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Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

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Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da SergioAD il Sab Mar 08 2014, 23:48

Da tempo avevo in mente questo tema. Può essere sgradevole la percezione di avere ragione per il sospetto di potersi sbagliare qualche volta.

Pensavo di non proporlo dove non c'è la percezione dei propri errori cioè, chi dissente sembra colpire l'istinto di sopravvivenza.

Nota per il lettore: Colpire l'istinto di sopravvivenza significa minacciare la vita, tutto ciò che è male ricorda la morte, il bambino che ha fame piange perché teme di morire.

L'istinto di conservazione comprende sopravvivenza e riproduzione - per questi due noi si fa ogni cosa, tutto, tutto, tutto.


Ma è così?

Immagino che le risposte siano più semplici di quello che potrebbero sembrare.


  1. Cos'è che fa stare insieme le persone?

  2. Perché registrarsi in un sito qualsiasi nella rete?

  3. Quando è che concetti espressi attraverso questi messaggi intaccano l'istinto di conservazione?

  4. Recitare parti insostenibili non sembra che sia in effetti un bisogno di apparire per essere qualcosa che non si è e che comunque che non sia mai abbastanza?

    Che dire? Per esempio l'amichevolezza anglosassone nei paesi latini è comunemente vista come una ipocrisia, oppure le similitudini coi francesi siano il complesso di inferiorità che si nota negli italiani. Sono due esempi e sono trasferibili e sono anche parziali rispetto alla realtà che è di più.

    Infine-

  5. Le delusioni vanno manifestate oppure è perfettamente inutile in contesti culturalmente disomogenei?


Diamoci dentro con dei percorsi logici.

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da silvio il Sab Mar 08 2014, 23:53

Di avere ragione non me ne frega nulla, non mi interessa, non so perché ma ritengo come il famoso detto, che la ragione è dei cretini.
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da SergioAD il Dom Mar 09 2014, 00:13

Be' l'idea è tipo nuotare per 20 metri senza respirare e poi andare sotto sino a 12 metri e ragionare sul tempo di permanenza sott'acqua. Ma una ancora peggio perché m'è successa oggi, mi sono mangiato un grosso piatto di fave verdi con la pancetta e non mi sento benissimo in questo momento e questo me lo devo ricordare per la prossima volta ma non è la prima volta!

Quindi ragionando sul contesto di avere ragione per il gusto di avere ragione tu ed io la pensiamo allo stesso modo. Ti sarai accorto che ho il gusto di dare ragione a chi insiste - chi è cosi fa anche questo. Però ci sono dei contesti in cui avere ragione è per fare la cosa giusta, anzi per far fare la cosa giusta a chi non l'avrebbe fatta. Credo che anche li la pensiamo allo stesso modo.

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da SergioAD il Dom Mar 09 2014, 06:41

Mi sono svegliato pensando ancora a quello che hai scritto Silvio -

Di avere ragione non me ne frega nulla, non mi interessa, non so perché ma ritengo come il famoso detto, che la ragione è dei cretini.

Io immagino che l'unico che fa il cretino sapendo di farlo è quello che deve vendere qualcosa. Sto dicendo che per negare un'evidenza o si è davvero scemi o si sta perseverando un obbiettivo diverso o si pensa di stare davanti ad uno scemo - perseverare un obbiettivo diverso è il lavoro del mercante, il modellatore dei guadagni, il cravattaro e così via.

Nell'ambito di un dibattito uno scrittore potrebbe fare così, immagino un Dawkins in difficoltà durante la promozione del suo libro, sempre chi avrebbe un obbiettivo diverso - poi anche il testimone di Geova, il creazionista che deride gli atei. Ma tra di noi atei, agnostici, scettici o razionalisti fare questo, farsi dare ragione come a dei cretini è un limite caratteriale.

In questo caso, ancora una volta proprio perché sento la tua vicinanza, in UAAR e in AI i tuoi messaggi erano confortanti quasi ogni volta che mostravo una debolezza come il bisogno di essere confortato appunto, allora di fronte ad uno di noi che nega una presunta evidenza (dico presunta per il beneficio d'inventario) - la ragione ai cretini è un doppio taglio.

Segui? Mi dai ragione perché insisto ed io come quel "piccione che butta giù i pezzi degli schacchi" vado felice in giro col petto gonfio; mi dai ragione facendomi capire che lo fai solo perché insisto e trasmetti insieme la percezione che sono un cretino. A dire il vero io l'ho fatto in AI e il mio interlocutore è andato in giro lo stesso col petto gonfio direi una conferma.

Dico conferma dal mio punto d'osservazione, quella volta cercai e trovai il conforto di alcuni miei simili via posta privata - in tal modo nel mio comprendonio avevo effettuato l'osservazione oggettiva. Questo analisi di un pezzo del tema, da un ramo della prima frase alle foglie. Quando finiranno tutte le foglie il dibattito dovrebbe cercare nuovi rami del tema.

Dicendo alla fine - Qui "noi" di AL la pensiamo così.

Questo porterebbe il sito a diventare anche un posto dove ci si può confrontare, dove le opinioni possono creare l'ambiente in cui trova posto il pensiero critico, note che potrebbero finire in una raccolta, invece di scrivere romanzi uscirebbero note tecniche, memo - ah ah, dopo liquidi prostatici, umori vari, margherite e viole d'amore anche questo.

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da Daniela1968 il Dom Mar 09 2014, 09:32

Io sono una persona caparbia e su alcuni temi che per me sono dei punti fermi semplicemente non riesco ad abbandonare facendo credere al mio interlocutore che potrebbe avere ragione. Gli faccio capire chiaramente che non sarà mai una persona importante nella mia vita.

Troppa spocchia? Forse.
Lui è altrettanto convinto delle sue ragioni per cui potrebbe risiedere in lui la ragione? No, non secondo i miei canoni.

Chi è convinto ad esempio che la pena di morte sia auspicabile per me avrà sempre torto e non posso transigere su questa mia profonda e ragionata convinzione.

Non mi interessa dare ragione a qualcuno per amore di pace, divento antipatica e ostinata, quando lascio perdere, per saturazione, abbandono la persona non il mio pensiero.

p.s. ci tengo a precisare che dipende anche molto dagli ambiti di discussione, in generale mi ritengo una persona tollerante oltre la media, ma in alcuni ambiti ben precisi no, vedo la tolleranza come una leggerezza pericolosa.

''Prima di tutto vennero a prendere gli zingari. E fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei. E stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare."
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da Lyallii il Dom Mar 09 2014, 11:17

Sergio alcuni sono mercanti di se stessi, cercano di vendere loro stessi on line perchè nella realtà non se li compra nessuno.

E allora fai bene a dare ragione, quello vogliono alla fine è esibirsi, i forum contano poco, le discussioni pure, inutile perder tempo.

Per il resto la penso come Daniela anche se io la persona  la abbandono molto in fretta, non ho molta pazienza.

Sulla ragione... Chiunque si esprime onestamente pensa di aver ragione... Se si parla nel forum è o per dimostrare a tutti che la propria  ragione è giusta ( vanità ) o per spiegare all altro che sta sbagliando, quasi facendogli un favore, pochi pensano ' forse non ho ragione' e si mettono davvero a disposizione per capire davvero e per questo poi cominciano i giochi di parole, i puntaccazzismi vari e tutte le altre cavolate che però divertono tanto chi sta nei forum solo per cazzeggiare.

_________________
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da Ludwig von Drake il Dom Mar 09 2014, 11:47

Io mi diverto a dialogare on-line, mi dà la possibilità di essere molto più profondo di quanto io desideri apparire nel reale.
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da delfi68 il Dom Mar 09 2014, 12:38

Io ho dialogato e avviato confronti SOLO da quando, circa dieci anni fa ho scoperto i forum.
Non potrei mai, nella vita extradigitale, e ragionare cosi come in rete.

Tecnicamente ho scoperto che con taluni esseri umani si può relazionarsi solo a patto di non sentirne la voce e vederne la faccia..è stata una buona cosa, una scoperta impensata. Certo è che mi sono illuso di essere una persona normale e capace di vivere in mezzo agli altri, secondo le regole della buona convivenza..

niente di più falso.

Se è vero, come è vero che non ho più infranto le regole elementari della pacifica convivenza, è anche vero che adesso sono pieno di lividi, le ossa fratturate e il morale ridotto come un copertone marcio in discarica..

Non so come fate voialtri a convivere tra di voi senza rimanerne sconvolti..bravi, oh! ..senz'altro siete molto più forti e abili di me per quell'ambiente "normale". Io non ci riesco..ne prendo troppe..

La cosa curiosa dei forum è che ho scoperto di non essere proprio l'unico a soffrire di questo disagio, ma certamente mi sembra di essere quello che ne soffre di più e più dolorosamente..

..cazzo, la vita normale è, per me, una chimera inarivabile..

_________________

la consapevolezza della normalità della follia è una cosa che mi fa impazzire!
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da SergioAD il Dom Mar 09 2014, 12:42

E si! Se si discute da schieramenti incompatibili non c'è alcuna possibilità e nessuno si deve svendere - anch'io faccio questo e si nota.

Avevo detto basso profilo e basso profilo era stato, mancano molte cose ancora ma ho preso i risultati che ho in testa e li ho messi in evidenza.

Ma andare in un forum per provocare significa far lavorare la moderazione, io ho dialogato piacevolmente coi talebani.

Finché non c'è bisogno di prendere territori, l'interesse verte sulle ragioni che hanno portato gli interlocutori dove sono.

La Crimea deve tornare alla Russia oppure fare uno stato a se? Non lo so, non è una posizione su cui sono rigido...

Dare voce al popolo in Algeria, in Egitto ha sortito l'effetto contrario del secolarismo e io negherei loro la libertà ma non so se ho ragione.

Discutere sulla preparazione della parmigiana per darla vinta a mia moglie ha senso dopo a casa, in gara per il premio, qui la do vinta.

L'idea è quando mi accorgo di perdere tempo faccio in modo di rimandare, soddisfare, eventualmente senza perdere l'amichevolezza.

Il valore della discussione orienta il dibattito, io non vendo prodotti e rifiuto di fare il commerciale a questi faccio supporto tecnico.

Bisogna vedere cosa fai, cosa vuoi, quale scopo hai, dove, insomma ho detto queste banalità per indicare che tra i due estremi c'è roba.

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da Ludwig von Drake il Dom Mar 09 2014, 13:09

Delfi, vieni a parlare a me di normalità??? Se noti i lividi sei ancora sul lato giusto, io è da un po' che non li distinguo più: sentire male sarebbe un bene.
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da Ludwig von Drake il Dom Mar 09 2014, 13:12

PS vedi l'ultimo brano in poesie e racconti tra noi viandanti.
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da SergioAD il Dom Mar 09 2014, 15:34

E' la sensibilità ragazzi, io credevo di essere sensibile, penso di esserlo però modulo, controllo (ovvero credo di farlo) me stesso.

Voi siete più sensibili e io sono sicuro che impazzirei se qualcuno mi dicesse che gli faccio male! Farei di tutto perché non sia così!

Non c'è alcun motivo per stare male, non premia chi lo fa.

Voglio partecipare al tema di Sergio, non sono un suo antagonista, sono capace di formare una sua copia critica ed approfitto.

Cos'è che fa stare insieme le persone?

Conflitti e controversie, territorialità e branchismo sono il merito, la sostanza; mentre, il metodo, le operazioni è il forum, il dibattito. Con questo bagaglio o corredo definiamo le regole per costruire la nostra società e possiamo divertirci allo stesso modo o modalità cercando di stare insieme agli altri.

Il diritto di manifestare la propria diversità e il dovere di concederla agli altri.

Le risposte dovrebbero stare vicino a noi, o perché le abbiamo studiato e conosciamo l'argomento o perché abbiamo esperienze dirette. Ecco una lista delle cerchie:


  • la famiglia originale;
  • la famiglia propria;
  • gli amici;
  • i colleghi;
  • le conoscenze;


Le cose principali in comune sono l'affetto o la piacevolezza e gli interessi coi loro rispettivi negativi.

Essendo uno che ama soddisfare le proprie curiosità, riflettere sulle cose e analizzare i dettagli, benché sia un tipo sentimentale, sembro privilegiare gli interessi comuni ma non sono in grado di fare stime in assenza di affetto. Voglio dire che non lo so come sarei stato senza affetto.

Ad ogni modo per me le persone stanno insieme per gli interessi comuni. In campo affettivo non lo so per me è stato il solito colpo di fulmine che da 37 anni infiamma la mia vita. Nella domanda ho lasciato l'ambigua interpretazione, del stare insieme come compagni di vita. Io no come ho detto già.

Allora ammesso di voler condividere degli interessi comuni, dove si possono trovare questi?

Senza essere profondi, ci sono delle risposte semplici come quella di premere un bottone per vedere l'effetto che fa e continuare come si fa coi giochi di società oppure essere presentati a nuove persone in qualche posto. Questo è il tema, ha dei risvolti e delle aperture che potreste trovare interessante.

Adesso lascio Sergio, che è un tipo a cui tengo per forza altrimenti mi fa fare il diavolo a quattro e lui quello che si dice di “fare due fatiche” non lo sa fare o si ma gli riesce male. Lui sa che si deve stare insieme in ogni occasione con il diritto di manifestare la propria diversità e il dovere di concederla agli altri.

Dove cazzo sta Nemo?

SergioAD

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da silvio il Dom Mar 09 2014, 16:18

@SergioAD ha scritto:Be' l'idea è tipo nuotare per 20 metri senza respirare e poi andare sotto sino a 12 metri e ragionare sul tempo di permanenza sott'acqua. Ma una ancora peggio perché m'è successa oggi, mi sono mangiato un grosso piatto di fave verdi con la pancetta e non mi sento benissimo in questo momento e questo me lo devo ricordare per la prossima volta ma non è la prima volta!

Quindi ragionando sul contesto di avere ragione per il gusto di avere ragione tu ed io la pensiamo allo stesso modo. Ti sarai accorto che ho il gusto di dare ragione a chi insiste - chi è cosi fa anche questo. Però ci sono dei contesti in cui avere ragione è per fare la cosa giusta, anzi per far fare la cosa giusta a chi non l'avrebbe fatta. Credo che anche li la pensiamo allo stesso modo.

Si è vero, la pensiamo allo stesso modo, ma devo dire che anche io ieri all'una di notte, mi sono finito una zuppiera insalata di riso avanzata, non è stata una buona idea.
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da silvio il Dom Mar 09 2014, 16:28

@SergioAD ha scritto:Mi sono svegliato pensando ancora a quello che hai scritto Silvio -

Di avere ragione non me ne frega nulla, non mi interessa, non so perché ma ritengo come il famoso detto, che la ragione è dei cretini.

Io immagino che l'unico che fa il cretino sapendo di farlo è quello che deve vendere qualcosa. Sto dicendo che per negare un'evidenza o si è davvero scemi o si sta perseverando un obbiettivo diverso o si pensa di stare davanti ad uno scemo - perseverare un obbiettivo diverso è il lavoro del mercante, il modellatore dei guadagni, il cravattaro e così via.

Nell'ambito di un dibattito uno scrittore potrebbe fare così, immagino un Dawkins in difficoltà durante la promozione del suo libro, sempre chi avrebbe un obbiettivo diverso - poi anche il testimone di Geova, il creazionista che deride gli atei. Ma tra di noi atei, agnostici, scettici o razionalisti fare questo, farsi dare ragione come a dei cretini è un limite caratteriale.

In questo caso, ancora una volta proprio perché sento la tua vicinanza, in UAAR e in AI i tuoi messaggi erano confortanti quasi ogni volta che mostravo una debolezza come il bisogno di essere confortato appunto, allora di fronte ad uno di noi che nega una presunta evidenza (dico presunta per il beneficio d'inventario) - la ragione ai cretini è un doppio taglio.

Segui? Mi dai ragione perché insisto ed io come quel "piccione che butta giù i pezzi degli schacchi" vado felice in giro col petto gonfio; mi dai ragione facendomi capire che lo fai solo perché insisto e trasmetti insieme la percezione che sono un cretino. A dire il vero io l'ho fatto in AI e il mio interlocutore è andato in giro lo stesso col petto gonfio direi una conferma.

Dico conferma dal mio punto d'osservazione, quella volta cercai e trovai il conforto di alcuni miei simili via posta privata - in tal modo nel mio comprendonio avevo effettuato l'osservazione oggettiva. Questo analisi di un pezzo del tema, da un ramo della prima frase alle foglie. Quando finiranno tutte le foglie il dibattito dovrebbe cercare nuovi rami del tema.

Dicendo alla fine - Qui "noi" di AL la pensiamo così.

Questo porterebbe il sito a diventare anche un posto dove ci si può confrontare, dove le opinioni possono creare l'ambiente in cui trova posto il pensiero critico, note che potrebbero finire in una raccolta, invece di scrivere romanzi uscirebbero note tecniche, memo - ah ah, dopo liquidi prostatici, umori vari, margherite e viole d'amore anche questo.

Ma io la vedo così, da giovane avevo una idea del mondo e avevo delle mete, cioè non carrierismo ma migliorare me stesso, poi col tempo mi sono accorto che più andavo avanti meno sapevo, cioè la vita, le cose , non avevano un senso sicuro, una loro definizione certa.
Pure il modello ideale di me stesso in fondo non era che un condizionamento sociale, un soggetto utile ad una funzione produttiva, per mantenere una famiglia, la società, ecc.....
Ma tutto ciò poco aveva a che fare con la verità, ma poi quale verità.
Quindi qualsiasi debolezza o bisogno di conforto possa avere un essere vivente, io o te, è del tutto naturale e anzi segno di essere umano, normale.
Sono molti quelli che godono nell'aver ragione, contenti loro, massimo rispetto, ma io me ne faccio poco dell'aver ragione, a me piacerebbe fare un po di luce, non ne guadagno nulla, ma ne avrei bisogno.

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da Akka il Mar Mar 11 2014, 01:34

ma per me ha straragione delfi, con certa gente non ci si può parlare dal vivo, non è neppure un discorso di stronzaggine, è questione di 'compatibilità', per esempio io verso certa gente c' ho proprio dei blocchi assurdi, e non riuscirei mai a parlarci seriamente di certe cose, ma mai!! so che è ridicolo... eppure è così... 

poi sulla questione della ragione ma... pensiero nichilista: infondo infondo ha ragione quello che riesce a combinare qualcosa...
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da Mix il Mar Mar 11 2014, 04:37

@SergioAD ha scritto:Da tempo avevo in mente questo tema. Può essere sgradevole la percezione di avere ragione per il sospetto di potersi sbagliare qualche volta.
Non mi pongo spesso il problema della ragione.

  • SE tra due o più persone differenti che si scambiano le loro opinioni NON ci sono dei pazzi (che hanno posizioni irragionevoli per definizione) approfondire le questioni a me serve per capire meglio (e per spiegare meglio, in un'ottica di scambio reciproco) le diverse posizioni, le ragioni razionali oppure irrazionali ma logiche, con una loro logica dei bisogni e degli impulsi, che portano a sostenere delle cose piuttosto che altre.
    Bisogno di conoscenza.
  • Poi c'è una seconda modalità alternativa di interazione su un forum, che mi fa divertire abbastanza: giocare ad avere ragione.
    SE un interlocutore/interlocutrice desidera per primo fare questo gioco, spesso mi ci metto a giocare assieme, non lascio perdere quest'opzione.
    SE poi per l'interlocutore/interlocutrice NON è un gioco, ma una cosa più seria, per me lo resta, un gioco, molto divertente a volte, quello di ottenere ragione, in maniera immutata.

Infine c'è tutta un'area *mista* in cui trovo degli interlocutori che tendono a cercare di adattare (*troppo* per i miei gusti) l'ambiente per loro esigenze, che possono essere in conflitto di interesse con le mie.
Per esempio Rasputin che tendeva ad *usare* il forum come un palcoscenico dove esibirsi.
Per i suoi modi fascisti di pervenire a quel suo risultato, questo confliggeva in modo troppo importante con la mia necessità di avere un area di discussione libera e garantita, al fine di ascoltare con agio più voci con portati differenti, la cosa a cui sono interessato in un forum.
Spoiler:
Le relazioni non sono un obiettivo da ricercare, per me, personalmente: vengono da se in modo del tutto naturale se ci si incontra tra persone con cui si entra in empatia/simpatia avendo modo di interagire, più o meno quotidianamente.
Mediamente avviene in modo più che sufficiente alle mie esigenze, non grandi, in numero.
Preferisco poche persone con notevole grado di intesa che moltissime, inevitabilmente con più gradi di sintonia, anche più blandi.
Diciamo che posso interagire con interesse con poco più della metà dell'utenza.

Ma torniamo a Rasputin . . .
Per cui il gioco di mettere in risalto le sue contraddizioni moltiplicava perfettamente le due motivazioni di cui sopra: necessità di avere un'area confortevole di confronto delle opinioni, gusti, esperienze, X (moltiplicato per . . . ) divertimento nel conflitto dialettico.

Pensavo di non proporlo dove non c'è la percezione dei propri errori cioè, chi dissente sembra colpire l'istinto di sopravvivenza.

Nota per il lettore: Colpire l'istinto di sopravvivenza significa minacciare la vita, tutto ciò che è male ricorda la morte, il bambino che ha fame piange perché teme di morire.

L'istinto di conservazione comprende sopravvivenza e riproduzione - per questi due noi si fa ogni cosa, tutto, tutto, tutto.


Ma è così?
D I P E N D E .
Per me che siano messe in discussione le mie opinioni è cosa naturalissima: le propongo proprio per questo.
SE percepisco che non le ho spiegate sufficientemente bene, e/o per sottoporle a *stress test* , le espongo anche in modi alternativi, se serve.
Noto che questo agire genera spesso fraintendimenti.
Che una fascia di utenza ha sensibilità molto superiori alle mie.
È una questione sottoposta a riflessione e a prove di comportamento per selezionare una gamma di risposte opportune, attualmente in divenire.


Immagino che le risposte siano più semplici di quello che potrebbero sembrare.


  1. Cos'è che fa stare insieme le persone?


    EDIT: Avevo risposto agli altri punti ma qualcosa s'è *mangiato* quel pezzo durante l'invio (probabilmente il tag *list* numerico) , ed è andato perduto.
    Forse per sempre.




  2. Le delusioni vanno manifestate oppure è perfettamente inutile in contesti culturalmente disomogenei?

D I P E N D E .
Come impostazione generale più si esplicitano apertamente le questioni più è facile risolvere eventuali conflitti di interesse, di opinione di gusti e quant'altro.
Però l'ambito pubblico consiglia cautela nell'esporre questioni private.
Va trovato l'equilibrio variabile a seconda delle circostanze di contorno

Diamoci dentro con dei percorsi logici.
My two cents.    ça_va

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da SergioAD il Mar Mar 11 2014, 04:52

Seguendo Akka, Delfi che non sembrano dire la stessa cosa ma ci vuole una provocazione, un po' di sale. Poi leggerò Mix che nel frattempo è entrato.

Ci Deve Essere il Confronto... Altrimenti distanza di sicurezza?

Oppure

"Certa gente dovrebbe avere il buon senso di restare al posto proprio".

Oppure

"Voi (certa gente) abbiate il buon senso di restare al posto vostro".

Anticonformista? Si però con quell'abito da sera le pattine fuori dalle tasche lo fanno sembrare Dumbo!

Non invitiamo i Rossi questa volta, non ci prendono coi congiuntivi... "credo che hai capito".


  • Ai diretti interessati... non si dice;
  • Ai conoscenti sugli interessati... non si dovrebbe dire;
  • Agli amici sugli interessati... è meglio non dirlo;
  • Ai partenti... ci deve essere un buon motivo per dirlo;
  • Alla moglie... se proprio non c'è qualcosa di più interessante da dire!

Ma dietro ai pseudonimi e avatar si può dichiarare di essere snob, separatisti, migliori, etc...

Io? Penso più o meno di entrare e uscire dai contesti più o meno recitando lo show - sul serio! Canto, recito e coinvolgo più o meno tutti (un problemino più o meno per chi mi accompagna) mas o menos che sarà mai? Siete tutti umani e prevedibili.

Ieri ho coinvolto un tizio che stava in fila dietro di me a al bancomat... cioè sembrava guardare quello che diceva mia moglie, ah ah, gli ho detto "ma che ha detto? non ho sentito!" e lui non ha potuto fare a meno di ripetere! Ah ah, esseri che tornano bambini - aggressivi in macchina e pulcini in quasi tutti gli altri contesti!

Il mio separatismo non è li... ovvio che c'è ma sono loro, i certa gente che non ci sanno entrare.

Il tema è rivolto più all'empatia, le considerazioni qui sono sull'insieme escluso - tortuosi!

SergioAD

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da Mix il Mar Mar 11 2014, 05:05

@SergioAD ha scritto:[*]Cos'è che fa stare insieme le persone?




[*]D I P E N D E.
Tanti mix di motivazioni quante le persone che fanno parte del gruppo in esame.
Siamo animali sociali
Siamo animali culturali
(È sconfortante dover riscrivere una mezz'ora di cose già scritte poco fa e andate perdute per cause tecniche)

[*]Perché registrarsi in un sito qualsiasi nella rete?
















[*]D I P E N D E.
Per me, qui, per puro caso.
Non ho voglia di riscriverlo.

[*]Quando è che concetti espressi attraverso questi messaggi intaccano l'istinto di conservazione?
















[*]D I P E N D E.
C'entrano insucurezza personale e conformismo. Naturale conformismo. Imitazione (neuroni specchio).
Lasciamo perdere.




[*]Recitare parti insostenibili non sembra che sia in effetti un bisogno di apparire per essere qualcosa che non si è e che comunque che non sia mai abbastanza?












[*]D I P E N D E.
SI.
Mi era venuto immediatamente in mente il caso più eclatante: Rasputin. Esibizionismo parapatologico.
Ma non fa nulla.



[i]Umore momentaneo dopo la perdita di 3/4 del post precedente: defraudato. E . . .

Quest'editor con i *list* o gli [asterisco] fa CAGARE ! VAFFANCULO AD ESSO!  
Dopo un EDIT ha fatto un disastro!!! Spazi vuoti aggiunti a cazzo, [asterisco] messi dall'editor dove non c'erano stati mai messi, una vera schifezza!!!
Non bastava avermi fottuto il post di prima !!!




Ma poi . . . chissenefrega.

Mix

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da alberto il Mar Mar 11 2014, 09:00

per me la presenza in un forum come questo è una palestra.
una palestra di ascolto, di esposizione, di difesa delle proprie convinzioni, di accettazione delle idee degli altri, una palestra perché no di buone maniere, di tolleranza, ma anche di fermezza e di intransigenza nel senso in cui la indicava penso Daniela.
mix dice bene quando parla di diverso modo di intendere l'aver ragione.
nella vita reale c'è da una parte la "pesantezza del contratto", il legame costruito nel tempo con delle persone che si pone come filtro-freno alla piena espressione di sé e delle proprie convinzioni.
a natale con mamma e zii pregano prima di mangiare, io sto seduto e non disturbo, vorrei-potrei dire delle cose ma il "contratto" che mi lega a loro mi induce a non farlo.
dall'altra l'evanescenza dello sconosciuto, una valutazione dei costi-benefici nell'intraprendere una discussione che potrebbe essere completamente inutile- dannosa alla serata - inopportuna - ecc.
lì vado a naso, se mi sembra che possa valere parto, sennò saluto e vado a cercarmi un negroni.
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da SergioAD il Mar Mar 11 2014, 16:36

Cerco di mettere a fattore comune le nostre risposte.

Vorrei restare sulla prima domanda "Cos'è che fa stare insieme le persone?"

Avevo immaginato -

Conflitti e controversie, territorialità e branchismo ovvero le persone da una parte;

Il dibattito, il forum, il simposio, l'argomento, il tema da trattare dall'altra parte.

Ok, abbiamo costruito la società in questo modo, lottando per le nostre peculiarità (usi e costumi, religioni, moralità) attraverso le guerre e raffinato attraverso regole comuni, scoprendo l'etica - direi secolarismo.

Qui non resta che divertirci ragionandoci sopra intanto su "Cos'è che fa stare insieme le persone?"

Avevo fatto una lista delle cerchie:


  • la famiglia originale; tendenzialmente non qui
  • la famiglia propria; tendenzialmente non qui
  • gli amici; è possibile qui
  • i colleghi; grosso modo non qui
  • le conoscenze; è possibile qui come primo risultato


Le cose principali in comune sono l'affetto o la piacevolezza e gli interessi coi rispettivi negativi di affetto e piacevolezza ammesso di voler condividere degli interessi comuni, dove si possono trovare questi?


  1. Premendo un bottone per vedere l'effetto che fa;
  2. Usando l'approccio dei giochi di società;
  3. Trovandosi nel salotto e restare coinvolti;
  4. Esercitandosi come in arena/palestra;
  5. Trovando obiettivi comuni;
  6. Facendo gruppo per distinguersi da altri gruppi;
  7. Combattere/ignorare/distinguersi da "la certa gente";


Non è forse che le opinioni farlocche le scartiamo e scegliamo quelle che ci piacciono? Oppure le smontiamo dando per scontato che quelle che non attacchiamo le accettiamo. Che dico, nella realtà forniamo una soluzione per contrastare un'altra e probabilmente attraverso questa esercitiamo critica costruttiva.

Ovvero qualsiasi motivo fosse quello iniziale poi o è un comizio (blog) o uno spazio dibattimentale altrimenti cos'è che diviene irresistibile?

Come faranno i nuovi a far parte di questo gruppo se questo gruppo diventa sempre più selettivo, specializzato, peculiare - in AI gli agnostici potevano anche non registrarsi, i credenti ancora meno, i comunisti figurati, gli anarchici si ma non quelli canonici, etc.

Se piace discutere sulla diversità è necessaria la presenza dei diversi, sempre. Ovvero ammesso che si voglia contrastare l'ebraismo dico per esagerare esaltare un punto di vista antisemita potrebbe essere possibile smontare le ragioni antisemitiche - non la persona, stronza o meno... lasciate perdere l'esagerazione ma, sarà l'antisemita a rifiutare il dialogo non la ragione all'interno del dibattito.

Devo smettere qua, resta da dire "cosa fa stare insieme le persone" - se mostro l'aspetto negativo della palestra ci sarà la correzione o che rende accettabile la palestra o che aggiunge un significato accettabile al termine palestra?

SergioAD

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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

Messaggio Da cofee&Tea il Mar Mar 11 2014, 16:55

Cavolo, Sergio... quanto ammiro la tua capacità di esternare dei concetti...!
"Cosa fa stare insieme le persone?" per me, l'affetto..
Nel caso di un ambiente virtuale si rischia di vedere l'altro, il diverso, appunto...come un nemico. Invece non c'e' nulla di più bello che allargare i propri orizzonti!
Io poi, sono una curiosona di natura... e non sai quanto mi trattengo, tipo, con te...che già mi ispiri simpatia qui, figuriamoci se ti incontrassi dal vero...!
Ma tornando a un discorso più generale io credo che ci si possa provare, a fare il "salto di qualità"... Chi più chi meno, ognuno a modo suo siamo "speciali" qui, e ci accomuna il disgusto per una certa pratica "fascista"...giusto?
E che ci vuole, allora, a convivere in pace nello stesso spazio, senza guardare per forza nel piatto dell'altro? Ci sarà sempre chi è più bello o più brutto, di me. Chi è più intelligente e chi è più sciocco... Chi è più educato, chi meno... Ma c'è spazio per tutti! Ed è davvero sciocco sprecare un'opportunità come questa che ci è stata data, di crearci un forum nostro...pur nel rispetto di regole, ovvio...
A me piace un sacco leggere cose non convenzionali, ad esempio... ricordo un tuo 3d sui diversi tipi di musica... la diversità mi affascina.
Forse mi sto ripetendo, ma se il mondo va così è perchè abbiamo perso la capacità di essere curiosi verso gli altri... questo è un mondo che ci fa chiudere. E non c'è cosa più brutta, che chiudersi...
Anche per me questa è una palestra, come pure le amicizie reali, gli affetti, il lavoro....
E non mi pongo l'obiettivo di farmi capire da tutti: solo i miei simili, potranno entrarmi dentro, come io in loro. Lo sperimento ogni giorno. Anche qui. ed è una conquista, per me.
Forse anche qui c'entra la chimica : )

edit. posso?  bacio (non è colpa mia: sei irresistiiibbbbile! ;p)
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Re: Quanto Pesano i Condizionamenti Ambientali?

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