati alle singole Federazioni... In pratica è come se una verifica fiscale fosse basata sull'autocertiricazione...  risata 
Nel calcio... Beh... Lasciamo perdere...

Un'ultima considerazione mutuata dallo spunto formitomi dall'ottimo Lemond... Parliamo di scacchi...
Siccome i mass-media sono abilissimi a girare la frittata a beneficio dei bovini in ascolto (me compreso, naturalmente) tempo fa fece scalpore la notizia che l'IBM avesse messo a punto una macchina (un mostro... Si chiama Deep Blue...) in grado di battere il miglior scacchista del mondo (Kasparov).
La prima sfida ha visto prevalere l'umano (vado a memoria) che vinse tre partite, pareggiandone due e perdendone una (ma la NOTIZIONA sta proprio qui, nel mondo di Sottosopra...).
Dopo alcuni mesi e con Deep Blue riprogrammato alla bisogna (considerate che già la versione originale era in grado di calcolare un milione di mosse al minuto!!!... O al secondo?... Boh...) finì con un sostanziale pareggio...
La vera notizia non è che Deep Blue sia in grado di battere Kasparov, bensì che esistano (su sette miliardi di umani) pochissimi in grado di competere (e magari vincere) contro tale prodigio...
Orbene: la concentrazione negli scacchi "è tutto"... Se Kasparov avesse fatto uso di sostanze in grado di "migliorare" il suo rendimento specifico (anche a costo di bruciargli qualche migliaio di neuroni) non avrebbe fatto altro che "adeguarsi" al livello del concorrente (di fatto un'intelligenza aliena) al fine di vincere la sfida.
Spero di esser stato spiegato.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Akka il Mar Apr 08 2014, 21:02

è certo che son daccordo! ma perchè facevo l' esempio delle tasse? mettiamo che io vendendo il bene x a una certa cifra, pagando poi il 70% di tasse, realizzo un utile di 10, e sopravvivo appena

se poi un tizio vende il mio stesso prodotto all' 80% di quello che posso io, perchè paga il 30% di tasse invece che il 70, e realizza utili molto maggiori vivendo alla grande... allora mi danneggia proprio!!

quindi se gli atleti, che devono sottostare ai ritmi e agli standard imposti dalle logiche dello spettacolo sono costretti ad adeguarsi a certi meccanismi, anche poco leciti, come io devo adeguarmi e pagare meno tasse altrimenti il tizio che evade mi butta fuori mercato, allora bisogna cambiare qualcosa eccome!

quando le cose non sono più sostenibili si cambia, per le tasse direi 'che si paghino meno tasse e che le paghino tutti'(va be, utopia, ma l' ideale cui tendere sarebbe quello, e i furbi ci saranno sempre comunque), per lo sport direi 'accontentiamoci di tempi un po' meno sovrumani senza doping'

perchè un sistema dove il pirla onesto ci rimette soltanto è mafioso a tutti gli effetti!! a sto punto sarebbe più corretto dire esplicitamente che è permesso il doping e amen... così io so che sto guardando atleti che fanno uso di certe sostanze, e decido liberamente se la cosa mi va oppure no... così invece è tutto poco chiaro, tutto opaco... non mi piace proprio!!
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Mer Apr 09 2014, 08:43

Sono circa vent'anni che dico, con Anquetil (lui molto prima di me) che l'uso delle sostanze deve essere lasciato, per i professionisti, alla scelta del singolo, così come il tabacco e l'alcool. Il proibizionismo non è mai servito a niente, se non far alzare i prezzi e a creare isole di privilegiti e di disperati che arrivavano ad iniettarsi alcool in vena. Se la gente, per puro gusto, fuma uno o più pacchetti al giorno, conoscendone bene i rischi (credo), come si può impedire che, in una società reale dove il massimo desiderio dei giovani è di diventare velini o veline e non filosofi, ci sia chi usa "a sproposito" ciò che la scienza pone loro a disposizione? Le società ideali non sono mai esistite, né hanno la possibilità di diventarlo, (con buona pace di Marx), Già la democrazia è sempre stata un'utopia e dobbiamo accontentarci dell'oligarchia, sperando che di tanto in tanto diventi *aristocrazia*; l'analfabetismo di ritorno è sempre più esteso e poi e poi ...
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mer Apr 09 2014, 09:33

Se uno fuma non obbliga me a fumare.
Se uno beve non obbliga me a bere.
Se tutti i professionisti si dopano, per correre coi professionisti io sarei costretto a doparmi.
È chiara la differenza?
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Mer Apr 09 2014, 14:26

Nous étions jeunes et insouciants (VI)

Il peggio, però, doveva ancora cominciare. Io contavo fino ad otto nella mia testa e più contavo, più mi rendevo conto dello spazio-tempo ridicolo che essi rappresentavano. Durante questo tempo non si può far nulla!
Mi sono ritrovato a casa mia, solo, spesso seduto, o a camminare senza scopo, gli occhi nel vuoto, concentrati su niente!
Poi ho cominciato a rendermi conto che si trattava di un evento nazionale e che la "tragedia Fignon" figurava in prima pagina su tutti i giornali nazionali e regionali, però non rammento nemmeno se io avevo un giornale ...
Come avevo potuto perdere? Come potevo aver lasciato che ciò accadesse? Non avevo che questo in testa; ciò che mangiavo non aveva alcun sapore, il minimo gesto da fare richiedeva una sforzo, perché mi sembrava quasi di essere in coma. "Lasciar prevalere la tristezza è un vizio", diceva Flaubert.
E poi il tredicesimo giorno, uno come gli altri, mentre mi preparavo per la doccia, mi son guardato allo specchio, Uno squardo un po' ... che mi faceva apparire bianco il fondo dell'occhio, una maschera livida, una visione da incubo. Avevo i tratti troppo pronunciati, gli occhi sembravano trasparenti, una sorta di vuoto dentro di me, come se non avessi più l'anima. Ero lo spettatore impotente di un uomo che non ero più io, che non riconoscevo! I miei occhi erano rimasti dentro lo specchio, dove li avevo lasciati!
Era inutile che mi volessi convincere che esercitavo uno dei più bei mestieri del mondo, che avevo già vinto due Tour e che non avevo più niente da provare e che potevo permettermi un modo di vivere che non avrei mai immaginato neppure nei miei sogni più pazzi; non arrivavo in nessun modo a togliermi quel male che mi logorava!
Mi ci son voluti tre giorni per rimettermi "in piedi" e quando dico ciò, uso un eufemismo, perché non si supera mai un avento così violento, al massimo si arriva ad attenuarne, psicologicamente, le conseguenze più devastanti.
Tuttavia, ero pienamente cosciente che esistevano cose ben più gravi nella vita e poi avevo talmente sognato di ritornare al massimo livello e questo l'avevo comunque ottenuto.
Mi sono di nuovo guardato allo specchio e ho pensato che c'era una sola alternativa: o continuavo a lamentarmi e terminavo la mia carriera; o tentavo di andare oltre il dolore ed ogni sentimento di ingiustizia e così sarei potuto ripartire per una nuova avventura.
Ero in buona salute e nella pienezza dei miei mezzi, va bene non avevo vinto il Tour, ma il mondo non poteva smettere di girare per questo. Perché dunque autoinfliggermi altre sofferenze?
Quel giorno ho telefonato ad A. Gallopin, che era ansioso di sentirmi e gli ho detto: "Alain si riparte per preparare il campionato del mondo".
Ho sentito che mormorava "Bene, Laurent".
Poi ho aggiunto "Ma ti chiedo una cosa, non si parla del Tour; se ne parlerà un giorno, ma non ora".
Ha risposto: "Certamente e ti abbraccio".
A causa della mia ferita avevo evidentemente annullato qualche criterium, così quando sono rientrato fu un piccolo evento.
Pensavano: "Eccolo, è lui, il perdente". Sentivo su me questi squardi palesi, ma cercavo di mostrare tutta la mia dignità.
Vedendo per la prima volta Greg Lemond con la maglia gialla ho stretto i denti, ma il sangue mi si è raggelato. La mia avversione per lui, già molto sviluppata prima, era divenuta ancora più grande. Riconosco l'ingiustizia di questo sentimento, ma era così ...
Ai bordi della strada qualcuno gridava cose poco simpatiche: "Ad es. tu hai ancora otto secondi di ritardo!" L'asprezza dei propositi mi faceva male al cuore, ma la gente non parlava che di questo, talvolta senza neppure volermi ferire. Nessuno si rendeva conto che non volevo parlarne finché la piaga non si fosse richiusa. E quindi a chi ... voltavo le spalle senza rispondere. Agli occhi di molti non devo essere stato troppo simpatico, ma d'altra parte?
In questo periodo penoso, non ricordo di aver avuta nessuna discussione con C. Guimard. Me ne sono dimenticato o il grande D.S. si era evaporato?
Era uno dei suoi "difetti" : in queste circostanze non sapeva parlare con la gente, non era un grande psicologo.
Però che avrebbe potuto dirmi in effetti? Perché poi sapevo di non avere un carattere facile; la prova: una giuria mal intenzionata mi aveva comunque assegnato "le prix citron" del Tour 1989.
Avevo comunque vinto qualcosa!
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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Mer Apr 09 2014, 16:48

@Ludwig von Drake ha scritto:Se uno fuma non obbliga me a fumare.
Se uno beve non obbliga me a bere.
Se tutti i professionisti si dopano, per correre coi professionisti io sarei costretto a doparmi.
È chiara la differenza?

E' chiarissima.
Tuttavia bisogna precisare due cose.
La prima è che senza talento non vai (comunque) da nessuna parte, a certi livelli. Come già dicevo non è che se prendi l'aiutino anche tu, poi "vai forte" come Ivan Basso o puoi giocarti il posto in squadra con Leo Messi...
La seconda è che il problema è "di sistema" e non riguarda i singoli se non sotto l'aspetto meramente personale.
E lo show-business non contempla nessun tipo di etica, poiché è del tutto dis-funzionale al risultato.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da alberto il Mer Apr 09 2014, 16:51

@Ludwig von Drake ha scritto:Se uno fuma non obbliga me a fumare.
Se uno beve non obbliga me a bere.
Se tutti i professionisti si dopano, per correre coi professionisti io sarei costretto a doparmi.
È chiara la differenza?

io sono d'accordo. ma non è per prima la macchina mediatica che chiede l'impresa, il fuoriclasse, il record?
non si gettano ponti d'oro a chi è disposto a far parte di questa mitologia?
poi si colpisce l'atleta dopato. dopo averlo "preparato" a puntino a farlo.
lo si usa e poi lo si getta via.

io per esempio vedo un po' troppo poche denunce di "onesti".
se fosse che la massa onesta è costretta a doparsi per un mucchio di dopati il mucchio lo avrebbero bello che estirpato. ho paura che pochi onesti facciano le mosche bianche in un moscaio nero nero.
il problema è che se come è capitato a me vai a fare una garetta da niente tra i dilettanti ce n'è un SACCO, la maggioranza, che partono e vanno a medie INCONCEPIBILI per un dilettante vero. hanno negli occhi una luce strana e quando li trovi fuori hanno sempre qualcosa che non va, piccoli acciacchi, febbriciattole.
il mio venditore di biciclette, ex corridore di discreto livello, mi ha detto - chiaro, opinabile, è la sua testimonianza in camera caritatis - che fin dalle giovanili gira un sacco di roba che i genitori e gli allenatori infilano "su per il culo" a questi ragazzini che sognano, sognano non di essere sé stessi al meglio, sognano di essere campioni, ad ogni costo.
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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Mer Apr 09 2014, 16:53

Ecco. Ci stava un verde...
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Messaggio Da Akka il Mer Apr 09 2014, 17:17

be i genitori che vorrebbero i figli campioni ad ogni costo proprio non posso soffrirli, io per esempio ho giocato parecchi anni a tennis, fin da piccolo, e vi assicuro che i peggiori di tutti sono i genitori fissati col tennis!! chissà quali tare mentali deve portare uno a tormentare i figli per robe che interessano solo lui...

comunque io sono daccordo con lud, se i più si adeguano, se nessuno denuncia, se le cose 'vanno bene così', allora c'è qualcosa che non va, se il pirla onesto non ha proprio la possibilità di competere allora non è manco più sport, è spettacolo da fenomeni da baraccone... ma se alla gente sta bene così...
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Lemond il Mer Apr 09 2014, 18:05

@Akka ha scritto:be i genitori che vorrebbero i figli campioni ad ogni costo proprio non posso soffrirli, io per esempio ho giocato parecchi anni a tennis, fin da piccolo, e vi assicuro che i peggiori di tutti sono i genitori fissati col tennis!! chissà quali tare mentali deve portare uno a tormentare i figli per robe che interessano solo lui...

Parli del tennis, perché hai giocato lì, ma in tutti gli altri c.d. sport (e ripeto, fino alla noia, cosiddetti) la musica è la stessa: i genitori vogliono che i figli vincano, non che si divertino e imparino i c.d. valori sportivi. Mia figlia giocava una trentina di anni fa a palla a volo, uno sport che a me non è mai piaciuto, ma non ha nessuna importanza, perché lei ne era entusiasta. L'ò detto solo per sottolineare che non sono andato mai a vederla, a portarla e riprenderla ci pensava mia moglie. Però una volta dovetti farlo io e arrivai un po' prima della fine, ma mi bastò per litigare subito con i genitori dei suoi compagni di squadra, i quali apllaudivano gli errori di battuta delle altre bambine. Mah! Cercai di spiegare loro che ... ma le risposte che ebbi erano le solite ovvie. usd no!  usd

@Akka ha scritto:
se i più si adeguano, se nessuno denuncia, se le cose 'vanno bene così', allora c'è qualcosa che non va, se il pirla onesto non ha proprio la possibilità di competere allora non è manco più sport, è spettacolo da fenomeni da baraccone... ma se alla gente sta bene così...

Lasciando perdere il fenomeno da baraccone (che pur esiste ed si chiama wrestling, se si scrive così), mi pare tu sfondi una porta aperta che lo sport non c'entra per niente. E' così e basta e credere il contrario è da ingenui o ..?
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Re: Ciclismo

Messaggio Da primaverino il Mer Apr 09 2014, 18:24

@Lemond ha scritto:
@Akka ha scritto:be i genitori che vorrebbero i figli campioni ad ogni costo proprio non posso soffrirli, io per esempio ho giocato parecchi anni a tennis, fin da piccolo, e vi assicuro che i peggiori di tutti sono i genitori fissati col tennis!! chissà quali tare mentali deve portare uno a tormentare i figli per robe che interessano solo lui...

Parli del tennis, perché hai giocato lì, ma in tutti gli altri c.d. sport (e ripeto, fino alla noia, cosiddetti) la musica è la stessa: i genitori vogliono che i figli vincano, non che si divertano e imparino i c.d. valori sportivi. Mia figlia giocava una trentina di anni fa a palla a volo, uno sport che a me non è mai piaciuto, ma non ha nessuna importanza, [...]

Hai ragione.
E' così ovunque.
Un mio conoscente si lamentava del fatto che dopo aver fatto tanti sacrifici (sic) per far fare "calcio" al figlio, i risultati non si vedevano ancora e seppure la Società giovanile nella quale militava il suo rampollo facesse parte della "galassia Milan" nessuno aveva ancora preso in considerazione il suo ragazzo per proporgli un benché minimo straccio di contratto...
Fui duro, in quel mentre e gli dissi: "Ma tuo figlio quanti anni ha?"
E lui: "diciassette il prossimo venti maggio..."
Io: "E non ti sei ancora capacitato del fatto che il tuo pippone NON è Maradona?"
Lui: "cosa intendi dire?..."
Io: "Che se fosse un talento ce l'avrebbe già fatta... E siccome non lo è non ce la farà mai. Che pensi a studiare, se ne ha voglia, oppure si cerchi un lavoro... E voi genitori piantatela lì, una buona volta per tutte di rompergli l'anima. Avete avuto in mano un biglietto della lotteria, ma purtroppo per voi non è il biglietto vincente".
Assunse una strana espressione e si congedò di li a cinque minuti.
Non l'ho più rivisto...
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Re: Ciclismo

Messaggio Da Ludwig von Drake il Mer Apr 09 2014, 18:38

Che ci volete fare, io non sono uno di quelli della vittoria a tutti i costi e, in cambio, sono uno di quelli che vorrebbe uno sport più pulito. Voi no? Vi va bene il doping e i genitori fanatici? Bene, io credo che la tara sia dalla vostra parte. Mi auguro che nessuna porta vi venga mai chiusa a causa del vostro non usare sostanze dopanti.
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Messaggio Da primaverino il Mer Apr 09 2014, 18:42

@Ludwig von Drake ha scritto:Che ci volete fare, io non sono uno di quelli della vittoria a tutti i costi e, in cambio, sono uno di quelli che vorrebbe uno sport più pulito. Voi no? Vi va bene il doping e i genitori fanatici? Bene, io credo che la tara sia dalla vostra parte.

Forse non mi sono spiegato...
Io la penso come te, in tutto e per tutto.
Però non sono genitore (né fanatico, né non fanatico) e non gestisco io lo show-business.
Quando porto la mia modesta testimonianza (indiretta) al riguardo, non faccio altro che constatare i fatti.
Tutto qui, amico mio.
Senza incazzarsi, neh?...  smile 
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Messaggio Da Ludwig von Drake il Mer Apr 09 2014, 23:51

Scusa, prim, hai ragione, è che questa storia di gente che € contro l'antidoping proprio non mi va giù...
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