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dietro le quinte del sistema

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Messaggio Da delfi68 il Sab Feb 15 2014, 22:11

la dignità e la civiltà di una nazione si misura dal livello di digntà e civiltà delle sue carceri..ogni altro parametro è viziato dal sistema del mercato e del prodotto, il carcere non produce assolutamente nulla, consuma poco e di scarso valore..in quel luogo si vede la vera e cruda realtà morale ed etica del Sistema una volta svestito dall'interesse economico verso le persone che non producono e non consumano..

cit. riv. R. Curcio





dal min. 7 in poi è poesia..


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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da delfi68 il Sab Feb 15 2014, 22:22

Ho letto li la mia prima poesia..ed è li che ho scritto la mia prima poesia: sul muro bianco..


dritto al cuore passando dagli occhi..




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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da silvio il Dom Feb 16 2014, 00:18

Certo sono posti di uno squallore unico, il brutto è che uno ci fa pure l'abitudine
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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da delfi68 il Mer Feb 26 2014, 14:19

oh..perbacco, guarda un po che collegamenti...




sentire bene!!!




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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da delfi68 il Ven Mag 09 2014, 10:39

princeton, non solo complottisti..

https://www.princeton.edu/~mgilens/Gilens%20homepage%20materials/Gilens%20and%20Page/Gilens%20and%20Page%202014-Testing%20Theories%203-7-14.pdf

Martin Gilens e Benjamin I. Page ha scritto:I politicanti nostrani, quando vogliono avvalorare una propria tesi politica, spesso prendono ad esempio gli Stati Uniti, il faro luminoso della democrazia occidentale.

Ogni riforma costituzionale, ogni provvedimento economico e ogni prospettiva sociale, se vigente negli Stati Uniti, allora è lecita ed esportabile in ogni parte del mondo.

Tuttavia, questa prospettiva potrebbe essere diventata più miope di quanto non si creda, sopratutto dopo la recente pubblicazione di uno studio prodotto dalla prestigiosa Università di Princeton.

Nella loro riflessione, i professori Martin Gilens e Benjamin I. Page spiegano che gli Stati Uniti sono ben lungi dall’essere una democrazia, come la maggior parte degli americani e della popolazione terrestre credono. In realtà, la federazione di stati nordamericani è ormai più vicina ad un’oligarchia aziendale!

I ricercatori hanno preso in esame i dati provenienti da circa 1800 provvedimenti politici che coprono 20 anni di attività governativa statunitensi. Ebbene, i dati hanno rivelato una decisa svolta verso gli interessi elitari di una piccola classe dominante, composta da membri potenti che esercitano il controllo totale sull’intera popolazione: il governo degli Stati Uniti rappresenta, dunque il cittadino ricco e potente, non più il cittadino medio.

Sebbene queste “rivelazioni” possono sembrare “ovvie” a chi è uso a frequentare teorie del complottismo secondo le quali è una ristretta élite a governare il mondo sotto le false vesti della democrazia, lo studio contribuisce a illustrare quanto sta succedendo realmente negli Stati Uniti e a porre lo scenario nel quale ci troviamo al di fuori di qualsiasi complottismo o propaganda populista.

Le politiche messe in atto tra il 1981 e il 2002 mostrano lo spiccato atteggiamento della classe politica americana a favorire i grandi agglomerati patrimoniali a scapito del cittadino medio, con lo scopo di tutelare gli interessi degli individui ricchi e a mantenere le cose come sono.

“Il punto centrale che emerge nella nostra ricerca è che le élite economiche e i gruppi organizzati che rappresentano gli interessi commerciali hanno un impatto sostanziale sulla politica del governo degli Stati Uniti, mentre i gruppi di interesse di massa e dei cittadini medi hanno poca o nessuna influenza”, spiegano i ricercatori.

Non è una novità, direte voi. “Gli americani godono di molte funzioni per la governance democratica, come regolari elezioni, libertà di parole e di associazione. Ma noi crediamo che se la politica è dominata da potenti organizzazioni imprenditoriali e da un piccolo numero di ricchi, le pretese americane di essere una società democratica sono gravemente minacciate”. Chapeau!

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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da Mix il Ven Mag 09 2014, 13:23

Per come ho sempre percepito la questione politica statunitense questo studio non dice granché: hanno sempre avuto il mito del self made man, della riuscita individuale come soluzione ai problemi, con una forte avversione per le soluzioni di sostegno generalizzato alle fasce deboli della popolazione, che nel loro immaginario (mainstream) devono piuttosto essere protagoniste della promozione degli individui più validi per mezzo dell'impegno personale del singolo.
Lì c'è una degenerazione della democrazia come c'è da altre parti, probabilmente a causa di un periodo troppo lungo di troppo blanda selezione degli addetti ai lavori. Che non sono più necessariamente persone con forti ideali, disposte a rischiare in proprio e a pagare a caro prezzo per le loro convinzioni.
La pressione selettiva bassa ha favorito i burocrati, i professionisti politici, senza ideali, che non sono certo i più indicati a contrastare poteri impressionanti come le corporation o le mafie, con cui anzi viene loro più naturale contrattare soluzioni di compromesso che vadano bene ad entrambe le parti, scaricando i costi sulle parti deboli della società, quelle che hanno meno potere di condizionamento sotterraneo.

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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da Avalon il Ven Mag 09 2014, 15:17

Mix, per questo post mi manca un verde.

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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da silvio il Sab Mag 10 2014, 09:29

@Mix ha scritto:Per come ho sempre percepito la questione politica statunitense questo studio non dice granché: hanno sempre avuto il mito del self made man, della riuscita individuale come soluzione ai problemi, con una forte avversione per le soluzioni di sostegno generalizzato alle fasce deboli della popolazione, che nel loro immaginario (mainstream) devono piuttosto essere protagoniste della promozione degli individui più validi per mezzo dell'impegno personale del singolo.
Lì c'è una degenerazione della democrazia come c'è da altre parti,  probabilmente a causa di un periodo troppo lungo di troppo blanda selezione degli addetti ai lavori. Che non sono più necessariamente persone con forti ideali, disposte a rischiare in proprio e a pagare a caro prezzo per le loro convinzioni.
La pressione selettiva bassa ha favorito i burocrati, i professionisti politici, senza ideali, che non sono certo i più indicati a contrastare poteri impressionanti come le corporation o le mafie, con cui anzi viene loro più naturale contrattare soluzioni di compromesso che vadano bene ad entrambe le parti, scaricando i costi sulle parti deboli della società, quelle che hanno meno potere di condizionamento sotterraneo.

Però va tenuto conto di una cosa, che in USA vogliono evitare e non ci riescono spesso, di avere una situazione tipo la nostra dove molte leggi e regolamenti, procedure burocratiche, oltre che frenare lo sviluppo, vengono fatte solo per trarre sostentamento alla pubblica amministrazione ed alla classe politica ed i suoi sostenitori.
Di fondo è giusto che non si creino bande organizzate di stampo mafioso legale, che vivono da parassiti.
In USA ce ne sono tante, di solito legate alla polizia, difesa, ecc..., un mondo sterminato che succhia soldi e risorse, un controstato, vedi CIA, FBI, DEA, con poteri enormi e antidemocratici.
Ma da noi è peggio, quindi non mi stupisco della diffidenza del cittadino americano verso organizzazioni statali.
Noi ci siamo abituati, ma loro hanno gli antenati che sono fuggiti proprio da questa camorra legale.
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Messaggio Da Avalon il Sab Mag 10 2014, 09:44

...e se la sono ricostituita peggio.



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Messaggio Da Jael il Sab Mag 10 2014, 17:00

@Mix ha scritto:Per come ho sempre percepito la questione politica statunitense questo studio non dice granché: hanno sempre avuto il mito del self made man, della riuscita individuale come soluzione ai problemi, con una forte avversione per le soluzioni di sostegno generalizzato alle fasce deboli della popolazione, che nel loro immaginario (mainstream) devono piuttosto essere protagoniste della promozione degli individui più validi per mezzo dell'impegno personale del singolo.
Lì c'è una degenerazione della democrazia come c'è da altre parti,  probabilmente a causa di un periodo troppo lungo di troppo blanda selezione degli addetti ai lavori. Che non sono più necessariamente persone con forti ideali, disposte a rischiare in proprio e a pagare a caro prezzo per le loro convinzioni.
La pressione selettiva bassa ha favorito i burocrati, i professionisti politici, senza ideali, che non sono certo i più indicati a contrastare poteri impressionanti come le corporation o le mafie, con cui anzi viene loro più naturale contrattare soluzioni di compromesso che vadano bene ad entrambe le parti, scaricando i costi sulle parti deboli della società, quelle che hanno meno potere di condizionamento sotterraneo.
È anche favorito chi si vuol fare il culo. Che i fannulloni lo prendano in culo mi pare solo giusto.
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Messaggio Da Mix il Sab Mag 10 2014, 19:19

@Jael ha scritto:
@Mix ha scritto:Per come ho sempre percepito la questione politica statunitense questo studio non dice granché: hanno sempre avuto il mito del self made man, della riuscita individuale come soluzione ai problemi, con una forte avversione per le soluzioni di sostegno generalizzato alle fasce deboli della popolazione, che nel loro immaginario (mainstream) devono piuttosto essere protagoniste della promozione degli individui più validi per mezzo dell'impegno personale del singolo.
Lì c'è una degenerazione della democrazia come c'è da altre parti . . .
È anche favorito chi si vuol fare il culo. Che i fannulloni lo prendano in culo mi pare solo giusto.
Non ho scritto che da una parte è tutto perfetto e neppure che sia meglio. Tutti i sistemi finchè sono sani, finché operano e/o reagiscono seguendo i propri ideali fondativi sono più o meno tutti buoni.

Il problema sorge quando le cose non vanno molto bene.
In quel frangente sistemi diversi danno effetti diversi.

Un sistema progressista idealmente dovrebbe tendere a far solidarizzare gli individui al fine di suddividere, in modo più sopportabile da tutti, i disagi che emergono, senza far degenerare eccessivamente la situazione per le fasce più deboli e svantaggiate della popolazione.
Il rischio di questo sistema è quello di favorire gli individui che sono ben integrati nel sistema generale di ammortizzamento sociale e/o organizzazione statale.
Con un rischio di inefficienza complessiva del sistema nel produrre la ricchezza necessaria ai bisogni di tutti i suoi individui. Rischio che, prima di tutti, verrà pagato inevitabilmente dai più deboli, comunque, perché i più abili troveranno in ogni caso sistemi di ripiego con cui cavarsela discretamente.

Almeno finché non c'è una situazione eccessivamente degradata e troppo compromessa.


Un sistema liberista idealmente dovrebbe garantire a tutti gli individui condizioni oneste di competizione, in modo da ottimizzare l'efficienza del sistema e da questa maggiore efficienza ricavare risorse che in teoria dovrebbero beneficiare un po' tutta la comunità nel suo complesso.
In questo sistema il rischio è marginalizzare la fascia più debole della comunità, quella meno competitiva, lasciandola senza il minimo di risorse per sopravvivere.


La realtà reale è più complessa delle semplificazioni teoriche e si caratterizza per i più vari miscugli di quegli approcci più generici e di altre forme di organizzazione sociale storicamente e culturalmente sviluppatesi nel corso della Storia.

Attualmente pare di essere in un momento di seria convulsione del sistema socio-economico dominante, quello capitalista-consumista.
Si sta evidenziando una distribuzione della ricchezza mai fino ad ora così concentrata nelle mani di poche persone ed organizzazioni.
Non è un sistema progressista e solidale ma non è neppure efficiente, complessivamente, anche se volessere essere visto in ottica liberista.
Infatti l'efficienza del sistema non ha più nessuna sensibile ricaduta su chi non è direttamente implicato in ricchezze ampiamente sopra la media, lasciando una preponderante fascia di popolazione, sempre più ampia man mano passa il tempo e si concentrano le ricchezze, in condizioni che diventano gradualmente più critiche.
Continuando su questo sentiero di sempre maggior concentrazione della ricchezza è probabilissimo che si arrivi ad un punto di collasso, in cui troppi attori non avranno nulla da perdere nel ribellarsi violentemente a questo sistema.
I migranti sono per ora una piccola minoranza di disperati che sono solo l'avanguardia di chi presto non avrà risorse per sopravvivere e non avrà altra scelta che rischiare l'azzardo dell'emigrazione in aree economicamente appena meno compromesse di quelle da loro abbandonate.

Un riequilibrio di qualche tipo sembra inevitabile, per quelle che sono le caratteristiche naturali dei sistemi di organizzazione sociale e/o biologica, che non ammettono squilibri troppo marcati per tempi troppo lunghi.

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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da Akka il Lun Mag 12 2014, 15:49

ba io non son daccordo con tutte ste critiche agli usa, è ovvio che hanno problemi giganteschi, ci saranno sempre e ovunque problemi giganteschi, bisogna trovare il modo perchè siano sostenibili

le polemiche, più o meno, sono sempre quelli, gli usa hanno un sistema di distribuzone della ricchezza profondamente ingiusto, hanno un sistema politico immobilista a causa delle mille(magari solo mille!) lobby che reclamano la loro parte ecc..

va anche detto che pure gli usa si stanno via via adeguando alla tendenza dominante, quella dell' accentramento burocratico e dell' aumento delle funzioni dei governi centrali(in cui le politiche redistributive stanno aumentando di molto rispetto al passato), in un certo senso questo oggi è indispensabile, bisogna competere con mostri demografici come india e cina, sono quindi necessarie politiche economiche unitarie e decise, è necessario(e comunque non è assolutamente detto che sia un bene!) delegare la gestione delle risorse ai governi centrali, da settimane sono in corso trattative serratissime circa nuovi accordi tra usa ed europa per aumentare il commercio di qualche centinaio di miliardi, così da tener un po' a freno il potere sempre maggiore della cina sui mercati

insomma, sembra necessario imporsi una 'linea tecnocratica' che ci permetta di contrastare, o almeno di non subire troppo, la concorrenza dei cosiddetti brics

bisogna tener presente che questa 'linea tecnocratica' non sempre è in grado di armonizzarsi con le realtà locali, che spesso ne risentono pesantemente, lo vediamo con l' euro, zone prima benestanti adesso vivono tassi di disoccupazione folli

quindi capire dove stia l' equilibrio è molto problematico, e se aggiungiamo che dipendiamo strettamente dal commercio con zone del mondo che vivono stravolgimenti continui e giganteschi, l' equilibrio, o il riequilibrio generale del sistema, sembra essere difficile
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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da delfi68 il Dom Ago 31 2014, 22:05

[Fonte: http://ecocosas.com/eg/las-10-multinacionales-mas-peligrosas-del-mundo/ - Scelto e Tradotto per www.comedonchisciotte.org da Silvia Soccio].



1. Chevron

Sono diverse la grandi compagnie petrolifere che starebbero in questa lista, ma la Chevron merita un posto d’eccezione.
Tra il 1972 e il 1993 la Chevron (allora Texaco) ha riversato 18 miliardi di galloni di acqua tossica nei boschi tropicali dell’Ecuador senza intervenire minimamente, distruggendo i mezzi di sussistenza degli agricoltori locali e facendo ammalare le popolazioni indigene.
Nel 1998 la Chevron ha contaminato anche gli Stati Uniti, la città di Richmond (California) ha querelato la compagnia per smaltimento illegale di sostanze inquinanti senza aver effettuato il trattamento delle acque reflue, contaminando così le forniture di acqua. Lo stesso è accaduto nello New Hampshire nel 2003.
La Chevron è stata responsabile della morte di diversi nigeriani che hanno protestato contro l’impresa per la sua presenza e per lo sfruttamento del delta nigeriano.
La compagnia ha pagato la milizia locale conosciuta per i suoi abusi contro i diritti umani, per mettere a tacere le proteste, fornendo loro perfino elicotteri e barche. I militari aprirono il fuoco contro i manifestanti, e rasero poi al suolo i loro villaggi.
 

2. De Beers

Questa impresa non bada a spese, e finanzia, appoggia e crea autentiche guerriglie e dittature del terrore per poter continuare a ottenere, attraverso lo sfruttamento di bambini e adulti, la pietra preziosa.
In Botswana, De Beers è stata accusata per la “pulizia” delle terre da cui estrae i diamanti, e per il trasferimento forzato dei popoli indigeni che vivevano li da migliaia di anni. Pare che il governo abbia tagliato le forniture d’acqua, minacciato, torturato e impiccato pubblicamente i dissidenti.
Per non parlare della sua quasi totale assenza di responsabilità verso l’ambiente, degli inesistenti diritti dei lavoratori, delle vite umane, e delle sue campagne sudice e maschiliste.
 

3. Philip Morris

Philip Morris è il più grande produttore di sigarette degli Stati Uniti e del mondo.
È ormai noto che le sigarette causano cancro nei fumatori, e difetti di nascita nei bambini di madri che fumano durante la gravidanza.
Il fumo di sigaretta contiene 43 cancerogeni conosciuti e più di 4.000 sostanze chimiche, incluso il monossido di carbonio, la formaldeide, il cianuro di idrogeno, l’ammoniaca, la nicotina e l’arsenico.
La nicotina, sostanza chimica che costituisce il principale elemento psicoattivo nel tabacco, da dipendenza psicologica. Fumare aumenta la pressione arteriosa, danneggia il sistema nervoso centrale e la costrizione dei vasi sanguigni.
Le cicche di sigarette sono uno dei principali inquinanti che i fumatori buttano via quotidianamente e sono lenti a degradarsi. Molti di questi filtri si fanno strada nel terreno o nell’acqua, dove i loro componenti chimici si comportano come vere sanguisughe.
Il tabacco contamina la terra con gli estesi ettari di monocoltivazione, cosparsi quotidianamente con agrotossici, e anche la sua produzione industriale inquina (si utilizzano, infatti, enormi quantità di carta, cotone, cartone, metallo, combustibili …), il suo consumo inquina l’atmosfera, danneggia chi le compra e chi sta loro vicino.
Le sue cicche impiegano anni a degradarsi disperdendo nel terreno e nell’acqua un’enorme quantità di sostanze tossiche.
 

4. Coca-Cola

La bevanda preferita del mondo o “il latte del capitalismo”, accumula querele e sanzioni in diversi paesi a causa delle gravi contaminazioni, delle cattive pratiche lavorative e per l’uso di acque non autorizzate.
Nella fase di produzione, la compagnia utilizza quasi tre litri di acqua per ogni litro di prodotto finito.
Le acque di scarto sono costituite da sostanze inquinanti che la multinazionale deposita in luoghi protetti, come accadde in Colombia, situazione per la quale fu multata nell’agosto scorso dalla Segreteria Regionale per l’Ambiente del municipio di Bogotá. È stato dimostrato che la compagnia aveva scaricato acque residuali nell’Humedal de Capellanía, nella zona di Fontibón.
Il fatto è considerato un attentato contro un’area di speciale importanza e protezione ecologica. Il processo di inquinamento dell’Humedal de Capellanía iniziò con la scadenza del permesso di riversamento concesso alla multinazionale per cinque anni e con la non autorizzazione della Segreteria per l’Ambiente a rinnovare tale permesso.
Successivamente, grazie a dei sopralluoghi tecnici, è stato verificato lo stato della rete fognaria di Coca-Cola e la realizzazione di discariche industriali, chiaramente non autorizzate.
Una situazione molto simile si è verificata in India nel 2005, dove un migliaio di manifestanti hanno marciato per chiedere la chiusura dello stabilimento vicino Varanasi. Denunciavano che tutte le comunità vicine agli stabilimenti di imbottigliamento Coca-Cola stessero subendo l’espropriazione delle loro terre e l’inquinamento delle falde acquifere.
Analisi tossicologiche hanno dimostrato la presenza di alte percentuali di pesticidi vietati come il DDT e, da “buoni vicini”, hanno distribuito i loro scarichi industriali ai contadini di Mehdigani dicendo che sarebbero serviti da “concime”. Il risultato è che oggi quei suoli sono sterili.
Come se non bastasse, la bevanda in questione, oltre a consumare acqua in eccesso, non apporta nessun elemento nutritivo, anzi, contiene alte concentrazioni di zucchero, uno dei fattori che maggiormente contribuisce all’obesità che colpisce sempre di più le popolazioni dei paesi in via di sviluppo, generando inoltre, problemi dentali. L’effetto dissetante è dato dall’acido fosforico.
Sapevate che …

  • La Spagna è il paese europeo che consuma più Coca-Cola?
  • Prodotti come Fanta, Sprite, Aquarius, Nestea, Minute Maid, Tab, Sonfil, Finley, Nordic Mist o Fruitopia (ce ne sono 324 diversi) appartengono a Coca-Cola?
  • Una lattina da 33 cl. contiene 35 gr. di zucchero?
  • Nel 1931 Coca-Cola ha cambiato l’abito verde di Babbo Natale con quello rosso in una campagna pubblicitaria, per abbinarlo al colore della sua società?
  • Alcune università ad Atlanta, Toronto, California, Irlanda o Berlino hanno già espulso Coca-Cola dai propri campus?
  • Le bottiglie di plastica di Coca-Cola non sono di materiale riciclato, ma di plastica vergine?
  • Sarà stata una casualità che l’ex presidente messicano Fox fosse anche ex rappresentante di Coca-Cola? e che Adolfo Calero, ex amministratore di Coca-Cola, fosse agente della CIA e volto pubblico della ContraNicaragüense? e l’ambasciatore degli Stati Uniti in India? e il magnate golpista Cisneros, in Venezuela? e il ministro Jorge Presno, in Urugay?
  • Dispone di delegazioni in più di 200 paesi, tra i quali anche paradisi fiscali come il Bahrein o le isole Cayman, per evadere le tasse a proprio beneficio?
  • Nel 2003 ottennero benefici per 21.044 milioni di dollari (la metà delle spese previste dall’ONU per garantire l’educazione primaria a tutti i bambini del mondo)?
  • Guida potenti gruppi di potere: si oppose al trattato di Kyoto attraverso le sue lobby US Council for International Business e la Business Round Table, cambiò regolamenti nell’UE attraverso l’American Chamber of Commerce, è la fondatrice dell’International Life Science Institute che influenza molto la FAO e la OMS, ecc.?
  • Contiene prodotti transgenici?

La prossima volta che compri una bevanda, ricorda l’inquinamento degli Humedales, l’uso non autorizzato di acque sotterranee, la violenza, che un litro equivale a tre … non è meglio una limonata?
 

5. Pfizer

Come se la massiccia sperimentazione su animali non fosse già abbastanza straziante, Pfizer ha deciso di utilizzare i bambini nigeriani come fossero porcellini d’India.
Nel 1996 la casa farmaceutica andò a Kano, in Nigeria, a testare un antibiotico sperimentale nel terzo mondo, per combattere malattie come il morbillo, il colera e la meningite batterica.
Diedero trovafloxacina a circa 200 bambini. Decine di loro morirono nell’esperimento, mentre molti altri svilupparono malformazioni fisiche e menomazioni mentali.
Pfizer può vantarsi anche di essere tra le prime dieci compagnie statunitensi responsabili dell’inquinamento atmosferico. Per non parlare degli incentivi milionari che fornisce ai medici e ai governi affinché prescrivano i suoi “farmaci”.
 

6. McDonald’s

Ogni anno migliaia di bambini consumano il fast food (“cibo veloce”) di un’impresa responsabile della deforestazione dei boschi, dello sfruttamento dei lavoratori, e della morte di milioni di animali: McDonald’s.
Strategie di marketing abilmente architettate hanno permesso l’espansione di McDonald’s in 40 paesi, dove l’empatica immagine di Ronald McDonald e il suo Happy Meal, vende ai bambini il gusto per il cibo rapido, associandolo a un’idea di allegria.
Questa pubblicità ha avuto un grande successo in diverse parti del mondo, contribuendo agli alti tassi di obesità infantile.
L’alimentazione che propone questa impresa è totalmente carente di sostanze nutrienti. Inoltre, questo cibo è conosciuto in tutto il mondo come “cibo spazzatura”, e non è un caso che riceva questo nome.
Gli hamburger e i “nuggets” offerti da McDonald’s provengono da animali mantenuti in condizioni artificiali per tutta la loro vita: privati di aria libera e luce solare, vengono ammucchiati al punto da non poter allungare le zampe o le ali (nel caso dei polli), rimpinzati di ormoni per accelerare la crescita e di antibiotici per arrestare le molteplici infezioni alle quali sono esposti a causa delle insalubri condizioni che genera il sovraffollamento.
I polli vengono fatti ingrassare al punto che le zampe non sono più in grado di reggere il loro peso. Per la concessione del franchising, McDonald’s acquista a basso prezzo terreni che prima ospitavano boschi tropicali e li deforesta per consacrarli all’allevamento. Offre salari minimi ai suoi dipendenti, approfittando delle minoranze etniche e assumendo minori.
I prodotti di McDonald’s, con il loro alto contenuto di grassi, zuccheri e sale, contribuiscono al sovrappeso dei bambini, alla resistenza all’insulina e al conseguente Diabete di Tipo 2. Ah, vi avevo detto che è stata una delle finanziatrici della campagna di George W. Bush?
 

7. Nestlé

Neslté e la sua enorme distesa di crimini contro l’uomo e la natura, come la massiccia deforestazione nel Borneo – l’habitat degli orango è stato seriamente compromesso – per coltivare la palma da olio, l’acquisto di latte dalle fattorie confiscate illegalmente da un despota in Zimbabwe.
La Nestlé iniziò a provocare gli ambientalisti con le sue ridicole affermazioni che l’acqua imbottigliata è “ecologica”, da li in poi la sua sinistra rete di controllo e distruzione è andata dipanandosi.
Nestlé ha condotto campagne a livello mondiale per convincere le madri dei paesi in via di sviluppo a utilizzare il suo latte per neonati al posto del latte materno, senza fornire le informazioni sui possibili effetti negativi.
Pare che Nestlé abbia assunto donne vestite da infermiere per portare gratuitamente il latte in polvere in questi paesi, latte che viene spesso mischiato con acqua contaminata. I mezzi di informazione non hanno parlato dei bambini morti di fame perché, una volta finito il latte, le loro madri non potevano permettersi di comprarne altro.
 

8. British Petroleum

Chi potrebbe dimenticare l’esplosione, nel 2010, di una piattaforma petrolifera nella costa del Golfo del Messico, che causò 11 morti oltre alle migliaia di uccelli, tartarughe marine, delfini e altri animali, distruggendo la pesca e l’industria del turismo della regione? Questo non è stato il primo crimine contro la natura commesso dalla BP.
Tra gennaio del 1997 e marzo del 1998, BP ha provocato la bellezza di 104 fuoriuscite di petrolio. Tredici lavoratori della squadra di perforazione morirono nel 1965 durante un’esplosione, 15 in un’esplosione nel 2005.
Ancora nel 2005, un traghetto che trasportava lavoratori della compagnia, naufragò provocando la morte di 16 di loro. Nel 1991, la EPA (Agenzia ambientale degli stati Uniti) menzionò la BP come l’impresa più inquinante degli Stati Uniti.
Nel 1999 la compagnia fu accusata di uso illegale di sostanze tossiche in Alaska, poi, nel 2010, di aver immesso pericolosi veleni nell’aria, in Texas. Nel luglio 2006 gli agricoltori colombiani ottennero un accordo con la BP dopo averla accusata di ricorrere a un regime di terrore portato avanti dai paramilitari del governo colombiano che proteggevano l’oleodotto di Ocensa. Non c’è modo di far agire correttamente la BP.
 

9. Monsanto

Monsanto, è l’impresa che ha creato e sostiene gli alimenti geneticamente modificati, gli ormoni della crescita per i bovini, l’avvelenamento con prodotti agrotossici.
La lista di Monsanto include: la creazione dei semi “suicidi” (Terminator), brevettati allo scopo di generare piante che non producono semi, costringendo così gli agricoltori a ricomprarli ogni anno; l’istituzione di lobby che etichettino con la dicitura “libero da ormoni” il latte e il latte artificiale per neonati (questa dicitura si trova anche se il bovino ha ingerito ormoni della crescita, un comprovato agente cancerogeno).
Così come un’ampia gamma di violazioni ambientali e della salute umana associate all’uso dei veleni Monsanto – soprattutto l’Agente Arancio.
Tra il 1965 e il 1972 la Monsanto ha riversato illegalmente tonnellate di residui altamente tossici nelle discariche del Regno Unito. Secondo l’Agenzia per l’Ambiente, trent’anni dopo, i prodotti chimici stavano ancora contaminando le falde acquifere e l’aria.
Monsanto è nota per aggredire i propri agricoltori che invece afferma di “sostenere”, come quando denunciò un agricoltore facendolo incarcerare per aver conservato i semi del raccolto di una stagione per piantarli la stagione seguente.
 

10. Vale

La miniera Vale, transnazionale brasiliana presente in 38 paesi, è la più grande impresa di sfruttamento di minerali dell’America Latina e la seconda a livello mondiale.
Tra i vari meriti, spicca quello di aver partecipato allo sviluppo della centrale idroelettrica di Belo Monte, situata ad Altamira, in Brasile.
Il progetto, infatti, ha colpito il fiume Xingú, la principale fonte di sostentamento della regione, causando un drastico cambiamento nel paesaggio amazzonico e nella vita di migliaia di popolazioni che vivono lungo le sponde di uno dei principali fiumi del Brasile.
A Carajás, nella regione brasiliana di Pará, numerose famiglie sono state sgomberate, hanno perso le loro case e ognuno ha qualche parente morto a causa della costruzione della linea ferroviaria realizzata dall’impresa, denunciata anche per le pessime remunerazioni e condizioni di lavoro dei propri impiegati.
Le conseguenze del modo di agire della miniera non si limitano solo al Brasile. Nella regione di Tete, in Mozambico, un’intera popolazione è stata cacciata dalla sua terra affinché l’impresa potesse portare avanti lo sfruttamento del carbone.
In cambio l’impresa ha costruito un insediamento in cui le case e i servizi pubblici non sono sufficienti a garantire le condizioni basilari per lo sviluppo della popolazione.
Esistono purtroppo molte altre corporazioni che si sono guadagnate tutto il diritto di essere presenti in questa lista, come la Samsung, la Tepco, Barclays, Microsoft, Intel, Sony … ecc.

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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da delfi68 il Dom Ago 31 2014, 22:08


Secondo Natural News, si tratta soprattutto il rifiuto di quello che viene definita come “Tecnologia di ristrutturazione della carne” spesso usata dai fast food come McDonald’s, un processo grazie al quale si ottiene un bell’hamburger con un contenuto minimo di carne.
Pare che il McRib, uno dei prodotti di punta del McDonald’s, sia ottenuto con 70 ingredienti differenti che includono una miscela di trippa, cuore e stomaco scottato, azodicarbonamide e una farina-agente sbiancante, spesso usata nella produzione di materie plastiche espanse.


Dopo aver lottato per più di un decennio per mantenere i conti fuori dal ‘rosso’, la catena di fast food americana è costretta a chiudere tutti i suoi punti vendita aperti in Bolivia. E i dati stanno facendo notizia.
Nonostante le molte campagna pubblicitarie e promozionali, già nel 2002 McDonald’s dovette chiudere otto dei suoi ristoranti posizioniati nelle principali città boliviane di La Paz, Cochabamba e Santa Cruz de la Sierra.
Ora, l’ultimo hamburger è stato servito dopo aver annunciato un piano di ristrutturazione globale secondo il quale la catena chiuderà i battenti nelle ultime sette cittadine della Bolivia, a fronte di profitti veramente miseri.
Qualsiasi altra impresa, con i numeri presentati dai bilanci di McDonald’s, avrebbe cessato l’attività in metà del tempo. Eppure, la forza economica del colosso della ristorazione fast ha permesso di galleggiare per 14 anni senza vedere il becco di un profitto.
Negozio dopo negozio, la Bolivia ha respinto la logica del mangiare proposta da McDonald’s, fino a costringere l’azienda americana a dichiarare bandiera bianca.
Il fallimento di McDonald’s ha avuto un impatto così profondo che è stato prodotto anche un documentario dal titolo ‘Porque quebro McDonald’s en Bolivia‘ (Perchè McDonald’s è andato in bancarotta in Bolivia), cercando di spiegare perchè i boliviani non hanno mai accettato di mangiare i panini del fast food americano.
Il documentario include interventi di cuochi, sociologi, nutrizionisti ed educatori, i quali concordano tutti sul fatto che i boliviani non sono contrari all’hamburger in sè, ma contro la logica del ‘fast food’, un concetto totalmente rifiutato dalla mentalità del paese latinoamericano.
Come spiega hispanicallyspeakingnews.com, i boliviani semplicemente non si fidano dei cibi preparati in così poco tempo. Il metodo di produzione di massa dei fast food, semplice e veloce, non li convince, perchè i pasti devono essere preparati adeguatamente.
Costoro nutrono un grande rispetto per il loro corpo e quindi hanno grande attenzione per quello che finisce nel loro stomaco. Se nelle altre culture, compresa la nostra, mangiare da McDonald’s ogni settimana non viene percepito come un rischio per la salute, per i boliviani il basso costo dei cibi del fast food non vale il rischio per la salute.
Preferiscono cibi ben preparati, piatti locali e desiderano sapere se quello che stanno mangiando è stato preparato nel modo giusto.
Come scrive il blog El Polvorin, “il fast food rappresenta l’esatto contrario di ciò che i boliviani considerano un pasto preparato come si deve. Per essere buono, il cibo deve essere preparato con amore, dedizione, seguendo le basilari norme igieniche e i corretti tempi di cottura”.
Insomma, una vera e propria lezione sul senso del mangiare (non solo ridotto al nutrimento, ma come fenomeno di socialità) e sul rispetto di se stessi.
Secondo Natural News, si tratta soprattutto il rifiuto di quello che viene definita come “Tecnologia di ristrutturazione della carne” spesso usata dai fast food come McDonald’s, un processo grazie al quale si ottiene un bell’hamburger con un contenuto minimo di carne.
Pare che il McRib, uno dei prodotti di punta del McDonald’s, sia ottenuto con 70 ingredienti differenti che includono una miscela di trippa, cuore e stomaco scottato, azodicarbonamide e una farina-agente sbiancante, spesso usata nella produzione di materie plastiche espanse.
Dopo di che, alla miscela vengono aggiunte delle proteine e la decorazione, in modo che possano essere ‘stampate’ in un fabbrica dedicata e sembrare delle vere e proprie costolette di maiale. Eppure, vengono proposte e vendute come costole di suino fresche. Ma non c’è niente di vero!
Questa è l’idea disgustosa che i boliviani hanno rifiutato e che potrebbe diventare un esempio stimolante da seguire nel resto del mondo.

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Messaggio Da delfi68 il Mer Set 03 2014, 13:21

e' un articoletto interessante e lo metterei pure qui..tanto per ribumbre un po..


L’ascesa del “petroyuan” verso un regime valutario meno dollaro-centrico nei mercati energetici internazionali, con implicazioni potenzialmente gravi per la posizione del dollaro, è già in corso. Mentre la Cina è emersa quel principale attore sulla scena energetica mondiale, ha anche intrapreso un’estesa campagna per internazionalizzare la propria valuta. Una quota crescente del commercio estero della Cina viene espressa e regolata in renminbi; l’emissione di strumenti finanziari denominati in renminbi è in crescita. La Cina persegue un processo prolungato di liberalizzazione essenziale alla piena internazionalizzazione del renminbi in conto capitale, permettendo maggiore flessibilità dei tassi di cambio dello yuan. La Banca Popolare di Cina (PBOC) ha ora accordi di swap con oltre 30  altre banche centrali, il che significa che i renminbi è già un’efficace valuta di riserva.

http://aurorasito.wordpress.com/2014/08/07/lascesa-del-petroyuan-e-lerosione-dellegemonia-del-dollaro/

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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da delfi68 il Ven Set 05 2014, 23:54

sole 24 e altri ha scritto:In un contributo offerto al Sole 24 Ore, Guido Rossi, avvocato e giurista, nonché eminente attore della vita economica italiana, scrive testualmente:
“Quella attuale è la nuova forma di feudalesimo, che sottrae la sovranità agli Stati e alle sue istituzioni: si potrà forse dire non schiave, ma ridotte spesso, con ingiustificata presunzione, a semplici esecutori di politiche economiche, monetarie e sociali, imposte non certo democraticamente dal di fuori.
Il trasferimento della sovranità dello Stato democratico al Leviatano tecnocratico della troika (composta dalla Bce, l’Fmi e le istituzioni europee dominate dall’ideologia cultural-politica tedesca, che impone punizioni e austerità agli Stati peccatori), passaggio invero che sembra obbligato per arrivare all’unica possibile soluzione di un’Europa politicamente unita e democratica, comporta quindi una revisione totale dei diritti dei cittadini e delle istituzioni democratiche, assopite nelle loro funzioni e dedite ormai solo all’esecuzione delle decisioni di gerarchie esterne e fuorvianti”.

Pare chiaro, che quando si parla di ultra-ricchi, non si sta parlando semplicemente di persone che hanno a disposizione qualche milione di dollari o euro.
Si tratta di gruppi di persone con tanto denaro da poter acquistare tutti i beni e i servizi prodotti in Europa e negli Stati Uniti nel corso di un intero anno e di essere in grado di “coprire” tutti i debiti pubblici dei paesi occidentali. Parliamo di somme di danaro così imponenti, che ci è difficile anche solo concepirle.
In base a tale sistema neo-feudale, tutti gli altri abitanti del pianeta che non fanno parte di questa elite, compresi i nostri governi, diventano schiavi di costoro grazie al malefico sistema del “Debito Pubblico”.
Basta guardarsi intorno per rendersi conto di quello che sta succedendo: tutti i paesi del mondo annegano nel debito, e tutto l’ammontare del debito non fa altro che rendere gli ultra-ricchi ancora più ricchi.
Ma costoro non si accontentano di sedersi beati sulla loro oscene montagne di denaro. Essi fanno della loro ricchezza uno strumento straordinario per dominare gli affari delle nazioni.
Con mirati e studiati movimenti di denaro, possono influenzare l’andamento dei titoli di stato, l’andamento della borsa e far salire o scendere il famigerato “spread”. Per non parlare poi delle agenzie di rating, le quali, con valutazioni apparentemente arbitrarie, condizionano pesantemente il flusso degli investimenti in un determinato paese.
L’elite dei Paperoni possiede praticamente ogni grande banca e ogni grande società multinazionale del pianeta. Usano una vasta rete di società segrete, gruppi di riflessione e organizzazioni di beneficenza per promuovere e portare avanti la loro “agenda” e per fidalizzare sempre di più i loro membri
 

 
Ma le ricadute del controllo dell’Elite non è solo economica. Attraverso i diritti di proprietà da loro posseduti sui mezzi di comunicazione e il dominio sul sistema di istruzione, essi influenzano il modo di vedere e interpretare il mondo, proponendo un “cultura” univoca che diventa sempre più dominante, e che sempre più si allontana dall’idea naturale di “umanità”.
Con il loro denaro, finanziano le campagne dei nostri politici, che una volta eletti, non tradiranno le aspettative dei loro mentori. Grazie a questi fedeli “faccendieri”, l’elite è in grado di influenzare organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e l’OMC.
Se si fa un passo indietro per avere una visione generale del quadro, non si ha più alcun dubbio su chi gestisce il mondo. Grazie alle armi di “distrazione” di massa, buona parte dell’umanità non è in grado di percepire il magistrale disegno occulto; altri, invece, sono talemente assuefatti e appagati dal sistema che farebbero di tutto pur di difenderlo.
 
 

Ma quanti soldi hanno gli ultra-ricchi?

Non dobbiamo pensare che gli ultra-ricchi depositino i loro soldi nelle banche nazionali come facciamo noi. Essi hanno il privilegio di possedere conti correnti nei cosiddetti “paradisi fiscali”, nei quali la tassazione è del tutto ridicola o, praticamente, assente.
Quindi, costoro, non solo riempiono i loro depositi con i soldi maturati grazie all’infausto meccanismo del debito pubblico, ma si sottraggono anche alla tassazione nazionale (ormai giunta a più del 55%), evitando di sostenere i servizi utili alla collettività, quali la sanità, la sicurezza o l’istruzione.
Nonostante ci continuano a mentire parlandoci di una crisi creata a tavolino, l’elite globale ha davvero accumulato una ricchezza considerevole nell’ultimo periodo. Di seguito, uno stralcio tratto da un articolo proposto dall’Huffington Post del 7 luglio 2012, a firma di Chris Vellacott della Reuters:
“Secondo una ricerca pubblicata nel mese di luglio 2012, gli individui ricchi e le loro famiglie hanno più di 32 mila miliardi di dollari di attività finanziarie nascosti in paradisi fiscali off-shore, con una perdita fiscale pari a 280 miliardi di dollari l’anno.
Lo studio stima l’entità della ricchezza privata globale detenuta in conti correnti off-shore, senza contare le attività non-finanziarie, come i patrimoni immobiliari, l’oro, e i beni mobili, che aggiungerebbero all’entrate dell’erario tra i 21 e i 32 miliardi di dollari.
La ricerca è stata condotta grazie alle pressioni del gruppo Tax Justice Network, che si batte contro i paradisi fiscali, guidata da James Henry, ex capo economista della McKinsey & Co.
Per realizzare le stime, si sono utilizzati i dati della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale, delle Nazioni Unite e delle Banche Centrali. Secondo Henry, la ricchezza detenuta all’estero rappresenta un buco enorme per l’economia mondiale”.
Ma, come detto in precedenza, il problema non è solo la mastodontica quantità di denaro posseduta dall’elite. Nel corso del tempo, costoro hanno acquistato praticamente ogni grande banca e ogni grande compagnia del pianeta.
In un’eccezionale articolo comparso su NewScientist il 24 ottobre del 2011 è riportato uno studio su oltre 40 mila aziende transnazionali condotto dal Politecnico Federale di Zurigo.
L’analisi rivela che le relazioni esistenti tra le imprese messe sotto osservazione creano un nucleo che fa riferimento ad un gruppo molto ristretto di grandi banche e società che domina l’intero sistema economico globale. I ricercatori hanno scoperto che questo nucleo centrale è costituito da sole 147 aziende, intrecciate in una trama molto stretta:
“Quando il gruppo di ricerca ha cominciato a districare l’enorme rete di proprietà, è risalito ad una ‘super-entità’ costituita da 147 società. Tutta la proprietà di queste aziende è detenuta dai membri di questa super-entità che controlla il 40% della ricchezza totale del nucleo.
La maggioranza proprietaria della rete è detenuta da istituzioni finanziarie, mentre solo l’1% è detenuto dalle imprese stesse. In cima alla lista ci sono 20 banche, tra le quali Barclays Bank, JPMorgan Chase & Co, e The Goldman Sachs Group”. [Vedi la lista completa].
Il potere e il controllo esercitato da questo gruppo ristretto di persone è veramente notevole e difficile da descrivere. Quello che impressione è il fatto che non parliamo di fatti accaduti oggi, ma che si perdono nelle piaghe della storia. Senza andare troppo indietro nel tempo, riportiamo alcune della parole proferite da Jonh F. Hylan, ex sindaco di New York, in un discorso del lontano 1922:

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Messaggio Da delfi68 il Gio Set 25 2014, 12:19

De Falco (caso schettino) demansionato e rimosso da compiti operativi..i grandi capitali che muovono su genova se lo sono tolti dal cazzo..
De Magistris, inquirente del caso Why Not, che osò toccare i potenti è stato condannato a un anno e passa per abuso d'ufficio..colpirne uno per educarne cento..



Ma quando ci stancheremo di questi schifosi, politici e lobbysti che insultano in continuazione il popolo???


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Messaggio Da delfi68 il Ven Set 26 2014, 13:24

Corte di Palermo: napolitano deve testimoniare.

Napolitano al Csm: la riforma della giustizia è urgente e improrogabile! (riforma concordata con il pregiudicato Berlusconi e il figlio del truffatore renzi, il matteo).

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Messaggio Da Fux il Ven Set 26 2014, 13:52

Voler riformare la giustizia e la Costituzione insieme a un pregiudicato è semplicemente osceno.

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Messaggio Da Lyallii il Ven Set 26 2014, 15:04

@delfi68 ha scritto:De Falco (caso schettino) demansionato e rimosso da compiti operativi..i grandi capitali che muovono su genova se lo sono tolti dal cazzo..
De Magistris, inquirente del caso Why Not, che osò toccare i potenti è stato condannato a un anno e passa per abuso d'ufficio..colpirne uno per educarne cento..



Ma quando ci stancheremo di questi schifosi, politici e lobbysti che insultano in continuazione il popolo???


Sai che penso? Che non frega un cazzo ai più. Nel senso che sì, tutti dicono la stessa cosa, che i politici son una merda, che c'è la crisi e loro se ne fregano ecc ecc ma poi, ci si rincoglionisce davanti face, su youtube, si mette un link o una frase contro lo stato e poi ci si lamenta al bar e basta. Chi sta male davvero, che è senza soldi, è disperato perchè è solo. Magari ha 300 amici virtuali su face ma è solo e nessuno lo aiuterà perchè piu o meno siamo tutti nella merda e perchè a nessuno frega tanto Dell altro ma Dell ultimo cellulare che ci si deve comprare. Tutto sto schifo un po' di anni fa non sarebbe successo, non così sfacciatamente! Ci sarebbe stata una rivoluzione, la gente si sarebbe unita per farsi sentire davvero, realmente e non virtualmente.
Ce la stanno mettendo in quel posto, col sorriso e noi manco diciamo "ahi".

La colpa non è la loro, la colpa è la nostra e siamo complici e abbiamo sulla coscienza quei poveracci che si son tolti la vita che non arrivavano a fine mese.

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Messaggio Da delfi68 il Ven Set 26 2014, 16:11

parole sante..

solo ieri l'altro un amico m'ha chiesto aiuto ma non ho potuto darglielo..e mi sento una merda anche se realmente non ho nessuna risorsa disponibile ora e adesso..magari tra un po chissà..

comunque sia è cosi..

Non ricordo quanti anni hai lya..ma se sei abbastanza grande ricorderai che un tempo abbastanza ecente le cose erano del tutto diverse! ..SI USCIVA DI CASA per incontrare qualcuno..per corteggiare o essere corteggiate, per un dibattito sulla politica o foss'anche per sentitre mauro Beglino o dario Fò! ..incedibile ma io mi ricordo perfettamente come ci si sente a leggere un libro in biblioteca!! ..ricordo la partita di Hokey e il "centro culturale Ottobre Rossso" del vecchio PCI sotto casa..

si usciva e si parlava seduti in salette smunte su seggiole in la inato marrone mezze sminchie...

se stavi male o non ti radevi la barba si vedeva..se c'avevi l'insonnia pure..se mangiavi poco o fumavi troppo..si capiva dagli occhi se avevi appena pianto o se un graffio sul collo lasciava capire gli esisti dell'ultima lite...

se mi avesse visto, il mio amico avrebbe capito che non mentivo nell'essere a culo a terra..e io pure forse avrei capito..

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Messaggio Da delfi68 il Dom Dic 21 2014, 23:38


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Messaggio Da delfi68 il Gio Gen 01 2015, 14:00

Notizie che sfuggono nei TG

https://it.finance.yahoo.com/notizie/scacco-putin-alloccidente-083000616.html


Movimenti valutari e aurei dietro le quinte del sistema..




Notoriamente il presidente russo Putin non sta simpaticissimo all'occidente: viene spesso accusato di essere freddo, crudele e immorale, accuse rafforzate dal suo passato nel KGB. Nessuno l’ha però mai accusato di mancanza d’intelligenza, anzi, le accuse contro quest’uomo ne risaltano solo la capacità di pensiero analitico e come rapidamente prenda decisioni politiche ed economiche chiare ed equilibrate.
I recenti sviluppi economici di Stati Uniti e occidente in generale, ci permettono di concludere che qui la valutazione dei media occidentali della personalità di Putin è perfetta.
Nonostante i segnali di ripresa che vengono sbandierati ovunque, oggi l’economia occidentale - guidata dagli Stati Uniti, è caduta nella trappola di Putin. E quanto più l’occidente cerca di uscire da questa trappola, più sprofonda.
Qual è la vera tragica situazione dell’occidente e degli Stati Uniti?
Dopo aver compreso di aver fallito in Ucraina, l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, si proponeva di distruggere l’economia russa con la riduzione del prezzo del petrolio e del gas quali principali proventi dalle esportazioni del bilancio della Russia e della ricostituzione delle riserve auree russe.
Se vi stavate chiedendo perché il prezzo del petrolio sia sceso così tanto, beh, ecco la risposta.
Era già successo, sotto la presidenza di Reagan. Quella volta le azioni occidentali per abbassare i prezzi del petrolio ebbero successo, facendo crollare l’URSS. Ma la storia non si ripete sempre. Questa volta le cose sono diverse per l’occidente.
La risposta di Putin verso l’occidente assomiglia agli scacchi e al judo, quando la potenza utilizzata dal nemico viene usata contro di esso ma a costi minimi per la forza e le risorse del difensore.
La vera politica di Putin non è sbandierata ai quattro venti, è nascosta; si concentra sull'efficenza, non sull’effetto.
Pochissimi capiscono cosa fa Putin oggi. E quasi nessuno capisce cosa farà in futuro. Non importa quanto strano possa sembrare, ma oggi Putin vende petrolio e gas russi solo in oro. Naturalmente accetta ancora il dollaro come mezzo di pagamento, ma cambia immediatamente tutti i dollari ottenuti dalla vendita di petrolio e gas con l’oro fisico!
Per capirlo è sufficiente osservare le dinamiche della crescita delle riserve auree della Russia e confrontarle con le entrate in valuta estera della Federazione Russa dovute alla vendita di petrolio e gas nello stesso periodo.
Vi faccio notare che nel terzo trimestre di quest’anno, la Russia aveva acquistato la quantità incredibile di 55 tonnellate di oro. Più delle banche centrali di tutti i Paesi del mondo messi insieme!
Delle 93 tonnellate di oro acquistato dalle banche centrali di tutto il mondo, in questo periodo, l’impressionante volume di 55 tonnellate acquistate appartiene alla Russia .
Sappiamo tutti che l’Europa non potrà sopravvivere senza l’energia dalla Russia.
E la Russia è pronta a vendere petrolio e gas all’occidente solo in cambio dell’oro!
La svolta del gioco di Putin è il meccanismo della vendita di energia russa all’occidente solo con l’oro, agendo indipendentemente dal fatto che l’occidente sia d’accordo o meno nel pagare petrolio e gas russi con il suo oro artificialmente a buon mercato.
Perché la Russia, con un flusso regolare di dollari dalla vendita di petrolio e gas, in ogni caso potrà convertirli in oro ai prezzi attuali, depressi con ogni mezzo dall’occidente. Cioè al prezzo dell’oro, artificialmente e meticolosamente abbassato varie volte da FED e EFS, contro un dollaro dal potere d’acquisto artificialmente gonfiato dalle manipolazioni nel mercato.
Fatto interessante: la compressione dei prezzi dell’oro da parte del reparto speciale del governo degli Stati Uniti, l’ESF (Exchange Stabilization Fund), per stabilizzare il dollaro, è una legge degli Stati Uniti.
In questo momento* l’occidente spende gran parte di sforzi e risorse nel comprimere i prezzi di oro e petrolio. In tal modo, da un lato distorce la realtà economica esistente a favore del dollaro statunitense e d’altra parte vuole distruggere l’economia russa* che si rifiuta di svolgere il ruolo di vassallo obbediente dell’occidente.
Risorse come oro e petrolio sono proporzionalmente indebolite ed eccessivamente sottovalutate rispetto al dollaro USA in conseguenza dell’enorme sforzo economico occidentale. E ora Putin vende risorse energetiche russe in cambio di quei dollari artificialmente gonfiati dagli sforzi occidentali, e con cui compra oro artificialmente svalutato rispetto al dollaro USA dagli stessi sforzi occidentali!
C’è un altro elemento interessante nel gioco di Putin. L’uranio russo.
Una di ogni sei lampadine negli USA ne dipende. La Russia lo vende agli Stati Uniti sempre in dollari. Così, in cambio di petrolio, gas e uranio russi, l’occidente paga la Russia in dollari, il cui potere di acquisto è artificialmente gonfiato verso petrolio e oro dagli sforzi occidentali.
Ma Putin usa questi dollari solo per ritirare oro fisico dall’occidente dal prezzo denominato in dollari USA e quindi artificialmente abbassato dallo stesso occidente.
Questa veramente geniale combinazione economica di Putin mette l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, nella posizione aggressiva e diligente del serpente che divora la propria coda. L’idea di questa trappola economica dell’oro tesa all’occidente, probabilmente non è di Putin molto del consigliere per gli affari economici, dottor Sergej Glazev.
L’idea dell’economista dottor Glazev è stata brillantemente attuata da Putin, con il pieno appoggio del collega cinese Xi Jinping.
Particolarmente interessante in questo contesto sembra la dichiarazione a novembre della Prima Vicepresidentessa della Banca centrale della Russia Ksenia Judaeva, che sottolineava come la BCR può utilizzare l’oro delle sue riserve per pagare le importazioni, se necessario.
E’ ovvio che date le sanzioni occidentali, tale dichiarazione sia destinata ai Paesi BRICS, e prima di tutto la Cina.
Per la Cina, la volontà della Russia di pagare le merci con l’oro occidentale è molto conveniente: essa ha recentemente annunciato che cesserà di aumentare le riserve auree e valutarie denominate in dollari USA.
Considerando il crescente deficit commerciale tra Stati Uniti e Cina (la differenza attuale è cinque volte a favore della Cina), questa dichiarazione tradotta dal linguaggio finanziario, dice: “La Cina non vende più i suoi prodotti in cambio dei dollari”.
I media mondiali hanno scelto di non far notare questo storico passaggio monetario .
Attenzione: la Cina, ovviamente, continuerà ad accettare i dollari come mezzo di pagamento intermedio per i propri prodotti. Ma appena presi se ne sbarazzerà immediatamente, sostituendoli con qualcosa di diverso nella struttura delle sue riserve auree e valutarie.
E qui si pone una domanda interessante: con cosa la Cina sostituirà i dollari guadagnati con il commercio? Con quale valuta o bene?
L’analisi dell’attuale politica monetaria della Cina dimostra che molto probabilmente i dollari commerciali, o una parte sostanziale, la Cina li sostituirà e di fatto li ha già sostituiti, con l’oro fisico. Pertanto, il solitario delle relazioni russo-cinesi è un grande successo di Mosca e Pechino.
La Russia acquista merce direttamente dalla Cina con l’oro al prezzo attuale. Mentre la Cina compra risorse energetiche russe con l’oro al prezzo attuale. In questo festival russo-cinese della vita c’è un posto per ogni cosa: merci cinesi, risorse energetiche russe e oro quale mezzo di pagamento reciproco.
Solo il dollaro non vi trova posto e non sorprende, perché il dollaro USA non è un prodotto cinese, né una risorsa energetica russa. È solo uno strumento finanziario intermedio di liquidazione, un intermediario inutile. Ed è consuetudine escludere gli intermediari inutili dall’interazione di due partner commerciali indipendenti.
L’enfasi sulla frase “oro fisico” è posta perché in cambio delle sue risorse energetiche fisiche, non di ‘carta’, la Russia ritira oro dall’occidente, ma solo nella sua forma fisica, non di carta.
Così anche la Cina, acquisendo oro fisico occidentale artificialmente svalutato per pagare prodotti reali inviati all’occidente.
Le speranze occidentali che Russia e Cina accettino in pagamento per le loro risorse energetiche e beni “shitcoin” o cosiddetto “oro cartaceo” di vario genere, non si sono concretizzate.
Russia e Cina sono interessate solo all’oro, metallo fisico, come mezzo di pagamento finale.
Così, Putin ha messo l’occidente in una situazione di stallo priva di prospettive economiche positive. L’occidente può usare la maggior parte dei suoi sforzi e risorse per aumentare artificialmente il potere d’acquisto del dollaro, ridurre artificialmente i prezzi del petrolio e il potere d’acquisto dell’oro.
Il problema dell’occidente è che le scorte di oro fisico in suo possesso non sono illimitate. Pertanto, più l’occidente svaluta petrolio e oro contro dollaro statunitense, più velocemente svaluterà l’oro dalle sue non infinite riserve.
In questa combinazione economica brillantemente interpretata da Putin, l’oro fisico dalle riserve occidentali finisce rapidamente in Russia, Cina, Brasile, Kazakhstan e India, Paesi BRICS. Al ritmo attuale di riduzione delle riserve di oro fisico, l’occidente semplicemente non avrà tempo di fare nulla contro la Russia di Putin, fino al crollo dei petrodollari mondiali occidentali.
Negli scacchi la situazione in cui Putin ha messo l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, si chiama “tempi bui”. Il mondo occidentale non ha mai affrontato eventi e fenomeni economici come quelli attuali.
L’URSS vendette rapidamente oro durante la caduta dei prezzi del petrolio. La Russia acquista rapidamente oro durante la caduta dei prezzi del petroli Autore: Gennaro Porcelli Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online

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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da silvio il Ven Gen 02 2015, 00:32

Non ho seguito il discorso di Napolitano, ma di questo stato di cose non riesco bene a comprenderne il senso, che cavolo sta succedendo, dove stiamo andando ?
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silvio


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Re: dietro le quinte del sistema

Messaggio Da delfi68 il Ven Gen 02 2015, 01:03

rientro dei beni acquistati dai privati agli istituti bancari.

durante le fasi UP, la gente accumula ricchezza monetaria, ci compra beni e sta sempre meglio.
poi si innesca una fase DOWN e i beni che vennero acquistati con 100 lire, vengono rivenduti a 30 lire per bisogno di liquidità o impossibilità a mantenerne il debito d'uso (case, immobili..)

è continua cosi in continuo..

immagina se non ci fosse una svalutazione dei beni e della moneta! ..si diventerebbe ricchi all'infinito? ..impossibile.
è anche impossibile distribuire troppa ricchezza troppi beni in mano ai privati sennò non servirebbe più il ricorso alle riserve bancarie per una fetta di popolazione troppo grande! es: il mutuo te lo fa tuo padre con soldi suoi, non servono denari per attività d'impresa poichè ce li hai già di tuo..
Cadrebbe il sistema bancario.

quindi bisogna far si che la gente lavori per produrre, accumulare e poi per tenere testa alla crisi, cedendo beni e rilavorando per riottenerli di nuovo..e cosi via, in un vincolo infinito.

nessuno deve poter fare impresa con soldi suoi..in italia se ne conteranno due o tre..ma forse nemmeno, alla fin fine tutti gli imprenditori sono sempre esposti con le banche. E se non lo sono oggi lo saranno domani con la prossima crisi dei mercati..

sono tutte cazzate che ci mettono in mente, tanto siamo cosi poco longevi per capire un moto economico a lungo termine e se qualcuno ce lo dice pensiamo subito al complottismo..ma non esiste nessun obbiettivo se non tirare a vivere più o meno decorosamente..con profonde crisi ogni due-tre generazioni familiari, con minori picchi di ricchezza-povertà familiare mano a mano che si scende verso le categorie più povere. (più sei povero meno ti accorgi delle oscillazioni)

famiglie ricche hanno alti e bassi in misura degli UP e DOWN dei mercati, accumulano e ricedono e ricorrono periodicamente al credito bancario.
le famiglie più povere al massimo contraggono un mutuo che estinguono i figli, i nipoti spesso rivendono il bene per l'onda Down che arriva verso la terza generazione..

è un continuo..il boom degli anni 60, poi il crollo del 95/2000 ..ora si restituisce..tra qualche hanno si riparte..

la prima crisi mondiale è dei primi del 1900 con le conseguenze note: azioni ritirate da poche banche per pochi cents di dollaro..case senza valore rientrate alle banche..

è un ciclo continuo..un rimescolamento delle carte utile solo a mantenere un livello medio costante sul lungo termine, con una radicazione cronica al ricorso bancario, debito.

non ha un fine diverso che quello di tenere ferme le acque. una massa di individui cosi grande richiede una stabilità perfetta la quale si può ottenere soltanto con un moto altalenante con una media centrale a lungo termine che determina la media ottimale che qualcuno che ne capisce ha stabilito si debba fissare lo standard del livello di vita..

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la consapevolezza della normalità della follia è una cosa che mi fa impazzire!
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